CANTO NONO

Storia del magico Martino – Una carriera di balordo – Dam Beccaria a San Vittore – I soldi falsi col prete di Bergamo.

Io la prima trasferta che ho fatto con le Brigate Rossonere tanti anni fa è stata una partita di Juventus-Milan siamo partiti in trasferta e ci siamo fermati in un paesino per mangiare perché eravamo partiti da Milano presto in pullman c'era la neve e c'erano questi ragazzini che facevano a palle di neve e le tiravano a tutte le macchine che passavano a un certo punto è passato uno che si vede che non ha voluto subire non so se era juventino o no comunque si è fermato è sceso dalla macchina ha preso due o tre ragazzini sembrava che voleva picchiarli allora io stavo dentro il bar mi vengono a chiamare Martino mi dicono guarda c'è uno che sta menando i ragazzini va bene dico ma voi che cosa avete fatto eh così niente io allora esco arrivo da questo tipo qui e gli dico che cosa c'è eh mi hanno tirato la neve addosso e va be' ma per la neve lei deve fare tutto questo casino eh Martino guarda che mi ha messo le mani addosso eh ma come lei gli ha messo la mani addosso al ragazzino paaack una capocciata gli ho tirato giù un dente ma l'avevo preso male l'ho preso col sopracciglio

poi gli altri gli hanno preso le chiavi della macchina le hanno tolte e le hanno buttate via e questo qua mi diceva va bene lei mi ha picchiato ma cerchi di farmi ridare le chiavi che vado via io dico trovate le chiavi che va via ne ha già prese abbastanza allora gli riportano le chiavi salta sulla macchina e va via poi io sono appena tornato dentro il bar e tac arrivano lì i carabinieri che era andato a chiamarli lui quello stronzo vengono dentro i carabinieri che lui chiaro gli aveva detto lo potete riconoscere perché mi ha dato una testata e si è spaccato il sopracciglio io ero lì seduto con la mano che mi tenevo qua quelli dicono che cosa c'ha lì io ho tirato giù il fazzoletto e quelli dicono ma lei ha fatto a botte io gli ho detto brigadiere guardi io stavo parlando quel signore mi ha fatto questo se lei guarda bene lo vede mi ha dato una morsicata sì ma quello dice diversamente eh dico io giudichi lei guardi mi ha dato una morsicata qua e intanto anche la gente interveniva ma no la colpa è di quello là che l'ha morsicato lo abbiamo visto l'ha morsicato con la bocca l'abbiamo visto tutti

il carabiniere alla fine ha detto va bene ma mi raccomando adesso andate allo stadio tranquilli salite sul pullman non fate più danni ma no quali danni noi non siamo violenti noi andiamo allo stadio tranquilli è quel signore che ha fatto tutto questo casino solo per una palla di neve comunque abbiamo preso su e i carabinieri sono andati via noi siamo saliti sul pullman e arriviamo allo stadio lì ci sono gli juventini che ci aspettavano e lì subito c'è stata una scarica di sassi tra le due tifoserie chi è stato colpito chi non è stato colpito è arrivata la polizia e ci ha separati è stato il mio inizio allo stadio e lì mi sono detto mi sa che se vado dietro a questi qua c'è sempre da fare botte fare mazzate fare quello che non bisogna fare e questo mi è piaciuto e da lì ho cominciato a andare sempre con loro e dove c'erano casini il sottoscritto era sempre in prima fila e a chi mi veniva sotto ce le dava sempre il sottoscritto e così da allora mi chiamano magico Martino

io li avevo conosciuti già prima questi ragazzi erano una decina venivano alla Stella Alpina la bocciofila dove lavorava mia madre vedevo questi ragazzi che tutte le sere venivano li e facevano queste riunioni io gli ho chiesto ma che cosa siete siamo milanisti Brigate Rossonere eh sono anch'io milanista ma per entrare nelle Brigate Rossonere come bisogna fare eh niente ti facciamo una tessera e sei un socio dei nostri io ho detto va bene accetto e mi hanno fatto questa tessera e io mi sono aggregato la prima trasferta è stata quella di Torino che ho detto prima io prima di aggregarmi ero già mezzo balordo andavo in giro di notte andavo a rubare e ne ho combinate di tutti i colori andavo dentro e fuori sono stato al Beccaria dove c'erano i minorenni mi hanno messo al Beccaria perché scappavo dal collegio dei salesiani perché lì stavo male mi picchiavano sempre e così scappavo a casa poi venivano a prendermi i carabinieri mi riportavano in collegio e lì mi ripicchiavano alla fine io continuavo sempre a scappare e così per punizione mi hanno mandato al Beccaria perché scappavo sempre

