SCENA DECIMA

Questa storia è la storia di una storia che racconta un'altra storia o meglio altre storie o che piuttosto crede di raccontarle perché ciò che può essere mostrato non può essere detto dice lei e lui dice forse è vero non so ma adesso io volevo dire un'altra cosa volevo dire che qui abbiamo anche un caso che è un caso dei più esemplari di processo a mezzo stampa questo tipo di processo che diventerà una pratica corrente per tutti gli anni 70 grandi processi pubblici sommari in cui si emettono subito a caldo a tamburo battente e in una sola volta incriminazioni giudizi e sentenze

che sono poi le cose che restano nella testa alla gente che di tutta la storia poi si ricorderà solo quello e per sempre che ha letto allora sul giornale nei titoli in prima pagina e se anche uno risulterà assolto innocente quando forse un giorno lontano si farà il vero processo in tribunale poi ci sarà sul giornale solo un trafiletto minuscolo in una pagina che nessuno legge e il risultato lo vediamo ancora oggi dice il biondo perché vediamo che quello che è rimasto nella memoria di quasi tutta la gente di quel periodo degli anni 70 è che è stato un periodo cupo e sanguinoso mentre come tutti ci ricordiamo è stato un periodo sì duro e teso ma soprattutto di vitalità e di gioia e di intelligenza e di passione

qui forse adesso quello che servirebbe sarebbe fare un momento una parentesi e vedere come a partire dalla situazione e dal clima di allora la situazione si trasformerà tracciare insomma le linee di quello che avverrà dopo la morte dell'editore la nuova svolta che si determinerà non per questa morte naturalmente ma nel processo storico dice il biondo si d'accordo dice il libraio però volevo aggiungere una cosa a quello che dicevi prima che non è cominciata qui questa pratica del processo a mezzo stampa è cominciata già prima è cominciata in grande stile con piazza Fontana mi ricordo un episodio quando ho appreso la notizia quando sono uscito di casa quel pomeriggio che non ne sapevo ancora niente della strage

passo davanti all'edicola che mi conosce e dove compro sempre il giornale e l'edicolante con una faccia molto triste preoccupata mi chiede ha visto ha sentito io non sapevo niente e dico no lui prende il giornale il Corriere d'informazione mi sembra e me lo spalanca davanti con i titoli della strage e mi dice con una faccia quasi un po' da rimprovero mi dice eh ma non si fanno di queste cose io resto lì e come cosa non si fanno gli rispondo duro eh no lui si tira subito indietro e la cosa finisce lì ma la cosa è grave perché il giornale già annunciava gli anarchici come autori della strage e quello mi conosceva come anarchico comunista e cosi via

per capire il clima di allora dice il biondo teniamo anche conto che la morte dell'editore avviene pochi giorni dopo che a Milano c'è stato il più grosso episodio di guerriglia urbana il famoso 11 marzo con l'assalto e le fiamme al Corriere della sera tre ore di scontri duri di battaglia nel centro della città con i sassi le bottiglie le fionde con le barricate con i giovani che respingono per ore gli attacchi della polizia che poi alla fine disorientata si ritira sparando all'impazzata candelotti a altezza d'uomo e uno di questi poi in piazza della Scala piglia in faccia da pochi metri un passante un pensionato e lo uccide

è interessante notare dice il libraio che questi scontri nascono ancora sulla lotta antifascista nascono in largo Cairoli contro un comizio fascista della maggioranza silenziosa però subito gli scontri si spostano verso altri obiettivi il Corriere della sera e le vetrine della Renault che vanno in frantumi insieme a alcune macchine esposte per ricordare l'assassinio di Overney un compagno ucciso a Parigi da un guardione della Renault è da notare anche che da quella manifestazione alcuni gruppi meno radicali si erano dissodati è proprio in quel periodo che per mancanza di elaborazione strategica i gruppi finiscono per esaurirsi e si rompe la loro unità d'azione e nasce l'autonomia

