29.

 

La luce sopra la porta è forte e mi picchia negli occhi per dormire mi devo voltare sulla pancia o mettermi il cuscino sulla faccia ma non avevo sonno e cosi mi sono messo a pensare ai compagni che a quest'ora si saranno tutti mobilitati per mio arresto staranno discutendo in sede staranno facendo delle cose per farmi uscire di qua staranno parlando con l'avvocato mi immagino come la notizia ha fatto il giro velocemente subito dopo il mio arresto telefonate incontri riunioni a quest'ora già tutto il movimento saprà del mio arresto adesso tutti si stanno organizzando per tutte le cose da fare quando penso ai compagni mi sento un po' meglio appena potrò scrivere li metterò al corrente di tutto sono anni che non scrivo una lettera provo a pensare a tutti quelli a cui devo scrivere sono troppi meglio che scrivo delle lettere collettive

penso che dovrò scrivere anche ai miei me li immagino lì a casa angosciati preoccupati da questa storia che non potevano aspettarsi anch'io non me l'aspettavo anche se qualche volta ci avevo pensato ma mi sembrava una cosa remota anche se possibile e che comunque non valeva la pena starci lì a pensare allora è anche per questo che adesso sono così stupito e incredulo e soprattutto così impreparato adesso che è successo ma i miei non se lo potevano proprio immaginare che io potevo avere a che fare con la giustizia per loro io ero un marziano un visionario un illuso ma innocuo incapace di fare del male a qualcuno speravo che erano andati da loro i compagni per tranquillizzarli per dargli un po' di sicurezza io a loro non avrei proprio saputo come scrivere non sapevo come comunicare con loro

lo spioncino si riapre è il capoposto che mi fissa in silenzio senza parlare passa qualche istante io gli faccio un cenno con la testa come per domandare che c'è lui sta zitto ancora un po' poi mi chiede non sarai mica stato tu a ammazzare il nostro maresciallo due mesi fa io rispondo che non ho mai ammazzato nessuno che sono lì per un errore che presto si chiarirà il capoposto fa la faccia sorpresa e dice che quelli come me che lui ha visto finora non dicono mai che non c'entrano e che non hanno fatto niente dicono solo che sono orgogliosi di essere dei comunisti che lottano contro lo stato e che sono i comuni che invece dicono sempre che sono innocenti anche quando li hanno presi sul fatto

resto lì imbarazzato non vorrei avere fatto una cazzata ho come il senso di avere trasgredito una norma di comportamento che devono avere i compagni in carcere il capoposto intanto si mette a raccontarmi che il maresciallo ammazzato era una brava persona che aveva figli e famiglia che quello che dicevano nel volantino quelli che l'hanno ammazzato non era vero per niente dice che quello non aveva nessuna squadra di picchiatori che non aveva mai picchiato o fatto picchiare nessuno che era una brava persona umana eccetera e continua a spiegarmi che loro sono tutti brave persone che è un errore prendersela con loro perché bisogna capire che loro fanno quel mestiere solo per campare perché devono dare da mangiare alla loro famiglia

che non è colpa loro se c'è la disoccupazione che loro so primi a volersene andare di lì se gli viene data un'altra possibilità che loro sono venuti su dal sud dove non c'è lavo che non hanno studiato e per questo non possono che quei lavori lì ma che lo fanno con il rispetto delle persone e che non è con loro che bisogna prendersela perché loro eseguono solo degli ordini e che sono obbligati a eseguirli che è coi politici che noi dobbiamo prendercela non con loro loro sono d'accordo che le cose cosi fanno schifo e che bisogna cambiarle perché anche loro capiscono che così non si può più andare avanti ma che noi non dobbiamo sparare addosso a loro ma a chi comanda davvero a chi è il vero responsabili della situazione il capoposto va avanti così e non la smette più

mentre continuava così mi sembrava di sentire le stesse motivazioni le stesse cose che dicevano i crumiri che facevano gli straordinari quando andavamo davanti alle fabbriche per fare i picchetti per non farli entrare ma qui c'era in più l'ingenuità con cui diceva quelle cose dove si capiva che non erano idee sue che erano idee che aveva preso parlando con dei compagni erano gli argomenti rozzi della propaganda di base le frasi fatte e tutto questo diventava le sue giustificazioni ma punto era il motivo perché mi faceva tutto questo discorso questo era il punto e evidentemente me lo faceva perché aveva paura di fare la fine di quel suo collega che era stato ammazzato e voleva tenersi buono chi direttamente o indirettamente poteva costituire per lui una minaccia

e io in quel momento per come stavano le cose avevo con come un rapporto di forza in mio favore io allora non conoscevo proprio niente del carcere ma cominciavo a intuire che quello era un altro mondo con altre regole e altre logiche che dovevo imparare il più in fretta possibile perché lì dentro insieme all'aria di merda di piscio di vomito annusavi anche un'aria di paura costante di minaccia di pericolo dunque era meglio essere cauti essere prudenti meglio un eccesso di prudenza che un errore che poteva avere conseguenze che non mi potevo immaginare sentivo istintivamente il pericolo anche nel discorso del capoposto magari era stato mandato li per sondarmi per vedere che tipo ero e come la pensavo e la cosa migliore da fare era allora non scoprirsi rimanere nel vago ma poi anche volendo cosa avrei avuto da rispondere a quel discorso del capoposto

