IX.

LA SIGNORINA RICHMOND SI PERDE E SI RITROVA PREOCCUPATA
PER LA FAME NEL MONDO


Accenderemo un grande fuoco
ai confini di una grande foresta
alzatevi buoni a nulla
ancora una volta a pancia vuota

andiamo a raccogliere legna nella foresta
appoggiandosi ad un bastone
arrivarono a una casetta
arrivati in prossimità della casetta

aspetta che la luna si levi
attraverso la gabbia
avevano una fame terribile
camminarono tutta la notte

cantava così bene che
c'era una volta
che li aveva abbandonati
che qualche mirtillo

che sia magro o grasso
che svolazzava tra gli alberi
cominciò a impazientirsi
da soli non troveranno mai la via di casa

diede a ciascuno un piccolo pezzo di pane
disse adesso vi accendo un bel fuoco
disse sdraiatevi accanto al fuoco
divise il suo pane

domani all'alba partiremo
domani lo ucciderò
e che si fermò su un ramo davanti a loro
e dei piccoli lamponi

e finalmente disse che cosa sarà di noi
è finita per noi singhiozzava
è forse meglio morire di fame tutti
e lo chiuse in una gabbia

e lo farò arrostire per il mio pranzo
è nella stalla e bisogna che ingrassi
entrate entrate non vi succederà niente di male
era mezzogiorno quando si accorsero

e si rimisero in marcia perdendosi
essi lo seguirono e ecco che
e svolazzò davanti a loro
e vedendo quelle belle guance

e volando nei boschi e nei campi
fece del suo meglio per consolarlo
fu così nutrito dei cibi più fini
fu costretto ad obbedire

gli animali feroci
gli gridò in piedi buono a nulla
guardò il piccione appollaiato sul tetto
hanno gli occhi rossi

il giorno si levò era il terzo giorno
illuminava il cielo
i mille uccelli che vanno e vengono
in poco tempo li sbraneranno

io ho un'idea disse
io lo mangerò
la porticina si aprì improvvisamente
le lenzuola bianchissime

li guardò dormire tranquilli
lo chiuse in una gabbia
l'uccello battè le ali
l'uccello si posò sul letto

ma lasciava cadere una briciola per terra
ma le avevano beccate tutte
mangiamo subito qualcosa
ma non trovarono più nemmeno una briciola

nel cuore della foresta
non è un piccione è il riflesso
non ho il cuore di lasciarlo
oh disse meravigliato

perché in tutta la giornata non avevano mangiato
piccolo stupido disse
poi preparò loro una deliziosa cenetta
poi si addormentò

prima dell'alba
quando ebbe terminata la sua canzone
quando la fiamma salì alta e chiara
quando la luna brillò alta nel cielo

quando sarà grasso al punto giusto
quando si furono bene inoltrati nella foresta
quando solo una pallida luce
quando una grande carestia si abbattè

quanto sei stupido disse
regnava la miseria
restarono immobili ad ascoltarlo
riusciremo a uscire da questa storia

sbriciolò il pane nella tasca
scosse la testa e disse bene arrivati
seminò le briciole del suo pane
si addormentarono credendosi in paradiso

si diressero verso il letto
si girava senza tregua nel letto
si lasciarono cadere ai piedi di un albero
si mise a gridare e a piangere

si mise a piangere amaramente
si misero in cammino
si misero im marcia
si sedettero vicino al fuoco

si spaventarono talmente che
si svegliarono nel cuore della notte
tutti soli nella foresta
un piccolo uccello bianco come la neve

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