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E' arrivato il brigadiere erano le undici di sera mi ha chiamato dallo spioncino con la solita voce come se dovesse consegnarmi una cartolina illustrata invece era un fonogramma del ministero con l'ordine del mio trasferimento in un carcere speciale noi stavamo ridendo in cella mezzi ubriachi è piombato il silenzio allora quel nome carcere speciale faceva paura c'erano sei ore ancora prima di arrivare alle cinque di domattina l'ora della partenza il tempo di preparare gli zaini e di fare e di ricevere del regali di restare svegli a parlare fino all'ultimo minuto la notizia fa il giro delle celle urlata dagli spioncini i saluti mi vengono urlati perché mi imbarcano alle cinque e non ci si può neanche abbracciare un'ultima volta all'aria

alle cinque puntuali le guardie arrivano a prelevarmi hanno fretta sono assonnate e nervose perché è l'ultima consegna prima di smontare di turno abbraccio i compagni della mia cella che mi aiutano a sistemare gli zaini sulle spalle allora ci vediamo fuori si dice sempre così quando si viene divisi dicono così anche quelli che hanno tre ergastoli da fare molti compagni sono svegli e faccio il giro delle blindate per stringere le mani che sbucano dagli spioncini ci scambiamo le ultime parole le ultime raccomandazioni raccolgo i messaggi e i saluti da portare al compagni che troverò laggiù poi il cancello della sezione si chiude dietro le mie spalle e seguo le guardie attraverso i corridoi silenziosi del carcere addormentato

all'ufficio matricola si fa tutta la trafila del dati da trasmettere alla nuova destinazione questo è il momento più critico perché se ti devono pestare lo fanno in quel momento li è il momento della resa del conti se hai avuto degli scazzi con qualche guardia loro si passano la voce su quelli che vengono trasferiti ci sono guardie che anche se la mattina del tuo trasferimento non sono di turno sono capaci di alzarsi alle cinque giusto per il gusto di darti una passata di botte se hanno qualche conto da regolare con te spesso aspettano il trasferimento per dartele specialmente nei periodi in cui non hanno la forza di farlo immediatamente a caldo nelle celle ma sono fortunato perché si accontentano di qualche spinta provocatoria e di ricordarmi minacciosi qualche fatto

sbrigate le faccende della matricola comincia la perquisizione le guardie tirano fuori la roba dagli zaini e la controllano con molta più cura del solito poi io rimetto tutto a posto con pazienza ma poi arrivano i carabinieri che mi devono scortare e tutto ricomincia da capo altra perquisizione ne fanno due quando sei in partenza una le guardie e l'altra i carabinieri che ti devono scortare perché non si fidano gli uni degli altri poi mi portano al furgone il furgone blindato è posteggiato dieci metri fuori dal cancello della matricola che è al centro del carcere ma i carabinieri mi mettono lo stesso i ceppi con la catena lunga mi mettono in catena per i dieci metri che devo fare dal cancello al blindato

fuori è ancora buio fa freddo e la nebbia è tanto spessa che i fari del blindato la colorano di giallo senza riuscire a bucarla il caposcorta cammina davanti a me reggendo la catena a cui sono legati i miei ceppi gli altri mi camminano dietro avanziamo così in corteo verso il furgone che aspetta avvolto nella nebbia gialla col motore acceso e i portali aperti il blindato è la prima volta che lo vedo all'interno è diviso in tre scomparti davanti la cabina di guida in mezzo la celletta con due panche di ferro disposte una di fronte all'altra lungo le fiancate dietro il posto della scorta sei uomini in tutto mi mettono nella celletta togliendomi la catena ma lasciandomi i ceppi stretti ai polsi poi chiudono con un lucchetto la grata

il primo pezzo fino all'imbocco dell'autostrada lo fanno con un po' di preoccupazione fino a lì sono anche scortati da due volanti una davanti e una dietro con cui sono anche in contatto radio Lepre chiama Canguro e quelle cose lì i carabinieri sono tesi spengono la luce interna e aguzzano lo sguardo fuori dagli oblò mi sembra assurdo e anche ridicolo tutto questo spiegamento di forze solo per me ma è il regolamento questi osservano il regolamento e lo da questa mattina sono uno specializzato cioè per il regolamento sono uno particolarmente pericoloso cerco si sbirciare la strada dagli oblò ma vedo solo scorci di palazzi finestre e cornicioni di case mi alzo in piedi tra le due panche ma non riesco a stare in equilibrio per via del ceppi forse sull'autostrada dove non ci sono curve potrò guardare la strada davanti attraverso il vetro che dà sulla cabina di guida

