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Qualche giorno prima dell'inizio del processo sono arrivati nel braccetto anche Gelso e Ortica io li aspettavo con molta ansia perché era così tanto tempo che non li vedevo Gelso era stato arrestato quando ero stato arrestato io ma era stato messo subito in uno speciale ancora più giù al sud e in tutto questo tempo non avevo avuto più notizie di lui Ortica invece era stato arrestato solo qualche mese fa e era finito nello stesso speciale di Gelso io ero molto ansioso emozionato di rivedere i miei compagni dallo spioncino li ho visti arrivare in fondo al corridoio circondati dalle guardie Ortica era carico di zaini Gelso non aveva niente per un momento non l'ho nemmeno riconosciuto era magrissimo i capelli corti senza occhiali guardava davanti a sé senza rispondere al saluti dagli spioncini delle celle

allora li ho chiamati e Ortica ha sentito subito mi ha riconosciuto anche se non mi poteva vedere perché le guardie li stavano mettendo in una cella un po' lontana dalla mia ho sentito la voce di Ortica che mi chiamava e mi diceva dove sei poi schiacciando la faccia contro lo spioncino l'ho visto per attimo in mezzo al corridoio che agitava un braccio per salutarmi mentre una guardia lo tirava indietro per l'altro braccio io appena li hanno chiusi dentro ho chiamato il brigadiere e gli ho detto che erano miei coimputati che erano lì per i1 mio stesso processo e ho scritto subito la domandina perché potessero venire nella mia cella dov'ero solo il brigadiere mi ha detto che la portava in direzione e che forse la sera stessa si poteva fare il trasferimento di cella

io intanto mi sono messo subito a preparare la cena per Gelso e Ortica nella mia cella non avevo molta roba ho chiamato il lavorante per mandarlo nelle altre celle per farmi dare della roba del vino soprattutto intanto ho scopato per terra e ho lavato anche con lo straccio il pavimento ho tolto il materasso dalla branda perché non c'era tavolo nella cella ma solo un pezzetto di lamiera rigida fissata al muro quando il lavorante è tornato mi ha portato tre bottiglie di plastica d'acqua minerale con dentro un quartino di vino rosso che così lo vendono alla spesa e altra roba che non era un granché e allora non sapevo come fare perché volevo fare una bella cena per i miei amici

e allora ho pensato di fare un dolce avevo in cella due bustine per fare i budini ho fatto due budini uno al cioccolato e uno alla vaniglia scaldando il latte in un pentolino sul fornello e poi li ho messi a raffreddare fuori dalla finestra in due scodelle di plastica ho fatto il caffè ci ho inzuppato dentro del biscotti secchi e poi su un piatto ho messo a strati il budino e i biscotti ho sbattuto un bianco d'uovo con lo zucchero fino a farlo montare in una crema bianca che ho messo sopra tutto e sulla brinda ho messo un lenzuolo bianco pulito poi ho svitato il fornello a gas e ci ho avvitato un cono di stagnola da cui la fiammella usciva come una candela

ho spento la luce e stavo apparecchiando quando la guardia ha aperto la blindata e ha fatto entrare Ortica ma Gelso non c'era e Ortica mi ha detto che mi avrebbe spiegato dopo ci siamo abbracciati e appena le guardie se ne sono andate mi ha detto che Gelso stava male stava male di testa era già parecchio tempo che non stava bene non sopportava più il carcere in un primo tempo parlava solo di evasioni poi ha cominciato a non parlare più con nessuno sembrava che non riconosceva più le persone non voleva più parlare con nessuno e poi si metteva anche nell'ora d'aria a camminare a quattro zampe nel cortile ringhiando e facendo delle smorfie come un pazzo borbottava che se era un cane l'avrebbero lasciato uscire

avevo preparato per cominciare delle tartine con delle fette di salame e un po' di maionese abbiamo cominciato a mangiare e Ortica ha cominciato a raccontarmi la storia di Scilla io avevo già sentito qualche voce che circolava ma non ci avevo creduto mi sembrava impossibile quello che si diceva che Scilla era diventato una spia un delatore che aveva tradito i compagni anche se lui a me non mi era mai stato simpatico però Ortica mi ha raccontato che ormai tutti i compagni fuori avevano la certezza che Scilla era diventato confidente del carabinieri che aveva fatto arrestare un sacco di compagni tutto era cominciato quando i carabinieri gli hanno fatto una perquisizione e o perché gli hanno trovato delle armi o non si . sa per quale altro fatto fatto sta che se lo sono portato in caserma e per tutto il giorno è rimasto in caserma e poi lo hanno rilasciato durante la notte

Scilla aveva motivato la cosa dicendo ai suoi compagni che i carabinieri gliela avevano menata per tutto il giorno ma che poi lo avevano lasciato andare perché non avevano in mano niente i compagni ci avevano creduto anzi erano felici che non era successo niente di grave ma neanche nella maniera più lontana qualcuno ha avuto un dubbio è arrivato a pensare che in quella occasione era cominciata la sua collaborazione con i carabinieri Scilla era del tutto insospettabile tutti avrebbero messo la mano sul fuoco per lui e invece quando i carabinieri gli hanno fatto la proposta di collaborare lui ha accettato e lo hanno lasciato andare e poco dopo c'è stato l'agguato e la morte di Cotogno e poi quando ha finito di denunciare tutti i suoi compagni Scilla sparisce non si sa forse gli danno un passaporto del soldi e sparisce all'estero

