SECONDA PARTE

13.

 

lo questa cosa me la ricorderà per sempre un rumore veramente assordante un rumore che veniva dall'alto un rumore che veniva dappertutto che diventava sempre più forte sempre più assordante avevamo capito quasi subito che era un rumore di elicotteri e questi elicotteri facevano un rumore fortissimo non era un solo elicottero dovevano essere tanti elicotteri e tutti sono rimasti per un attimo immobili tutti sono stati molto disorientati perché tutti quanti ritenevano impossibile un intervento militare al punto in cui eravamo arrivati proprio adesso che le trattative erano arrivate fino a lì e poi c'era la questione delle diciannove guardie nessuno pensava che avrebbero messo in gioco la vita delle diciannove guardie sequestrate e che avrebbero fatto un intervento militare

sono arrivati si è sentito questo rumore assordante di elicotteri tutto tremava i muri tremavano e tutto sembrava tremare e tutti hanno cominciato a reagire in maniera diversa quella che ho visto è stata la confusione completa è stata una situazione che avevo già vissuto in altre occasioni quando la polizia carica nei cortei e non c'è il servizio d'ordine per far fronte a una carica di polizia e proteggere la gente che sta nel corteo per mantenere la calma per potere rifluire e andarsene con calma ecco la situazione è stata quella una situazione di panico generale però nonostante che c'era questo panico continuava a esserci la convinzione da parte di tutti che era un bluff che questi bluffavano che questi in realtà non arrivavano e anche quando si sono cominciate a sentire le prime esplosioni si è pensato che era una cosa solo a scopo deterrente

allora è successo che l'azione militare si è svolta cosi è successo che questi sono arrivati con gli elicotteri la scena che ho visto è stata di questi enormi elicotteri che arrivavano e che facevano questo rumore assordante e da un finestrone del corridoio ho proprio visto benissimo questi in divisa nera tutti quanti armati fino ai denti con questi caschi integrali che gli coprivano tutta la testa li ho visti che stavano sugli elicotteri e che scendevano che stavano per scendere con delle scalette di corda con delle funi non so fatto sta che scendevano sul tetto scendevano giù dagli elicotteri sul tetto a terrazza sopra di noi e c'era questo rumore assordante queste esplosioni gli elicotteri arrivavano a ondate questi scendevano giù e subito ne arrivavano degli altri e cosi via

questi sono arrivati sul tetto sono scesi giù sul tetto e hanno cominciato a tirare le bombe sono arrivati sul tetto e sul tetto c'era una botola hanno fatto saltare questa botola con le bombe questa botola dava su una scala a chiocciola scala a chiocciola dava su un cancello che dava sulla rotonda del secondo piano e che avevamo saldato allora loro hanno fatto saltare immediatamente questa botola sul tetto che dava sulla scala a chiocciola e appena hanno aperto la botola hanno cominciato prima di scendere a buttare giù una dopo l'altra saponette di plastico cioè proprio buttavano giù le bombe dalla scala e man mano che le bombe arrivavano giù nella rotonda c'erano questi boati veramente assordanti queste esplosioni

a questo punto tutti si sono resi conto che questi stavano entrando davvero che non era più un bluff e tra l'altro le esplosioni non si sentivano solo di sopra ma si cominciavano a sentire anche da sotto perché stavano attaccando anche da sotto allora c'è stato il panico generale e in quel momento è successo che uno in quel momento ha deciso da solo quello che gli conveniva più fare non c'è stata una reazione ordinata alla cosa ecco non c'è stata una reazione collettiva ordinata e anche quelli che si erano organizzati non hanno reagito in maniera disciplinata e organizzata e non c'è stata nemmeno da parte di quelli che avevano messo in conto l'irruzione che pensavano quella cosa poteva succedere non c'è stato niente di organizzato quando abbiamo visto che questi effettivamente cominciavano a tirare le bombe

allora c'era li era stata organizzata una struttura di servizio militare eccetera che aveva l'armamento cioè c'erano questi che avevano c'erano dei compagni che avevano delle bombe che erano state costruite che avevano questo plastico dentro le caffettiere però non c'è stata una reazione ordinata quello a cui lo ho assistito è stata una grande confusione ho assistito alla grande confusione di tutti ognuno ha reagito istintivamente ha reagito come pensava che era meglio reagire in una circostanza del genere ma individualmente nel senso che in quel momento non si è vista nessuna reazione ordinata nessuno faceva riferimento a nessuno ma faceva riferimento solo a se stesso e al proprio istinto

