27.

 

La cella d'isolamento aveva due metri per tre di lunghezza una branda di ferro fissata a terra un materasso di gommapiuma un cuscino di gommapiuma due lenzuola una federa per il cuscino una coperta marrone un lavandino di ceramica bianca sporco e non c'era altro e sulla parete di fondo di fronte alla porta c'era una finestra sbarrata dietro alla finestra una rete che dà su un cunicolo che permette appena il passaggio di una persona ma da molto tempo non ci deve più essere passato nessuno dalla quantità di polvere sporcizia e ragnatele accumulate la cella è illuminata da una luce piuttosto forte che proviene da una lampadina che non si vede ma che si deve trovare nel corridoio sopra la porta e la luce filtra attraverso una grata di ferro quadrata di circa trenta centimetri di lato

il pavimento è una colata di cemento solcata da crepe di diverse dimensioni le crepe sono piene di polvere di mozziconi di sigarette di pezzi d'intonaco di sporcizia i muri che una volta dovevano essere bianchi hanno un colore giallo sporco e pezzi di intonaco si staccano qua e là dappertutto dopo avere formato prima delle bolle per via dell'umidità le bolle si gonfiano poi si spaccano poi pezzi d'intonaco cominciano a staccarsi e a cadere si staccano anche dal soffitto basso e irregolare e cadono in mezzo alla cella sul muri scritte di ogni genere scavate nell'intonaco con le unghie o bruciate con le sigarette le scritte sono moltissime intricate sovrapposte semicancellate fino a confondersi

in basso sulla sinistra a livello del pavimento una porticina di ferro alta trenta quaranta centimetri socchiusa la apro c'è un piccolo vano e dentro c'è un secchio di metallo tutto rugginoso da dove esce una puzza nauseabonda dentro ci sono ancora residui di merda e di piscio scarafaggi insetti schifosi con un calcio chiudo lo sportello non cagherò mai lì dentro impossibile adesso non devo cagare ma devo pisciare vado a pisciare nel lavandino anche quello piuttosto schifoso tutto scrostato e pieno di crepe che si può spaccare da un momento all'altro faccio scorrere a lungo l'acqua dallo sportello è venuta fuori una puzza che mi fa quasi vomitare ma forse la puzza c'era già prima e non me n'ero accorto è la puzza di quel sotterraneo

una puzza nauseabonda dì piscio di merda di vomito di chiuso provo a trattenere il respiro per qualche secondo ma è la stessa cosa non cambia niente anzi quando riprendo a respirare è peggio mi guardo in giro ma non c'è niente da guardare mi siedo sul letto e ascolto sento solo il passo lento e strascicato di una guardia su e giù per il corridoio a differenza della cella in questura qui c'è silenzio ma forse il silenzio è peggio mi guardo le mani nere d'inchiostro provo a lavarmele con l'acqua del lavandino ma non c'è neanche un pezzetto di sapone e l'acqua scorre via sull'inchiostro impermeabile allora penso di raschiarlo via con uno dei pezzi d'intonaco che si staccano dalle pareti ma è inutile ci rinuncio e torno a sedermi sul letto cosa faccio adesso mi chiedo e adesso cosa faccio

cosa si fa qua dentro per fare passare il tempo e poi penso che non so nemmeno quanto tempo dovrò passare qua non so nemmeno cosa devo aspettare no ecco l'avvocato devo aspettare l'avvocato uscirò dalla cella per vedere l'avvocato ma poi dovrò tornarci ancora e mi prende una sensazione di oppressione come se qualcosa mi schiaccia i polmoni il cuore lo stomaco tutto dentro tutto chiuso compresso un blocco doloroso mi guardo le mani nere devo stare attento dove le appoggio per non sporcare dappertutto i vestiti le lenzuola ma non h niente da prendere in mano non mi hanno lasciato niente solo un pacchetto a metà di sigarette ma non l'accendino cosa m servono le sigarette se non ho niente per accenderle