l'autonomia nasce su questo nasce dicendo l'antifascismo non è il problema l'antifascismo noi lo diamo per scontato il vero problema è lo scontro interno della sinistra in questa seconda fase questa svolta che avviene dopo la morte dell'editore la rivoluzione incomincia a decentralizzarsi dovunque c'è da rimettere in gioco qualcosa in rapporto alla propria collettività di appartenenza incomincia a sollecitare e a sostenere tutte le contraddizioni le insubordinazioni le rivolte tutte le rivendicazioni là dove nascono e allora nessuno ascoltava le Br che applicavano il vecchio modello rivoluzionario della centralizzazione politica monolitica che non aveva nessun rapporto con le insubordinazioni con il casino che stavano succedendo

e mentre il Pci facendo anche un indebito trapianto dell'esperienza cilena diceva è vero che c'è questa realtà golpista però bisogna sconfiggerla con un'altra strategia che non è quella del rapporto di guerra ma quella di riuscire a creare questa specie di fronte con i cattolici creare questo vasto movimento popolare per bloccare e isolare la destra golpista per cui il Pci parte su questo progetto a cui dà quel bruttissimo nome di compromesso storico cambia linguaggio butta via la vecchia retorica resistenziale e comincia a usare un linguaggio in cui sovrabbonda il termine democrazia però non sa inventare nient'altro riesce solo a vivacchiare a resistere alla dissoluzione della classe operaia distruggendo però tutte le forme di radicalità soprattutto nei giovani

lei si era avvicinata alla finestra e guardava giù dalla finestra adesso evidentemente qualcosa aveva attirato la sua attenzione perché era rimasta immobile un po' protesa in avanti sulla ringhiera che tagliava a metà la finestra senza appoggiarsi ma sporgendosi piegata verso lo strapiombo mi fai venire le vertigini da qua solo a guardarti disse il libraio non potresti tirarti un po' indietro? adesso no disse lei ma però potresti non guardarmi no ? ma che cosa stai guardando? disse il biondo lei non disse niente e non si mosse e continuò a guardare giù muovendo impercettibilmente la testa da destra verso sinistra come se stesse seguendo qualcosa mentre lui continuava a parlare

nell'autonomia non c'è un'idea di futuro questa è la novità perché mentre le rivoluzioni precedenti dicevano prima prendiamo lo stato poi lo trasformiamo il che vuole dire che quando fai una rivoluzione hai già una idea di futuro dentro il quale poi metterai tutte le vicende e le soggettività particolari vuol dire che prima ti scontri con una struttura dello stato delle gerarchie del lavoro esistente la abbatti la modifichi e poi rimetti in piedi un'altra struttura che sarebbe poi quella comunista e là dentro ci dovrebbe essere il modello di tutte le soggettività particolari che si risolvono e che invece non si risolvono poi per niente come abbiamo visto in tutte le realizzazioni finora del comunismo lei voltò la testa e ebbe la sensazione che gli altri stavano più attenti ai suoi movimenti silenziosi che alle parole di lui

questa è l'idea della struttura che poi determina tutte le altre cose che devono succedere e con la chiusura di questa fase antica della rivoluzione è anche questa idea che salta perché adesso quando le collettività i soggetti incominciano a rivoluzionare se stessi non partono più da una rimessa in discussione della struttura dello stato della gerarchia e così via ma agiscono e verificano immediatamente il rivoluzionamento nella loro situazione nella loro condizione attuale nella loro vita quotidiana e in questo senso sembrano agire senza futuro senza avere una visione di futuro globale perché le cose che fanno le fanno e le verificano direttamente nella loro situazione particolare dunque questa è una rivoluzione che marcia dentro i processi quotidiani e materiali e questa è stata la grande novità bene professore disse lei lasciando la finestra però adesso usciamo un po' no?

va bene adesso andiamo a fare due passi dice lui passiamo il ponte e poi scendiamo giù fino al torrente vi voglio fare vedere dove era il vecchio mulino lei è contenta di buonumore gli prende il braccio ridendo mentre scendono giù per il sentiero ripido verso il torrente incassato giù tra le rocce poi dietro viene il libraio mentre il biondo era rimasto un po' più indietro perché era tornato indietro a prendere qualcosa la macchina fotografica forse e il sentiero è molto ripido sotto si vedono le rocce appuntite tra cui scorre l'acqua del torrente e sopra di noi c'è il grande ponte che ci sovrasta da una riva all'altra riva e alzando ancora più gli occhi si vedono le cime delle montagne vicine