sulla morte di Cotogno la conferma che il responsabile era Scilla Ortica l'ha avuta direttamente da Valeriana che aveva incontrato poco prima di essere arrestato aveva incontrato Valeriana per caso davanti a una farmacia era parecchio che non la vedeva e quasi non la riconosceva aveva sentito dire che era inscimmiata ma gli ha fatto impressione quando l'ha vista com'era ridotta Valeriana si vede che quel giorno era in crisi d'astinenza che non trovava roba per farsi era conciata che non posso spiegarti mi ha raccontato Ortica piangeva urlava era cuori dalla farmacia e urlava aiutatemi nessuno vuole darmi il metadone ho fatto il giro di tutte le farmacie di tutti i paesi nessuno mi vuole dare il metadone questi bastardi di farmacisti di merda li ammazzo tutti sto male sto impazzendo

non l'ho più rivista per una settimana poi un giorno mi ha aspettato sotto casa era vestita come l'ultima volta con la stessa cuffia di lana nera calcata sulla fronte mi ha chiesto Se le potevo trovare del soldi perché con Nocciola era sotto di un milione Nocciola era diventato lo spacciatore della zona questa era un'altra cosa che ho saputo da Ortica Valeriana vendeva per lui l'eroina ma i soldi se li era spesi tutti per farsi lei insomma era nei casini e non poteva più rivolgersi a nessuno aveva debiti dappertutto parlava ininterrottamente e diceva che voleva smettere che adesso prendeva il metadone perché voleva smettere ma che prima doveva sistemare il debito con Nocciola

non aveva paura di lui quanto del suo giro di amici che erano capaci di fare storie pesanti con quelli che non pagavano l'avevano già minacciata e Nocciola non si era messo in mezzo se ne lavava le mani e avrebbe sicuramente lasciato fare ai suoi amici siamo andati in un bar si è tolta la giacca a vento ma teneva sempre in testa la cuffia di lana nera che le sembrava incollata sulla testa i capelli ti ricordi che bel capelli aveva biondi lunghi adesso le cadevano sulle spalle a ciocche impastate di un colore sporco aveva la faccia sudata e giallognola gli occhi infossati e cerchiati da occhiaie così scavate che sembravano delle rughe parlava in continuazione facendo scorrere su e giù continuamente le unghie sulle coste del pantaloni di velluto

è stato quella volta li al bar che Valeriana ha raccontato a Ortica la storia della morte di Cotogno si erano dati un appuntamento in quell'appartamento dove avevamo avuto quella famosa riunione Cotogno aveva detto a Valeriana prima di andarci che aveva un appuntamento con Scilla ma Scilla non era andato all'appuntamento e invece c'erano andati i carabinieri sono entrati nell'appartamento e hanno sparato subito evidentemente hanno voluto vendicare il carabiniere che era stato ucciso da poco e da quel momento Scilla è scomparso dalla circolazione e c'è stata una serie di arresti tutti compagni che avevano avuto del rapporti con Scilla e alla fine anche Ortica che con le storie di Scilla non c'era mai c'entrato niente ma probabilmente perché Scilla lo odiava

abbiamo mangiato l'insalata di riso fredda che avevo rimediato e delle sardine in scatola Ortica mi ha detto che di China nessuno ne sapeva più niente da un pezzo era scomparsa completamente volatilizzata lui l'aveva vista l'ultima volta in sede quando si stavano facendo le prove della radio io preferivo non parlare di China abbiamo mangiato il budino che era schifoso poi Ortica ha fatto un grande sorriso e ha tirato fuori dal taschino dei jeans una caccola di fumo l'ha guardata controluce e mi ha detto sai che storie ho dovuto care per portarla fin giù siamo seduti sul materasso e ci siamo fatti uno spinello il fumo era buonissimo e ci siamo messi a ridere tutti e due Ortica rideva sempre più forte rideva come un matto gli sono venute le lacrime agli occhi

domani abbiamo il processo ti rendi conto domani ci portano lì e ci fanno un bel processo io non ho la minima idea ma tu hai un'idea che cosa gli diciamo ha smesso di ridere anche se sembrava che rideva ancora ma sulla faccia aveva una smorfia io ho detto tanto ci daranno lo stesso un sacco di anni a tutti qualsiasi cosa gli andiamo a dire o non dire la fiamma a candela del fornello è scesa piano la bomboletta a gas del fornello stava scendendo finché si è spenta del tutto io non vedevo quasi più Ortica li al buio gli ho detto qualche volta mi chiedo adesso che tutto è finito mi chiedo che cosa ha voluto dire tutta questa nostra storia tutto quello che abbiamo fatto che cosa abbiamo ottenuto con tutto quello che abbiamo fatto lui ha detto non credo che è importante che tutto è finito ma credo che la cosa importante è che abbiamo fatto quello che abbiamo fatto e che pensiamo che è stato giusto farlo questa è l'unica cosa importante io credo

Ortica mi ha passato lo spinello per l'ultimo tiro e gli ho chiesto della radio come aveva funzionato la radio Ortica si è rimesso a ridere la radio era tutto pronto c'era tutto il materiale c'era la frequenza c'era anche il telefono avevamo fatto tutte le prove di voce con la voce di China uno due tre prova rideva siamo riusciti a dire solo uno due tre prova c'era tutto lì pronto bastava schiacciare un pulsante e parlare ma non avevamo più niente da dire nella sede non ci andava più nessuno ormai ogni giorno capitava un disastro nuovo uno che arrestavano uno che impazziva uno che spariva uno che si suicidava tutti sono spariti non c'era più niente da dire e così tutto è rimasto lì a coprirsi di polvere il trasmettitore la piastra lo sterco l'amplificatore il microfono e la voce di China


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