SCENA QUINTA

Alle 11 di ieri Milano ha avuto un sussulto per una sensazionale notizia che dilagata in un lampo ha trovato con il passare delle ore sempre maggiore consistenza la notizia esplosa verso le 10 del mattino e accolta in un primo momento con un profondo scetticismo da tutti è risultata sempre più attendibile man mano che passavano le ore Milano ancora turbata dalle manifestazioni dei giorni scorsi alcune delle quali degenerate in atti di violenza era rimasta sbalordita dalla notizia

l'altra notte il corpo esanime di uno sconosciuto è stato trovato ai piedi della linea di alta tensione che fornisce l'energia elettrica a mezza Milano il volto del falso Maggioni era stato studiato attentamente osservato a sezioni dal naso all'alta fronte stempiata dalle nari al mento prendendo in esame le orecchie all'identificazione più che attraverso il riconoscimento della salma che nessun familiare ha potuto ancora vedere si è giunti con un attento esame delle foto

poi qualcuno forse il commissario Calabrese aveva esclamato mettetegli un paio di baffi pare che sia stata questa battuta a dare il via a una sempre più febbrile serie di controlli eseguiti nel cuore della notte il confronto dei rilievi dattiloscopici delle falangette della mano destra dato che i polpastrelli presentavano alterazioni per le bruciacchiature causate dallo scoppio la fotografia pubblicata dai giornali della carta d'identità con il falso nome di Vincenzo Maggioni veniva girata da tute le parti e c'era naturalmente chi giurava che essa fosse somiglantissima a quella dell'editore e chi invece sosteneva a spada tratta il contrario

i due fotogrammi sono stati sottoposti a successivi ingrandimenti e a un certo momento in uno di essi gli inquirenti hanno riconosciuto l'ultima moglie dell'editore la scoperta non poteva essere più clamorosa sebbene la notizia non sia ancora ufficiale sembra accertato che l'uomo dilaniato ed ucciso dall'esplosione di una carica destinata a fare saltare un grande traliccio alla porte di Milano sia il ricco editore militante di estrema sinistra il falso Vincenzo Maggioni l'impiegato nato il 19 giugno 1926 a Novi Ligure il cui corpo era stato rinvenuto mercoledì pomeriggio dilaniato dall'esplosione sotto un traliccio nella campagna di Segrate era in realtà l'editore nato a Milano lo stesso 19 giugno 1926

la notizia che il terrorista dilaniato mentre cercava di far saltare un traliccio dell'alta tensione era l'editore è esplosa a Milano provocando una reazione a catena di emozione stupore sbigottimento incredulità nessuno poteva immaginare che si trattasse del miliardario editore di libri militante nelle forze extraparlamentari di sinistra e ricercato per terrorismo è certo anche se alla notizia manca il crisma dell'ufficialità il morto dilaniato da una carica di dinamite accanto al traliccio dell'Atm tra Pioltello e Segrate è il ricchissimo industriale notissimo editore e contestatore di antica data

anche sulla genesi delle indagini che hanno portato al nome dell'editore grava il silenzio degli addetti ai lavori quello che è trapelato e che si è potuto mettere insieme cucendo indiscrezioni particolari e informazioni fiduciarie offre soltanto una ricostruzione di massima il movimento che si notava al palazzo di giustizia negli uffici del procuratore capo della repubblica e del procuratore generale faceva presumere che qualcosa di molto grosso fosse nell'aria quando la notizia al mattino è trapelata al palazzo di giustizia si è scatenato il caos in mezzo all'andirivieni di magistrati di alti ufficiali dei carabinieri e di funzionari della questura

un magistrato infatti incaricato delle indagini alle insistenti domande dei giornalisti ha così risposto non possiamo ancora dire nulla su una vicenda che non si può ritenere ufficialmente conclusa ufficialmente nessuna conferma gli inquirenti si mantengono riservati e reticenti ma lasciano intendere di essere sicuri del fatto loro pur riservandosi di dire qualcosa di definitivo nelle prossime ore il nome dell'editore sarebbe affiorato alle labbra degli inquirenti impegnati a far luce sul mistero del cadavere scoperto sotto il traliccio n. 71 di Segrate che nella fotografia di Vincenzo Maggioni avevano colto subito i tratti di qualcuno già conosciuto

è ormai certo che l'uomo trovato ucciso sotto il traliccio è l'editore le autorità hanno fatto trapelare numerosi elementi che hanno portato all'indubbia identificazione del cadavere ciò nonostante la magistratura continua a mantenere il più assoluto riserbo la vicenda sotto qualsiasi punto di vista la si consideri è strana ha dell'incredibile in poche ore il cadavere dilaniato viene riconosciuto o quasi ma non fino al punto che magistrati o polizia si assumono la responsabilità di confermare poche ore per il riconoscimento ma molte per procedere all'identificazione della salma mostrandola ai parenti e agli amici dell'editore che a Milano sono molti e facilmente reperibili

