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C'era un'attività frenetica al Cantinone c'era quello che faceva l'elettricista e aveva tirato una linea elettrica attaccandosi ai fili esterni dell'ospizio c'era quello che faceva l'idraulico e aveva sistemato le tubature e cosi avevamo anche l'acqua c'erano quelli che facevano i muratori e che erano andati a prendere i loro attrezzi e si erano messi a chiudere i buchi nel pavimento e a sistemare le piastrelle c'erano quelli che facevano i falegnami e che costruivano telai di legno per le finestre e le chiudevano poi con dei teli di plastica e in fondo A salone stavamo costruendo con le assi e le travi che avevamo trovato lì un grande palco per i concerti e per gli spettacoli che volevano fare il concerto di inaugurazione era già stato annunciato con un manifesto e dei volantini che i compagni distribuivano in giro

erano arrivati anche tre o quattro vecchietti dall'ospizio li vicino che si ricordavano quando una volta il Cantinone funzionava da osteria e c'erano li delle botti enormi dei tavoli e delle panche per tutta la lunghezza perché quello era il posto dove i contadini si incontravano per bere il vino e giocare a carte e gli abbiamo promesso che avremmo rimesso lì le botti e le panche e il vino come una volta poi tornano un gruppo di compagni che era andato in giro a fare propaganda per il concerto tornano con le macchine pieni di roba da mangiare noi crediamo che abbiano rubato e c'incazziamo ma invece c'erano stati del negozianti che ci avevano regalato casse di bibite e di pasta e poi sono arrivati li dei ragazzi napoletani che lavoravano in una pizzeria sono arrivati con una montagna di pizze e così c'era da mangiare per tutti

intanto si erano formate le prime commissioni di lavoro chi si erano installate nelle stanze al primo piano Valeriana e un gruppo di ragazze si riunivano per mettere in piedi un consultorio autogestito altri preparavano un programma di controinformazione sulle droghe leggere e pesanti altri si occupavano dell'alimentazione e della controcultura altri della musica del cinema del teatro si decide di prendere contatti con i circoli giovanili di altre città di cui avevamo avuto notizie per uno scambio di esperienze e di informazione e per formare un centro di documentazione con i loro giornali e i loro documenti e in un'altra stanza del primo piano già funzionava un centro stampa con macchine da scrivere e ciclostile che lavorava a tempo pieno i pacchi di volantini di comunicati di annunci di documenti si accumulavano sui tavoli del centro stampa in attesa di essere distribuiti

arriva la sera del concerto e arrivano i gruppi musicali arrivano da diversi paesi del dintorni l'impianto è pronto le luci sono pronte le luci fanno macchie colorate sui muri imbiancati del salone i gruppi cominciano a provare suonano tutti insieme e i suoni sovrapposti escono sulla strada si diffondono in giro la gente arriva a mucchi arrivano giovani da tutte le parti e anche non giovani la strada davanti si trasforma in un parcheggio con tutte le macchine imbottigliate dentro c'è una marea di teste tutti seduti sulle panche e per terra che battono i piedi per terra e tutto rimbomba mentre le luci colorate girano sempre più in fretta io guardo in giro per vedere dov'è China e la vedo contro il muro con Gelso che ride con la testa che sussulta i capelli che le coprono tutta la faccia quando la rialza mi vede e agita la mano e mi fa segno di venire lì anch'io

la festa era al massimo c'era una grande euforia c'era una grande eccitazione gente che entrava e che usciva in continuazione una confusione indescrivibile tutti erano entusiasti di quel posto dicevano che dovevamo restarci che dovevamo restare lì a tutti i costi che avremmo fatto delle cose fantastiche nel Cantinone la musica suonava al massimo io attraverso la folla incrocio Scilla con in mano una chiave inglese lunga mezzo metro che dice qui ci sono troppi sballati se ne trovo uno che si buca lo sfondo era l'unico cupo li dentro Scilla tutti guardavano il palco dove uno adesso cantava mi piace molto di suonare e con la musica pestare ma non mi guadagno il pane perché suono come un cane sono un teppista c'ho in testa la conquista sono un po' brutale ma ti giuro son normale e io sono andato a mettermi con China proprio sotto il palco e sono stato li stretto con China mentre la musica suonava al massimo

improvvisamente la musica si interrompe Scilla è salito sul palco e dice nel microfono è arrivato qua fuori l'assessore culturale con un messaggio del sindaco e della giunta la gente sghignazza e dice portacelo qua che ce lo mangiamo l'assessore alla cultura è giovane piccolo nervoso con i baffetti un impermeabile bianco e ha fatto il '68 aspetta pazientemente che le voci si abbassino per lasciarlo parlare e poi dice vi devo comunicare che la situazione è precipitata abbiamo appena ricevuto una telefonata dal questore che ci annuncia lo sgombero nelle prossime ventiquattro ore a nome della giunta e del sindaco vi rinnovo l'appello alla ragionevolezza e al buon senso evacuate il Cantinone e vi promettiamo uno spazio nel nuovo centro polivalente appena saranno terminati i lavori

partono da ogni parte della sala urla e schiamazzi poi prende la parola Nocciola tu vuoi fare il furbo prima andate a dire che qui siamo provocatori e fascisti poi che ci volete trovare uno spazio per noi l'unica cosa è che vi trema il culo per la vostra giunta perché se era per voi la polizia la chiamavate voi benissimo che questa storia del per primi ma noi sappiamo centro polivalente è una favola basta pensare al disinteresse che avete sempre avuto per i nostri problemi no no lo interrompe coraggiosamente l'assessore voglio dire che questa è una calunnia il problema del giovani e un problema che ci sta molto a cuore nel nostro bilancio sono previste spese importanti per i giovani e per la cultura ma ci sono del tempi che si devono rispettare però vi assicuro che anche i vostri problemi troveranno rapidamente una soluzione adeguata

