CANTO SETTIMO

Storia di Zigolo – Infanzia sul Naviglio – Dalle manifestazioni degli autonomi degli anni ’70 alla violenza negli stadi.

A me la violenza mi piace può essere anche perché ci sono nato in mezzo perché abitavo in un paese qua fuori che quando avevo 6 anni c'erano 7 mila abitanti e 5 anni dopo ce n'erano 17 mila c'è stato un grosso arrivo di gente del sud e lì ti trovavi di fronte tu con la tua cultura e loro con la loro cultura che comunque era una cultura di sopraffazione perché li erano sempre loro i più forti ti prendevano tutto ti prendevano la bicicletta non è che lo facevano di nascosto te la prendevano così apertamente e se ne andavano via con la tua bicicletta allora tu chiamavi tuo padre e in genere tuo padre in più te le dava anche ma io non è che mio padre me le dava lui mi diceva di arrangiarmi mi diceva sono fatti tuoi te la vai a riprendere te la bicicletta poi invece con quelli ci cresci insieme perché comunque ci vai a scuola insieme ci fai le cose insieme e ci diventi amico la sera andavamo nell'orto del prete a rubare i cachi poi andavamo dall'altra parte del Naviglio dove passano le macchine per lanciare i cachi contro le macchine e poi scappare via

andavamo a rubare lì c'era un casino di fabbrichette che poi hanno chiuso ne avevano aperte una marea quando c'è stato il boom poi ne hanno chiuse tante e dentro c'era rimasto ancora tutto come alla Walt Disney noi ci entravamo dalle finestre rotte io avevo 8 anni il più grande ne aveva 11 abbiamo rubato roba per 70 milioni tutte le spillette con su Pippo e Topolino e lì facevano anche le cose per il teatro per la Scala i grandi bracciali di bronzo con su le pietre finte poi qualche anno dopo andavamo alla biblioteca c'era lì sotto casa mia la biblioteca con una bibliotecaria bravissima che si chiamava Sabina quello era diventato il nostro ritrovo quotidiano lì arrivavano tutti i giorni tutti i quotidiani le riviste era diventato un punto di ritrovo per tutti dalle cinque in poi quelli che tornavano dal lavoro andavano li invece di andare al bar e davanti alla biblioteca c'erano due tavoloni si trovavano tutti lì discutevano litigavano e lì abbiamo cominciato a formarci politicamente a discutere di tutte le cose

quella volta quando il Msi ha preso un seggio al consiglio comunale è stato nel 77 aveva preso più di 800 voti alle elezioni comunali ha avuto un seggio e noi quella sera siamo andati in consiglio comunale ci siamo andati tutti noi ragazzi c'erano anche i partigiani e quando è arrivato questo qua del Msi senza un braccio accompagnato da uno zoppo e da uno che invece era normale tutti giù a fischiare e a urlare poi il sindaco comunista ha detto adesso diamo la parola al consigliere del Msi perché nella prima seduta parlano tutti i consiglieri allora è successo il finimondo non si sentiva più niente urla fischi casino eravamo venuti tutti con i cartelli che ci eravamo fatti io ero in piedi su una sedia che tenevo uno di questi cartelli grandissimi che diceva le varie malefatte dei fascisti dalle bombe alle stragi tutte le loro varie malefatte

quello ha fatto per parlare ma non è riuscito a farsi sentire fischi insulti alcuni partigiani hanno strappato la tessera del Pci perché il sindaco comunista gli aveva permesso di parlare e ci sono stati un po' di spintonamenti con i due carabinieri del paese poi noi siamo usciti e dopo un po' c'è stato un casino della madonna perché a mezzanotte sono arrivati 12 blindati dei carabinieri con le moto davanti e le macchine della questura di Milano dietro avevamo fatto un corridoio davanti al comune il consiglio comunale era finito e c'erano più di 200 persone infuriate che aspettavano che questi qua del Msi uscivano fuori allora i carabinieri si sono schierati da una parte ho sentito un commissario che diceva se li sfiorano solo li ammazziamo tutti e il maresciallo dei carabinieri di qua gli ha detto non ci provate se no qua viene fuori la rivolta perché a quei tempi là quando succedeva qualcosa e i carabinieri arrivavano in piazza e portavano via qualcuno mezz'ora dopo davanti alla caserma c'era tutto il paese e allora lo liberavano perché se no c'era la rivolta un bel clima di rivolta c'era allora