ma io balordo lo sono diventato proprio conoscendo questi ragazzi al Beccaria perché ero un ragazzo normale prima di conoscere questi qua c'era chi era dentro per rapina chi per furto d'auto o per le moto o perché era scappato di casa e i genitori l'avevano denunciato al tribunale io al Beccaria ho fatto 6 mesi però dicevo sempre al direttore vorrei tornare al collegio qua non mi piace è troppo chiuso io devo tornare al collegio perché di reati non ne ho fatti sono scappato si e loro dicono che è un reato scappare dal collegio ma per me non lo è perché se scappavo è perché c'erano dei motivi stavo male perché mi picchiavano e perché si mangiava male lui dice eh ti capisco però devi avere un po' di pazienza vedrai che tornerai ancora in collegio poi dopo 6 mesi c'è stata una partita di pallone il direttore ci ha chiamato tutti mi ha detto sai Martino facciamo una partita di pallone col collegio andiamo là a giocare perché il campo sportivo è più grande se voi vincete resti al Beccaria mi ha detto se voi perdete torni al collegio

allora si è fatta questa partita di pallone io ho fatto di tutto perché perdevamo ho fatto perfino un autogol e così alla fine hanno vinto quelli del collegio e io mi sono fermato lì abbiamo bevuto mangiato per festeggiare poi però quando sono uscito questa gente qua che avevo conosciuto al Beccaria sono andato a trovarli a casa eh come state e poi così ho cominciato a vederli gli dicevo ma te fammi imparare come si fa a aprire le macchine dài e dài andavamo con la chiavetta della simmenthal coi cucchiaini da caffè e loro aprivano le 500 e le 600 e le giuliette tatatac mettevano in moto e andavamo a fare i giri certe volte andava bene certe volte ci cuccavano e ci portavano dentro e di nuovo al Beccaria e li eh ma sei qua che cosa hai fatto eh ho rubato che poi l'aveva rubata il mio amico la macchina e insomma mi facevo altri 6 o 7 mesi e poi ancora al collegio mi hanno fatto girare parecchi collegi per minorenni a Bologna a Volterra l'ultimo è stato quello di Volterra

insomma sempre avanti e indietro alla fine quando ho compiuto 18 anni mi hanno rimandato a casa e ho cominciato a frequentare questa gente che avevo conosciuto al Beccaria a andare in giro di notte a giocare ai dadi e tutte queste cose e lì ho cominciato non mi andava più di farmi le macchine ho cominciato a fare i furti per guadagnare qualcosa andavo con loro e facevo il palo o mi dicevano prendi il crick allarga lì che io intanto faccio un'altra cosa insomma facevo questi lavori rubavo e così via un po' perché anche in famiglia c'era bisogno e un po' perché per me era un divertimento fare queste cose qua e quando ho compiuto i 18 anni ho voluto farlo da solo ho rubato una moto proprio in viale Papiniano proprio sotto il muro del carcere di San Vittore avevo visto lì una moto ho aperto il lucchetto l'ho messa in moto sono andato un po' in giro l'ho portata a casa e il giorno dopo perché si vede che ero ancora ingenuo sono ripassato di nuovo sul viale Papiniano giro a sinistra c'è la fermata dell'autobus c'è un tipo che mi si butta in mezzo alla strada proprio davanti alla fermata

tra me ho detto eh mi ha cuccato la polizia invece era il padrone della moto tu questa moto è mia l'hai rubata ieri sera ma no dico io guarda che me l'ha data un mio amico se vuoi ti ci porto da lui no stai qua io volevo picchiarlo ma tra me ho ragionato è il padrone non è un poliziotto e allora gli ho detto va bene prenditi la moto no no ha detto lui adesso andiamo a telefonare alla polizia ma fa' quel cazzo che ti pare va a telefonare a chi cazzo vuoi eh ma vieni anche tu ma dove ma al bar a telefonare eh va bene andiamo al bar a telefonare quello telefona io resto lì come un pirla dopo un po' paf arriva la volante ah tu hai preso sì l'ho rubata io e come un pirla mi hanno preso e la prima volta per me San Vittore è stata una cosa tremenda allora c'erano le reti sulle finestre si vedevano tutti questi piani con le bocche di lupo e lì ti mettevano fino a che non arrivava il giudice ti mettevano in cella d'isolamento col pagliericcio piangevo giorno e notte dicevo ma dove mi hanno messo e dicevo preferisco il Beccaria c'era una diversità molto diversa tra il carcere minorenne e il carcere maggiorenne

