14.

 

Le elezioni dei decreti delegati sono arrivate in un clima accesissimo la mattina presto come prestabilito ci siamo trovati in un centinaio davanti ai cancelli della scuola è domenica e c'è un sole tiepido tutti abbiamo giubbotti sciarpe e berretti di lana guanti bandiere siamo tutti intruppati molto aggressivi formiamo una parata di presenza dura agguerrita Malva è incazzatissima non è d'accordo continua a ripeterlo litiga con tutti dice che bisogna sbaraccare tutto quell'armamentario da sceneggiata militare che dobbiamo puntare tutto sulla discussione e non sulla minaccia ma nessuno le dà retta e Scilla che ha portato un mazzo di manici di piccone a cui sono legati degli straccetti rossi le urla vaffanculo stronza mettiti anche tu in lista e non rompere i coglioni

il cancello viene aperto dai bidelli vestiti in borghese e pagati con lo straordinario per quel lavoro festivo formiamo quattro cordoni che sbarrano l'entrata subito arrivano due volanti della polizia due auto dei carabinieri e un cellulare della questura c'è la solita auto civetta chiara della polizia che dà ordini con una ricetrasmittente dopo un po' un graduato si avvicina e chiede di lasciare aperto il passaggio ma noi non ci muoviamo il clima è tesissimo i poliziotti si schierano formano anche loro un cordone ma non hanno manganelli né caschi né scudi non hanno in mano niente e sono un po' intimoriti dalle nostre bandiere

i carabinieri stanno in disparte a guardare i poliziotti hanno formato un cordone e avanzano serrati verso di noi e arrivano quasi a toccarci ci insultiamo guardandoci negli occhi e cominciamo a spingerci corpo contro corpo per il momento non ci spingiamo con le mani premiamo solo coi corpi contro corpi degli altri noi teniamo davanti al nostro cordone le aste delle bandiere orizzontale e spingiamo con le aste per non fare avanzate i poliziotti allora i poliziotti prendono in mano anche loro le bandiere e le spingono contro di noi si spinge da tutte e due le parti e la linea orizzontale delle bandiere fa da divisione tra i nostri corpi e i loro sembra un gioco un tiro alla fune rovesciato e c'è anche chi si diverte con quel gioco che continua per un bel po'

mentre spingiamo noi gridiamo oh oh oooh i poliziotti invece spingono senza dire niente la massa ondeggia avanti e indietro uno schieramento perde un metro ma poi lo riconquista e cosi passa qualche minuto io sono proprio in mezzo e mi sento schiacciato come una sardina pressato da tutte le parti accaldato mi sembra di soffocare poi alla fine riusciamo a buttarli indietro noi perché siamo più numerosi e c`è anche un sacco di gente che spinge da dietro l'ultima spinta che diamo è violentissima ì cordoni dei poliziotti non riescono a bloccarla qualche poliziotto finisce per terra a gambe per aria e si rialza in fretta raccogliendo il cappello e bestemmiando di rabbia e così riusciamo a occupare completamente lo spazio davanti al cancello

viene avanti di nuovo lo stesso graduato di prima e comincia una trattativa lui dice che a loro interessa soltanto lasciare aperta l'entrata che loro sono lì per garantire questo che la gente possa entrare e uscire liberamente e che se non la smettiamo prendono i manganelli e ci caricano allora Canforo fa da mediatore e si arriva all'accordo di schierarci lateralmente lasciando libera l'entrata perché noi non siamo li per impedire alla gente di entrare a votare ma per discutere con loro ma in realtà non si discute un cazzo alcuni gruppetti di studenti che arrivano li per votare vedono la situazione e fanno dietro front ma la stragrande maggioranza non si presenta neanche solo alcuni genitori restano lì smarriti non capiscono niente ma c'è troppa tensione per discutere non c'è neanche la voglia da parte nostra

la nostra attenzione è ormai tutta per i poliziotti sentiamo che lo scontro è con loro che intanto hanno riformato il loro cordone hanno formato un cordone parallelo al nostro che lascia libero un corridoio largo un paio di metri e lungo una decina di metri che arriva fino al cancello finalmente ci sono un p alo di genitori coraggiosi certamente comunisti che s'incamminano nel corridoio lasciato libero davanti all'entrata e allora subito noi avanziamo tutti insieme di colpo e immediatamente avanza anche il cordone del poliziotti e cosi ci ritroviamo nella situazione di prima faccia a faccia con i genitori presi in mezzo come un sandwich di fianco a me c'è Scilla ci teniamo sotto braccio sento il suo braccio teso che si stringe al mio

