SCENA DODICESIMA

Tanto questo film non si farà mai disse lei la scena del funerale disse il biondo facendo finta di non sentirla e chiudendo la finestra perché c'era troppo vento è l'ultima scena è quella in cui tutti sono lì insieme per l'ultima volta per qualcosa che avevano in comune e che non c'è più ci sono lì tutti al funerale dell'editore e si consumano tutte le storie si consuma la rottura tra la giornalista e il biondo che mi sembra già chiara e scontata e che s'intreccia con la sua scelta politica che lo porterà alla lotta armata ma naturalmente questa scelta va preparata magari in un dialogo col comandante da cui risultano che so le differenze e i punti in comune tra la lotta partigiana e la nuova lotta armata quelle cose che abbiamo già detto insomma

e poi c'è lì al funerale il comandante commosso e silenzioso che ha deciso ormai di mettersi da parte c'è il libraio di cui non ci siamo ancora occupati molto e su cui penso che bisogna inventare una storia che ha a che fare con il suo lavoro con la sua libreria se no perché c'è qui un libraio in questa storia e poi c'è soprattutto la storia tra lui e lei che è un po' la storia centrale di tutta questa storia il loro rapporto andato in crisi e che potrebbe anche quello finire h mentre c'è tutta questa confusione al funerale in questo clima strano di tristezza e di eccitazione che è una scena importante perché è quella che simbolicamente spiega tutto e dovremmo un po' metterla a punto adesso prima di lasciarci

non so se riusciamo adesso a parlare di quello che è successo allora disse lei a ricostruire o almeno a capirla perché in fondo questa cosa ci ha colti assolutamente impreparati finiva una storia politica intensamente vissuta insieme per cui a un certo momento questo veniva a mancare e non si poteva più andare avanti con una vita di coppia che non poteva più essere quella di prima e allora o si aveva la forza di inventarsene un'altra cioè di dire ci modifichiamo eccetera ma ci modifichiamo insieme e questo è difficile però bisognava parlarne bisognava avere voglia di parlarne ma allora non è stato così allora si passava il tempo a parlare di tutto quello che succedeva fuori perché allora fuori succedevano mille cose o a leggere i giornali e l'unica volta che mi sono sforzata di tentare di parlarti tu leggevi i giornali

lui ebbe la tentazione di rialzare il capo e gridare di gioia lei è qui con me svegliati lei è ritornata amor mio tesoro mio ti amo il desiderio di trovarla immediatamente di ricondursela a casa in giardino c'era ancora in attesa la bianca bottiglia di Tequila Añejo de Jalisco semipiena di porre fine a quella gita insensata d'essere soprattutto solo con lei lo colse e il desiderio pure lo colse di ricominciare immediatamente a vivere con lei una vita normale e felice una vita per esempio in cui fosse possibile la stessa innocente grazia e letizia che tutta quella brava gente intorno a lui godeva ma avevano mai condotto una vita normale e lieta? sì lo era stata

per dare un senso a questo personaggio femminile bisogna dargli un po' di spessore ma a tutti questi personaggi bisogna dargli un po' di spessore o non si capisce bene chi sono che cosa sono il libraio per esempio ce lo siamo perso per strada non può mica essere solo quello che registra le storie che senso ha in questa storia certo disse il biondo che si era messo a camminare su e giù nervoso ma qui tutti i personaggi sono appena accennati stiamo ancora solo cercando degli spunti delle motivazioni da inserire in questo quadro di quel periodo che abbiamo cercato di ricostruire mettendoci un po' tutti i nostri ricordi le nostre valutazioni ripensandolo adesso a distanza poi certo bisognerà poi scendere nei particolari

ma non si tratta solo di particolari disse lei ma anche di cose generali come il fatto che allora vivevamo un'idea e su questa idea tutto si muoveva facciamo questo facciamo quello facciamo la rivoluzione non c'era nessun bisogno di comunicarsi nulla c'era un obiettivo tutto esterno rispetto al quale agio disagio questo mi piace di più o di meno di quello che piace a te non era poi tanto importante l'importante era tutto fuori non era importante come erano le persone non era importante come era l'uomo come era la donna quello che voleva uno quello che voleva l'altro perché c'era questa specie di enorme mano di cemento che si stendeva su tutto e quindi non si stava tanto a pensare come dovevano essere i rapporti non solo tra uomini e donne ma anche tra gli uomini tra di loro e poi su tutto questo è arrivato l'alito della morte

