CANTO DECIMO

Seguito della storia del magico Martino – Il cambiamento negli stadi – Pistole e coltelli – Lo striscione dei Furiosi non si rende.

Dal carcere di Parma io ero andato a Milano in permesso e dovevo rientrare per le 5 ho fatto il viaggio a Parma in pullman con il nostro gruppo che andavano a Parma per Parma-Milan e mi dicevano dài vieni anche tu allo stadio ma io dicevo devo tornare dentro e lo stadio cominciava alle 4 e per le 5 non ce la facevo siamo andati fino al carcere col pullman ma io non volevo scendere la guardia mi diceva dài entra ma io dicevo devo andare a vedere il Milan non entro e tutti sul pullman dicevano vieni con noi magico Martino ma poi hanno dovuto lasciarmi lì davanti al carcere e loro sono andati allo stadio a spaccare tutto e io intanto ero lì in cella arriva la guardia e mi dice ma lo sai che il Milan perde eh non rompermi il cazzo infatti il Milan stava perdendo e poi ha perso 2 a 0 io ero già entrato incazzato e così adesso ero incazzato ancora di più e niente lì la mia cella era sempre piena di adesivi manifesti foto giornali tutto del Milan dappertutto c'era la sciarpa e il gagliardetto e scrivevo sempre alle Brigate e mi rispondevano mi mandavano i soldi mi mandavano le magliette e una volta mio fratello mi ha portato la maglietta di Baresi

quando sono uscito dopo gli 8 anni di galera ho potuto vedere il cambiamento che c'era stato negli stadi che è venuto coi mondiali quando hanno ricostruito gli stadi che adesso sono dei lager dappertutto reti muretti sbarramenti per controllare la gente adesso tutto era cambiato nello stadio in confronto agli anni che andavo io allora era bello allora c'era il fatto che se volevi fare le risse con le tifoserie le potevi fare tranquillamente perché ti potevi muovere dappertutto perché nello stadio non c'erano sbarramenti giravi intorno andavi sopra andavi sotto le curve andavi in mezzo e li caricavi li menavi facevi casino come volevi e quei pochi celerini quando arrivavano trovavano soltanto i feriti noi ce ne eravamo già andati e capitava anche di entrare in campo si saltava la rete e si attraversava il campo di gioco per andare dalla parte della tifoseria nemica e anche loro entravano in campo e lì giù a prendersi a scazzottate poi arrivavano 4 o 5 pirla di poliziotti e allora via tutti indietro di corsa fino alla rete e hop si saltava la rete e via

prima era molto diverso c'era più divertimento non c'erano i treni speciali non c'erano le scorte si faceva tutto quello che si voleva si andava in pullman si partiva di notte all'una e mezza alle due coi pullman e si portavano sempre dietro gli arnesi che servivano ci portavamo dietro le molotov pistole coltelli lanciarazzi bombe carta spranghe manici di piccone caschetti quando andavamo a Verona per esempio lì i casini si facevano dopo la partita in mezzo ai campi dietro lo stadio dove ci sono dei prati si andava lì quelli di una parte e quelli dell'altra e lì ci si scontrava si faceva a botte tranquillamente si caricava ci si pestava perché non c'era polizia tra i piedi non c'erano controlli non ce n'erano mai a quei tempi qua invece adesso tutto è diventato difficile adesso bisogna stare sempre molto attenti per potersele dare bisogna inventare sempre nuove maniere per riuscire a darsele in pace

adesso ci sono loro i ragazzi che cercano di fare ancora qualcosa però appena uno vede che arriva il poliziotto prende e scappa via perché ci sono le denunce le diffide io ne ho avute un sacco di diffide ma allo stadio ci sono sempre andato lo stesso anche all'ippodromo ci andavo lo stesso facevo il cassiere delle scommesse clandestine all'ippodromo l'ultima diffida l'ho avuta l'anno scorso quando abbiamo perso lo scudetto io ero andato a Verona ci sono stati i casini alla fine sono stati spaccati tutti i cristalloni dello stadio c'è stata la carica dei celerini poi ci hanno accompagnato alla stazione e alla stazione abbiamo devastato tutti i vagoni non c'erano più né sedili né porte né gabinetti tutto fuori dai finestrini e io il lunedì mi sono trovato la diffida per gli scontri allo stadio di Verona perché dicevano che ero stato io il responsabile sono andato a Fatebenefratelli in questura ho negato tutto loro non c'hanno creduto c'avevano lì davanti il mio fascicolo giudiziario che è alto così e per via del mio passato ho dovuto prendere l'avvocato alla fine hanno dovuto togliermi la diffida perché non avevano prove contro di me non avevano nessuna prova