e niente non c'avevo sigarette veniva ogni mattina quel lavorante che li chiamavamo scopini veniva lì ti portava il bicchierino di latte il panino e basta stavo tutto il giorno lì come un pirla senza uscire 24 ore su 24 e tutti i giorni dicevo alla guardia voglio un po' d'aria voglio il gabinetto ho bisogno di fare il bisogno ma no là c'è il vaiolo la devi fare lì nel bugliolo va be' facevo quello che dicevano loro poi strappavo il pagliericcio chiamavo lo scopino puoi portarmi il giornale per leggere qualcosa poi con la paglia e il giornale facevo su le sigarette e niente ho fatto 20 giorni lì dentro poi avevo scritto al direttore del Beccaria dove avevo dei soldi da ritirare dicendo se poteva perché c'era il prete del Beccaria che veniva a dire la messa a San Vittore se poteva farmi portare quei soldi per prendere l'avvocato per andare in libertà provvisoria e infatti ho preso un avvocato che era uno dei primi famosi come dicevano a San Vittore questo avvocato

per farla breve ho scritto è venuto l'avvocato gli ho parlato il giorno dopo mi è arrivata la libertà provvisoria sono uscito e sono tornato a casa però la mia vita ormai era quella ho conosciuto altra gente ho cominciato a andare sul grosso per dire negozi e poi appartamenti e poi altre cose ancora sono arrivato a dei bei livelli poi alla fine mi sono buttato anche nei soldi falsi con un prete di Bergamo e li mi hanno cuccato per bene io frequentavo un bar tabacchi un bel giro dove se la facevano i balordi e li di giorno e di sera si giocava a dadi a carte a boccette si giocava anche la notte si tirava giù la saracinesca e si giocava a poker a quelle cose lì insomma le notti dei balordi e poi niente li ho conosciuto padre e figlio due marsigliese il padre era un pezzo grosso il figlio veniva lì perché portava acidi e la coca e un mio amico me li ha fatti conoscere gli ha detto al marsigliese non preoccuparti è una persona regolare è uno che ti puoi fidare poi a furia di frequentarlo il marsigliese è saltato fuori con questa storia dei soldi falsi mi ha detto se volevo entrare a fare le consegne e gli ho detto di sì e sono entrato

il prete teneva il macchinario sotto la chiesa era lì che stampava i soldi di notte e il macchinario l'aveva portato lì il marsigliese padre che era il capoccione il prete stampava si occupava del macchinario poi facevamo le consegne di qua e di là a Bologna o a Napoli il prete telefonava dicendo guarda che viene giù il tipo così e così io dovevo andare per dire a Bologna mi dovevo trovare per dire alla stazione c'avevo una valigetta o un pacco con su un adesivo speciale per riconoscersi con qualcuno che mi aspettava lì io arrivavo la sera tardi questo mi riconosceva si andava in un posto in una casa aprivano contavano un miliardo due miliardi quello che era convenuto e poi loro davano un pacco a me che erano i soldi buoni in cambio e tornavo dal prete era un prete giovane bravissimo la sua rovina è stato che lui se la faceva con una ragazzina è successo che hanno fatto un viaggio lui doveva fare una consegna di parecchi miliardi io dovevo andare da un'altra parte a fare un'altra consegna ci siamo divisi io gli avevo detto di non portarsela dietro la ragazzina per fare la consegna

ma lui ha voluto portarsela e sull'autostrada non so come è stato l'hanno fermato gli hanno chiesto i documenti sia a lui che a lei hanno controllato via radio e lei risultava denunciata dai genitori perché era scappata da casa lui era vestito da prete aveva detto che la ragazzina gli aveva chiesto un passaggio però è successo che hanno guardato dentro la macchina e hanno visto che sul sedile dietro c'era un pacco l'hanno aperto e hanno visto tutti i 50 mila c'aveva parecchi miliardi e cosi l'hanno arrestato la ragazzina sapeva tutto e lui poi al processo è andato reo confesso ha detto tutto ha detto dei macchinari ma non ha messo in mezzo noi la ragazzina invece ha cantato tutto e ha detto il nome dei marsigliesi e il mio e amen io già dall'inizio mi dava fastidio quando la vedevo che stava sempre insieme al prete erano cazzi suoi io non mi immischiavo però mi dava fastidio che veniva anche lei giù dove c'erano i macchinari e stava lì e sentiva tutto quando noi ci incontravamo così ci conosceva sapeva tutto e poi ha detto tutto perché è logico che una ragazzina in questura dice tutto

