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La manifestazione parte con il nostro gruppo che sta nelle prime file con Talpa il sindacalista della fabbrica occupata ci sono dei tamburi e dei campanacci che fanno un rumore d'inferno prima passiamo per il paese tutta la gente è fuori a guardare per le strade sui marciapiedi alle finestre in questo paese non c'è mai stata una manifestazione noi lanciamo slogan un po' duri e tutti gli operai e le operaie li riprendono subito e si divertono gridando un nuovo modo di fare la produzione sotto le presse mettiamoci il padrone su su i prezzi vanno su prendiamoci la roba e non paghiamo più facciamo tutte le strade del paese un pullmino dei carabinieri segue a distanza usciti dal centro del paese ci dirigiamo verso le fabbrichette alcune sono chiuse sapendo della manifestazione e delle intenzioni di fare casino circolate la sera prima nei bar e molti operai non si sono presentati al lavoro

così succede per tre o quattro fabbrichette poi Pepe che è poco convinto fa il giro della quarta fabbrica vede che dietro sono posteggiate le automobili che hanno nascosto le automobili e chiuso i cancelli per far credere che la fabbrica era chiusa Pepe avvisa la prima fila del corteo e in un attimo la voce arriva fino in fondo dietro front si arriva davanti al cancello tutti gridano fuori crumiri ruffiani vigliacchi un casino d'inferno con tamburi e campanacci ma da dentro niente silenzio Cotogno con Ortica Valeriana e gli altri fanno il giro da dietro salgono sulla cancellata e tirano qualche sassata contro le automobili rutti indovinano cosa succederà e Talpa scatta verso il retro ma alcuni operai lo prendono per le braccia e gli dicono di lasciar fare che quelli sono facce di merda

gli operai che erano dentro escono sul piazzale uno alla volta spiando prima dal portone di ferro semiaperto il più anziano si avvicina alla cancellata con tutti che gli urlano . addosso lui parla con il sindacalista che deve conoscere dice che non lo sapeva che c'era sciopero se no lui lo avrebbe fatto si mette d'accordo col sindacalista usciranno tutti e noi staremo li per controllare fino alla fine i crumiri salgono sulle loro automobili e escono mentre tutta la gente fuori dal cancello fa corridoio devono per forza andare a passo d'uomo e si vede dalla faccia che hanno paura con i finestrini alzati e le sicure abbassate sputi sui finestrini qualche calcio sulle fiancate le donne sono le più infuriate fermano qualche macchina mettendosi davanti e agitando i pugni

se ne vanno via e noi riprendiamo il corteo altra fabbrichetta e anche qua altra gente che lavora però a non si sono neanche preoccupati di nascondere le auto lo fanno proprio spudoratamente gli animi sono accesi ma quelli appena sentono il casino escono subito si giustificano sempre allo stesso modo dicendo che non sapevano dello sciopero si va avanti cosi fabbrichetta per fabbrichetta alcune sono veramente chiuse in altre gli operai escono prima che arriviamo e qualcuno addirittura aspetta il corteo e si mette dentro anche lui arriviamo in una fabbrichetta dell'indotto una di quelle in cui si fa il lavoro della fabbrica occupata per la quale manifestiamo il cancello è aperto irruzione dentro i reparti un piccolo corteo interno confuso perché non ci si sta dentro tutti

si sentono rumori e tonfi il materiale plastico viene rovesciato per terra Lauro si prende a botte con un crumiro che non vuole uscire vengono divisi quasi subito poi il crumiro esce prendendosi un fazzoletto sul naso da cui cola il sangue non facciamo in tempo a spazzolare la palazzina dove ci sono gli uffici perché gli impiegati sono già scappati tutti e riprendiamo il corteo verso un'altra fabbrica dell'indotto questa è un po' più grande delle altre ci saranno una trentina di operai ma non tutti sono al lavoro anche li calci e bastonate alle macchine un finestrino va in frantumi Talpa corre avanti e indietro a calmare gli animi e Cotogno questa volta s'incazza e gli dice piantala di fare il pompiere