lì i ragazzi quelli del sud specialmente quelli piccoli ma che avevano dei fratelli che già militavano nei movimenti nei gruppi sia di destra sia di sinistra succedeva che per affinità se il fratello grande era di sinistra loro anche erano di sinistra e picchiavano quelli di destra o erano picchiato e viceversa io avevo mio padre che vendeva l'Unità la domenica faceva l'artigiano faceva i mobili mio padre era sempre stato uno moderato non è mai stato un violento e così io ho iniziato a frequentare la Fgci e andavo in giro a attacchinare e così ci trovavamo con i gruppetti che c'erano a quei tempi con gli autonomi e questi della Fgci con loro litigavano sempre gli davano dei fascisti io non avevo l'età per capire bene queste cose mi sembravano molto complesse anche a scuola c'era un casino della madonna succedevano solo casini a scuola allora

in quegli anni avevo cominciato anche a andare allo stadio andavo a vedere il Milan perché una posizione la devi prendere quando sei piccolo ci sono andato la prima volta a 7 anni allora prendevi il pullman ti dovevi nascondere perché c'era ancora il bigliettaio c'era una linea che da Abbiategrasso arrivava fino a Milano attraverso tutti questi paesi lungo il Naviglio tu prendevi il pullman arrivavi allo stadio e li cominciavi a vedere la gente mi ricordo che c'era Martino e i suoi amici che in quegli anni avevano fondato le prime Brigate Rossonere si faceva casino ma non era come adesso c'era un megafono quando c'era mentre adesso ci sono gli impianti coi mega altoparlanti e polizia non ce n'era assolutamente arrivavano 8 carabinieri sfigati che erano già sfiniti dalla corsa che avevano fatto e ora che entravano in basso alla curva tu eri già arrivato in cima ma intanto la Fgci non mi bastava più non mi bastava quello che facevano il Pci e la Fgci che in quella situazione di casino facevano proteste discorsi sfilate e basta e tutto finiva li mentre vedevo che si poteva fare qualcos'altro che protestare e basta

quel clima lì degli autonomi coi lacrimogeni e gli scontri era anche un gioco e a me piaceva mi attirava poi dalla Fgci D'Alema mi ha buttato fuori perché leggevo Lotta continua dentro la sede mentre un giovane comunista deve leggere solo Città futura come cavolo si chiamava allora cominciavo a andare ai cortei ero in quinta elementare quando c'è stato quello per Zibecchi che la polizia gli aveva schiacciato la testa con un blindato poi alle medie avevamo fatto un collettivo avevamo avuto la fortuna di avere un professore bravo quello che faceva storia geografia e italiano questo qua ci ha stravolto tutto il programma diceva se tu sei un comunista devi studiare questo e questo per essere un buon comunista e facevamo assemblee in classe facevamo gli scioperi e così ho cominciato a frequentare i collettivi il nostro collettivo era la compagnia della piazza ci si trovava in piazza per affinità andavamo ai concerti andavamo al Palalido e ogni volta che arrivavamo noi petardi razzi molotov e dopo 5 minuti c'era la guerra al Palalido

una volta suonavano i Rockets quelli tutti pelati che si ricoprivano tutti d'argento e scendevano con le astronavi spaziali noi ci andavamo anche se era musica che con noi non c'entrava niente era musica da discotecari da gente che andava da Fiorucci tutti di destra noi ci siamo andati e non li abbiamo fatti suonare lì al Palalido di sopra dove ci mettevamo noi c'erano i gradoni e poi c'erano delle assi di legno come panche abbiamo cominciato a spaccare quelle e in più qualcuno è andato a prendere i sassi e così quando sono entrati questi fascisti questi paninari come si chiamavano allora e sono andati sotto il palco e hanno cominciato a fare i saluti romani e a gridare Boia chi molla noi gli abbiamo tirato giù di tutto poi siamo scesi coi bastoni e quelli sono scappati via tutti anche lì ci siamo divertiti allora ci si divertiva sempre allora un giorno sì un giorno no c'era occupazione della scuola un giorno sì un giorno no gli operai uscivano dalla fabbrica e facevano le storie adesso non c'è più un cazzo di tutto questo adesso tutto questo tu te lo sogni

il rapporto coi genitori era un rapporto di uno di sinistra che diceva ai genitori senti mi gestisco io la mia vita materialmente senza pesare su di voi e la gente si arrangiava facendo lavoretti di artigianato catenine borsette cose di cuoio che allora andavano un sacco o vendendo un po' di fumo io ero fratello maggiore e mi sono dovuto sempre basare su me stesso la bicicletta me l'andavo a riprendere io e loro questi terroni qua avevano paura di me e quando diventavo rosso e piangevo dalla rabbia scappavano via tutti perché allora potevo anche ammazzare qualcuno perché io a un certo punto vedo rosso e allora non rispondo più di quello che faccio per questo cerco sempre di evitare di litigare a fondo perché non mi va per esempio io non ho mai litigato con uno più piccolo di me o se ci litigo gli tiro un ceffone e quello non si alza più non è che sto lì a girarci tanto intorno quando litigo

