PRIMA PARTE

1.


I sotterranei sono un dedalo di budelli illuminati ogni venti trenta metri da tubi al neon polverosi appesi a lunghi fili elettrici sbrindellati che pendono dal soffitto di cemento grezzo del sotterraneo spaccato da fenditure profonde lunghe che non si vede la fine e in qualche punto si abbassa gonfiato verso il basso come spinto da un peso enorme che sopra lo schiaccia curvandolo sfondandolo e ogni quattro cinque metri puntelli di grosse travi lo sostengono il legno è marcio ammuffito il suolo è coperto da un sottile velo d'acqua marcia l'odore dolciastro e nauseante di carogna d'animale si mescola all'odore della muffa ogni tanto a una biforcazione o a un incrocio di due budelli ci sono piccoli mucchi di sabbia di cemento bagnati franati calpestati pale e altri attrezzi arrugginiti abbandonati l'aria è umida e dalla bocca escono piccole nuvole di vapore quando si respira quell'aria nauseante

lo scalpiccio disordinato del piccolo corteo muto si mescola al tintinnare continuo delle catene rimbomba quando si attraversano le passerelle di legno fradicio le ombre si allungano dietro i passi quando si avvicinano alle zone illuminate dai neon scompaiono e subito riappaiono davanti e si allungano i passi avanzano lenti facendo attenzione a dove si mettono i piedi e alle catene per non tirarle troppo davanti o dietro cercando di lasciare sempre la stessa distanza con chi sta davanti o con chi sta dietro facendo attenzione a non strisciare la spalla sulla parete viscida bagnata e evitare a sinistra le canne dei mitra puntati orizzontali mentre il piccolo corteo gira più volte a destra e a sinistra a sinistra e a destra fino a perdere del tutto l'orientamento

poi saliamo su una scala stretta semibuia soffocante con lunghe rampe alti gradini faticosi strappi alle catene che fanno male ai polsi e alla fine dell'ultima rampa la luce di una piccola porta e sbuchiamo fuori in alto in cima a una gradinata spalancata su un'enorme sala molto illuminata piena di gente che si muove giù in basso sotto di noi sento improvvisamente contro la gamba un muso che ringhia minaccioso le pupille nere dilatate i grandi occhi sporgenti due lunghi denti bianchissimi le labbra rosse contratte rovesciate un grosso cane gigantesco il pelo lucido nero rizzato sulla schiena che si incurva tesa le orecchie dritte mosse da un tremito continuo il carabiniere che lo tiene al guinzaglio è impassibile nella tuta blindata antiterrorismo ultimo modello

dal punto in cui siamo la gradinata scende ripida fino al pavimento della sala e da lì salgono tutt'intorno fino al soffitto spesse sbarre cilindriche di ferro verniciate di grigio metallizzato l'enorme gabbia è piena di carabinieri in tuta blindata grigia metallizzata sopra sotto di fianco con altri grandi cani neri ringhianti e nervosi a uno a uno i carabinieri ci sfilano la catena ci tolgono i ceppi dai polsi rossi che fanno male ci arrivano in faccia le vampate di luce accecante dei flash dei fotografi cani anche questi anzi sciacalli e si contorcono si piegano si alzano sulle punte dei piedi un balletto affannoso alzando le braccia tirandole ancora più su con le maniche delle giacche che si accorciano sui gomiti ancora più su

ci freghiamo i polsi rossi accendiamo le sigarette camminiamo un po' su e giù per la gradinata salutiamo qualche parente ci sediamo a due o a tre vicini scambiando qualche frase a bassa voce i fotografi in basso si piegano sulle ginocchia spostano di scatto il tronco a destra e a sinistra come contorsionisti del circo si protendono verso le bestie dentro la gabbia tentano di infilare la testa di traverso tra le sbarre infilando i lunghi obbiettivi tra le gambe le braccia dei carabinieri che formano una barriera immobile agitano le dita isteriche fanno ballonzolare le macchine e scattano e sparano lampi abbaglianti contro le facce nella gabbia poi in un angolo lontano si accende una luce ancora più abbagliante e comincia il ronzio delle telecamere