poi siamo andati a Pescara i pescaresi erano tremendi il pullman era per 50 e siamo andati solo in 30 l'autista aveva chiesto 800 mila lire e io gli ho detto ti faccio l'assegno perché i soldi non me li porto dietro perché ho paura che me li fregano ti do l'assegno dopo ho già parlato col tuo principale che mi ha detto che va bene lui dice sì va bene andiamo a Pescara e tutto quanto il Milan perde 2 a 1 un macello c'era gente di 70 o 80 anni che ci gridavano scemi andatevene via buffoni milanesi ci sputavano e io a 10 minuti dalla fine sono uscito dallo stadio mi sono portato dietro tutti i miei mentre uscivamo ci insultavano ci sputavano quella volta abbiamo subì to ma la pagheranno ci vendicheremo siamo venuti via siamo saliti sul pullman e siamo partiti per Milano all'arrivo a Milano gli do l'assegno all'autista quello dice quasi quasi vi porterei a fare una gita in montagna perché via di qua devo andare in montagna a prendere dell'altra gente ma no ma no siamo stanchi grazie sarà per la prossima volta prende e se ne va ma l'assegno in poche parole era a vuoto i soldi me li sono tenuti io e l'assegno era a vuoto

l'autista poi è venuto giù in sede a cercarmi ma io lì non mi facevo più vedere la padrona della bocciofì la me lo diceva eh sai è venuto qua il tipo a cercarti eh digli che non ci vengo più qua lui poi alla fine non mi trovava mai e non è più venuto e niente poi quando sono venuti quelli del Pescara a Milano per il ritorno io sono partito da casa ubriaco sono andato allo stadio e mi sono messo sopra la rampa dove arrivavano su questi qua del Pescara arrivano due padre e figlio pioveva con gli ombrelli bianchi e azzurri colori del Pescara io avevo il coltello arrivavano lì e ce lo puntavo sotto la gola dammi l'ombrello eh ma cosa ti ho fatto dammi l'ombrello e non rompermi il cazzo perché ti picchio anche il bambino dammi l'ombrello hai capito lui mi dava l'ombrello ho preso tutti gli ombrelli ne avrò presi una ventina quel giorno di ombrelli bianchi e azzurri li ho portati su in curva li abbiamo tenuti un po' aperti poi alla fine ho detto al Luì ragazzi non rompete il cazzo adesso bruciateli tutti non voglio più vedere questi ombrelli del cazzo

poi un'altra volta ci siamo trovati tutti a Lambrate alle 8 di domenica mattina c'era la partita Atalanta-Milan siamo arrivati lì io coi miei amici della vecchia guardia avevamo fatto dei cartelli di cartone e ce li eravamo attaccati al collo con la corda c'era scritto noi siamo del Cottolengo di Don Gnocchi Cesano Boscone e dovevamo fare i mongoloidi c'era quello che batteva le mani faceva gnegnegnè gnegnegnè c'era quello che c'aveva la gamba storta e camminava zoppo io che facevo i versi sbavando a quello che vende i biglietti Cottoleeengo Cottoleeengo dicevo e tutti giù a ridere a gridare c'erano lì i poliziotti gli passavamo davanti quello che camminava zoppo quello che faceva il mongoloide e io con quell'altro enorme il Marabù e facevamo al poliziotto il tleno il tleno che beeello e loro sì sì il treno il treno siamo saliti senza pagare siamo arrivati a Bergamo siamo scesi alla stazione e anche lì abbiamo fatto i cottolenghi siamo arrivati allo stadio e allo stadio finita la partita c'è stata una bella carica dove i cottolenghi improvvisamente hanno menato tutti li abbiamo menati per bene quella volta i bergamaschi