poi improvvisamente il braccio di Scilla si divincola rapidissimo dal mio e di colpo vedo il sangue che scende dal naso del poliziotto che gli sta di fronte è stato un attimo nessuno ha visto il suo pugno scattare che ora è di nuovo sotto il mio braccio il poliziotto apre le braccia molli e si lascia andare indietro con il cappello che gli scende sulla faccia intanto i due schieramenti si sono di nuovo staccati e sono tornati ognuno sulla linea di partenza il poliziotto a terra viene portato via senza che si capisce bene che cosa gli è successo dopo un po' arriva un gruppetto di cattolici e si ferma a qualche metro di distanza parlottando un po' tra loro e poi in fila vengono avanti imboccando il corridoio

riparte il gioco degli schieramenti tutti ci buttiamo dì nuovo in avanti e il gruppetto degli aspiranti delegati torna indietro precipitosamente dopo avere ricevuto qualche spintone e qualche sputo poco dopo arriva il primo della classe che è della FGCI arriva accompagnato da una decina di altri ragazzotti ben vestiti e dalla faccia pulita come la sua evidentemente tutti militanti della sua organizzazione fantasma si preoccupano per un po' di fermare i pochi studenti che arrivano e di convincerli a restare lì poi parlottano con i poliziotti parlottano con il gruppetto dei cattolici Valeriana per prima urla eccolo lì il compromesso storico poi partono gli slogan uniti si ma contro la DC

i poliziotti partono di sorpresa e di slancio guadagnano qualche metro i cordoni dei due schieramenti si sfilacciano nella confusione partono calci e cazzotti da tutte e due le parti un po' di studenti riescono a entrare approfittando della confusione quasi tutti si prendono qualche botta a Cocco strappano la fodera color cardinale del suo pastrano a Gelso spaccano un mignolo a me arriva un colpo sul braccio sento un dolore lancinante mi guardo in giro ma c'è una tale confusione che non capisco chi me l'ha dato i poliziotti sono incazzati perché noi abbiamo le bandiere e capiscono che cominceremo a usarle intanto arrivano a frotte i militanti del PCI sono sempre più numerosi e si mettono dietro ai poliziotti e li incitano a spazzarci via

uno del PCI alto e grosso dalla faccia prepotente si fa avanti e prende Pepe per il bavero e gli grida fascista Pepe sì divincola e riesce a tirargli un calcio negli stinchi un calcio durissimo con la punta del suo anfibio roba da spaccargli la gamba ma quello non fa una mossa e non molla il suo collo allora Ortica che è lì di fianco alza la bandiera e la cala con due mani sul braccio del bestione un urlo dì dolore e quello lascia la presa è il caos botte da orbi da tutte le parti ormai è un corpo a corpo le bandiere saettano l'aria urla bestemmie insulti sento qualcuno che mi prende per ì capelli ma poi mi molla subito vedo Scilla che tira colpi da forsennato usando la bandiera come una clava contro i poliziotti che cercano di raccogliere le bandiere cadute per terra per usarle anche loro

arrivano delle ambulanze con le sirene la zuffa smette quasi di colpo e ci si ridivide nei due schieramenti ritornando alle posizioni iniziali improvvisamente sento gridare che hanno preso Canforo e faccio in tempo a vedere Canforo tenuto per le braccia che viene spinto da quattro poliziotti sul cellulare ci precipitiamo tutti sul cellulare e lo circondiamo altre spinte altri cazzotti coi poliziotti ma il cellulare non può partire perché schiaccerebbe qualcuno allora noi cominciamo a scuotere il cellulare a sballottarlo spingendo tutti insieme a quel punto i poliziotti promettono il rilascio di Canforo in cambiò della consegna delle bandiere noi accettiamo lasciamo lì i bastoni per terra e Canforo viene fatto scendere dal cellulare

è mezzogiorno siamo li da quattro ore i seggi chiudono la sera e noi non vogliamo andarcene ma non si può andare avanti a botte fino a sera decidiamo cosi di fare uno schieramento ridotto fino a dopo pranzo tanto ormai il nostro obiettivo è stato raggiunto l'affluenza alle urne è stata quasi nulla decidiamo di dare una tregua ai poliziotti e io accompagno Canforo a parlare col graduato che è li dall'altra parte della strada appoggiato a una volante e discute con uno in civile con un impermeabile doppio petto color crema la tensione si è allentata del tutto qualcuno si siede sul marciapiede a mangiare i panini un poliziotto giovane si toglie di tasca la radiolina per sentire la partita e ci dice ma che fate è domenica perché non e andate nei prati con qualche ragazza invece di stare qui a fare tutto questo casino



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