16.

 

È passato un istante lunghissimo di silenzio da quando questi qua hanno smesso di tirare giù le bombe dal tetto e hanno cominciato a scendere giù per la scala a chiocciola per scendere la scala a chiocciola dal tetto alla rotonda del secondo piano attraversare il corridoio fino in fondo e entrare in questo camerone dove eravamo tutti e una questione di pochi secondi se lo fai normalmente ma questi ci hanno messo un minuto buono a farlo a arrivare perché scendevano giù con molta cautela scendevano giù tutti scafandrati con questi giubbotti antiproiettile con questi caschi integrali e quando finalmente sono arrivati giù in rotonda subito hanno cominciato a sparare raffiche di mitra nei corridoi da tutte le parti sparavano come impazziti coi mitra in giro dappertutto e noi tutti quanti gridavamo ci arrendiamo ci arrendiamo non sparate

la scena che ho visto è stata che ho visto uno di questi tutto scafandrato entrare ma in modo molto calmo ha messo un piede dentro il camerone ha visto tutti quanti in fondo accovacciati per terra e subito ha tirato una raffica di mitra contro il soffitto poi ha buttato dentro una bomba dentro il camerone una bomba non esplosiva una bomba di quelle accecanti di quelle che usano questi commando come diavolo si chiamano e infatti ti lascia intontito perché fa una luce abbagliante incredibile un boato enorme che ti stordisce e insieme una luce ma una luce che veramente ti acceca e infatti chiudi gli occhi ma poi dopo ti resta questa luce dentro gli occhi ti resta anche se chiudi gli occhi ti resta per qualche secondo e non capisci niente resti completamente intontito

hanno buttato nel camerone dove eravamo una bomba di questo tipo qua e allora la cosa che ho sentito è stato che una guardia mi si è infilata sotto le gambe e mi stringeva aggrappandosi perché ormai tutti avevamo delle reazioni assolutamente scomposte eravamo tutti quanti seduti con la schiena appoggiata contro il muro e allora questi dalla porta hanno cominciato a sparare coi mitra delle raffiche a mezzo metro sopra le teste allora ovviamente tutti quanti tendevano a sdraiarsi per terra a appiattirsi il più possibile perché questi sparavano sparavano e insultavano urlavano figli di puttana vi ammazziamo tutti qua e là e continuavano a sparare poco sopra la testa della gente poi hanno cominciato a farci girare tutti quanti a calci sdraiati giù con la faccia contro il pavimento

tutti quanti hanno capito immediatamente e si sono messi tutti con la faccia in giù da soli senza neanche troppi inviti anche le guardie sequestrate che stavano lì che si erano prese dei calci in faccia anche quelle che avevano tentato di dire che loro erano delle guardie stavamo tutti con la faccia contro il pavimento in modo che tu non vedevi più niente poi hanno cominciato a portare fuori uno per uno la gente dal camerone hanno cominciato a portarla fuori nel corridoio non vedevo più niente ma sentivo le raffiche di mitra sui muri che tiravano continuamente le urla gli insulti i colpi a quelli che venivano portati fuori a calci urlavano porci rossi carogne bastardi vi ammazziamo tutti nel frattempo sotto si sentivano esplosioni terribili perché nel frattempo anche sotto avevano sfondato e erano state gettate anche delle caffettiere

portavano fuori la gente uno per uno dal camerone io sono stato l'ultimo siccome erano tutti allineati lungo il muro e hanno cominciato dalla parte opposta alla mia io ero l'ultimo proprio l'ultimo e sentivo solo i rumori perché non vedevo più niente ero con la faccia a terra non vedevo praticamente più niente l'unica cosa che sentivo erano questi che sparavano e insultavano erano anfetaminici drogati gridavano veramente come matti sparavano continuamente poi prendevano la gente e la portavano fuori nel corridoio sentivo le botte che gli davano mentre li portavano fuori li portavano fuori nel corridoio e lì poi sentivo che non c'erano più raffiche ma solo colpi singoli dicevano inginocchierai sentivo dire mettiti per terra inginocchierai metti le mani sulla testa e poi sentivo sparare due colpi singoli

