SCENA SESTA

Sensazione nauseante lui smette di leggere i giornali adesso è al bar del paese con l'ex partigiano stanno leggendo i giornali e li commentano il comandante saluta i suoi amici con cui va a caccia insieme è il mattino dopo lei ancora dormiva quando lui si è svegliato e si è alzato perché non riusciva a dormire per via di quella sensazione nello stomaco nella testa e nella casa quasi tutti ancora dormivano perché quella notte avevano discusso fino a tardi avevano litigato fino all'alba si era creata una situazione di conflittualità generale alimentata anche un po' dall'alcol era come se tutti fossero in guerra con tutti si creavano alleanze temporanee ma che poi si rompevano anche col giovane biondo lui si era scontrato a un certo punto perché gli era sembrato che esagerava un po' con questa storia della violenza e delle armi

avevano litigato tutta la notte c'era in tutti la consapevolezza confusa non confusa chiara oscura complessa di un passaggio che stava avvenendo per questo non riuscivano a smettere di litigare perché sentivano che la violenza di quella morte creava e imponeva a tutti situazioni irreversibili che erano differenti contraddittorie conflittuali ma irreversibili e così tutti litigavano su qualsiasi cosa non c'era conciliazione possibile poi dopo ti spieghi ma prima c'è lo scontro l'aggressione tutto questo crea molto affetto ma anche molto conflitto tutti stanno insieme e sono divisi

stanno insieme di nuovo e di nuovo sono divisi per cui passa questa notte di discussione e di grande tensione ci sono duplicità che saltano ci sono ambiguità che saltano una serie di posizioni che non erano ben chiarite ma che potevano coesistere ora non possono più coesistere nell'ambiguità la giornalista democratica non può più scopare col giovane rivoluzionario oppure si possono continuare a scopare ma non possono più comunicare ma soprattutto deve essere chiaro che la tensione principale di questa storia oltre i conflitti che scoppiano per differenze di valutazione reazioni emotive impostazioni ideologiche eccetera è nel fatto che si respira si sente il nodo di quello che succederà poi negli anni 70 tutti i personaggi si trovano di fronte a questa morte come a una cartina di tornasole uno spartiacque e ne hanno la consapevolezza

avevano dormito insieme lì stretti nel piccolo letto della camera del figlio dell'ex partigiano che adesso studiava a Ulm c'era il manifesto appeso sul muro con scritto il Che è vivo il manifesto che aveva fatto stampare l'editore subito dopo che il Che era stato ammazzato in Bolivia e quasi tutti erano libri che l'editore aveva pubblicato i libri negli scaffali lui aveva scorso i titoli sui dorsi Cent'anni di solitudine La teoria dei bisogni Senza tregua La rivoluzione sessuale Vogliamo tutto Diario del Che in Bolivia Sotto il vulcano lo aveva preso ne aveva rilette un po' di pagine qua e là poi si era vestito e era uscito senza svegliarla e adesso era lì col comandante e il mal di testa al bar del paese

ancora in abito da sera che non sembrava particolarmente gualcito il Console con una ciocca di capelli che gli ricadeva sugli occhi e una mano afferrata alla breve barbetta a punta sedeva sghembo con un piede sulla traversa di uno sgabello adiacente davanti al piccolo banco ad angolo retto mezzo proteso su di esso e occupato a quel che sembrava a parlare tra sé perché il barista un ragazzo bruno e lustro di un diciott'anni stava ritto a una certa distanza contro una tramezza di vetro che divideva la sala e non aveva l'aria di ascoltare

la mattina l'ex partigiano era andato come il solito a comprare i giornali in paese e lui era andato insieme per prendere un po' d'aria con lui giù nel paese dove tutti lo conoscono lo stimano lo rispettano gli dicono buongiorno comandante potrebbe essere il sindaco del paese ma allora forse non avrebbe potuto ospitarli e adesso lì il comandante che non aveva parlato per tutta la sera precedente potrebbe parlare con lui potrebbe spiegargli la sua reazione di fronte alla morte dell'editore o piuttosto il fatto di essere combattuto fra due reazioni la reazione da coscienza pulita Pci cioè non si può lasciare che l'immagine di un compagno come lui finisca così e la reazione di chi sa di chi è sgomento per la cosa però per rispetto al morto non può nasconderla e mistificarla di questo gli può parlare il comandante mentre sono insieme giù nel paese

