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Pochi giorni dopo il mio arrivo ho fatto il mio primo colloquio con i famigliari sono venuti mio fratello e mia madre perché mio padre era malato mio fratello aveva un messaggio dì China che gli aveva detto dì riferirmi che l'avvocato era ottimista perché si poteva provare che io e anche China in quella casa del notalo non ci avevamo veramente abitato più da un bel pezzo e infatti China non aveva avuto nessuna noia e così in fondo la questione era tutta quella del contratto di affitto che era rimasto intestato a me l'avvocato diceva che mi aveva chiesto la libertà provvisoria e che pensava che sarei uscito di lì a qualche settimana era ottimista insomma e poi c'erano notizie del compagni che mi salutavano tutti e della sede eccetera

mia madre era molto agitata e continuava a chiedermi come stavo se mangiavo a dirmi che mi aveva portato pacchi con roba da mangiare e vestiti io però ero interessato solo a quello che mi diceva mio fratello gli facevo domande per capire come era la situazione fuori quale era lo stato d'animo del compagni il colloquio si svolgeva in una sala lunga e stretta con in mezzo un lungo tavolo di marmo che attraversava tutta la stanza i colloqui ce li facevano fare insieme ai comuni c'era li un casino incredibile una quindicina di detenuti da una parte del tavolo di marmo e almeno il triplo di parenti dall'altra parte madri nonne zie bambini un vociare assordante urla grida di gioia pianti isterismi rabbia disperazione insulti alle mogli sospettato d'infedeltà schiaffi sceneggiate

le guardie chiudono la porta a tripla mandata e si mettono dietro una vetrata dalla parte del parenti per controllare che non succedano irregolarità troppo grandi la gente era sempre troppa e nonostante i controlli avvenivano sempre delle cose passavano biglietti lettere quello certamente lo mettono nel conto che passi della roba per loro il problema è che non passino delle armi il colloquio è una fiera un mercato famiglie intere con nonne e bambini tutti che urlano per farsi sentire e anch'io dovevo urlare per farmi sentire ma ero intimorito mentre vedevo gli altri perfettamente a loro agio il tavolo di marmo era largo un metro e mezzo per impedire i contatti ma a volte i bambini venivano passati per qualche minuto da una parte all'altra del tavolo

il controllo non era molto rigido mi è capitato di assistere a effusioni amorose anche abbastanza spinte c'era gente che praticamente riusciva a scopare al colloquio c'erano tutti degli accorgimenti speciali grandi mantelli anche d'estate che si potevano aprire in modo speciale poi magari il tipo di fianco s'incazza perché c'è lì il bambino o la nonna che vede tutto insomma un vero puttanaio gente che s'insulta altri che si picchiano tutti che urlano la situazione è tale che nel tre quarti d'ora passati così non si riesce a discutere di niente il tempo passa in un attimo si sente una campanella come quella della scuola e il colloquio è finito e poi ti portano in una cella di fianco dove ti perquisiscono un'altra volta

dopo qualche tempo siamo stati trasferiti in un altro braccio dove è venuta a cadere la differenza tra noi e i comuni quindi le ore d'aria le facevamo insieme i comuni di questo nuovo braccio erano diversi da quelli di prima che erano soggetti piuttosto ambigui non dico infami comunque soggetti non del tutto puliti era la categoria più bassa dei comuni magnaccia e gente di questo genere insomma nel braccio nuovo invece i comuni erano di tipo diverso tutti giovanissimi bande di piccoli rapinatori gente molto affiatata tra di loro e noi siamo così entrati in contatto con questi comuni raggruppati in bande ogni banda aveva il suo capo e quando bisognava parlare era il capo che parlava per tutta la sua banda noi all'aria siamo stati accolti subito benissimo proprio come se eravamo un'altra banda e non ci sono stati problemi nel rapporto con loro

poi ha contato anche il fatto che si è cominciato a giocare insieme al pallone e a pallavolo e abbiamo cominciato a fare amicizie e abbiamo visto che il tipo di rapporto con questi altri comuni era diverso perché questi non ci chiedevano continuamente piccoli favori come gli altri questi sembravano molto orgogliosi ostentavano molta sicurezza anzi non ci chiedevano niente erano loro piuttosto a offrirci continuamente qualcosa hanno cominciato subito a chiederci se avevamo bisogno di questo o di quello facendo capire che loro avevano una rete di relazioni dentro e fuori il carcere con cui ci si poteva procurare delle cose fare uscire messaggi comunicare con gli altri bracci eccetera

piano piano abbiamo capito che tra queste bande c'erano degli equilibri basati sul loro traffici sulle loro zone d'influenza per i traffici che facevano dentro il carcere per esempio lo spaccio di coca e di ero sicuramente a questi traffici non erano estranee alcune guardie perché in carcere la roba entra principalmente attraverso le guardie queste guardie che fanno questo lavoro di portare dentro la roba per venderla ai detenuti si chiamano cavalli portano dentro per soldi dì tutto soprattutto droga e coltelli e infatti vedevamo che tra questi comuni ce n'erano molti che erano fatti di droga di coca soprattutto facevano un grande uso di coca e le gerarchie delle guardie certamente lo sapevano ci hanno anche offerto la coca ma la rifiutavamo invece il fumo lo accettavamo e per loro darci il fumo era un segno di amicizia

