I.

LA SIGNORINA RICHMOND RIAPPARE IRIDESCENTE
NEI CIELI DELLA PENISOLA


Improvvisamente
che si staglia nel cielo azzurro
chiude le ali a metà
e vedendo

ombra sul mare
venato e azzurro che si stendeva
all'ombra delle ali
l'ombra del cielo

sul mare luccica
ali di vetro
nel cielo cieco
fissando il sole

che soffia nei capelli
in cima al cielo
respira l'aria immobile
l'occhio vede tutto

e
vedendo che merito era fuggito
ali sottili e appuntite
nel cielo azzurro dell'oceano

e piacere addormentato
bianco immacolato nel piumaggio
e gioco d'amore morto
volando in linea spezzata

e valore fallito
tra le correnti aeree
utilizzando le differenze di velocità
e cortesia perduta

e i movimenti dell'aria
e dottrina volta a villania
che si lascia portare dal vento
e che l'inganno si era ormai insinuato

nero di giada che orla
le lunghe ali sottili
nelle amanti come negli amanti
volle fare uno sforzo

per recuperare piacere e gioia
e
scrisse questa canzone che dice
improvvisamente

chiuse le ali a metà
punto di fuga sulla linea dell'orizzonte
soffio infuocato
ai confini dell'acqua più profonda

non il desiderio ma il movimento
fuoco e acqua e terra
e sconfinata altezza dell'aria
occupò d'improvviso tutto lo spazio

si spoglia delle ali
non è ma diviene
sull'oceano popolato d'ombre
il sole capovolge il suo corso

piombo nelle ali
visto dall'alto
il bersaglio è inquadrato
sulla schiuma bianca immacolata

si sfoglia nel cielo azzurro
visto dal basso
diagonale tagliando
la linea dell'orizzonte

e
da mille miglia d'altezza
trafigge la superficie
in uno spruzzo di schiuma



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