la gente ha cominciato a scappare a correre a correre avanti e indietro avanti e indietro dentro questo spazio limitato a correre avanti e indietro per questo corridoio a entrare e uscire dalle celle in maniera confusa e caotica per tutti questi lunghi minuti senza sapere assolutamente cosa fare cercando qualcuno e non trovandolo entrando e uscendo dalle celle insomma la classica situazione di fuga davanti a una carica di polizia quando non si è difesi però la differenza è che quando tu scappi davanti a una carica della polizia hai davanti a te uno spazio illimitato qui invece tutti quanti scappavano come topi in gabbia perché tutti quanti sapevano istintivamente che non c'era spazio tu eri dentro uno spazio bloccato e questi arrivavano e tiravano le bombe e c'era questo rumore assordante di esplosioni continue che ti facevano saltare i timpani

allora lo mi ricordo che ho avuto solo il tempo per scambiarmi le opinioni sul da farsi col mio compagno di cella l'ho visto lì nel corridoio e gli ho detto senti qui cosa si fa e lui mi ha detto secondo me bisogna scendere al primo piano perché questi stanno calando dall'alto stanno venendo giù dal tetto fra qualche secondo sono qui e allora è meglio scendere al primo piano e io mi ricordo che gli ho detto ma guarda che stanno salendo su anche dal pianterreno stanno salendo su al primo piano per cui e esattamente la stessa cosa e qua il problema adesso non è di stare qua o di scendere al primo piano il problema è che cosa si fa ci si arrende o si fa qualcosa e cosa si fa se si può fare qualcosa ma lui ha detto no io scendo al primo piano

allora è successo che istintivamente ognuno ha scelto spontaneamente quello che pensava che era meglio fare in questa situazione e c'è stata questa divisione tra quelli che sono rimasti e quelli che sono andati però la cosa strana in questa divisione tra quelli che sono andati sotto e quelli che sono rimasti sopra è stato che si sono mischiati tutti insieme quelli che ritenevano di non fare resistenza perché non era possibile fare resistenza perché tanto non c'era niente da fare e era già tanto se si salvava la pelle e poi quelli che invece credevano che si poteva fare una resistenza anche se non sapevano non capivano come si poteva fare a farla non è che quelli sono rimasti sopra e gli altri sono andati sotto ma si sono trovati mischiati tutti insieme tutti quanti sopra e sotto

io al secondo piano ho sentito urlare di concentrarsi tutti nel grande camerone allora una trentina di compagni sono andati in questo grande camerone e allora lì ci sono stati dei Momenti terribili perché questi avevano tolto l'elettricità ormai era buio si sentivano delle esplosioni spaventose tutti quanti stavano lì allineati contro il muro in fondo al muro di questo camerone tutti quanti accovacciati uno sull'altro con la convinzione che questi ci uccidevano tutti perché dal momento che questi erano arrivati non facevano che tirare bombe in continuazione e si vedevano calcinacci saltare pezzi di pavimento saltare questa è stata l'ultima cosa che ho visto prima che hanno tolto l'elettricità buchi nel pavimento per le bombe che tiravano giù dal tetto

alcune delle guardie sequestrate sono state portate di sotto al primo piano con i coltelli alla gola altre guardie sono rimaste di sopra al secondo piano nel camerone con noi e le guardie erano terrorizzate quando gli hanno aperto le celle dove si trovavano e li hanno tirati fuori in mezzo a tutto quel casino che c'era in mezzo a quel fracasso e a quella confusione con la gente che correva da tutte le parti con le esplosioni ininterrotte delle bombe che scoppiavano in continuazione li hanno tirati fuori dalle celle e hanno pensato erano sicuri che gli tagliavano le teste e li buttavano di sotto uno per volta hanno pensato che li ammazzavano e che li buttavano di sotto per fermare quelli che stavano entrando

le guardie non dicevano niente avevano gli occhi sbarrati ce n'era uno che continuava a svenire dalla paura era pallidissimo gli cedevano le gambe e sveniva in continuazione allora un compagno gli dava degli schiaffi per non farlo svenire poi gli hanno tirato un secchio d'acqua in faccia e quelli che lo tenevano su per le braccia gli continuavano a dire di stare calmo che non lo ammazzavano le guardie che stavano nel camerone del secondo piano non erano assolutamente tenute da nessuno minacciate da nessuno si sgolavano a gridare dalle finestre non entrate non entrate che ci ammazzano tutti e allora un compagno gli ha detto vi ammazzano vostri soci mica noi

tra l'altro le guardie non avevano più le divise erano vestiti con vestiti normali come noi e quindi erano esposti come noi a quelli che entravano tirando bombe e sparando non si potevano distinguere da tutti noi e intanto nessuno li minacciava nessuno gli faceva niente stavano li con noi anche loro accovacciati e anche loro tremanti di paura e in quel momento c'è stato un attimo di solidarietà tra tutti perché eravamo tutti nella stessa situazione perché c'era in gioco la vita e le guardie si erano rese perfettamente conto che i carabinieri stavano mettendo in gioco anche la loro vita non gliene fregava niente ai carabinieri della loro vita e infatti questi sono arrivati facendogli rischiare di essere uccisi due volte una volta da noi e una volta da loro è chiaro che in quel momento per un attimo c'è stata una solidarietà tra noi e le guardie


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