una volta è capitato un casino con questi delle bande giù all'aria un pomeriggio era un'aria apparentemente come le altre c'era chi giocava al pallone chi chiacchierava camminando o seduti sulle panchine però si vedeva che c'era un po' d'agitazione nell'aria e a un certo punto due capetti delle bande hanno tirato fuori dai loro accappatoi dei bastoni che erano stati ricavati dagli sgabelli o dalle gambe dei tavoli delle celle e hanno cominciato a dare bastonate a un lavorante del braccio e questo sotto gli occhi di tutti senza preavviso era il primo pestaggio a cui assistevo in carcere anche se sapevo che era una cosa normale in carcere che era una cosa quotidiana faceva parte della legge del carcere del suo meccanismo normale

e così questo lavorante l'hanno picchiato abbastanza duramente intanto che tutti stavano lì a guardare senza muoversi e poi gli hanno detto di salire di farsi la roba e di andarsene alle celle d'isolamento che lì uno poteva chiedere di andarsene di sua volontà perché se no loro la volta dopo lo avrebbero ammazzato noi politici non abbiamo avuto nessun tipo di reazione non abbiamo chiesto niente però questi devono avere capito che eravamo rimasti sorpresi che non ce l'aspettavamo anche perché questo lavorante che avevano bastonato ci sembrava che era uno che si faceva i cazzi suoi ma certamente se l'avevano bastonato non poteva essere uno che si faceva i cazzi suoi infatti poi il giorno dopo ci hanno spiegato che questo lavorante era un infame era uno di quelli che informavano la direzione delle cose che succedevano nel braccio

qualche tempo dopo è successa anche un'altra storia di questo tipo era successo che era arrivato li un ragazzo molto giovane che non parlava mai era molto timido doveva essere un mezzo handicappato se ne stava lì sempre da solo e non parlava mai questo ragazzo è salito dall'isolamento e è venuto nel nostro braccio dove è stato messo in cella con altri quattro e è successo che uno di questi quattro suoi compagni di cella lo ha violentato ma questo noi lo abbiamo saputo dopo dopo che questo stronzo che ha fatto questa infornata è stato massacrato di botte è successo che gli altri tre non se n'erano accorti sul momento perché la storia si è svolta nel cesso che è separato dalla cella con una tenda e questo stronzo mentre faceva la storia lo minacciava con un coltello alla gola

poi finita la storia gli ha intimato di non dire assolutamente niente altrimenti lo avrebbe ammazzato allora questo ragazzino si è spaventato e non ha detto niente ma gli altri tre hanno avuto del sospetti e hanno cominciato a fare girare la voce nel braccio che avevano questo sospetto e allora si è deciso di fare una verifica e uno del capetti è andato dallo stronzo e con tono complice gli ha detto allora te lo sei fatto il ragazzino e allora questo stronzo che era anche cretino gli ha detto fiero di sì allora è scoppiato il puttanaio perché questo qui lo hanno preso e lo hanno letteralmente massacrato di botte che poi non lo riconosceva più neanche sua madre gli hanno spaccato tutta la faccia e anche la testa gli hanno schiacciato il naso a scarpate a bastonate gli hanno maciullato tutto

è stato in quel periodo che un giorno che ero li che stavo lavando i piatti in cella e ogni tanto gettavo un'occhiata al telegiornale ma non sentivo quasi niente per l'acqua che correva di colpo mi è sembrato di vedere sullo schermo qualcosa che avevo già visto un'immagine che mi ricordava qualcosa ma non sapevo bene cosa la telecamera girava in una stanza in disordine sedie rovesciate un letto disfatto con una grande spalliera metallica poi ho visto su una parete un manifesto di Humphrey Bogart e subito ho realizzato ho riconosciuto subito quell'appartamento dove avevamo avuto quella famosa riunione con Scilla e gli altri poi si è visto in mezzo alla stanza un lenzuolo che copriva qualcosa un corpo immobile si vedeva una gamba che usciva fuori un piede nudo senza scarpe immobile

ho smesso di lavare i piatti e mi sono avvicinato alla televisione ho alzato il sonoro e parlava di un terrorista ucciso in uno scontro a fuoco coi carabinieri il terrorista era ritenuto responsabile dell'omicidio di un carabiniere avvenuto qualche mese prima è apparsa un'immagine che avevo già visto anche quella il corpo del carabiniere abbattuto davanti alla colonnina gialla di una pompa della benzina che avevo visto con China una sera alla televisione poco prima che mi arrestavano si prevedeva imminente l'arresto di altri complici poi è apparsa sullo schermo un'enorme fotografia in bianco e nero e era i a faccia di Cotogno una fotografia di carta d'identità ben pettinato e serio ma l'ho riconosciuto subito era Cotogno che adesso era lì immobile sotto il lenzuolo



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