i magistrati interpellati dai giornalisti si chiudevano però nel più assoluto riserbo ma le voci si facevano sempre più insistenti in poco tempo tutta la città ne era al corrente la clamorosa notizia si è sparsa rapidamente in tutta Italia ieri mattina anche se non è stato ancora dichiarato ufficialmente dalla magistratura né dalle forze dell'ordine è stata un'esplosione simile per portata a quella che 24 ore prima aveva orribilmente dilaniato il corpo del terrorista le redazioni dei giornali sono state tempestate di telefonate

sono cominciate a filtrare le prime notizie le prime conferme ufficiose che sono bastate ad alcuni giornali del pomeriggio per uscire con titoli di assoluta certezza in prima pagina e a nove colonne e sono cominciate anche le prime ipotesi contrastanti la notizia che l'attentatore al traliccio di Segrate è l'editore è apparsa sui giornali della sera di Milano prima con un punto interrogativo poi nelle edizioni successive con il punto esclamativo escludente ogni dubbio in breve la notizia ha varcato le frontiere e anche dall'estero si chiedevano conferme che sono poi venute nel tardo pomeriggio i giornali nel pomeriggio sono andati a ruba

assieme all'intrecciarsi frenetico delle telefonate cominciavano anche a sorgere i primi inquietanti interrogativi perché mai un uomo ricco un miliardario come l'editore si sarebbe recato da solo a piazzare dinamite sotto un traliccio? ecco d'improvviso che l'editore brillante frequentatore di salotti ricompare due giorni fa in abiti di foggia militare con uno zaino colmo di tutti i ferri del mestiere dell'attentatore di professione anche questa sua ricomparsa in circostanze così straordinarie da lasciare sbalorditi è un segno dei tempi dei tempi sconvolti che viviamo

ma ecco che nella città che non aveva avuto il tempo di riprendersi dallo stupore si diffonde un'opposta tesi che il miliardario l'uomo il cui nome tutti conoscono sarebbe stato assassinato qualcuno sostiene fra l'altro che si tratta dell'editore ma che in realtà era stato prima ucciso e poi usato per inscenare l'incidente durante l'innesco della dinamite nel comunicato che formula la tesi dell'assassinio diramato ieri nel pomeriggio a Milano si afferma che l'editore è stato assassinato che il potere politico il governo il capitalismo internazionale avevano bisogno di un capro espiatorio

per dare un'etichetta di sinistra alle bombe di piazza Fontana nel documento si sottintende che il ritrovamento dell'editore ai piedi del traliccio di Segrate è soltanto il frutto di una messa in scena l'incredibile si aggiunge all'incredibile è credibile che l'editore non sia giunto vivo al traliccio? soltanto porre questa domanda fa sorgere dubbi e congetture che definire inquietanti è poco orbene se l'accusa è suffragata da prove bisogna che si producano se le prove non ci sono si tratta di una mossa politica destinata a creare confusione in un momento già di per sé troppo confuso

noi attendiamo le prossime ore per formulare interrogativi ai quali appena accenniamo ci attendiamo dalle prossime ore notizie che fughino ogni dubbio sulla vicenda che è certamente una vicenda oscura una vicenda torbida che per torbidi fini potrebbe essere utilizzata tutto nella tragica vicenda di Segrate che ha avuto a protagonista l'editore è profondamente oscuro alcuni aspetti appaiono assurdi alcuni altri sono palesemente inverosimili e ogni interrogativo è lecito anche il più grave le ipotesi a un certo punto possono prendere pieghe allucinanti fondarsi su un disegno di macchinazioni demoniache

quando sembra che la violenza abbia toccato la punta massima quando si è indotti a sperare che essa possa placarsi ecco che immancabilmente un altro clamoroso fatto di sangue viene a scuotere le coscienze e a rendere più incandescente il clima caldo di questa vigilia elettorale tutto in questa vicenda va vagliato sottoposto ad esame scrupoloso sotto gli occhi di tutti un pazzo più pazzo di quanto si riesca ad immaginare vittima della sua stessa follia per stravagante e avventuroso che si voglia considerare il personaggio un tale comportamento rasenta i limiti della follia e dell'incredibile

mancava da Milano e probabilmente dall'Italia salvo possibili riapparizioni clandestine dai primi del dicembre del 1970 ossia da un paio di settimane prima della strage avvenuta alla banca dell'Agricoltura a Milano che un industriale erede di una grande dinastia di imprenditori e di costruttori sia finito così in basso apostolo di sovversione maestro e protagonista di sciagurate imprese dinamitarde tutto ciò ha dell'incredibile un editore miliardario che vuole compiere un gesto imitativo di certi suoi idoli politici e letterari si sarebbe messo in condizione tale che da morto o da vivo

l'indagine susseguente all'attentato si sarebbe indirizzata proprio verso quei gruppi per i quali l'editore aveva simpatia in questo ambiente oscuro e torbido nel quale confluiscono giovani troppo ingenui esaltati teorici della ultima ora di varie colorazioni e veri e propri provocatori a servizio dei fascisti tutte le voci di apparizioni dell'editore a Milano dove avrebbe addirittura partecipato a una riunione di anarchici o comunque di rivoluzionari non sono legate a testimonianze sicure

