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Comunque durante le prime giornate che abbiamo passato dopo la rivolta in queste celle senza niente tutti quanti lì ammucchiati in quelle condizioni le prime cose appunto che sono state fatte sono state quelle di badare a curarsi le ferite a curare i compagni che stavano peggio e soprattutto si temeva ancora molto un altro intervento di massacro da parte delle guardie perché noi avevamo ripreso a lottare e così i compagni hanno pensato bene di darsi almeno un minimo di armamento difensivo che consisteva nel procurarsi almeno degli oggetti contundenti cosa non molto facile perché nelle celle non avevano lasciato niente non avevano lasciato proprio niente neanche degli sgabelli del tavoli niente

quindi le prime cose che sono state prese d'assalto sono state le finestre che sono state letteralmente smontate sotto gli occhi stessi delle guardie e da queste finestre sono state ricavate delle sbarre di ferro e in quei primi giorni le guardie pur vedendo tutto questo non solo non intervenivano quando vedevano quello che si faceva ma non si azzardavano nemmeno a entrare più nelle celle cioè era stata sospesa la conta l'entrata nelle celle di un gruppo di guardie per contare i detenuti le guardie si limitavano a contare aprendo la blindata e a contare a vista dal cancello però erano perfettamente coscienti che nelle celle esisteva questo armamento perché lo vedevano che le finestre erano smontate

ma nel momento in cui ci hanno concesso di riavere l'ora d'aria ovviamente si è pensato che la mossa era quella di fare in modo che le celle rimanevano vuote e che nell'ora d'aria le guardie sarebbero entrate e avrebbero ripulito le celle di quelle sbarre e allora lì la contraddizione era per noi se andare ' do alle guardie all'aria e lasciare le celle incustodite permettendo alle guardie di entrare e di disarmarci oppure se dovevamo scegliere di rinunciare all'aria il che voleva dire rinunciare soprattutto alla comunicazione interna tra di noi ma indubbiamente la cosa più importante era la comunicazione e infatti come ci si aspettava le guardie hanno colto l'occasione dell'ora d'aria appena ce l'hanno di nuovo concessa per precipitarsi nelle celle e fare una perquisizione generale sequestrando tutto il nostro armamento le sbarre e tutto il resto

da quel momento è cominciata una pressione da parte dei compagni una pressione per uscire da quelle condizioni però in quelle condizioni non c'erano molte cose da fare la cosa meno produttiva da fare viste le condizioni era di sequestrare altre guardie visto come era andata l'esperienza precedente perché se questi erano intervenuti anche se avevamo diciannove guardie sequestrate questo voleva dire che erano disposti a accettare quel terreno di scontro mettendo in conto anche l'eventualità di fare del morti le condizioni in cui ci trovavamo erano molto dure e dovevamo assolutamente venirne fuori e l'unica soluzione per venirne fuori era lottare ma doveva essere una lotta produttiva e in quelle condizioni in cui eravamo dovevamo inventare una forma di lotta nuova originale

dovevamo riuscire a lottare con le sole armi che avevamo a disposizione e prima di tutto dovevamo inventare che cosa poteva diventare un'arma visto che non avevamo niente ovviamente era stata abolita la spesa erano stati aboliti tutti gli acquisti possibili di cibo il cibo che passavano era quello dell'amministrazione una brodaglia liquida rossastra che veniva distribuita a mezzogiorno e alla sera con delle gavette di plastica e del cucchiai di plastica e allora si è cominciata a fare una pressione a chiedere di potere acquistare alla spesa almeno alcuni generi alimentari roba che si poteva consumare senza essere cucinata roba elementare come latte biscotti frutta e roba del genere perché comunque era fuori discussione che questi ci mollassero il fornelletto il pentolame e altro

siamo riusciti a ottenere di acquistare questa roba e la possibilità di acquistare alla spesa del cibo ha costituito il retroterra per questa lotta perché a questo punto noi potevamo fare a meno di consumare il vitto dell'amministrazione e il vitto dell'amministrazione è diventato così l'arma di questa lotta perché ogni giorno accumulavamo nelle celle litri e litri di questa brodaglia rossastra e poi a un certo punto al momento convenuto tutti quanti insieme versavamo nel corridoio tutta quanta questa brodaglia un vero fiume di brodaglia liquida rossastra nauseabonda che da tutte le celle si riversava nel corridoio e questa è diventata la cosidetta guerra batteriologica