andavamo alle manifestazioni del movimento e quando entravamo nel corteo cercavamo di andare sempre dove c'era il massimo dello scontro anche all'Assolombarda quel giorno eravamo di fianco a un colosso con la barba che c'aveva un borsone che ci saranno state dentro 300 bottiglie erano azzurre l'ha aperto ha tirato una bottiglia e ho visto una fiammata paurosa verde e azzurra sarà arrivata al terzo piano e anche in De Amicis eravamo vicini a questi qua che sparavano quelli della foto famosa cercavamo sempre dov'era lo scontro più duro e visto da adesso si può dire che per noi lo stadio era un po' una palestra di guerriglia per poi portarla dentro la città nel 77 dopo Milano-Napoli siamo partiti da San Siro al grido di Napoli Napoli vaffanculo e giù i vetri dei pullman poi abbiamo finito con la polizia che ci sparava correvamo ting ting sentivi i proiettili e gridavamo autonoma operaia e abbiamo tirato giù quel negozio di Fiorucci che andava sempre giù a ogni corteo

ma poi la domenica non andavamo quasi più allo stadio avevamo ben altre cose da fare ci si riposava degli scontri del sabato si facevano le molotov per la settimana dopo e c'erano le riunioni del collettivo finché a un certo punto è finito tutto è finito quel clima è finita la rivolta ci sono stati gli arresti in massa è arrivata l'eroina un mucchio di gente ha cominciato a bucarsi noi eravamo in 200 nel mio paese nel nostro collettivo proletario giovanile dopo un po' siamo rimasti solo in due che non ci bucavamo e poi con l'eroina sono cominciate tutte le storie di merda trovavi i tuoi amici tutti fatti pensavano solo alla scimmia a procurarsi la roba per il giorno dopo non c'erano più amicizie oppure trovavi quelli che dovevano scappare che andavano a Parigi perché erano ricercati e il giorno dopo si veniva a sapere 10 ce l'avevano fatta 5 li avevano presi c'è stato tutto quel periodo un periodo vuoto morto più che fumare canne non facevi non c'era più niente non vedevo più nessuno non andavo più nemmeno allo stadio eravamo sbandati andavamo al mare qualche volta però sempre da sbandati

poi poco a poco sono cominciate a nascere queste nuove storie dei punk il sabato si andava alla fiera di Sinigaglia e lì una volta sono arrivati questi punk davano un volantino che diceva che era stupido cadere nella logica della droga o della guerra tra bande di massacrarci tra noi che invece bisognava dare una risposta alla merda della città in un altro modo e così ho cominciato a frequentarli poi ho fatto parte di un gruppo che si chiamava Virus è stata un'esperienza radicale li tutto era radicale dal vestirsi al comportamento alle parole tutto doveva essere in linea niente sopraffazione non si mangiava carne tentavamo un esperimento un percorso verso di noi e intanto le cose s'ingrossavano e sul modello Virus è cresciuto il Leoncavallo che si è messo a fare i concerti la cultura alternativa e intanto dappertutto continuavamo le occupazioni la gente pensa che chi occupa un posto è nel torto ma questo è falso perché quello è un posto che ti spetta tu te lo sei preso perché non te lo danno e per questo sei stato costretto a prendertelo con la violenza

io per molti anni non ero più andato allo stadio ho ripreso nell'85 al derby io per arrangiarmi vendevo fumo una domenica mattina è venuto lì da me uno che mi diceva sempre dai vieni allo stadio è venuto e mi ha detto vieni oggi c'è il derby cominciava alle 4 mi ha pagato il fumo con un biglietto io ho detto ma sì tanto ero solo non avevo un cazzo da fare ho preso e sono andato allo stadio e li ho trovato Rondone sono entrato ero lì che guardavo e mi sembrava che era come quando ero andato la prima volta allo stadio da piccolo mi guardavo intorno mi sentivo strano poi mentre sono lì sento ehi cretino era Rondone che la sera prima eravamo insieme al bar a bere a credito dalla barista poi lì ho conosciuto degli altri le prendevamo 1 a 0 poi abbiamo vinto 2 a 1 la partita era bella c'era un bel movimento di gente tutti che fumavano gridavano io ero lì di fianco alla curva e la guardavo allucinato mi dicevo ma guarda che bella festa che bel modo di stare insieme mi dicevo che bella festa