la procura della repubblica ritiene che l'editore avesse intrecciato rapporti piuttosto stretti con movimenti extraparlamentari decisi a trasformare la lotta politica in guerriglia urbana sabotaggi e attentati l'editore avrebbe creduto di trovare l'ambiente ideale per la messa in pratica delle teorie tante volte pubblicate in esagitati opuscoli qualcuno ha scritto che nel corso dell'ipotetica riunione di extraparlamentari l'editore fu duramente attaccato dai compagni che gli rimproveravano di dedicare alla causa soltanto i soldi

ripetiamo l'episodio di Segrate avviene in un momento estremamente serio e gravido di pericoli per la democrazia abbiamo bisogno di pulizia tremendamente bisogno e insieme di una instancabile vigilanza di tutti i democratici c'è una sola cosa da chiedere una inchiesta pronta senza ombre completa che elimini ogni margine di dubbio il paese deve sapere avere la verità al 100% nessun pasticcio per intendersi alla Valpreda è ammissibile il paese non si lascerà trascinare alla ventura sa che non esistono scorciatoie di comodo sa che la disunione delle forze popolari è esiziale

rafforzando uno schieramento di opposizione e alimentando un risveglio della coscienza popolare contro il marcio che si annida nell'attuale quadro istituzionale ma queste considerazioni doverose nulla tolgono alla terribile gravità del fatto l'impressione che ci troviamo di fronte ad una provocazione allarmante è nettissima se in America non si è venuti a capo della morte dei due Kennedy e in Italia di quella di Pinelli se la strage di stato si è finora risolta in un rovesciamento delle responsabilità se su tutto questo prosperano alternativamente la speculazione fascista o la repressione di stato o la controffensiva politica moderata

è difficile attendersi che su quest'ultima incredibile morte venga ora fatta chiarezza la risposta a tutto questo non può che essere prima di tutto politica e di massa i comunisti chiedono che si assodi rapidamente l'intera verità senza quegli scandalosi intrighi e quelle violazioni della legge che in precedenti occasioni hanno bloccato deviato confuso il corso della giustizia ipotesi di macchinazione e di complotti dubbi e incertezze che lasciano lo spazio non solo alle più sfrenate fantasie ma magari a qualche cosa di molto peggio non devono intorbidire una situazione che molti hanno interesse ad esasperare

ma ci è impossibile far tacere la nostra voce di sdegno e di protesta per il modo cinico ignobile con cui hanno reagito uomini e giornali di sinistra è un'antica verità chiedersi a chi una certa faccenda giovi e qui ogni giovamento va a destra è la destra che ha fatto scattare l'apparato provocatorio è essa che utilizza le barricate e le molotov degli extraparlamentari e li inserisce nel proprio complotto autoritario secondo inveterata vocazione delle classi dirigenti italiane non avremmo il cattivo gusto di adottare accenti e toni trionfalistici per commentare la triste fine dell'editore non ci può dare gioia che un'ancora giovane vita sia stata così drammaticamente stroncata

dalla strage di stato ad oggi questa spirale non si è più chiusa ed oggi innumerevoli episodi grandi e piccoli fanno pensare che si stia toccando il fondo non solo e non tanto in vista delle elezioni ma di qualche cosa di peggio si voleva che il terrorista rimasto vittima della sua imperizia fosse un uomo della cosiddetta destra eversiva la vicenda scriveva l'Unità ha evidenti connessioni con i famosi attentati ai tralicci a suo tempo firmati in tutta Italia dai Nar fascisti almeno da tre anni a questa parte ma anche più in là nel tempo per chi ha buona memoria avanza in Italia una colossale macchinazione che più di una volta è giunta alle soglie del colpo di forza o del colpo di stato

l'identificazione del terrorista ha sconvolto questa mobilitazione propagandistica già in atto non un fascista ma un estremista di sinistra divulgatore di trattati di guerriglia urbana e suburbana l'importatore delle peggiori teorie della contestazione anarcoide le provocazioni di destra sono un dato permanente l'apparato poliziesco e statale è apparso invischiato fino al collo in vicende delittuose tuttora aperte e su questo tessuto di base si è di volta in volta innescata una controffensiva politica generale delle forze dominanti e di governo l'infortunio non avrebbe potuto essere maggiore nel momento in cui tutta la sinistra è impegnata facendo leva sulla montatura giudiziaria di Treviso a mettere un'etichetta fascista sulla bomba di piazza Fontana

ma i nostri intrepidi mistificatori non si danno per vinti al colpo della morte del terrorista editore hanno reagito nel modo più grottesco e cinico lanciando subito l'oscena versione del delitto di stato o del delitto dell'infame destra o forse di entrambi un mucchio di sporcizia questo incrostatosi attorno alla vicenda di Segrate da portare alla luce e da spazzare non può procurarci piacere questa nuova prova della nauseante alleanza che si è stabilita tra i rappresentanti degeneri di una borghesia suicida che recita quotidianamente un fosco cupio dissolvi e gli ambienti dove fruttificano i frutti marci del terrorismo e della criminalità politica



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