SCENA QUARTA

Ci sono lui e lei c'è questa coppia che nella foto sui giornali del misterioso dinamitardo lo riconoscono riconoscono l'editore e che possono essere una coppia di intellettuali mescolati al movimento e alle storie politiche di quegli anni che magari lavorano all'università trentenni con un rapporto di coppia in cui ci sono magari già dei problemi per il femminismo che cominciava allora e che conoscevano l'editore da tempo e lo incontravano ogni tanto nella sua semiclandestinità degli ultimi anni vedono i giornali e logicamente sono sconvolti e questo sconvolgimento s'innesca sui loro problemi personali e crea una crisi la fa esplodere

sì ma guarda questa storia del femminismo non si può usarla in maniera così banale non si può schematizzare così e poi quella scena della discussione che vorrebbe essere un tentativo di spiegare quello che è lei mi sembra troppo ovvia anzi mi lascia un po' irritata con questa spiegazione dell'irredentismo femminile della ribellione di lei che non ne può più del tallone di ferro maschile ma andiamo è una cosa talmente generica e inutile per definire un personaggio e qui parlare di femminismo diventa solo una spiegazione a posteriori mentre i problemi in un tipo di coppia come quella cioè come eravamo noi allora e il perché è saltata quella coppia io credo che bisogna vederli in un modo un po' meno banale non vi sembra?

io sono d'accordo anche a me sembra che quella cena così non va questi problemi sono cose che vanno mostrate non dette ma invece l'idea di cominciare con l'autopsia mi sembra che va bene perché introduce l'idea non tanto dell'autopsia di questo personaggio ma piuttosto di ciò che ha significato la sua morte perché non è solo un'immagine della violenza ma anche un'immagine dell'interpretazione e dell'analisi qui non è tanto che dobbiamo fare delle analisi ma piuttosto cercare alcune immagini che poi rinviano a altre immagini così come il volto del cadavere poi diventa il volto nella fotografia sulle prime pagine dei giornali

per raccontare questa storia cioè una storia che succede a alcuni personaggi quando improvvisamente esplode la notizia di questa morte va bene che cominciamo ognuno di noi a rifarci ai nostri ricordi perché questa è una storia che in un certo modo ognuno di noi ha vissuto però poi bisogna pensare che bisogna poterla mostrare con delle immagini e con delle reazioni alle immagini per esempio la reazione che hai avuto tu di fronte alla foto sul giornale oppure quella che hai avuto tu ecco sì io ho avuto la sua stessa reazione in quel momento perché anch'io quella volta appena ho visto la foto ho pensato mi sono detto subito ma questo è lui e poi ho pensato porco dio c'è cascato e poi ho pensato anche cristo lui che era così preciso che gli piaceva fare raccontare

mi ricordo un po' di tempo prima un anno prima che l'avevamo incontrato in casa di qualcuno dov'era lì ospite per qualche giorno ero andato su anche con una ragazza allora abbiamo passato un pomeriggio insieme lui ci raccontava insomma tutto quello che sappiamo che ci raccontava quando lo incontravamo la ragazza non sapeva che lui era l'editore perché non stava con me da molto e non l'aveva mai visto e allora dopo a un certo punto abbiamo parlato di libri e così via e allora a un certo punto la ragazza è saltata fuori a dire ma sì cristo in quelle librerie che erano poi le sue librerie noi gli freghiamo tutti i libri perché insomma questo qui è di sinistra stampa libri che ci interessano noi non abbiamo soldi e allora i libri ce li prendiamo

lui lì impassibile così la guardava ci guardava sorrideva poi siamo andati avanti a parlare di altre cose di tante cose e poi siamo partiti e poi la volta dopo che l'ho rivisto e che è stata l'ultima volta mi ha ricordato quella storia mi ha parlato dell'apprendimento del controllo della precisione del non sbagliare le cose e così via e poi mi dice e poi salutami quella ragazza simpatica e tutto questo mi è venuto in mente allora e l'ho pensato quando ho visto il giornale con la sua foto quella mattina ho pensato ma come è possibile mi sono detto uno che ci tiene così tanto a essere attento a essere preciso ma qui è certo che l'hanno incastrato

