20.

 

Arrivati in città l'auto innesta la sirena passa col rosso l'autista si diverte a andare forte si vede che nella grande città si diverte a fare accelerate brusche a frenare improvvisamente a superare tutte le altre macchine poi improvvisamente dopo un casino di curve che a me sembra sia una curva sola che non finisce mai si blocca davanti a un grande portone di un palazzo tutto illuminato da luci gialle da cui entrano e escono le volanti con la luce azzurra sopra che gira e leggo su una piastra li davanti sul muro Questura i poliziotti davanti al portone fanno segno alla nostra macchina di entrare e quello s'infila con la solita accelerata brusca nel portone e poi si blocca coi freni che stridono tra una fila di volanti celesti e bianche

prima di scendere chiedo ma non dovevamo andare in tribunale per l'interrogatorio quello che è davanti che è il graduato mi risponde che il tribunale a quest'ora è chiuso da un pezzo e che sarò interrogato li in questura che i magistrati sono già lì che mi aspettano scendiamo e mi fanno entrare in una porticina del cortile che dà su una scala strettissima che si può salire solo uno per volta e cominciamo a salire per questa scala lo davanti e tutti gli altri dietro la scala gira ogni dieci quindici gradini sento lo scalpiccio dei nostri passi che rimbomba in quello spazio stretto e continuiamo a salire le scale non finiscono mai scale e pianerottoli a non finire mi viene il fiatone ogni tanto mi fermo a un pianerottolo ma quello dietro mi dice sempre su su

arriviamo all'ultimo piano evidentemente perché non ci sono più scale e dopo un breve corridoio sbuchiamo in una saletta con due poltroncine e un divanetto rivestiti di plastica verde un po' unta mi fanno segno di sedermi lì il graduato esce da una porta e rientra subito e mi dice di andare là entro in un'altra stanza piccola che è piena di gente tutti in civile per lo più giovani in jeans e giubbotto con la barba e anche con i capelli lunghi non avevo mai visto dei poliziotti travestiti da compagni e la cosa mi ha meravigliato un po' non capivo perché c'era li tutta questa gente che mi aspettava poi ho capito che era la conclusione di un'operazione dì polizia a cui evidentemente avevano partecipato e di cui io ero la conclusione

dietro la scrivania stretta e lunga c'è un tipo lungo e magro che mi getta un solo sguardo serissimo appena entro e poi riprende a leggere su un mucchio di carte che ha davanti mi fanno sedere su una sedia di legno sgangherata che sembra sfasciarsi da un momento all'altro e che scricchiola anche se mi muovo appena sono seduto davanti al tipo lungo e magro che sta sempre con la testa bassa sulle carte e quella faccia la riconosco perché l'ho già vista sui giornali quello li è il giudice Lince gli altri sono tutti in piedi appoggiati alle pareti c'è pochissimo spazio tra loro e la scrivania e quando c'è un nuovo che deve entrare c'è un movimento generale per farlo passare e tutti quanti si pigiano contro la parete

una porta della stanza è aperta e fuori c'è altra gente che cammina avanti e indietro mi rimettono le manette americane con le man' davanti e il graduato che mi aveva portato li dice che loro se ne vanno che se ne tornano a casa che hanno fatto il rapporto e che l'hanno consegnato e che c'è un mucchio di materiale che hanno sequestrato e che l'hanno scaricato giù da basso il giudice alza un attimo la testa e fa un cenno di approvazione e dice arrivederci poi subito si rivolge a me guardandomi in faccia e mi chiede se ho nominato un avvocato io dico no lui dice che è tardi e che a quell'ora è praticamente impossibile trovare un avvocato disposto a venire lì ma che comunque loro ne hanno già lì uno che hanno avvisato e che se l'accetto come avvocato d'ufficio poi domani ne nomino un altro chi voglio io

subito dalla porta aperta sbuca fuori l'avvocato non è mica di verso dall'altra gente che è li tanto che penso che sicuramente è anche lui un poliziotto e che mi stanno tirando un brutto scherzo però quando Lince fa battere a macchina le mie generalità da un tipo grasso in divisa dietro un macchinone da scrivere antidiluviano e gli detta prima le mie generalità e poi quelle dell'avvocato che neanche me le ricordo più adesso e dice avvocato tale allora io un po' mi tranquillizzo e guardo l'avvocato come per cercare un'intesa ma quello mi guarda con una faccia inespressivo sta li seduto sulla sua sedia che scricchiola e giocherella con un grande mazzo di chiavi e fa un rumore che mi innervosisce il giudice Lince allora comincia a parlarmi mi parla con un tono duro ostile e aggressivo e mi dà del lei

lei intende rispondere ha la facoltà di non rispondere se non vuole no faccio io io intendo rispondere e cerco di essere il più sicuro possibile e penso che quel clima è peggio di tutti gli interrogatori che mi hanno fatto nella mia vita tutti i maestri professori eccetera lei lo sa di cosa è imputato vero no non precisamente ma non le è stato detto niente quando l'hanno fermata no niente di preciso il dottor Donnola mi ha solo accennato a delle armi che sarebbero state trovate in una casa che io avevo affittato tre anni fa e intanto il tipo dietro il macchinone da scrivere comincia a battere con un frastuono indiavolato che si mischia alle parole che sto dicendo e mi innervosisce cosi che quando quello smette per paura di non essere stato capito ripeto tutto da capo