i cancelli sono chiusi si fa casino per farli aprire dall'ingresso vengono fuori i due padroncini con l'aria da incazzati e per fare un gesto di sicurezza aprono il cancello e si mettono a parlare con Talpa la gente dietro però preme e fa irruzione i due padroncini scappano e si fermano davanti alla grande porta a vetri facendo scudo con il loro corpo dietro si vedono i crumiri che hanno smesso di lavorare e che sbirciano fuori i due padroncini si rimettono a discutere con Talpa che fa il deciso oggi non si lavora fuori tutti sono già venuto qui a parlare di questo problema se qui si lavora si boicotta la nostra lotta per tenerci il posto il lavoro perché voi qui con gli straordinari fate il nostro lavoro della nostra fabbrica che abbiamo occupato e boicottate la nostra lotta

i due padroncini non ne vogliono sapere uno guarda il pullmino del carabinieri fermo a una trentina di metri e dice adesso chiamo i carabinieri Talpa risponde i carabinieri vedono benissimo quello che stiamo facendo e non intervengono perché ho parlato anche con loro e li ho informati mi sono assunto la responsabilità che non succederanno incidenti ma voi dovete fare uscire gli operai i due padroncini non ne vogliono sapere e dicono che non abbiamo il diritto di fare quello che stiamo facendo dietro gli operai cominciano a perdere la pazienza qualcuno spinge basta basta entriamo Talpa va avanti ancora a discutere con tutti gli operai dietro che urlano partono le prime sassate si sentono i vetri del capannone che si rompono

i due padroncini fanno ancora di più gli incazzati Talpa finta di niente e va avanti a discutere io sono proprio dietro a lui di fianco a Cotogno e a Ortica ho in mano una bandiera con un grosso bastone gli operai dietro continuano a spingere sento i vetri che si rompono e senza neanche pensarci spingo con forza il bastone contro la vetrata succede il finimondo la vetrata viene giù tutta insieme un pezzo di lastra stacca dall'alto e cade piatto sulla testa di Talpa frammenti rimbalzano addosso a me e agli altri che sono vicini sulla testa pelata del sindacalista si apre un taglio che si colora subito rosso cazzo non credevo che era così fragile forse non era messa su bene

uno dei due padroncini quello che voleva chiamare i carabinieri crede che sia stato Cotogno a rompere la vetrata e gli pianta un cazzotto sul naso Ortica scatta come una molla alza con le due mani la bandiera e gliela cala secca sulla testa sento il colpo vedo gli occhi che strabuzzano poi le gambe gli cedono e cade giù secco l'altro padroncino resta impietrito perché Ortica ha già alzato la bandiera un'altra volta sopra la si testa però non l'abbassa Talpa si stacca le mani dalla testa e guarda le dita sporche di sangue un po' inebetito c'è un attimo di silenzio di stupore da parte di tutti il padroncino prende il suo socio sotto le ascelle e lo tira verso la parete

da dietro si spinge e si entra tutti i crumiri scappano uscendo dalle porte laterali ma nessuno li rincorre ci si sfoga sulle cose come nella fabbrica di prima anche di più tutto il materiale plastico viene rovesciato per terra sparsi dappertutto si rompono tutti i vetri del finestroni è la fabbrica dove lavoro io questa merda mi dice Verbena i più incazzati quelli che sfasciano di più sono i giovani e le donne ma anche gli altri sono d'accordo perché non dicono niente non cercano di fermarli quando usciamo il pullmino dei carabinieri è sempre li immobile non sono neanche scesi

i due padroncini sono scomparsi il corteo si riforma e si spazzolano altre fabbrichette ma non succedono più incidenti il taglio sulla testa di Talpa non è profondo come sembrava in un primo momento ma lui fa l'incazzato con noi perché lo sa che c'eravamo noi dietro di lui quando è venuta giù la vetrata ma non ci dice niente fa solo l'incazzato e non ci caga torniamo alla mensa della fabbrica occupata e si decide di fare un volantino da distribuire in paese per spiegare quello che è successo lo scriviamo e facciamo girare il testo che è approvato da tutti si minacciano altre spazzolate se nei prossimi giorni si verrà a sapere che continua il lavoro straordinario nelle fabbrichette dell'indotto poi andiamo a gruppi a distribuire il volantino per le strade nei negozi e nei bar del paese



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