andiamo avanti questa è una notizia che quando è apparsa ha suscitato tantissime reazioni e non sarebbe male se la nostra coppia s'incontrasse con altri personaggi che hanno avuto reazioni diverse e poi parlandone tra loro succede che queste reazioni si confrontano si scontrano e loro potrebbero incontrarsi da qualche parte lì in quel tempo come ricorderete ci si incontrava in molti nella casa dell'architetto comunista o dello psicanalista simpatizzante no ma guarda tu non tieni conto che però quella mattina dopo subito dopo la notizia ci sono già state centinaia di perquisizioni dappertutto per cui siamo in una situazione di enorme tensione in una situazione frenetica e mi sembra più logico che la prima cosa è che si vogliono avere delle notizie e allora lui esce per telefonare da un telefono pubblico mentre lei prepara una valigia

no però guarda che non ci sono valigie quando si va via in questi casi si prende solo il portafoglio i documenti delle carte che è meglio non lasciare in giro si prende su qualcosa in fretta e via in situazioni così che ne abbiamo viste tante sia prima che dopo quella storia si faceva così allora e dunque lui dopo la scena che ha con lei che così però non funziona lui telefona alla redazione dove c'è una giornalista loro amica lei risponde al telefono poi poco dopo esce per incontrarsi con loro al bar lì parlano un po' ci può essere la conferma che il morto è l'editore e altre notizie arrivate in redazione forse è stato assassinato, eccetera parlano di cosa fare passa una sirena della polizia hanno un sussulto sono un po' scossi si danno appuntamento per la sera

va bene e già in questi percorsi che fanno in città per incontrarsi con la giornalista e poi mentre si dirigono verso questo luogo dove passeranno la notte avvengono delle cose significative come per esempio un'edicola o un bar dove c'è la gente che discute la notizia e sentono delle cose che la gente dice o un posto di blocco della polizia dove li fermano e guardano nel baule della macchina o magari a un certo punto pensano di essere seguiti da una macchina che li segue sempre e fanno strane manovre per seminarla piccoli fatti quotidiani collegati o no al filo della storia che mostrano che il clima che c'era non era un clima tranquillo

comunque quella notte per ragioni di sicurezza hanno deciso di passarla in un altro luogo e li incontreranno altri personaggi che sono lì anche loro per passare la notte fuori dalle loro case per ragioni di sicurezza che sono dunque nella loro stessa situazione che non è una situazione in cui si va in visita a fare quattro chiacchiere e contarsela su in un salotto come in un film di Scola perché quella notte c'era gente che era in fuga c'era gente che s'imboscava c'era gente che per prudenza stava un po' alla larga e poi c'è la cosa fondamentale che per tutti questi personaggi la morte dell'editore segna qualcosa d'importante rispetto a cui sono costretti a mettersi in discussione a compiere delle scelte

io penso che dovrebbe essere una situazione in cui ci sono quattro o cinque personaggi ognuno che rappresenta una cosa molto precisa e che si ritrovano in un luogo che può essere un luogo come questo qui loro per esempio vengono qui vengono a casa di un loro amico dove anche altri hanno deciso di venire quella notte per motivi che non sono conosciuti al lettore ma che poi appariranno nel corso della storia tutti partono da punti diversi e poi convergano qui si ritrovano qui e qui intorno all'enigma centrale rappresentato dalla morte dell'editore si forma il coro di questi personaggi diversamente interessati all'evento che li ha messi in movimento che si sono mossi su percorsi diversi e che sono poi confluiti in un unico luogo che è questo che è il luogo del coro

una bella idea questa del coro ma senti immaginiamo che la storia si svolge qui che si svolge qui in questa tua casa una casa come questa coi mobili come questi belli moderni qualche mobile antico un po' meno bello un posto un po' fuori città in una campagna non molto lontana dalla città facile da raggiungere una bella casa vecchia rimessa a posto bene e lì ci potrebbe vivere un ex partigiano sopra i 50 con la moglie e che fa l'agricoltore o qualcosa del genere comunista ma critico col partito della linea di Berlinguer del compromesso storico e aperto interessato al movimento come si diceva allora ai giovani