quei 50 mila erano fatti benissimo erano perfetti la carta era originale veniva da una rapina fatta alla zecca di Roma hanno rapinato un autotreno e hanno portato via la carta originale con la filigrana infatti quando hanno fatto la perizia l'unica cosa non regolare erano i numeri che non corrispondevano le serie poi al processo a me prima mi hanno dato 25 anni si sono basati sui miei precedenti tutte quelle storie di furti appartamenti negozi macchine recidivo specifico e poi sono diventati 12 e mi hanno dato anche 2 anni di confino a Campolieto io ho fatto questi 2 anni di confino poi quando sono uscito in libertà provvisoria da Campolieto ero convinto di venire a casa invece proprio allora la sentenza è andata definitiva in cassazione e così ho dovuto fare questi 12 anni alla fine ne ho fatti 8 il prete ne ha presi molti di meno di me perché è andato reo confesso non aveva precedenti incensurato non aveva niente

il marsigliese padre non l'hanno mai preso ma 3 o 4 anni fa l'hanno tirato l'hanno fatto secco in una strada di Genova abitava a Genova e anche il figlio abitava a Genova poi c'aveva altri figli che facevano tipo pappone trasportavano armi cocaina tipo quella roba lì quello che conoscevo io 22 23 anni ogni tanto veniva a Milano e si fermava a Milano una settimana o due perché c'aveva la fidanzata e per i suoi traffici poi ripartiva lui si è preso un bel po' di anni e qualche anno fa si è impiccato in cella invece il prete si è fatto qualche anno poi è uscito e adesso è lì tranquillo in Svizzera con la sua ragazzina se l'è anche sposata non è più prete e credo che lui i soldi è riuscito a mettersene via tanti e adesso è lì che se li gode io invece tutti in avvocati quei pochi che avevo tutti partiti via con gli avvocati

in galera avevo conosciuto anche il presidente del Milan che l'avevano messo li a San Vittore per qualche tangente mi avevano svegliato a mezzanotte io facevo l'imbianchino li dentro il direttore mi ha chiamato insieme al maresciallo dicendo mi faccia una cella me la deve imbiancare subito anche se finisce tardi poi la pagheremo le daremo qualcosa di più alla fine del mese e così ho fatto questa cella ma poi per curiosità volevo vedere chi era questo qua che cazzo non ce l'avevo neanche io una cella così perché la mia era con la calce mentre la sua tutto smalto me l'avevano fatta fare sono andato da lui e gli ho detto senta ieri sono stato io a imbiancarle la cella qua si usa che quando si fanno le celle bisogna pagare la cagnotta e lui mi risponde che cos'è la cagnotta eh la tangente qua i detenuti quando vogliono farsi fare le celle pagano con le sigarette perché di soldi qua non ce ne sono lei fa la spesa e mi dà le sigarette va bene dice lui che cosa vuole eh mi dia almeno 5 stecche di Marlboro lui me le ha segnate alla spesa e me le ha fatte avere le Marlboro

poi gli ho detto che io ero un ultra del Milan e lui mi fa sei dentro per lo stadio no sono dentro perché ho rubato come lei volevo dirgli ma non l'ho detto e niente ma quella volta quando mi hanno arrestato per i soldi falsi ho preso tante mazzate da Turbina un commissario che ce l'aveva su con me e che quando mi hanno portato al commissariato era lì con 10 poliziotti che mi aspettava e ha cominciato a prendermi a pugni in faccia quando stavo scendendo dalla macchina e poi dentro e per tutto il corridoio cazzotti pedate manganellate perdevo sangue dalle orecchie dal naso sono arrivato a San Vittore che non volevano nemmeno prendermi da come ero conciato ce l'avevano su con me anche per via dello stadio perché ero sempre uno dei primi negli stadi a fare casino a caricare quando ero lì coi miei compagni con quei pazzi sempre in prima fila a incitare e dicevo dài andiamoci addosso a quei balordi bastardi e si caricava si menava si spaccava tutto tutti addosso botte casini



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