mi siedo sul gradino più in alto della gradinata e giù in fondo vedo gli avvocati con le mantelline nere distrattamente buttate sulle spalle che confabulano tra loro calmi a gruppetti dietro i banchi di legno scrostato sulla destra parallela alla gabbia è schierata la corte con il presidente arcigno e pensoso seduto in mezzo lo schienale altissimo che gli arriva un bel pezzo sopra la testa poi il giudice a latere stravaccato di traverso su un'altra sedia altissima e a destra e a sinistra i giurati popolari uomini e donne quasi tutti con la faccia nascosta dietro occhiali larghi e scuri le larghe fasce tricolori che attraversano i golfini pallidi le camicette gonfie con i colletti inamidati le giacche doppiopetto in diverse tonalità di grigio le cravatte verdastre bluastre o giallastre e in fondo a destra c'è il palchetto solitario del pubblico ministero

sopra le teste della corte milioni di tessere compongono un enorme mosaico impolverato e sbiadito che arriva fino al soffitto e rappresenta una scena confusa una battaglia furiosa dalla parte sinistra ci sono le forze del male rappresentate da strani esseri contorti mostruosi aggrovigliati soprattutto di colore verde e viola e dalla parte destra le forze del bene angeliche trasparenti armoniose azzurre e leggere che si scontrano al centro in una battaglia furiosa ma le forze del male sono già chiaramente sconfitte e battono in ritirata incalzate dalle implacabili forze del bene in basso in un ovale dorato campeggia la figura imponente della giustizia bendata che regge in una mano lo spadone nell'altra la bilancia un po' più sotto la scritta in rilievo la legge è uguale per tutti c'è scritto

sulla sinistra dietro lo sbarramento dei carabinieri ci sono le transenne di legno dietro le transenne c'è lo spazio per il pubblico ma il pubblico non c'è lo spazio per il pubblico è quasi completamente vuoto salvo qualche parente madre padre sorella fratello cugino zio cognata nessun amico nessun compagno perché tutti hanno paura perché visto da fuori il tribunale si presenta con una scenografia da guerra transenne metalliche e fili spinati cordoni di polizia e carabinieri un susseguirsi di sbarramenti e mezzi blindati disposti nei punti strategici mentre altri mezzi blindati girano continuamente intorno al palazzo e poi cani e metal detector all'entrata e perquisizioni interrogatori schedature minacce avvertimenti insinuazioni e tutto i resto

la piccola porta alle nostre spalle si apre un'altra volta e in mezzo a un altro nugolo di carabinieri appaiono in cima alla gradinata le donne anche loro incatenate e con i ceppi tutti ci alziamo avvicinandoci la gabbia si riempie di grida di saluti di sorrisi di profumi diversi si sono messe tutte vestiti coloratissimi gonne lunghe camicie colorate foulard colorati gli anelli alle dita collane catenine spille braccialetti ciondoli ai polsi grandi orecchini bizzarri fermagli tra i capelli nella confusione i carabinieri si agitano urlano ordini i cani ringhiano minacciosi riesplodono le vampate dei flash dei fotografi i giornalisti prendono frenetici appunti sui taccuini i pochi parenti si sbracciano gridano saluti dietro le transenne e rispondono altre grida e saluti

a una a una i carabinieri sfilano la catena e tolgono i ceppi le ragazze corrono verso di noi corriamo verso di loro sulla gradinata ci ingarbugliamo ci intrecciamo ci avviluppiamo in un mosaico di abbracci di strette di baci di voci l'unica cosa che ci interessa adesso è poterci parlare parlare di tante cose parlare di tutto finalmente parlare parlare il più a lungo possibile e poterci toccare sentire tra uomini e donne tutto scompare intorno l'aula i carabinieri i fotografi i cani i giudici tutto quello che c'è al di là delle sbarre ci è estraneo non esiste si intrecciano i regali amuleti piccoli oggetti tutto quello che è stato possibile portare fin lì dentro la gabbia ci scambiamo anche i vestiti le camicie i maglioni i foulard le sciarpe

squilli di un campanello che viene dal banco della corte e il presidente comincia a leggere arcigno il lungo elenco dei capi d'imputazione questo quello imputato di e così e così per avere e qui e là questo quello imputato di e qui e là per avere e così e così e in concorso con legge con un tono di voce uniforme in modo sbrigativo tirato via questo quello imputato di e così e così per avere e qui e là tira via si mangia le parole dalla fretta questo quello banda armata associazione e qui e là non si riesce a seguire niente finisce in fretta e poi vengono i preliminari e gli avvocati senza nessuna convinzione e per pura formalità presentano le solite inutili eccezioni e quindi sospensione della seduta e ritiro della corte per decidere delle eccezioni della difesa e pochi minuti e sono già di ritorno e altri squilli per dire che ovviamente tutte le eccezioni della difesa sono respinte e altri squilli e si dichiara aperto e il presidente dichiara aperto il dibattimento



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