io credo che quella fascia generazionale lì che è quella del biondo dice il libraio mentre scendono giù per il sentiero credo che questi giovani che allora avevano 15 o 20 anni quando si trovano a fare questa scelta che matura tra il 71 e il 72 e che diventa negli anni successivi processo generale nelle fabbriche nelle scuole nelle parrocchie nei quartieri è come se avessero subito una modificazione antropologica non trovo altro termine una modificazione culturale di sé irreversibile da qui non puoi più tornare indietro per questo poi questi soggetti più tardi dopo il 79 quando tutto finisce impazziscono si suicidano si drogano proprio per l'impossibilità e l'insopportabilità di essere riomologati

il rumore delle cateratte dietro di loro si perdeva ora nel fragore della cascata ancora da raggiungere l'aria era piena di spruzzi e l'acqua polverizzata se non fosse stato per il fragore quasi si sarebbe potuto udire il crescere delle cose al rapinoso passare della corrente attraverso la folta vegetazione infracidita che da per tutto attorno a loro spuntava dal terreno alluvionale improvvisamente rivide in alto il cielo le nubi da rosse si erano mutate ora in bianco-azzurrine un colore particolare luminescente masse profonde e compatte alla deriva illuminate sembrava più dalla luna che dal sole e tra esse rombava ancora il cobalto fondo e impenetrabile del pomeriggio

perché gente come il biondo non può più tornare indietro da quella vicenda che nel 79 si rompe allora tutto si rompe tutto si è rotto però per rompere tutto occorre l'unione di tutti i partiti occorrono le forze armate occorre la magistratura occorrono tutti i mass media non è mai successo in uno stato moderno che ci voglia tutto questo spiegamento di forze per far fuori quella che viene definita una minoranza che invece era una maggioranza sociale in movimento di trasformazione di cui una parte ha subito una radicale modificazione antropologica come percezione del mondo delle emozioni del sesso della cultura del rapporto col denaro e quindi adesso se non sono impazziti restano ai margini o si appassionano per qualcosa che li riporta al loro passato come il biondo che è così appassionato adesso per l'idea di questo film

si sentì sciogliere il cuore un senso di pace generale di pace montana parve scendere su di loro era una sensazione falsa era una menzogna ma per un momento fu quasi come se stessero tornando a casa dalla spesa ai vecchi giorni lei gli prese il braccio ridendo si misero al passo ed ora c'erano di nuovo le muraglie e il loro viale declinava fino in strada dove nessuno aveva spazzato la polvere già impressa da nudi piedi mattutini ed ecco ora il loro cancello fuor dei cardini e steso a terra subito oltre la soglia come del resto era sempre stato steso con aria di sfida seminascosto sotto il cespo di buganvillea

guardali disse il biondo al libraio che aveva raggiunto mentre scattava una foto di lui e di lei che camminavano davanti a loro sottobraccio con aria felice non sembrano di nuovo una coppia? il libraio non poteva troppo guardare in basso per via delle vertigini era meglio quando risalirono per il sentiero anche se più faticoso poi erano lì di nuovo nella casa all'imbocco del ponte che lo vedevano dalla finestra proteso all'altra riva erano lì di nuovo seduti io non so come è meglio raccontare questa storia diceva lui e se bisogna veramente raccontare una storia non è questo quello che mi interessa veramente non so voi ma io non so se questo è quello che ci porta dall'altra parte del ponte lascia perdere qui ora abbiamo tutto il quadro storico e politico

però qui ora bisogna introdurre dei fatti nuovi bisogna che succeda un fatto nuovo perché se no qui non succede più niente la storia non va più avanti resta lì così per aria arenata dovremo sforzarci un po' a trovare qualcosa che funzioni perché ormai siamo quasi alla fine e prima della scena finale bisogna mettere lì ancora delle cose perché ci sono delle cose che ancora vanno dette e chiarite dunque dove eravamo rimasti? io sono stanca e non mi vengono altre idee dice lei potremmo bere qualcosa dice lui non vorresti smettere almeno per un po' di bere o almeno bere un po' meno? dice lei in tono affettuoso gentile questa volta

