TERZA PARTE

26.

 

E allora a questo punto non mi ricordo più dove ero rimasto in tutta questa storia anche perché ci sono un sacco di cose che non mi ricordo che non mi ricordo più bene precisamente come sono successe e ci sono anche un sacco di cose che non si possono ricordare che si possono solo dimenticare non è che qui io voglio raccontare tutta la storia della mia vita e neanche voglio raccontare tutto quello che è successo in questo periodo in cui sono successe tante cose diverse di tutti i tipi contradditorie che metterle tutte insieme cercare di dargli un senso mi sembra proprio impossibile ma quello che mi interessa qui adesso è soltanto raccontare ma cosi dal mio punto di vista naturalmente queste storie che mi sono successe cosi perché forse adesso vale la pena di raccontarle

a scuola era successo che dopo che l'avevamo cacciato il preside Mastino se n'era andato e i professori si erano dovuti adattare il loro potere era crollato avevamo ottenuto le assemblee avevamo ottenuto tutto niente più interrogazioni niente più registri sospensioni giustificazioni eccetera la scuola era scoppiata in breve tempo era diventata una scuola aperta ci veniva gente di tutti i tipi amici e studenti di altre scuole operai che non andavano al lavoro ci venivano disoccupati invece di andare al bar e emarginati vari invece di andare in giro li chiamavamo esterni tutti questi e così la scuola era diventata una fiera un bazar ci si giocava a scacchi a carte ci si portava da bere gli spinelli e i professori assistevano impotenti senza osare alzare un dito a tutto quello sfacelo

uno di questi esterni era Nocciola che ormai a scuola ci veniva tutti i giorni Nocciola campava rubacchiando nei supermercati e nei negozi fregava di tutto anche quello che non gli serviva perché poi lo rivendeva e la scuola era diventata un po' il suo mercato addirittura c'era chi gli prenotava dei mocassini o un giradischi e poi anche noi che non avevamo soldi e che adesso ci rompeva le balle chiederli a casa per fortuna c'era Nocciola che ci insegnava mille sistemi per campare con pochi soldi e per trovarne un po' rubavamo in massa nelle librerie e poi vendevamo i libri alle bancarelle falsificavamo i tesserini delle mense Nocciola sapeva aprire le cabine del telefono e girava sempre con chili di gettoni nelle tasche pagava tutto in gettoni andava al cinema e pagava in gettoni

poco a poco abbiamo cominciato anche a vendere la scuola abbiamo cominciato a smontarla proprio a smontarla e a vendere la roba pezzo per pezzo lampade macchine da scrivere sedie sgabelli le enciclopedie della biblioteca il materiale del laboratorio di chimica e di fisica le bacheche e gli armadietti non è rimasto più niente nella scuola una volta hanno ricomprato tutto nuovo ma noi abbiamo venduto tutto un'altra volta e così hanno lasciato perdere i professori non lasciavano neanche più la macchina al parcheggio se no gli sparivano le gomme la scuola era ormai diventata uno spazio vuoto vuoto anche d'interessi completamente estraneo da cui a un certo punto ci siamo resi conto che bisognava uscire per andare a svuotare qualcosa d'altro e così non ci siamo più andati e abbiamo cominciato a vivere nella sede

quando abbiamo preso la sede è successo che eravamo andati nella sede di un gruppo marxista leninista per chiedere la possibilità di utilizzarla per le nostre riunioni era una sede molto grande cinque o sei stanze era al pianterreno di un vecchio stabile del centro era tenuta benissimo c'era il parquet lucidato un ambiente molto decoroso con le tende rosse però era molto triste quelle grandi stanze vuote e un odore di chiuso e di chiesa sui muri c'erano enormi manifesti cinesi incorniciati sotto vetro manifesti di operai e contadini cinesi molto muscolosi e sorridenti sempre col pugno alzato e grandi striscioni appesi per tutta la lunghezza delle pareti viva l'eroica vittoria del popolo cambogiano c'era una sala adibita a centro culturale il centro culturale Antonio Gramsci c'era scritto sulla targhetta lucida della porta