allora penso preoccupatissimo che devo stare attento ancora di più a tutto quello che dico e mi rendo conto di come non sono preparato a quella cosa di come non so come funziona di come mi può fregare anche una sola parola fuori posto però penso che devo continuare a rispondere perché sono sicuro che me la posso cavare spiegando come stanno le cose anche se sento che sono li solo contro tutti quelli che mi stanno intorno e che non vedo e che mi ascoltano in silenzio e mi vengono ancora in mente le botte penso che mi possono picchiare e istintivamente guardo il mio avvocato per accertami che almeno lui sta dalla mia parte ma capisco subito che è un'illusione che a quello non gliene frega niente quello non mi guarda nemmeno si preoccupa solo di pulirsi le unghie con la punta di una chiave

appunto fa Lince lei ammette allora ammetto cosa dico io che la casa era affittata a me si che l'ammetto c'è anche il contratto no volevo chiederle se lei ammette che le armi trovate li sono sue no ma quali armi io non ne so niente di queste armi non so chi può averle portate li ma come lei non sa che c'erano delle armi a casa sua no no un momento io non abito più a casa mia in quella casa insomma io non ho mai detto che abito in quella casa e intanto guardo preoccupato quello che scrive velocissimo come una mitragliatrice senza alzare un attimo la testa Lince capisce e mi dice di stare tranquillo perché poi lui mi farà leggere il verbale e che se non sono d'accordo non lo firmo ma che bisogna scrivere tutto quello che si dice

comunque riprendo a parlare e dico che in quella casa io non abito più da più di due mesi e che l'ho subaffittata e Lince chiede subito a chi come se non aspettava che quel momento e scatti in avanti guardandomi fisso e io resto di merda e penso che casino e adesso come faccio non posso mica fare il nome ma Lince riattacca subito come leggendo quello che pensavo e mi dice se non intende rispondere guardi che si può anche non rispondere alle domande lei ne ha il diritto lo resto lì sempre zitto come uno scemo senza sapere cosa dire allora Lince con un sorriso ironico dice va bene non risponde mettiamo a verbale che non risponde e prima che posso dire qualcosa ma che cosa potevo poi dire non so quell'altro fa partire il suo ticchettio diabolico una frazione di secondo e ha già smesso

merda ho pensato qua sono fregato quello ha già scritto e adesso resta scritto ma Lince rompe ancora il silenzio comunque glielo dico lo il nome anzi i nomi perché li abbiamo arrestati tutti e quattro i suoi compagni e mi fa il nome di Gelso e di altri tre che non ho mai sentito io penso che non è vero che me li dice per farmi parlare è un trucco e se poi non li hanno arrestati e hanno solo trovato le armi e neanche quello lei le conosce vero queste persone no non li conosco anzi sì ne conosco uno uno lo conosco è Gelso ma gli altri tre non li ho nemmeno sentiti nominare e sarebbe a questo Gelso che lei ha subaffittato la casa maledizione siamo al punto di prima ha preso la cosa da un'altra parte lo che Gelso lo conosco non potevo non dirlo ma mica potevo dirgli che gli ho lasciato la casa che casino resto in silenzio e francamente vado in confusione

ah già a questa domanda lei non vuole rispondere l'abbiamo già verbalizzato ma è ben sicuro guardi che ci può ripensare non è assolutamente grave io guardo l'avvocato disperatamente ma dì qualcosa porco dio aiutami ma lui mi guardava con la faccia di dire ma che cazzo stai a menare il can per l'aia e Lince riattacca va bene non vuol dire andiamo avanti dunque i tre che lei dice di non conoscere si sono rifiutati di parlare e si sono dichiarati prigionieri politici mentre questo Gelso che lei ha ammesso di conoscere mi ha detto anche lui questa storia del subaffitto dunque lei non ci perde niente a ammetterlo anche se io le devo dire sinceramente che non ci credo sono convinto che vi siete messi d'accordo prima tra di voi su cosa rispondere ma stia tranquillo le indagini proveranno che vi conoscevate e che anche lei sapeva benissimo dell'esistenza di quelle armi a casa sua

e continua alzando la voce minaccioso ma lo sa che a casa sua è stato trovato un vero e proprio arsenale a chi vuole darla da intendere che lei non ne sapeva nulla senta per il suoi bene io le consiglio di dire tutto quello che sa se non vuole andare incontro a guai peggiori dunque se vuole rifacciamo il verbale da capo questo lo stracciamo e lei mi racconta veramente le cose come stanno lei deve dirmi semplicemente la verità ma quella vera non quella che vi siete preparati lei e i suoi amici se lei mi dice la verità il suo reato potrà ridimensionarsi da quello di banda armata e detenzione di armi a quello di favoreggiamento io le garantisco che sosterrò questa tesi davanti al giudice istruttore in caso contrario insisterò per le imputazioni rischia anni di carcere



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