quell'anno lì per il derby ci siamo messi d'accordo tre giorni prima i più scalmanati dicevano vogliamo finirla con questi qua che tutte le volte che c'è il derby ci tirano le coltellate nella schiena da vigliacchi vogliamo finirla con l'Inter per sempre allora sono venuti da me Martino che cosa facciamo per finirla eh Martino dice che bisogna prendere 50 manici di piccone poi andiamo allo stadio di notte scavalchiamo e li imboschiamo sopra i gabinetti e così abbiamo fatto il giorno dopo c'era il derby noi arriviamo prima che comincia arriviamo un 20 minuti prima della partita ho preso queste 50 persone decise siamo partiti abbiamo preso i picconi dai gabinetti 50 manici nuovi di zecca ci siamo messi i caschi e siamo andati alla curva dell'Inter e lì li abbiamo disfatti come dei ratti massacrato tutti quanti distrutti tamburi striscioni bandiere e tutto quanto lì veramente ce l'abbiamo fatta sentire anche se dopo loro l'hanno ripagata quando la domenica dopo hanno massacrato il Barbagianni gli hanno massacrato la testa che poi gli hanno dovuto mettere una placca metallica sulla testa

li è stata una vigliaccheria però dato che si era arrivati a quei livelli lì sono arrivato anch'io a portarmi dietro degli arnesi che non avevo mai voluto portarmi dietro però l'ho fatto perché sono stato costretto perché vedevo che in mezzo a loro c'era gente che girava coi coltelli con le pistole e a quel punto lì io mi dovevo difendere dovevo difendere i miei compagni il gioco si era fatto pesante e così sono arrivato anch'io a andare in giro con quegli arnesi là comunque poi è successo che ero andato alla partita dell'Inter contro il Napoli che quando viene a San Siro gli fanno sempre questo coro e glielo facciamo anche noi

Senti che puzza
scappano anche i cani
stanno arrivando i napoletani
oh colerosi terremotati
voi col sapone non vi siete mai lavati
Napoli merda Napoli colera
sei la vergogna dell'Italia intera

sono andato a Inter-Napoli non ero andato col Milan a Lecce quella domenica ma sono andato insieme a un amico napoletano che c'ho qui a Milano sono andato con lui a vedere la partita del Napoli e li c'è stato scazzo perché gli ultra dell'Inter avevano assalito quelli del Napoli erano venuti li e avevano cominciato a tirare lo striscione del Napoli per prenderselo l'hanno strappato a metà sono riusciti a prenderne metà e lì io mi sono intromesso loro mi hanno riconosciuto e mi hanno detto Martino fatti i cazzi tuoi io gli ho detto io non mi faccio i cazzi miei perché sono qua insieme a un mio amico napoletano e come mi è capitato di venire con voi contro gli juventini a darvi una mano così adesso la do a lui perché è un mio amico e abita qua a Milano e vi dico che voi adesso lo striscione lo dovete ridare se no succede un patatrac ma gli ultra dell'Inter rispondevano eh Martino piantala vaffanculo ci vediamo poi fuori piantala

quando siamo usciti io e il napoletano loro ci aspettavano fuori dallo stadio e ci hanno fatto il cerchio intorno uno c'aveva il cannone gli altri c'avevano il coltello io c'avevo una spranga di ferro non si sono mossi nessuno si è mosso è venuto lì Chiurlo uno dei capi dell'Inter e mi ha detto ci vedremo poi noi per parlare e abbiamo chiusa la storia lì e tutti se ne sono andati però la settimana dopo c'era stata una partita di sera notturna con una squadra di Inter e Milan mischiati contro il meglio delle altre squadre del campionato allora quelli per vendicarsi che cosa hanno fatto io quel giorno lavoravo e così sono venuto un po' tardi sono arrivato che la partita era cominciata stavo li fuori dal baretto a un certo punto arrivano dal rettilineo gridando Boia chi molla che è un urlo del fascio e mi tirano due molotov mi tirano la prima che si spacca mi tirano la seconda che si spacca anche quella erano tutti coi passamontagna tirati giù ma la terza mi va a finire sotto la Mini e la Mini mi prende fuoco