le guardie che stavano nel corridoio erano praticamente raddoppiate perché dovevano essere in condizione di controllarci visivamente minuto per minuto quindi c'erano sempre moltissime guardie nel corridoio stavano lì sempre in gruppi folti e numerosi eravamo al pianterreno che non era neanche molto areato e allora il fatto di versare rutta quella brodaglia nauseabonda nel corridoio creava evidentemente un certo disagio per le guardie e stare nel corridoio era diventato praticamente insopportabile allora le guardie hanno pensato bene di fare la cosa più naturale cioè di fare intervenire i lavoranti dello speciale per ripulire il corridoio ma i lavoranti hanno naturalmente rifiutato per solidarietà con la nostra lotta dicendo noi non andiamo a pulire questa è una forma di lotta mica siamo del crumiri e ci mettiamo contro una lotta di altri detenuti

i lavoranti si sono rifiutati di ripulire il corridoio da tutta questa brodaglia che restava lì e ogni giorno si accumulava sempre di più e noi abbiamo cominciato a buttare fuori non soltanto la brodaglia ma anche tutti i tipi di rifiuti che venivano accumulati si è cominciato anche a cagare nei sacchetti di plastica e di carta o nei giornali e a buttali fuori dagli spioncini nel corridoio la nostra guerra era proprio una vera guerra batteriologica nel senso che con questa montagna di sporcizia e di rifiuti di escrementi che si accumulava ogni giorno di più lì nel corridoio si rischiava ormai il pericolo di malattie e di epidemie c'era il pericolo di epatite virale e cose di questo genere noi correvano il rischio di questo pericolo ma lo correvano anche loro

allora le guardie si sono rivolte ai lavoranti del giudiziario non più a quelli dello speciale ovviamente sono andati a ramazzare gli infami tra i lavoranti del giudiziario sono andati a ramazzare gli infami e tutti i venduti le spie al servizio della direzione e li hanno fatti entrare nel nostro corridoio per ripulirlo allora appena questi sono arrivati lì da dentro le celle da dietro gli spioncini tutti i compagni abbiamo urlato insulti abbiamo urlato minacce dicendo se voi state qua e pulite la sezione il giorno che ci tolgono da queste condizioni la pagherete e la pagherete cara è stata sufficiente questa minaccia perché questi scappassero immediatamente via tutti quanti e quindi le guardie si sono ritrovate punto a capo

la situazione era diventata ormai piuttosto pesante era diventata insostenibile perché le guardie non potevano abbassarsi al ruolo di quelli che con la scopa in mano puliscono i corridoi perché quello non era il loro compito non era il loro ruolo e mettersi loro a pulire voleva dire cedere però dall'altra parte effettivamente cominciava a accumularsi troppa merda nel corridoio e questi qua rischiavano effettivamente di prendersi qualche infezione qualche epatite c'era il rischio che lì scoppiava effettivamente una epidemia erano costretti a girare ormai con un fazzoletto sulla faccia stavano nel corridoio con un fazzoletto sulla faccia ti venivano a aprire la cella con un fazzoletto sulla faccia

finché non hanno pensato a una soluzione di forza il ministero ha pensato di forza di risolvere la situazione mandando all'interno del carcere una ditta esterna addetta alle pulizie hanno fatto un contratto hanno pagato lautamente una ditta esterna un'impresa che funziona esattamente come funziona qualsiasi impresa che lavora sul carcere come un'impresa edile o un'impresa di fabbri o un'impresa di elettricisti quando ci sono del guasti e questa era un'impresa di pulizie e quando l'impresa è arrivata le guardie hanno chiuso di colpo tutti gli spioncini delle blindate e nel giro di un paio d'ore questi dell'impresa con tutta quanta la loro attrezzatura di pulizia e di disinfezione hanno ripulito via tutto quanto



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