il paese a questo punto è importante perché i personaggi non è che devono stare a casa tutto il giorno a contarsela su intorno a un tavolo come stiamo facendo noi qui adesso bisogna che ci sia un fuori magari ci potrà essere lì in paese una piccola festa dell'Unità dove andranno e dove succederanno delle cose perché lì in quelle zone come l'oltrepò pavese o il lodigiano ci sono quelle grandi tavolate dove con qualche bottiglia di vino un po' spumantino si comincia a gridare viva il comunismo e queste cose qua i personaggi non devono essere quattro gatti tagliati fuori dal mondo e chiusi isolati dentro una casa non c'è lì l'angelo sterminatore che arriverà solo qualche anno dopo

io sono d'accordo perché questa scena fuori finisce con essere il rovescio della situazione dentro da una parte sono chiusi in casa come topi isolati ma con questa tensione verso l'esterno leggendo i giornali tutti i giornali e con la paranoia del telefono che avevamo allora che si pensava sempre che tutti i telefoni erano controllati e spiando dalle finestre con la preoccupazione di qualche macchina sospetta che si ferma troppo vicino alla casa mentre poi invece dall'altra parte si trovano in una festa paesana in un ambiente amico sono in un contesto sociale c'è una festa dell'Unità dove vanno a bere insieme a altri con il comandante che lì conosce tutti ma c'era una cosa aspetta però che non va bene è il libro della Heller La teoria dei bisogni che lì non ci può stare perché è uscito nel 74 è uscito dopo

a me però la festa paesana non mi convince perché il fenomeno perché queste storie sono state storie urbane metropolitane però potrebbe essere un paese in trasformazione metropolitana dove c'è la cascina ma c'è anche la fabbrica dove c'è il vecchio e il nuovo la campagna che diventa città e industria dove però la cascina non scompare un paese industriale alla periferia di Milano ci potrebbe essere una trattoria in una cascina facciamo che loro lì al bar incontrano un ragazzo e una ragazza di poco più di vent'anni due compagni come glieli presenta il comandante che si sposano e che l'hanno invitato al pranzo di nozze che ci sarà quella sera nella trattoria della cascina e gli ricordano di non mancare e di portare anche i suoi amici potrebbe esserci una cosa del genere

queste storie sono storie di città sono storie metropolitane e per questo è un po' difficile raccontarle non ci sono storie metropolitane in Italia perché non ci sono metropoli in Italia non ci sono nei termini in cui siamo stati abituati a vederle nei film americani è impossibile immaginarsi un film che si svolge a New York immaginarselo in Italia a Milano o a Roma dove tutto è stretto dove tutto è chiuso la notte mentre la metropoli è una cosa molteplice misteriosa inquietante sconfinata fuori orario ma Milano è una città provinciale e non se ne vogliono accorgere questi milanesi gonfiati che li senti dire perfino Milano come New York e ci credono perfino

c'è l'hinterland di Milano invece che è qualcosa di infinitamente più importante misterioso e inquietante di quelle quattro strade intorno a piazza del Duomo la vera città è quella che si stende fino a Sesto e va avanti per decine di chilometri a nord dove tra mezzanotte e le cinque del mattino avvengono gli scazzi e gli scontri lì la gente li ammazzano e li buttano e poi all'alba la polizia passa a raccogliere i morti in Italia il solo film che ha cercato un po' di rappresentare queste cose anche se l'ha fatto a un livello pazzesco era Rocco e i suoi fratelli però con un intruglio di sentimentalismo machismo morbosità Roma invece è una capitale impazzita ma l'unico film che l'ha fatta vedere come metropoli moderna è sempre ancora la Dolce vita

io non so Roma ma per me adesso su Milano si potrebbe fare un film molto interessante perché se guardiamo intorno a Milano vediamo una città che sta diventando metropoli per via di questi due milioni e mezzo di abitanti che stanno fuori oltre la fascia comunale e comincia in tutto a essere una dimensione rilevante cominciano a essere quattro o cinque milioni di abitanti allora questo comincia a essere qualche cosa di smisurato di molteplice di complesso e l'inizio degli anni 70 il momento di questa storia che stiamo raccontando è anche il momento in cui si sta giocando questo passaggio dalla città all'hinterland che allora stava cominciando a diventare qualcosa di mostruoso