sento il rumore della chiave che s'infila nella porta due giri la porta si apre appare il capoposto con due guardie ai lati e mi dice che devo andare dal dottore io esco senza fare domande perché indovino che è la prassi andiamo fino in fondo al corridoio e arriviamo all'ultima cella che è stata trasformata in infermeria se così si può chiamare con dentro un lettino coperto da un telo di plastica trasparente una scrivania e un armadietto di plastica con dentro qualche scatola di medicinale il dottore è giovane la faccia antipatica e infastidita mi guarda appena di sfuggita poi scrive su una scheda le mie generalità e comincia a chiedermi le malattie dell'infanzia e dell'adolescenza

morbillo orecchioni varicella tutta quella roba li legge su una lista tirando via veloce come un treno non sta neanche a aspettare che rispondo fa un segnetto a tutte le righe della lista e alza la testa solo alla domanda se ho delle malattie infettive gli rispondo di no e allora quello ha finito fa uno scarabocchio in fondo alla scheda e un gesto alle guardie per dire che possiamo andarcene il tutto è durato un minuto sono di nuovo nella mia cella il cancello e la porta metallica sbattono alle mie spalle resto lì un po' in piedi poi decido di fare il letto faccio tutto molto lentamente ci metto il doppio o il triplo del tempo che ci metterci di solito per cercare di occupare più tempo possibile

quando arrivo alla coperta mi rendo conto che non deve essere lavata da mesi appena la smuovo si alza un sacco di polvere pesa il doppio tanto è piena di polvere macchie di roba secca la coprono un po' dappertutto fa veramente schifo ma fa freddo e non posso rinunciare alla coperta e la stendo ugualmente sopra le lenzuola mi stendo sul letto e comincio a leggere le scritte sui muri cercando di fissare una scritta dopo l'altra di decifrare le scritture di leggere tutto quel groviglio di macchie e di sporco a stare sdraiati sembra che la puzza sia più forte mi alzo torno a sdraiarmi tre o quattro volte finché mi convinco che è la stessa cosa o che almeno non c'è una grande differenza

mi rimetto a guardare le scritte ci sono date e firme date fino a due anche a tre anni prima firme con saluti insulti alle guardie insulti a altri nomi e ricorre spesso la parola infame infame questo infame quello galera infame poi nomi di donne con cuori frasi d'amore poesie disegni di cazzi e di fighe qualche falce e martello qualche fascio slogan politici di sinistra e di destra qualche stella a cinque punte con scritto BR disegni e scritte modificati stravolti e poi dappertutto macchie di sporco schizzi strisce e virgole color marroncino mi viene in mente che potrei scrivere qualcosa anch'io quelli che avevano fatto quei segni li avevano fatti perché non avevano niente da fare come me per passare il tempo ma non mi viene in mente niente che potrei scrivere su quei muri

il tempo passa non mi rendo conto della velocità con cui passa il tempo non posso controllarlo perché mi hanno portato via l'orologio e non si vede la luce del giorno a un certo punto si riapre lo spioncino appare una faccia nuova mi fa cenno di avvicinarmi e mi passa un piatto di plastica e un bicchiere di plastica mi chiede se voglio la minestra cerco di guardare fuori dallo spioncino per vedere di che minestra si tratta fuori c'è un carrello di ferro con su un enorme pentolone un enorme mestolo infilato in una brodaglia rossastra dico che non lo voglio e allora quello mi passa un sacche di plastica con dentro un pezzetto di formaggio secco e mele verdi raggrinzite e un pezzo di pane quello almeno fresco

lo spioncino si richiude sento il rumore del carrello che si allontana appoggio il mio pranzo sul giubbotto perché la coperta mi fa schifo lavo le mele sotto il rubinetto ma non ho fame anche se non mangio da ieri mattina però mangio lo stesso mangio lentamente rigirandomi il cibo in bocca penso che anche per mangiare è meglio metterci più tempo possibile ma penso anche che deve essere solo mezzogiorno visto che mi hanno portato da mangiare che sono passate solo p che ore ho freddo l'umidità mi entra nelle ossa sento brividi nella schiena mi rimetto il giubbotto con la fodera tutta strappata dalle perquisizioni faccio un po' di movimento per riscaldarmi provo a misurare quanti passi posso fare nella cella quattro passi per il lungo quattro passi e mezzo per il largo e dietrofront troppo pochi poter fare passare il tempo così e così torno a sdraiarmi



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