quando abbiamo suonato c'era lì solo un compagno che stava ordinando i libri della biblioteca quasi tutti edizioni cinesi delle opere di Mao e Stalin e altre cose cosi e ci ha annunciati al compagno segretario che stava nel suo ufficio dietro una scrivania lucida dove c'era il telefono il segretario era un personaggio piccoletto con un gran pancione sempre molto serio con una gran pastrano grigio che non si levava mai, gli abbiamo detto cosa volevamo ma lui si è messo a parlare di linea politica facendoci una grande tirata sulla linea politica del suo partito voleva un confronto politico ma a noi del confronto politico non ce ne fregava niente in quel periodo c'erano un sacco di lotte in piedi e questi qui non si erano mai visti e adesso veniva a chiederci il confronto con la linea politica del loro partito

non ce ne fregava niente ma abbiamo dovuto ascoltare tutta la sua tirata trionfalista sul suo partito guardavamo il telefono sperando che suonasse per interromperlo però non suonava mai ma poi ci dice che però in quella particolare congiuntura di fase la presenza del partito in città si era affievolita per l'espulsione di alcuni militanti per deviazionismo di destra e di sinistra però avevano tre operai attivi come cellula del partita in due fabbriche e uno studente ma questo studente nell'ultimo periodo frequentava gentaglia che si ritrovava alla stazione e addirittura si sospettava che si drogava e alla fine il compagno segretario si è lasciato andare dicendo che non aveva più i soldi per pagare l'affitto e anche il telefono era tagliato e i tre operai ne avevano pieni i coglioni di tassarsi i salari ogni mese per pagare la sede cosi ci siamo messi d'accordo che loro ci passavano tutte le stanze meno una e così è stato

loro in tre o quattro hanno alzato un muro per isolare la loro stanza dalle altre e hanno fatto un'entrata autonoma ma dopo tutto questo lavoro non li abbiamo più visti né sentiti finché ci siamo accorti che non venivano più e allora abbiamo buttato giù il muro e abbiamo usato anche la loro stanza subito nel giro di pochissimi giorni c'è stato un grande afflusso di persone tutta la gente sparsa del movimento ha cominciato a affluire lì è arrivato di tutto operai studenti disoccupati donne freak vecchi compagni dei gruppi extraparlamentari anarchici era un luogo diverso dalla classica sede dei gruppi quella era una sede di movimento e dato che era grande offriva molti spazi per tutte le differenze

avevamo ereditato tutto l'arredamento degli emme elle le loro sedie le loro scaffalature i loro armadi il telefono invece se l'era portato via il compagno segretario avevamo ereditato i grandi manifesti cinesi incomiciati con Mao che passeggia sorridente in mezzo alla campagna seguito da drappelli di contadini chi con la falce chi col forcone chi col fucile e li abbiamo lasciati li la sede era sempre aperta si faceva finta di chiuderla la sera accostando la porta ma in realtà le chiavi non esistevano c'era gente che andava gente che veniva in continuazione c'erano riunioni di operai di studenti di precari di ospedalieri di donne ma anche gruppi che venivano li con le chitarre i flauti e il resto a suonare a fumare gli spinelli a fissare gli appuntamenti per la serata era diventata una tappa obbligata nella giornata di tutta la gente

i compagni ovviamente utilizzavano anche la sede come luogo dove elaborare i vari sistemi per non pagare le bollette della luce del gas del telefono i sistemi per non pagare i trasporti per sabotare le macchinette dei biglietti degli autobus per falsificare i biglietti dei treni per sabotare i contatori della luce eccetera erano cose che partivano spontaneamente da individui o da piccoli gruppi e che comunicandosele avrebbero poi portato a organizzare vere lotte di massa su queste cose per esempio si era presa l'abitudine di andare la domenica al cinema gratis in cinquanta sessanta si entrava tutti di prepotenza o al massimo se si capiva che avrebbero chiamata la polizia si scendeva al patto della colletta una somma irrisoria del tutto simbolica