eppure non dobbiamo a noi stessi a quel nostro io che creammo indipendentemente da noi di tentare ancora ahimè che è accaduto all'amore e alla comprensione che un tempo avevamo che cosa sarà di tutto ciò che cosa sarà dei nostri cuori l'amore è la sola cosa che dà un significato alle nostre povere esistenze sulla terra non precisamente una scoperta temo penserai che io sia matto ma è anche così che bevo come se stessi ricevendo un sacramento oh ascoltami non possiamo permettere a ciò che creammo di sprofondare nell'oblio in questo modo squallido

eravamo rimasti che dopo avere visto i giornali con la storia del riconoscimento del cadavere la notizia clamorosa che si tratta dell'editore i commenti le supposizioni eccetera la sera si scazzano la mattina dopo c'è la conversazione col comandante in paese poi c'è il pranzo con la lepre in salmì alcuni sono partiti alcuni sono arrivati e poi non so parlano di come è stata commentata la figura dell'editore s'indignano per come è stata mistificata calunniata derisa e poi si accenna un po' a cosa è successo dopo la morte dell'editore be' no questo non è che possono dirlo loro là allora questo siamo noi che lo diciamo qua adesso

è rimasto in sospeso quell'invito la sera alla cena in paese la cena per le nozze dei due giovani amici del comandante questo va bene ci vanno lì tutti ci sono queste tavolate vino e allegria si suona la chitarra si cantano le canzoni le masse anche in Europa non stanno più a guardare la lotta esplode ovunque e non si può fermare ovunque barricate da Burgos a Stettino ed anche qui da noi da Avola a Torino da Orgosolo a Marghera da Battipaglia a Reggio la lotta dura avanza i padroni avran la peggio e quindi che cosa vuoi di più compagno per capire che è suonata l'ora del fucile? e così via e si canta anche Bandiera rossa e l'internazionale naturalmente e tutti che cantavano insieme

e poi quando c'è il momento della torta arriva la grande torta di nozze e lì sulla torta di nozze c'è una grande stella a cinque punte una stella rossa no ma questo è successo davvero io ci sono stato davvero a quel pranzo da quelle parti e penso che vada bene una scena così a questo punto una scena così è molto bella perché lasciando da parte le Br dovrebbe significare una scelta il passaggio alla nuova fase della rivoluzione una nuova storia che parte e che si mette in moto come poi in realtà è avvenuto qui non stiamo adesso a giudicare come e perché perché qui adesso stiamo solo raccontando una storia che è vera

naturalmente lì il biondo ci si trova benissimo fraternizza si unisce discutono s'intendono forse entrerà a far parte di quella banda forse in questo momento si gioca la sua scelta che sarà una scelta definitiva irrimediabile e che pagherà poi duramente ma senza rimorsi senza pentimenti gli altri noi siamo spettatori benevoli ma un po' distanti osservatori partecipi di una storia che ci riguarda ma di cui non saremo i protagonisti adesso lei vuole ballare adesso hanno cominciato a ballare con la musica che suona un valzerino e anche lei vuole ballare e balla col comandante che l'invita e che balla benissimo il valzer

e allora è lì che può essere che lì a un certo punto può arrivare quello con la valigia lo so che tu sei contraria ma pensiamoci un momento in tutto questo clima arriva lì alla festa quello della valigia arriva uno che nessuno conosce o che pochi conoscono o meglio uno che è di quel posto di quei paesi che lo conoscono tutti amico compagno degli sposi e dei loro amici uno del loro gruppo che è scomparso da un po' si dice che è entrato nella clandestinità arriva lì cercando con questa valigia dove ci sono dei documenti importanti lui è in fuga magari è ferito

magari era con l'editore sotto il traliccio pensa qualcuno e adesso deve affidare a qualcuno quella valigia perché deve andarsene alla svelta ha il tempo contato ma deve eseguire la sua missione consegnare quella valigia magari affidare a qualcuno la verità di quello che è successo sotto il traliccio di come è morto veramente l'editore forse quella verità è in una registrazione in una cassetta che consegna al comandante o a qualcun altro ma che non si dovrà ascoltarla prima del giorno del funerale dell'editore



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