immaginiamo che io devo nascondermi da qualche parte per ragioni di sicurezza e immaginiamo che qui va bene che è il posto giusto che conosco già è la casa di un amico dove sono già venuto altre volte ne parlo con lei dove andiamo c'è la discussione o quello che metteremo al suo posto nella seconda scena ma alla fine decidiamo andiamo da te veniamo qua da te qua c'è già qualcuno poi ci sei tu più in là arrivi anche tu ci ritroviamo tutti qua e c'è una serie di vicende che poi si scioglieranno tutte nella scena finale del funerale dell'editore e questo è l'arco temporale della storia poi si tratterà di ordinare di mettere a fuoco le immagini sconnesse che ora ci vengono a galla così alla rinfusa

bisogna riuscire a mettere insieme qui una piccola società contraddittoria dunque il primo giorno c'è la coppia che abbiamo visto poi c'è il democratico un giornalista o un avvocato meglio un giornalista perché c'è il problema della stampa anche lui tra i trenta e i quaranta sostenitore della tesi che l'editore è stato assassinato poi c'è il comunista il partigiano il soggetto della resistenza tradita più vecchio lui e sua moglie una bella coppia affiatata che sono i padroni di casa c'è il personaggio giovane il discepolo ideale dell'editore un ventenne diciottenne forte bello biondo che si scazza con tutti e che sarà quello che negli anni 70 finirà nella lotta armata

il giornalista potrebbe essere una donna possiamo fare venire qua la giornalista che abbiamo già visto quella che i due hanno incontrato il mattino basta però che non la confondiamo con me dice lei e infine ci vuole un personaggio un po' antipatico un leaderino del movimento studentesco supponente e saccente che si dà un sacco d'arie ecco e possiamo anche fare che tra la giornalista e te cioè il giovane rivoluzionario biondo c'è una storia che c'era già da prima o che succede lì c'è un rapporto che diventa un conflitto quando scoppiano le contraddizioni sull'interpretazione da dare alla morte dell'editore

allora vediamo dunque la giornalista arriva lì un po' tardi con il giovane biondo trafelata agitata emozionata perché è stata alle riunioni è stata alla conferenza stampa del movimento studentesco alla Statale e poi ha dovuto passare ancora al giornale arriva li con il documento dei democratici che sostiene che l'editore è stato assassinato e di cui intanto la televisione ha già dato notizia e che lì ne stiamo già discutendo da un po' io sono contrario il leaderino saccente lo sostiene mentre lei e l'ex partigiano preferiscono non intervenire e parlano tra loro sottovoce di altre cose davanti al caminetto e la padrona di casa prepara la cena in cucina e mette a marinare la lepre per domani

il giovane biondo è ancora più incazzato di me contro il leaderino e contro la giornalista noi sostenevamo che questa è un'altra mistificazione oltre tutte quelle che monteranno i giornali di domani quelli di destra come quelli di sinistra ma questo è il loro normale sporco mestiere mentre invece l'area extraparlamentare sa benissimo chi era l'editore e sa benissimo che cosa faceva per cui la mistificazione che sta compiendo non è ammissibile ma la giornalista e il leaderino ribattevano che c'erano però prove concrete per esempio come fanno sei o sette candelotti a esplodergli in mano lasciandogli integro il volto per il sicuro riconoscimento? come è credibile che sapendosi da tempo preso di mira dalla polizia vada in giro imbottito di dinamite? e poi la dinamite non esplode accidentalmente e poi con i mezzi che aveva l'editore poteva pagarsi tranquillamente un commando di terroristi specializzati e poi infine c'erano i documenti malamente falsificati di cui non aveva bisogno perché non era ricercato anche se alcuni giornali scriveranno che era ricercato ma questo non era vero e poi l'assurdità delle fotografie dei familiari che si portava dietro che lo rendono subito identificabile insomma non un elemento che quadrava a meno appunto di non considerarlo un folle ma noi rispondevamo che tutte queste prove potevano facilmente essere smontate e rimontate ma che quello non era il punto il punto era politico ed era per una ragione politica che loro e i democratici progressisti non potevano ammettere che l'editore era morto durante un'azione clandestina non potevano ammettere che aveva un'organizzazione clandestina non potevano ammettere che lui stesso era nella clandestinità perché queste per definizione sono per voi cose che fanno i fascisti i servizi segreti gli agenti della Cia non sono cose che possono fare i compagni