perché non ce ne andiamo ora domani oggi stesso che cosa ce lo impedisce lui le cinse le spalle col braccio pose la testa bagnata di sudore sui capelli di lei come un bambino e per un istante fu come se uno spirito di compassione e di tenerezza aleggiasse su di loro vegliandoli proteggendoli lui riprese stancamente perché no? andiamocene per l'amor di dio andiamocene a migliaia a milioni di chilometri di distanza ovunque tu voglia purché sia lontano semplicemente lontano da tutto questo gran dio lontano di qua

secondo me disse il libraio dovrebbe essere lei che determina la rottura perché lei ha la coscienza della situazione in cui si trova il loro rapporto mentre lui sente solo un disagio che non si preoccupa tanto di approfondire per me allora è stato il contrario io invece in quel periodo ho fatto una famiglia ho fatto una figlia con quella ragazza con cui ero andato quella volta a trovare l'editore e ho fatto la libreria proprio in quell'anno l'ho fatta perché allora c'era una necessità che si sentiva anch'io sentivo che quella fase lì il 68 la contestazione l'autunno caldo era finita era stata una fase esaltante avevi capito tante cose però quello che facevi non era più sufficiente sentivi che occorreva costruire qualcosa di nuovo nei luoghi in cui ti trovavi a operare o altrimenti uscire da quel luogo e inventarne un altro

e questo in un certo senso è quello che ha fatto anche l'editore perché anche lui sentiva questa necessità che è diventata chiara per tutti in quel periodo di questo passaggio dalla teoria alla prassi come sperimentazione nel quotidiano e che da lì in poi non era più possibile la doppia funzione per esempio conciliare di lavorare in un giornale borghese e stare nel movimento adesso tu dovevi mettere in discussione direttamente il tuo ruolo e proprio nell'ambito del lavoro che sapevi fare costruire direttamente quotidianamente la possibilità di sperimentare la rivoluzione oggi qui da subito e con gli strumenti che tu avevi

se fai l'insegnante metterai in discussione il tuo libro di testo come facevano allora gli insegnanti che avevano fatto un centro di documentazione che faceva capo alla libreria e che volevano abolire tutta la cultura borghese fin dalla scuola materna se fai il professore all'università farai dei seminari sui Grundrisse come facevi tu e se lavori nei libri inventi una libreria magari un circuito di diffusione come struttura di servizio del movimento queste cose bisognava fare e si facevano allora ma questo forse quella coppia non l'ha capito o almeno non l'hanno capito insieme l'hanno capito forse con tempi diversi ma dovreste essere voi a dircelo a dirci insomma perché allora vi siete lasciati

ma io sono tornata lei diceva almeno pareva non lo vedi siamo qui ancora insieme siamo noi non puoi vederlo le labbra le tremavano lei stava per piangere e a un tratto gli fu vicina fu tra le sue braccia ma lui guardava al di sopra della sua testa si posso vederlo rispose ma non poteva vedere soltanto udire il mormorio il pianto e sentire l'irrealtà io ti amo ma non potrò mai perdonarti abbastanza profondamente era questo che aveva in mente di aggiungere? e tuttavia stava andando con la mente ancora a tutta la vicenda dal principio alla fine come fosse per la prima volta a tutto quello che aveva patito senza di lei

deve essere chiaro disse lei che lei non lascia quella storia perché non le è piaciuta io quella storia l'ho trovata molto appassionante e non posso dire che mi faceva rabbia perché mi è stata imposta perché quella storia io me la sono voluta e l'ho amata e è stata bella anche per me però forse poi dopo ho pensato che ne dovevo trovare magari di meno belle ma dove non sto lì da una parte insieme a voi che gentilmente mi portate con voi a vedere l'editore o gli scontri in piazza allora tutta questa impostazione qua a un certo momento non mi riguardava più per cui mi sembra più giusto che lei adesso nemmeno ci sia al funerale lei non ci va proprio al funerale e lui la cerca ma lei non c'è perché è già uscita da questa storia

la finestra si spalancò di colpo una raffica di vento freddo sparpagliò i fogli sul tavolo alcuni caddero per terra e il libraio si affrettò a raccoglierli mentre il biondo chiudeva un'altra volta la finestra girando bene in fondo la maniglia facciamo in fretta disse lui riempendosi un bicchiere non abbiamo più molto tempo io penso che su questa storia di lei e di questa coppia dovremo tornarci su un'altra volta ma ci siamo dimenticati un'altra cosa molto importante che qui alla fine deve venire fuori sempre se siamo tutti d'accordo su questa storia del nastro della registrazione che loro ascoltano dopo il funerale tu no naturalmente perché tu hai già voluto uscire da questa storia no?

