V.

NEL SALOTTO FIBONACCI LA SIGNORINA RICHMOND ATTONITA
ASSISTE ALLA CONVERSAZIONE DEGLI INTELLETTUALI CON




Un ventaglio di spade luminose
scaturisce da una nuvola scura
come una maliarda che sale
e trionfa distruggendo uno

dopo l'altro i suoi adoratori
e va a perdersi nella profondità
della valle donna senza cuore
angelo azzurro vipera primo

la gente ha voglia di divertirsi
uno annusa una sottana bevendo
naturalmente champagne un altro
addenta una mutanda spruzzata

ovviamente di cocaina secondo
sesso amore adulterio
il proprio corpo la famiglia
voluttuosa come un rasoio

braun e un frullatore mulinex
oppresso da questo scatenamento
consumistico decido lì per lì
di fare qualcosa di drastico

terzo il sacro il mistico l'
ultraterreno volare a Nairobi
quarto la crisi degli ideali
rivoluzionari di trasformazione

della società non è neanche
vero che la rivoluzione sia
fatta della somma di tanti
innamoramenti non più che un

cavallo sia fatto della somma
di tanti vermi cinque otto
sappiamo benissimo distinguere un
cavallo da un verme visto da

dietro ha la coda esigua tra le
gambe e un sedere piatto e come
infilato dentro pantaloni di
cuoio grigi troppo larghi e chi

ha sedere basso ha cazzo piccolo
entriamo nel porco e prendiamo
a incedere lentamente nella
meravigliosa foresta degli alberi

della febbre gialla i rapporti
vivaci e alterni fra
intellettuali e partito
crescano pure i cento fiori

così si potrà vedere bene quali
tredici ventuno trentaquattro
sono i novantanove da tagliare
una storia densa di problemi

e di attese di avanzate e di
disillusioni di collaborazioni
e ripudi si vedono diverse
merde di forma e grandezza

diversa quali cubiche enormi
il presidente della repubblica
ha manifestato la necessità
che si addivenga rapidamente

alla formazione di un governo
cinquantacinque ottantanove
la land rover continua a correre
usciamo dalla foresta presidenziale

io ho accettato di formarlo
non si può andare avanti con
questo spettacolo di cacicchi
che alla sera si riuniscono

nelle capanne e discutono per
ore e ore centoquarantaquattro
sulle sorti del villaggio
starnazzando di filosofia e

progresso merde enormi
anch'esse piramidali quali
grandissime e come arrotolate
senatore stiamo parlando della

dc correre di notte per una pista
africana permette di fare alcune
osservazioni forse non inutili
l'innamoramento è la forma più

semplice dei movimenti collettivi
non può essere confuso con la
rivoluzione francese e l'
entusiasmo dei primi protestanti

ricco dei suoi ingredienti
ha il sapore delle cose buone
è un movimento collettivo a due
la mia velocità la tua intelligenza

un perfetto lavoro di gruppo
ritorna il privato anche in economia
in amore è bene non fidarsi
di calcoli matematici e di calendario

perché molte volte 1+1 fa 3
duecentotrentatrè ritorna il boom
e gli italiani non lo sanno
sotto un cielo arrossato dall'

aurora e percorso da enormi nuvole
nere vedete questi buchi bianchi
nel menabò sono le pagine che non
si sa bene come riempire e allora

s'inventa una bella campagna stampa
poi conobbi un marinaio non mi
ricordo neanche il suo nome
seicentodieci novecentottantasette

un nudo in copertina fa vendere
almeno mille copie in più
e poi lui mi regalò un pappagallo
allora ebbi un'ispirazione non c'è

comunicabilità perché non c'è
quasi più niente da dire
perché ciò che conta oggi non è
il contenuto ma il container

così andiamo avanti alla cieca
e con la sensazione sconfortante
che per qualche incantesimo
africano non arriveremo mai



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