stessa cosa per i negozi di lusso del centro entrare in trenta quaranta in un negozio di ricchi già di per sé intimidiva mica male e senza neanche fare le cose troppo in fretta era semplicissimo portarsi a casa un piatto dello stereo una piastra un giubbotto di pelle una macchina fotografica eccetera stessa cosa per le lotte dei trasporti si viaggiava a gruppi numerosi e si dichiarava che non si pagava distribuendo poi alla gente dei volantini per invitarli a fare lo stesso finché diventava un'abitudine e il bigliettaio neanche più chiedeva il biglietto ai compagni neanche quando erano soli in un primo tempo la società degli autobus ha pensato di mettere delle guardie sugli autobus ma poi ha dovuto rinunciare perché a questo costo doveva sommare quello delle devastazione delle stazioni e anche quello di un paio di autobus andati in cenere una notte

la nostra sede era in pieno centro e tutta la zona circostante era di fatto occupata da noi ci circolava gente del movimento fuori sulle panchine del giardinetto stazionavano per tutto il giorno gruppi di compagni a circa duecento metri c'era un grande magazzino che era quotidianamente visitato da gruppi di compagni quelli della direzione del grande magazzino a un certo punto hanno pensato di reagire a quella spudorata razzia quotidiana e hanno messo lì un gran numero di guardioni questi un giorno si sono messi a correre dietro a dei compagni che avevano rubato della roba da mangiare gli hanno corso dietro anche fuori e allora i compagni si sono messi a correre verso la sede e hanno cominciato a gridare è stato un attimo allarme generale tutti fuori con le bandiere che in realtà erano manici di piccone con attaccata una strisciolina rossa

i guardioni non se lo aspettavano hanno frenato a pochi metri dalle prime bandiere retromarcia e via però hanno saputo il nome di una nostra compagna e l'hanno denunciata e per paura di una reazione da parte nostra hanno chiesto due auto con gli sbirri davanti all'entrata allora le compagne hanno deciso una bella mossa si sono messe tutte vestite bene e sono entrate in venti trenta nel grande magazzino e una volta dentro hanno cominciato a girare nel reparto abbigliamento con delle lamette e zac zac giacche maglioni gonne pantaloni impermeabili vestiti mantelli un vero disastro milioni di danni e poi se ne sono uscite tranquille nessuno si è accorto di niente le macchine della polizia sono rimaste di guardia per altre due settimane e intanto la gente andava a rubare in un altro supermercato e poi tutto è ricominciato anche li di nuovo un'altra volta

in un primo tempo la sede è stata utilizzata dalla massa del movimento principalmente per queste attività alcuni addirittura utilizzavano la sede come abitazione provvisoria quelli che magari il giorno prima se ne erano andati di casa diventava il loro bivacco notturno tiravano fuori dall'armadio il loro sacco a pelo che poi la mattina lo riarrotolavano e lo rinfilavano nell'armadio c'erano i bagni e il riscaldamento e in una stanza si è ricavato anche un bar il momento dell'incontro di tutti era l'assemblea generale che si teneva nella stanza più grande circa ogni settimana tutti insieme pigiati si discutevano insieme le cose che i vari collettivi avevano intenzione di fare o avevano fatto nella settimana e ci ponevamo il problema di come utilizzare la forza che ci eravamo costruita per generalizzare l'offensiva nelle fabbriche nelle scuole negli ospedali nei quartieri nelle piazze e preparavamo i volantini

generalizzare l'offensiva significa radicalizzare l'insubordinazione a qualsivoglia gerarchia esercitare la nostra creatività distruttiva contro la società dello spettacolo sabotare le macchine e la merce che sabotano la nostra vita promuovere scioperi generali selvaggi a tempo interminato riunirsi sempre in assemblea in tutte le fabbriche della separazione eleggere delegati sempre revocabili dalla base collegare costantemente tutti i luoghi di lotta non trascurare tutti i mezzi tecnici utili alla comunicazione liberata dare un valore d'uso diretto a tutto ciò che ha un valore di scambio occupare in permanenza le fabbriche e gli edifici pubblici organizzare l'autodifesa dei territori conquistati e avanti musica



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