va bene ma adesso torniamo a questa storia lui il mal di testa va meglio sta parlando con il comandante mentre tornano a casa dopo essere stati al bar e avere comprato i giornali in quel paese dell'hinterland milanese mentre camminano ogni tanto il comandante gli indica come il paese negli ultimi vent'anni è cambiato le fabbrichette che prima non c'erano le orrende villette moderne tutte con l'araucaria davanti il supermercato solo la vecchia cascina è rimasta tale e quale anche se è diventata una trattoria e intanto gli dice che cosa rappresenta la morte dell'editore per personaggi come lui che erano stati partigiani o che erano comunisti

qui bisogna mostrare come il discorso della resistenza tradita dell'antifascismo del colpo di stato di destra erano alla base dell'azione politica dell'editore che aveva frequentato la sezione Martiri oscuri di Lambrate che è quella dove c'era stata la Volante rossa alla fine degli anni 40 lui si agganciava sempre a luoghi situazioni di forte memoria partigiana e poi c'era l'idea della base rossa che continuava e era affascinato da questi vecchi partigiani duri tutti d'un pezzo un po' stalinisti gli piacevano molto tipi come Giovanni Pesce a cui aveva stampato il libro di memorie questo gappista che durante la resistenza andava in giro a ammazzare fascisti per conto del Cln

la sera che è venuta quella sera sui quadrelli rossi delle macerie e vari caseggiati un partigiano della gap un tipo evoluto sanguinario e buono aveva il braccio insecchito sentì ancora tre ariette di sudore sull'addome nell'erba dei capezzoli e sotto il coppino e un fil di refe rosso un filo di sangue dal costato la febbre grattava dove c'è la cintura del corame era il grano profumato che verrà dall'Urss in una volta sola una vera manifestazione pensò e chiuse gli occhi che erano già da spaccare col martello come ha scritto Emilio Villa cioè il più grande poeta italiano degli anni 40 altro che Montale

comunque si può dire che in qualche modo l'editore ha creato l'antifascismo militante che è diverso dall'antifascismo retorico da 25 aprile degli anni 60 e per di più l'ha creato in maniera diffusa perché lui era il primo che aveva inventato le librerie militanti quando lui apre le sue librerie negli anni 60 diventano subito luoghi di movimento luoghi resistenziali lui lì vende e stampa indifferentemente giornali underground opuscoli degli studenti del Parini opuscoli della guerriglia africana e latinoamericana e poi con l'Istituto che raccoglie tutto il materiale del movimento operaio rivoluzionario dall'inizio del secolo fino a oggi stabilisce una grande linea culturale e editoriale che va da quegli inizi fino a questi opuscoli del movimento

allora avviene questa strana convergenza sulla teoria dell'editore assassinato c'è da una parte la borghesia illuminata che parla di complotto perché deve conservarsi le mani pulite ed è una vera fortuna che pochi giorni dopo arriva l'incriminazione dei fascisti per piazza Fontana perché ridà fiato alle loro tesi che la violenza è sempre solo a destra dall'altra parte i quadri partigiani e comunisti che non hanno da salvare le mani pulite ma che devono mantenere la figura dell'editore e della sua lotta politica integra e fuori di queste cose anche se magari in parte ci sono dentro anche loro e comunque gli scatta automaticamente il meccanismo del complotto

che è un meccanismo stalinista per cui il negativo va sempre addossato a un complotto del nemico e il complotto non può che essere la destra la Cia l'America sono atteggiamenti di tipo veterocomunista alla russa dove non possono raccontarsi la storia e allora si raccontano le convinzioni lo stesso Pesce che ci ho mangiato insieme al ristorante qualche mese fa ancora oggi sostiene continua a sostenere che lui è stato assassinato che lui un giorno avrà le prove che l'editore è stato assassinato ma poi soprattutto allora c'era il Pci che non voleva assolutamente che la figura dei partigiani venisse toccata e venisse riproposta come azione non a caso pochi giorni dopo la morte dell'editore l'anniversario delle fosse ardeatine viene celebrato in modo massiccio

e così e in quell'occasione in un'intervista Carla Capponi che è la ragazza dell'impermeabile di via Rasella la leggendaria gappista medaglia d'oro della resistenza dichiara mi trovo a confrontare le azioni che compivamo noi e le molotov che lanciano i gruppetti allora era il popolo che metteva le bombe qui le bombe le mettono i provocatori fine della citazione ma per il Pci la resistenza e i partigiani devono ormai esistere solo come mito perché quello è il momento in cui un'altra linea viene allo scoperto quella del compromesso storico non più quella di una strategia di attacco che implica uno scontro violento di classe e questa nuova linea viene sancita proprio in quei giorni a Milano dove il XIII congresso del Pci si conclude al Palalido con la nomina di Berlinguer a segretario del partito e questo per il quadro storico