ma non pensavo che ci sarei tornato però la domenica dopo era il mio compleanno è arrivato Astore che è morto di aids tre anni fa è arrivato a casa mia con lo zio che si è sposato ha un ristorante in Brasile è sempre stato un trafficone aspetto da classico bravo ragazzo che poi sono i più grandi figli di troia arrivano lì da me con lo spider della Triumph e mi dicono per il tuo compleanno ti portiamo a Brescia alla partita siamo arrivati a Brescia allo stadio lì vicino all'entrata della curva ovest c'è una piscina un centro sportivo c'era un gruppo del Milan con Bubo e Nibbio che avevano scavalcato il recinto erano entrati dove c'è la piscina la polizia è andata lì per farei uscire gli hanno tirato addosso di tutto e allora gli sbirri calmi calmi hanno aperto il cancello e li hanno lasciati entrare tutti gratis nello stadio lì poi quando siamo entrati noi ho visto uno che lo portavano via in barella era il Picchio che era collassato per la roba li ho conosciuto Bubo il Marabù Germano e tutti gli altri che erano un gruppetto sempre insieme e li siamo diventati amici che festa che bel modo di stare insieme

e così ho cominciato a frequentare loro e non più Rondone e gli altri della vecchia guardia che vengono solo alle trasferte importanti perché per esempio quando vai a Foggia non sei tutti i 3000 che vanno a Genova e così quando vai a Cagliari la prima volta sei in pochissimi e delle volte in certi stadi tipo una volta a Bergamo ti accorgi che sei lì in 50 contro tutta la città e ci sono anche i vecchi che ti tirano le ombrellate e così in questi casi quando succede che con della gente dividi delle cose non puoi non diventare amico in situazioni come queste diventi amico per forza lo diventi con quello che ti salva dalla manganellata o con quello che interviene quando ci sono 4 che ti stanno pestando oppure sei tu che salvi lui dal poliziotto che lo sta prendendo gli corri dietro e gli tiri una legnata al poliziotto e allora quando con della gente al calcio dividi delle cose così con quella gente diventi amico per forza il calcio per noi è questo

la violenza dello stadio nasce così può nascere da un risultato che ti fa perdere lo scudetto e allora la gente si arrabbia e si scatena spacca tutto e poi c'è anche quella cosa antica che c'è ancora nei paesi quando tu vai negli altri paesi a cuccare le ragazze e allora quelli del paese si mettono tutti insieme e la volta che torni te li trovi tutti lì e ti danno una bella bastonatura e poi noi vedevamo anche quello che facevano negli stadi in Brasile e in Inghilterra vedevamo le torride i gruppi ultra brasiliani che sono uno spettacolo fantastico con tutti i tamburi e che ballano la samba tutta la partita e trascinano la squadra ma soprattutto c'è il fatto che la violenza è bella perché ce l'abbiamo nel sangue c'è la bellezza di quando spacchi tutto è un momento che ti esalta quando vedi la fiammata o il poliziotto che scappa o quando arriva il blindato e sei in mezzo a un carosello quando senti i vetri che cadono l'odore dei lacrimogeni le fiammate delle molotov la gente che corre le urla è un attimo che sale sale sale e poi in un attimo esplode

a me piace un casino è più una droga quella dello stadio di quella che era la violenza politica perché quella dello stadio non ha nessun obiettivo è fine a se stessa mentre in politica ce l'avevi e se assaltavi l'Assolombarda c'era uno scopo quello era un obiettivo politico tu sentivi l'odore dei lacrimogeni e sapevi dov'eri e cosa facevi e perché lo facevi mentre qua la violenza dello stadio non ha obiettivi è la pura violenza tu in quel momento lì non hai scopi ci sono due opposte fazioni che si scontrano in nome di niente è come un gioco e rimane sempre un gioco anche se è rischioso e tu certe volte ti dici ma cazzo che cazzo ci vai a fare ancora a trent'anni e non è che tu vai lì per picchiare ma quando sei lì e c'è di fronte a te uno che se ha la possibilità ti spacca le ossa allora non c'è scelta gliele devi spaccare tu per primo e in quel momento ti arriva una scarica di adrenalina pazzesca non sei mai stato così vivo come in quel momento

ci capita che facciamo delle trasferte dove da quando arriviamo in una città a quando ripartiamo sono 6 o 7 ore sempre senza prendere fiato senza fermarci sempre un correre un caricare un picchiare un tornare indietro un andare avanti in continuazione e magari la notte prima non hai dormito ci sono poi quelli che scrivono che lo stadio è dove la domenica si sfoga la violenza che si accumula nella settimana e che li la gente finalmente si scarica di tutta questa violenza queste cose le dicono i sociologi e magari sono vere per certi stronzi tipo impiegati di banca repressi ma per gente come noi quello che siamo allo stadio è quello che siamo e che facciamo sempre anche gli altri giorni della settimana perché con la violenza noi ci scontriamo tutti i giorni perché noi fin da piccoli a 6 anni quando ci trovavamo ci guardavamo in faccia e ci dicevamo adesso andiamo in giro a rubare a fare casino a cercare guai ci dicevamo già allora



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