e ammettere che le fanno gli dicevamo vuol dire per voi far perdere l'innocenza al movimento l'innocenza che voi democratici vi siete inventata per permettervi di stare a fianco del movimento vuol dire dunque perdere anche voi la vostra innocenza le vostre mani pulite con una punta in più d'ambiguità perché l'innocenza che voi pretendete dopo gli avvenimenti è sempre una versione a posteriori è un gioco che voi fate magari compiacendovi anche un po' perché sapete che c'è un po' di mistero perciò adesso un fatto così crudo quando un militante ci lascia la vita facendo queste cose di cui voi parlavate un po' sottovoce compiacendovi vi dà adesso uno choc tale che dovete subito mistificare il personaggio e tutta la storia e trasformare le mani pulite in ideologia dell'innocenza dicevamo sempre più accalorandoci

non dimentichiamoci che la vostra alleanza col movimento è nata tre anni fa quando la strage di stato aveva creato questo grande movimento di opinione che ha assorbito strati della borghesia democratica e illuminata giornalisti dei grandi giornali borghesi avvocati architetti psicanalisti e lì dentro è confluita anche tutta l'ondata dell'antifascismo militante questa alleanza è sempre stata fondata sulla presunzione della sostanziale innocenza della sinistra e della contestazione sempre minacciate represse colpite dalle trame dello stato dei corpi separati dei fascisti

quindi tutto quello che avviene di oscuro di clandestino di violento va sempre addebitato ai progetti reazionari della destra e così in questi tre anni voi vi siete dati da fare e lodevolmente per svelare trame nere per fare riunioni assemblee a non finire per scrivere comunicati documenti volantini per pubblicare e diffondere bollettini opuscoli libri per partecipare alle manifestazioni contro la repressione dove vi è capitato anche di venire affumicati coi lacrimogeni e pestati coi manganelli ma tutto questo sempre con le mani pulite e in nome delle mani pulite

in questo quadro l'editore vi andava bene quando sull'onda dei colonnelli greci denunciava la possibilità di un colpo di stato in Italia questo era dentro la tradizione della resistenza e della realizzazione della cosiddetta costituzione nata dalla resistenza che non è mai stata realizzata su questo progetto voi democratici ci stavate a battervi contro un'involuzione reazionaria anche se consideravate l'editore un po' mattarello ma non pericoloso e la sua infatuazione per il Che la vedevate come un segno di confusione mentale ma fin quando lui stampa le lontane guerriglie africane e sudamericane cosa che del resto oggi fanno perfino i cattolici a voi andava benissimo a voi che ammirate tanto il Che finché è lontano però appena si avvicina un po' date fuori di matto

per noi invece gridava il biondo a parte questo problema dei fascisti eccetera che è scontato c'è per noi un altro problema che è il problema della rivoluzione e di come la si fa c'è il problema della violenza e di come usarla per attaccare e qui allora non siamo più d'accordo perché se voi giustificate l'uso della violenza come risposta alle cariche poliziesche o alle trame dello stato non la prevedete però come possibilità offensiva in un progetto rivoluzionario e la morte dell'editore fa esplodere adesso questa contraddizione che adesso cercate di mascherare con la ridicola tesi che l'editore è stato assassinato ma che è solo la difesa dei vostri innocenti e innocui tre anni di partecipazione al movimento a questo punto la giornalista s'incazza veramente

c'è tutta questa discussione questo scontro siamo li che discutiamo sempre più animatamente alzando la voce non lasciandoci parlare gridando gesticolando insultandoci agitati congestionati avevamo bevuto anche un po' la giornalista fuori di sé diceva che eravamo dei farneticanti ma come voi vi date il martello sui piedi dicendo queste cose ma come non capite siete anche un po' fessi non capite che ci sono la Cia il Sid i corpi separati che vi stanno utilizzando ma era in buona fede lei mentre in malafede era il leaderino che strillava gridava provocatori traditori venduti finché alla fine ci siamo quasi messi le mani addosso credo che gli ho dato un cazzotto è intervenuto l'ex partigiano non mi ricordo bene è intervenuta lei per calmarci e mi ha portato a dormire era quasi l'alba



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