quando ho visto la Mini che aveva preso fuoco sono andato in bestia cazzo sono appena arrivato qui che cazzo c'entro io e in più non c'era lì nessuno dei miei allora ho aperto il bagagliaio dietro ho preso il crick gli sono corso dietro corro e mi trovo davanti un amico milanista il Voltolino che è lì insieme a un interista che è un grande infame perché è quello che ne aveva fatti arrestare due dei suoi con la storia di Ascoli la storia di quel morto che c'era stato io ero in gesso gli stavo dando la crickata in testa perché in quei momenti io non guardo in faccia a nessuno ma mentre gli stavo dando la crickata il Voltolino si è messo di mezzo mi ha detto Martino se la devi dare a lui la devi dare anche a me e mi ha bloccato lì io però gli faccio all'interista sia chiaro che comunque voi la macchina me la dovete pagare perché non c'è niente da fare tirate fuori il grano e mi pagate la Mini e quello eh si va bene non preoccuparti vedrai che poi ci mettiamo a posto non ti preoccupare

me ne sono andato e dopo un po' arrivano li tre macchine della Digos in borghese mi fermano davanti al baretto c'è lì la mia macchina tutta nera che era bianca e col fumo è diventata nera che cosa è successo eh niente i fasci mi hanno tirato le molotov ma lei è sicuro che sono stati i fasci eh più sicuro di così hanno gridato Boia chi molla solo i fasci gridano quelle parole lì eh ma lei adesso deve fare la denuncia si guardi l'ho già fatta al capitano dei carabinieri che è già venuto qua prima perché è chiaro che io la denuncia non la volevo fare erano fatti nostri e insomma loro hanno preso e se ne sono andati questi tre della macchina della Digos e dopo una settimana quelli dell'Inter perché io avevo fatto sapere in giro che ero furioso che volevo i soldi sono venuti al bar alla bocciofì la è venuto anche Chiurlo e quella sera neanche a farlo apposta c'era lì anche il napoletano alla bocciofila

col napoletano cominciano una discussione che non finisce più voi mi dovete ridare lo striscione la metà dello striscione che quelli gli avevano preso voi la dovete ridare se no vengo lì e vi spacco su tutto insomma lite discussioni trattative e Chiurlo gli dice ascolta tu ci fai ridare quello striscione dei Furiosi che c'hanno loro e noi te lo ridiamo anche oggi il tuo straccio gli ha detto al napoletano però noi delle Brigate lo striscione dei Furiosi non se ne parlava nemmeno di ridarglielo tira e molla alla fine dei miei soldi non si è più parlato io ero sempre più furioso e così qualche giorno dopo alla riunione delle Brigate Rossonere ho dichiarato che bisognava vendicare questo torto che mi avevano fatto che questa cosa Martino non la poteva più sopportare e allora c'è stata la decisione generale di passare immediatamente all'azione abbiamo preso su e siamo partiti dalla sede direzione il Florida un bar dove se la facevano gli ultra dell'Inter siamo andati lì loro erano già tutti preparati ci stavano aspettando perché c'era stata una soffiata io avevo detto ai miei voi cominciate a andare al Florida io passo prima da casa a prendere il ferro e poi arrivo direttamente li al Florida

ma quando sono arrivato lì avevano già accoltellato il Voltolino quello che si era messo davanti a quell'infame quando io gli volevo dare la crickata e così abbiamo dovuto portarlo all'ospedale perché se non si portava crepava l'abbiamo portato poi è arrivata la polizia e hanno cominciato tutte le storie chi è stato chi non è stato eh è successo che c'è stata discussione c'era un tipo che ha tirato fuori il coltello e ha bucato il nostro amico e naturalmente non abbiamo detto niente delle storie dello stadio delle robe nostre abbiamo detto solo che c'era stata una discussione perché mentre passavamo di lì uno che stava fuori dal bar ci aveva detto eh guarda quegli stronzi lì e allora a noi ci era girata per gli stronzi e poi erano venuti fuori degli altri dal bar e era successo il patatrac quelli dell'Inter hanno confermato la stessa cosa poi io sono andato all'ospedale sono andato dal Voltolino che l'avevano appena ricucito e gli dico e adesso cosa mi dici forse era meglio che gliela davo la crickata a quell'infame forse era meglio o no



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