allora lì ho detto questi li ammazzano li stanno ammazzando tutti ma ti giuro adesso è passato del tempo ti giuro lo ero perfettamente convinto che stavano uccidendo tutti che ci facevano uscire uno per uno per ucciderci tutti uno per uno nel corridoio e tutti li eravamo convinti di questo sentivamo quei colpi isolati li fuori nel corridoio e poi rientravano per portarne fuori un altro non so quanto tempo è durato questo io stavo lì con la faccia giù non avevo idea quanti ce n'erano ancora prima di me aspettavo da un momento all'altro che toccava a me ero convinto che proprio ci ammazzavano tutti anche perché la situazione era tale è chiaro mi dicevo se entrano cosi è perché ti ammazzano se tirano le bombe in quel modo vuol dire che sono venuti qua per ammazzarci tutti

e anche le guardie hanno subito lo stesso trattamento perché questi non potevano distinguere le guardie sequestrate dai detenuti quelle gridavano siamo le guardie siamo le guardie ma questi non gli davano retta gli hanno fatto lo stesso trattamento identico anche a loro le hanno picchiate trascinate fuori a calci anche loro le hanno portate fuori nel corridoio e anche loro pensavano e erano sicuri che li ammazzavano anche loro erano convinti come noi li hanno portati fuori nel corridoio li hanno messi in ginocchio e gli hanno sparato sopra la testa finché poi in un secondo tempo li hanno identificati perché dopo che hanno preso anche il pianterreno è salito sopra un comandante delle guardie che effettivamente lui li conosceva però prima hanno subito anche loro lo stesso trattamento

comunque la cosa più assurda che mi è sembrata è stato come era lungo il tempo che non finiva mai perché io poi ero l'ultimo e sentivo portare via tutti uno per uno prima di me e mi dicevo qui adesso mi ammazzano la cosa strana era che ero proprio convinto che mi ammazzavano per cui mi dicevo è finito tutto e finito tutto quanto adesso mi ammazzano come tutti gli altri però la cosa strana era che ero completamente tranquillo rispetto a questa cosa non ho avuto reazioni scomposte e poi ho visto che anche gli altri compagni nessuno aveva avuto reazioni scomposte tutti erano stati completamente tranquilli mentre aspettavano il loro turno per essere portati fuori non so forse perché c'era in tutti un atteggiamento di accettare questa cosa come inevitabile non so

poi quando sono arrivati a me mi hanno preso per capelli un po' di calci un po' di storie un po' di botte che neanche le ho sentite ti immagini se senti le botte in quel momento le botte erano la cosa che non sentivi nemmeno perché pensavi solo al fatto che ti ammazzavano ma anche allora ero completamente calmo e quando sono arrivato sul corridoio mi hanno dato una botta non so con che cosa una botta così col calcio del mitra credo mi hanno buttato per terra e io allora ho fatto in tempo a vedere che erano tutti quanti per terra ammucchiati li sanguinanti però erano tutti quanti vivi non avevano ucciso nessuno erano tutti quanti feriti sanguinanti però tutti quanti si muovevano lì stesi per terra con la faccia a terra

e allora in quel momento ho visto uno di questi scafandrati che ha alzato che ha preso per i capelli un compagno gli ha alzato la testa e gli ha chiesto come ti chiami e questo gli ha detto il suo nome allora quello gli ha dato con la canna della pistola una botta terribile qua ma proprio una botta fortissima qua in mezzo agli occhi e gli ha tagliato tutto qua e gli è sceso tutto il sangue e poi a uno a uno hanno cominciato con le pile hanno cominciato a tirarli su per i capelli e a chiedergli con le pile a chiedergli il loro nome perché ormai era buio e tra le ombre tu vedevi queste figure che si muovevano enormi gigantesche perché tra l'altro erano tutti quanti enormi tutti molto grandi e ingigantiti da questi scafandri

forse ingigantiti anche da questa situazione psicologica in cui ti trovavi con questi scarponi enormi con queste tute rnimetiche con questi giubbotti antiproiettili con questi scafandri con questi stivaletti anfibi che davano calci a tutti quanti che urlavano come matti che insultavano e poi ti prendevano con una pila ce n'era uno con una pila grandissima ti sollevava per i capelli ti tirava su la faccia ti puntava la pila fortissima negli occhi e ti diceva come ti chiami a me mi ha chiesto come ti chiami e ti metteva la pistola a me mi ha messo la pistola in bocca e mi ha chiesto io ho detto e questo qua mi ha detto hai paura io gli ho detto sì con la testa ho fatto si con la testa che avevo paura però ti giuro che in quel momento ho capito che non sparava ero sicuro che non sparava



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