sull'autostrada i carabinieri si rilassano si tolgono i cappelli si allentano le cravatte si sbottonano le giubbe si mettono comodi tre si mettono a giocare a carte giocano a sette e mezzo e giocano a soldi dieci lire la carta mettono le monete dentro i cappelli rovesciati si divertono e s'incazzano il caposcorta mantiene un contegno si limita a sbirciare il gioco dei suoi ragazzi sono diversi dalle guardie fanno un altro tipo di mestiere e questo cambia anche il tipo di rapporto che hanno con te loro trasportano semplicemente dei pacchi pericolosi fanno migliaia di chilometri su e giù per l'Italia trasportando continuamente su e giù coi loro furgoni blindati i detenuti per i trasferimenti da un carcere all'altro il sentiero dei camosci come noi chiamiamo questi itinerari dei trasferimenti

ogni tanto uno di loro tira fuori dalla sua borsetta tipo borsetta da tramviere un panino fatto in caserma o fatto dalla moglie la sera prima grossi panini imbottiti di mortadella di salame o di formaggio lo mangia piano con la carta in cui era avvolto sulle ginocchia per non correre il rischio di sporcarsi i pantaloni e poi raccolgono le briciole con una paletta e uno scopino che fanno parte della dotazione del mezzo blindato hanno più l'aria di pendolari che di guerrieri io un po' dormo ho i ceppi che mi fanno male e ho fame magari se chiedo di togliermeli me lì tolgono ma non mi va di chiedergli qualcosa per loro io non esisto sono solo un oggetto un pacco da trasportare mi ignorano ma ogni tanto mi controllano con una breve occhiata sono sballottato da tutte le parti ho tutte le ossa che mi fanno male

poco dopo il mio arrivo giù allo speciale mio padre era stato ricoverato all'ospedale e mi hanno fatto rifare lo stesso viaggio sul furgone blindato all'incontrario per andare a fare l'ultima visita a mio padre che stava morendo di cancro ho rifatto le dieci ore filate di viaggio e quando siamo arrivati avevo le mani che non le sentivo più per i ceppi stretti intorno ai polsi siamo arrivati al mattino e dopo una breve sosta nella caserma del carabinieri mi hanno portato all'ospedale mi hanno fatto scendere dal furgone nel cortile dell'ospedale e ho visto intorno una distesa di carabinieri e una distesa di poliziotti tutti con i mitra e le pistole In mano c'erano i cani c'erano le volanti con le portiere aperte e le luci azzurre che lampeggiavano sul tetti in una c'era Donnola che dava ordini con la ricetrasmittente

mi hanno messo la catena ai ceppi e mi hanno tirato verso la grande porta a vetri nell'atrio dell'ospedale pieno di gente in pigiama di gente In camice bianco con i grembiuli bianchi le scarpe bianche che si fermavano a guardare con la faccia stupita sorpresa a destra e a sinistra le file di carabinieri facevano largo spingevano contro le pareti la gente che non capiva bene che cosa stava succedendo ho sentito la catena che mi tirava i polsi non vedevo dove andavamo poi sono incespicato la catena mi ha trattenuto era il primo gradino dello scalone il corteo ha cominciato a salire stringendosi a imbuto non vedevo i gradini davanti a me alzavo i piedi ma continuavo a incespicare sugli spigoli dei gradini quelli intorno a me mi schiacciavano la catena mi tirava finalmente siamo arrivati sul pianerottolo

improvvisamente sul pianerottolo ho visto tutto intorno dietro i carabinieri che mi circondavano le facce tante facce tutte le facce del miei compagni che mi guardavano fisso tutte le facce avevano la stessa espressione gli occhi fissi non dicevano niente non un cenno di saluto un gesto mi guardavano tutti fisso e non avevano nessuna espressione poi uno strappo al polsi e mi hanno tirato su per un 9 altra rampa di scale sono scivolato In avanti stavo cadendo il carabiniere di fianco mi ha preso per il gomito ma il mitra a tracolla gli è scivolato giù per il braccio e mi si è infilato tra le gambe quello davanti senza guardare ha dato un altro strappo alla catena e sono caduto in avanti e il carabiniere che mi teneva è caduto sopra di me e quelli che venivano dietro anche tutti in un mucchio sul gradini con la catena attorcigliata intorno alle braccia e le gambe

alla fine siamo arrivati in cima siamo sbucati in una grande camerata coi malati nel letti allineati lungo le pareti bianche il passo del carabinieri che rimbombava il tintinnare della catena gli ordini secchi del caposcorta le proteste del medici e del parenti del malati per quella confusione ho visto venirmi incontro mia madre e mio fratello che piangevano mio padre era già morto quando poi quando mi hanno riportato nel furgone blindato il caposcorta ha tirato un sospiro di sollievo chiudendo, con un colpo secco il portale del blindato e mentre aspettavamo mentre il motore si scaldava ho visto attraverso la grata che ha preso dalla borsetta una bottiglietta d'acqua ossigenata ne ha versato un po' su un batuffolo di cotone e ha cominciato a fregarsi le dita e le mani per bene con l'acqua ossigenata se l'è fregate a lungo e poi siamo ripartiti per lo speciale



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