dovevate parlarne con noi prima dice con tono conciliante dovevate rivolgervi a noi con fiducia e insieme avremmo trovato una soluzione adeguata io penso che le esigenze che sottendono questa vostra iniziativa sono legittime quello che invece non è legittimo è la forma con cui pensate realizzarle noi dobbiamo trovare insieme un altra forma ma intanto e necessario sgomberare il Cantinone prima che accada l'irreparabile la gente ne ha abbastanza fuori fuori gridano tutti aspetto una risposta me ne andrò da qui solo con la vostra risposta sia che sia affermativa o negativa riesce ancora a dire poi Valeriana dal palco fa fare un po' di silenzio e dice che la decisione spetta all'assemblea e che dobbiamo discuterne tutti ma non in sua presenza e che lui se vuole può aspettare fuori e poi gli riferiremo la nostra decisione Scilla lo scorta fuori e prima di scendere dal palco alza il braccio con la chiave inglese levata scoppia un applauso fragoroso tutti urlano noi del collettivo non sappiamo bene che cosa fare ci consultiamo un momento poi Cotogno prende il microfono compagni noi da qua non ce ne possiamo andare sotto la minaccia dell'intervento della polizia se noi adesso sgomberiamo volontariamente accettando il ricatto del sindaco e del partiti noi abbiamo perso allora noi dobbiamo decidere cosa è meglio fare se restare qua a difendere l'occupazione il che vuol dire andare allo scontro oppure no io penso che oggi come oggi non ci conviene andare allo scontro penso che stroncherebbe il movimento sia che vinciamo o che perdiamo militarmente perché in tutti i casi perderemo politicamente e anche se vinciamo militarmente ci troveremo di fronte una situazione ingestibile

noi dobbiamo decidere la cosa che ci conviene di più per la crescita e il rafforzamento di questo movimento e allora il problema più importante per noi non è di conservare il Cantinone a ogni prezzo il problema è che dobbiamo conservare questa forza che ci siamo costruita e per questo noi dobbiamo rifiutare lo sgombero volontario che ci propongono ma dobbiamo anche rifiutare lo scontro magari un minuto prima ma dobbiamo decidere autonomamente noi quando e come sgomberare se noi sgomberiamo per decisione autonoma nostra noi conserviamo intatta la nostra forza politica e domani potremo portare avanti di nuovo le lotte di questo movimento per la conquista di uno spazio sociale potremo portare avanti altre occupazioni e altre lotte se invece andiamo allo scontro oggi qui ci giochiamo tutto e secondo me perdiamo tutto

ci sono state molte bocche storte anche se la maggioranza è d'accordo con Ortica ma nell'euforia generale quello era buttare acqua sul fuoco comunque la nostra posizione passa nella discussione e così mandiamo a dire al sindaco che l'assemblea ha deciso di continuare l'occupazione a oltranza ma poi decidiamo che non possiamo stare lì a aspettare tutti quanti l'irruzione ci saranno lì quattrocento persone rimanere lì tutti e poi andarsene tutti quanti all'ultimo momento è impossibile è meglio che lo facciano in pochi perché così è più facile andare via ci vuole pazienza per convincere tutti nessuno se ne voleva andare nessuno voleva rassegnarsi che la festa era già finita ma alla fine se ne sono andati hanno smontato e portato via tutto quello che non doveva restare li e alla fine siamo rimasti lì solo quelli del collettivo una sessantina in tutto

nel salone si accendono le candele e si spengono le lampade centrali ritorna il clima delle sere prima coi sacchi a pelo che si srotolano e la gente che si stende solo che nessuno questa volta ha voglia di parlare o di cantare di raccontare storie e fare progetti di arrotolare spinelli e fare l'amore questa sera ognuno ha di fianco al suo sacco a pelo un bastone o una spranga vedo Valeriana seduta contro una colonna che fuma guardando fisso le ombre geometriche sulle volte a crociera mi avvicino con China e vado che ha gli occhi un po' lucidi che c'è Valeriana merda tutto questo lavoro per un cazzo a me piaceva questo posto un posto cosi bello non lo trovi più magari se occupiamo un capannone diroccato in mezzo alla campagna quello magari sono capaci di lasciarcelo ma un posto come questo che poi non sanno neanche cosa farsene non ce i lo lasciano mica quel bastardi

ogni tanto qualcuno del turno di guardia torna dentro per darsi il cambio fuori fa un freddo cane anche dentro non fa più troppo caldo mettiamo giù il sacco a pelo e io m'infilo così come sono il pavimento è duro ma sono stanco e mi sembra di essere comodo lo stesso China si toglie la sua giacca da uomo a spighe l'arrotola e me la mette sotto la testa cosi sa remo più comodi dice e s'infila anche lei China non ha sonno e canta a bassa voce io sono un gran teppista sono il meglio della festa non tagliare la mia pista o per te saranno guai io dico con gli occhi chiusi la pista ormai ci hanno già tagliato tutto adesso basta che non ci arrivano anche i guai ma China continua a volte è fatale se mi comporta male ma anche in galera volevo uscire ogni sera



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