dio sa che ti ho già visto così infinite volte i pensieri di lei stavano dicendo l'amore di lei stava dicendo nella semioscurità del bar troppe volte perché tutto questo possa comunque rappresentare una sorpresa tu mi stai rinnegando ancora ma questa volta c'è una profonda differenza questa è come l'ultima rinnegazione oh perché non puoi tornare indietro dovrai continuare così sempre così all'infinito a camminare in questa stupida tenebra cercandola anche ora là dove non posso raggiungerti sempre più a fondo nella tenebra della separazione della scissione oh perché lo fai?

lui vuotò il bicchiere e continuò quello con la valigia che è arrivato lì alla festa con la valigia ha consegnato quel nastro con su tutta la storia a qualcuno che secondo me devi essere tu perché il fatto che sei la memoria storica delle storie di questi anni non è un ruolo da sottovalutare non sono d'accordo con lei perché è un ruolo che si può anche mostrare che può creare situazioni interessanti e dunque sarà poi il libraio dopo il funerale a far ascoltare questo nastro ai personaggi di questa storia e questo nastro concluderà la storia dell'editore perché lì c'è forse la verità della sua morte

la verità disse lei ho freddo e adesso credo che dobbiamo proprio andare ma potremo sempre tornarci su un'altra volta su questa storia forse questa volta ci siamo preoccupati troppo di trovare sempre delle spiegazioni e delle verità a tutti i costi e forse abbiamo perso di vista qualcosa di più importante forse invece le cose più importanti sono quelle che non sappiamo e quelle che non sapremo mai quelle per cui la figura dell'editore e anche quelle dei nostri personaggi restano nonostante tutti gli sforzi che abbiamo fatto delle figure un po' misteriose che non potremo mai capire e spiegare fino in fondo ma che proprio per questo ci fanno capire delle cose non vi pare? forse hai ragione disse il biondo comunque adesso per concludere almeno per ora prima di lasciarci diciamo che la storia potrebbe finire così coloro che ascoltano dopo il funerale questo nastro questa voce sconosciuta che racconta la morte dell'editore

vanno salgono sulla loro macchina vanno verso il luogo fissato dall'appuntamento lì parcheggiano l'automobile scendono e si mettono a passeggiare poco dopo sul luogo fissato dell'appuntamento che era vicino al cinema Vox poco dopo vedono il pulmino parcheggiato più in là e lui che aspetta sono le 7,30 circa grosso modo loro si incontrano con lui e salgono sul pulmino e partono lui è teso molto nervoso sembra che durante la strada avesse rischiato di fare un paio di incidenti tanto che uno dei due gli disse di fermarsi parlava a scatti poi lui e il secondo si misero a scherzare a dire battute spiritose e poi cominciarono a parlare di quello che avrebbero fatto dopo l'indomani

arrivano sul posto e portano il pulmino vicino al campo distante dal traliccio circa qualche centinaio dicono 500 metri lì lo fermano e scendono dal pulmino e lui entra nel pulmino dalla parte posteriore cioè all'interno e dice agli altri di aspettare sta dentro un 10 minuti circa quando esce dal pulmino ha indossato una casacca di tipo militare con molte tasche scaricano tutti gli oggetti dal pulmino e vanno verso il traliccio il tempo è umido pioviggina un poco o è umido è quasi buio si vedono delle luci in lontananza i due non riescono a comprendere o a localizzare bene la natura delle luci ci sono delle case in fondo il tragitto dal pulmino al traliccio avviene con difficoltà perché le scarpe sprofondano nel terreno molle comunque giunti sul posto portano il materiale e iniziano il lavoro

i due si occupano dell'agganciamento dei candelotti di dinamite a pacchetti di otto attorno al primo pilastro questi candelotti vengono schiacciati all'interno del pilastro compressi con delle tavole di legno e legati con del filo di ferro da questo pacchetto di candelotti esce un filo già preparato che viene appeso a uno dei tiranti del traliccio a questo punto sembra che lui si renda conto che i fili di collegamento ai cavi elettrici sono troppo corti si incazza bestemmia decide di usare tutto il materiale dei due tralicci per farne uno solo e di fare una cosa in grande va quindi verso il pulmino porta tutto il materiale del traliccio del secondo traliccio