mi sono quindi limitato a guardarlo che parlava finché ha smesso perché una guardia lo chiamava io speravo di non vederlo tornare ma quello aveva lasciato aperto lo spioncino e infatti un minuto dopo si è riaffacciato ma prima di lasciarlo riattaccare gli ho chiesto se poteva darmi dei fiammiferi perché mi avevano lasciato le sigarette ma senza fuoco non potevo accendere allora il capoposto mi dice che il regolamento vieta a quelli in isolamento di tenere i fiammiferi perché è già capitato che qualcuno ha dato fuori di testa e ha dato fuoco al materasso che è di gommapiuma e brucia in un attimo e fa un fumo che ti soffoca in pochi minuti e se capita di notte quando le chiavi delle celle sono su in rotonda si rischia un incendio che brucia tutti dentro le celle

quando vuoi accendere chiama le guardie picchia sullo spioncino e loro ti fanno accendere visto che il capoposto era così disponibile a darmi delle informazioni gli chiedo anche quanti giorni devo rimanere li in isolamento lui si stupisce della domanda non sapeva quanti giorni dovevo restare in isolamento sapeva solo che ero in isolamento giudiziario in attesa dell'interrogatorio e che prima di allora non potevo avere rapporti con nessuno né all'esterno né all'interno del carcere non potevo salire ai raggi né andare all'aria con altri nemmeno con altri che erano in isolamento come me e non potevo avere colloqui con l'avvocato e con i parenti fino all'interrogatorio e che siccome lo ero un politico l'isolamento era ancora più rigido queste erano le consegne che lui aveva ricevuto dai suoi superiori che a loro volta le avevano ricevute magistrati

e come per riprendere il discorso di prima mi fa ammiccante vedi che non siamo noi a mettervi in queste condizioni non le prendiamo noi queste decisioni hai capito chi è che le prende io gli chiedo quanto tempo passa in genere prima dell'interrogatorio col giudice e lui mi dice che può arrivare fino a quaranta giorni dal giorno dell'arresto io penso che non è passata nemmeno mezza giornata e sono già in questo stato non riesco nemmeno a immaginarmi quaranta giorni il capoposto mi fa accendere e poi io per fargli capire che non ho più voglia di parlare gli giro le spalle e vado verso la branda allora lui chiude lo spioncino e se ne va mi sdraio e fumo piano la sigaretta assaporando ogni boccata e senza neanche accorgermi mi addormento

mi risveglio ancora per lo spioncino che si apre di colpo una faccia grassoccia batte con una biro sulla porta e dice due volte spesa la guardia ha in mano un pezzo di compensato con appiccicata una lista di generi alimentari e altro io gli chiedo che cosa posso ordinare e lui mi dice che ne so un po' spazientito mi vengono in mente le sigarette e dell'acqua minerale e ordino quella roba li lui ha in mano un modulo con mio nome e il mio numero di matricola e scrive sigarette e acqua minerale e poi richiude lo sportello dicendo che mi porteranno la roba il giorno dopo lo mi rimetto un po' sul letto ma non riesco a riaddormentarmi allora mi alzo e picchio col palmo della mano sulla porta non arriva nessuno allora grido guardia guardia due o tre volte lo spioncino si apre e una guardia mi fa accendere con un accendino e poi richiude

quando lo spioncino si apre mi sembra per un attimo di non essere chiuso in quel buco e per un attimo mi fa sentire meglio la sera torna il detenuto che porta il cibo una pastasciutta scotta con un sugo rosso acido una forchettata con la forchetta di plastica e lascio lì tutto e mi rimetto a dormire nella notte si sentono ogni tanto delle urla dalle celle intorno si sente gente che chiama la guardia che non arriva la luce è rimasta accesa e mi picchia dritta negli occhi se sono sdraiato sulla schiena e mentre sono sveglio durante una conta che è la ronda che fanno a intervalli aprendo lo spioncino chiedo alla guardia di spegnere la luce ma quello dice che non è possibile che deve rimanere accesa di regolamento

una notte di dormiveglia con quella luce forte sempre accesa poi la mattina passa prestò la prima conta e poi il lavorante con il caffelatte annacquato e un pezzo di pane mezz'ora dopo mi aprono per l'aria le guardie fuori nel corridoio hanno ognuna un manganello lungo in mano e con quello una mi indica la porticina in fondo al corridoio prima di uscire mi chiede se voglio vuotare il bugliolo ma io dico di no mi fa schifo l'idea i prendere in mano quel secchio puzzolente mi infilo nella porticina seguito dalle guardie coi manganelli passiamo in una specie di tunnel stretto e in fondo si sbuca all'aperto in una specie di corridoio stretto tra due alti muri dove passa una sola persona per volta in fondo si apre un cortiletto di qualche metro quadrato circondato da alti muri

mi aprono l'ultimo cancello in fondo a sinistra e poi richiudono sopra c'è una grata di ferro e di là vedo un pezzo di un braccio del carcere con le finestre nascoste dalle bocche di lupo fuori da alcune bocche di lupo spuntano dei manici di scopa con legate le antenne della televisione penso che quelle sono le celle dove andrò dopo l'isolamento non so bene che differenza c'è ma comunque c'è la televisione non so da quanti anni non vedo la televisione ma adesso ho una grande voglia di vedere la televisione di vedere qualsiasi cosa delle immagini dei suoni qualsiasi cosa che viene da fuori di lì qualsiasi cosa con delle facce dei colori delle parole



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