ma lo sai che anche la teoria delle basi di montagna intorno alla città dove credi che l'ha presa l'editore? mi dice intanto il comandante mentre stiamo tornando a casa dal paese lungo il vialetto fiancheggiato dal biancospino che copre appena il cantiere di un palazzone di cemento quella teoria che è stata sempre collegata dai giornali anche di sinistra a una visione fuochista latinoamericana se non maoista l'editore in realtà l'ha presa da un manuale del doppio livello del Pci che si chiama Ipotesi di comportamento e che fino a una decina di anni fa era usato per istruire i giovani militanti e che prevedeva proprio un comportamento di questo tipo chiedilo al nostro amico libraio che viene qui oggi a pranzo lui ha fatto ancora in tempo a conoscerlo quel manuale

cioè in certe sezioni c'era il segretario e il commissario politico e il commissario politico selezionava alcuni compagni giovani e diceva tu non dipendi dal segretario dipendi da me e a questi dopo un lungo corso alla fine gli dava questo manuale che era un manuale che prevedeva per esempio di tenere sott'occhio l'armeria del tuo quartiere e cose del genere e dava le indicazioni per la ritirata dalla città in caso di colpo di stato per lo spostamento sulle montagne e nei luoghi di riferimento corrispondenti ai triangoli della città io parlo di Milano che è una città radiale che si divide per triangoli anche noi durante la resistenza l'abbiamo sempre divisa in triangoli con il vertice verso il centro la base verso la periferia che indica la direzione della ritirata

tanto che in quegli anni si portavano i giovani a fare dei festival in montagna a Omegna piuttosto che dalle parti di Novi Ligure proprio per conoscere i luoghi dove ci si doveva ritirare e stabilire una base di montagna quindi vedi che l'editore non ha importato questa teoria da Cuba ma l'ha presa da una tradizione del Pci del dopoguerra ancora legata ad una tradizione territoriale della resistenza partigiana comunque questa è stata la nostra ultima occasione e la sua morte significa la fine di quest'ultima occasione dice il comandante affrettando il passo per cui adesso non possiamo che ritirarci e questa volta per sempre alt no però questo non va questo è troppo patetico questo non glielo farei dire da lui qui

e poi se è vero che con l'editore finiva simbolicamente tutto questo sogno della resistenza tradita che cercava una rivalsa che coltivava la speranza del momento opportuno finiva l'ultima speranza finiva la storia dei partigiani però in realtà finiva perché lo spostamento lungo quei triangoli verso le montagne non aveva più senso perché le città non erano più radiali e dilagavano ovunque perché insomma le trasformazioni avvenute negli ultimi dieci anni nel territorio e nella società erano state tali che le strutture della resistenza non corrispondevano più cioè per esempio la struttura di fabbrica non corrispondeva più al rapporto città-campagna o città-montagna perché la città e la fabbrica ormai erano arrivate dappertutto

e in quegli anni quando si parlava di lotta di violenza si parlava di lotta di massa di violenza operaia di azioni autonome di cortei interni in fabbrica che bloccavano la produzione e che picchiavano i capi e che fuori occupavano le case e volevano vivere una vita diversa e tutte queste cose mentre i partigiani non avevano mai avuto un immaginario legato a nuove forme di vita a una vita libera giovane spontanea senza gerarchie e capi avevano sempre avuto l'idea di una gerarchia militare rigida ricalcata e equivalente a quella degli eserciti che combattevano con in più la rigidità politica sovietica col commissario politico sempre una gerarchia militare e paternalistica dei rapporti

tutto questo è ormai un passato che fa parte del passato del Pci che in quegli anni era stato obbligato a elaborare una nuova strategia che li tagliava fuori completamente e faceva anche parte del passato dell'editore e ora quel passato come immaginario di massa rivoluzionario scompariva con lui sotto il traliccio per cui il comandante dovrebbe concludere dicendo che adesso loro non possono che ritirarsi nel museo che il Pci gli ha costruito non resta che passare la mano ai loro figli che sceglieranno loro la loro strada ma forse invece dice un'altra cosa che ne so dice che lui ha deciso di smettere di andare a caccia e lascia che ci vadano i giovani ma intanto siamo arrivati a casa e cerchiamo gli altri per mostrargli cosa hanno scritto i giornali le schifezze che hanno scritto i vari Bocca Montanelli e tutti quanti



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