il programma è di mettere cariche ovunque in pratica le tre o quattro cariche del primo traliccio dovrebbero essere applicate alle zampe del traliccio stesso le altre tre o quattro cariche del secondo traliccio progettano su consiglio del primo dei due accompagnatori di attaccarle ai tiranti superiori cioè ai longheroni della piattaforma orizzontale che dista da terra circa due metri e mezzo si accingono a questo lavoro lui sempre su consiglio del primo decide che la cosa migliore da fare è quella di andare in alto e applicare lì subito tutti i congegni va quindi verso l'alto il lavoro è difficoltoso bisogna scalare il traliccio lui quindi sale sul traliccio e si mette al centro del longarone orizzontale per passare il materiale

il primo consiglia di fare una scala una catena cioè per passare il materiale lui si trova in alto appollaiato con le gambe all'interno che penzolano all'interno del traliccio la schiena all'esterno seduto il primo resta per terra quasi sotto di lui a distanza di tre metri circa tutti i sacchetti sono disposti per terra il secondo si mette a metà strada dai due sul traliccio il braccio destro è attorno al pilastro portante destro i piedi sono sui longheroni e sui tiranti inferiori l'altro braccio è libero gli serve per prendere il materiale e passarlo a lui il pilastro già minato è quello di sinistra quindi lui si trova in alto con le gambe all'interno penzoloni seduto il secondo si trova in terra il terzo cioè il primo si trova a metà strada tra lui e il secondo in piedi sul traliccio con il braccio destro saldamente agganciato a quel pilastro

passano allora per primo i candelotti poi la pila poi l'orologio ricevuto il primo orologio lo sentono imprecare l'orologio è rotto non è funzionante sembra che si sia staccata la saldatura posteriore quella sulla cassa o qualcosa del genere comunque l'orologio non è in buone condizioni lui impreca getta a terra sotto di sé l'orologio dove verrà probabilmente trovato si fa passare il secondo orologio il secondo cerca il secondo orologio nel secondo cassetto dove erano contenuti lo passa al primo che lo passa a lui poi a secondo compagno volta le spalle a lui si mette cioè di spalle al traliccio e accucciato per terra sulla punta dei piedi guarda in lontananza le luci in fondo per vedere se qualcuno si avvicina se qualcosa si muove

il primo passa l'orologio a lui all'inizio lui aveva i candelotti di dinamite della carica che serviva a far saltare il longherone centrale in mezzo alle gambe tra le due gambe strette poi la posizione scomoda lo fa muovere si trova impacciato nella posizione impreca allora si muove sposta i candelotti all'esterno non più fra le due gambe si suppone probabilmente sotto la prima gamba cioè la gamba sinistra è in questa posizione seduto con i candelotti sotto la gamba in modo che li tiene fermi mentre prepara l'innesto cioè il congegno di scoppio tutto il progetto era quello di preparare il congegno sistemarlo poi agganciare i candelotti al tutto far pendere i fili e agganciare alla fine il tutto assieme agli altri posti sui piloni

è in questo momento che il primo quello a mezz'aria sul traliccio sente uno scoppio fortissimo uno scoppio secco viene investito dall'esplosione ma si aggrappa fortemente con il braccio al pilastro il braccio destro sente un forte dolore nell'orecchio sinistro cade per terra guarda verso l'alto ma non vede nulla guarda verso il basso e vede lui a terra rantolante la sua impressione immediata è che abbia perso entrambi le gambe si scuote va dall'altro l'altro si sente investire da un forte colpo ha un dolore forte alla gamba più che un dolore un colpo caldo alla coscia destra viene buttato per terra dal colpo l'altro va da lui immediatamente e gli dice che lui non c'è è scoppiato l'altro guarda in alto e non vede nulla guarda verso la posizione dove c'era lui e non lo vede allora guarda per terra e vede lui

il problema delle gambe uno dice ha perso entrambe le gambe poi gli sembra di ricordare che una delle gambe la gamba destra si è rovesciata sotto il corpo cioè in posizione che vedrà dopo la gamba sinistra non c'è è troncata il secondo ricorda il particolare del braccio il braccio destro di lui rattrappito sul petto con la mano rivolta all'esterno non riescono a capire esattamente cosa è successo e come i due terrorizzati scappano il primo il secondo cioè urla il primo lo richiama sente un forte dolore all'orecchio non sente più nulla ha l'occhio gonfio investito dall'onda dell'esplosione poi lo richiama fanno pochi metri circa 10-15 metri poi ritornano indietro lui sta rantolando ancora per pochi minuti poi ha un ultimo rantolo forte e non sente più nulla



© 1989 Ed. Bompiani



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