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Non vuole rispondere mi dice nel microfono la voce del presidente e la sento alle mie spalle rimbombare alzo la testa e guardo quelle teste che mi guardano dall'alto dietro i loro occhiali scuri mi sento sprofondato in basso sulla mia sedia con i carabinieri in piedi dietro di me e sopra quella fila di teste asserragliate dietro il bancone che mi guardano con ostilità e disprezzo tutti mi guardano nell'aula gli avvocati i giornalisti lo scarso pubblico di parenti i compagni nella gabbia i carabinieri sparsi dappertutto tutti guardano me tutti aspettano me aspettano che parlo anch'io aspetto mi sembra che aspetto da sempre che il tempo si è fermato e adesso cosa faccio cosa dico stavo lì immobile aspettando non so che cosa

ho fatto sì con la testa per dire che volevo rispondere e subito il presidente senza neanche guardarmi mi chiede se mi ritengo colpevole o innocente e allora io dovevo cominciare a parlare visto che avevo fatto sì con la resta ho fatto un grande sforzo la bocca secca che mi bruciava e senza guardare nessuno guardavo solo il legno del bancone dritto davanti al miei occhi ho detto che prima di rispondere bisognava prima intendersi sul significato di queste parole perché non era detto che per me e per loro queste parole colpevole o innocente avevano lo stesso significato e allora bisognava prima chiarire capire stavo dicendo più o meno una cosa del genere e ho sentito un urlo del pubblico ministero che mi interrompeva dicendo che dovevo rispondere alla domanda e non fare inutili giochi di parole

ho avuto subito la reazione di alzarmi e dì ritornarmene nella gabbia non l'ho fatto perché mi sentivo inchiodato incollato su quella sedia adesso intorno a me c'era il silenzio allora ho aspettato un momento poi ho ripreso ho detto allora diciamo così voi parlate mi accusate voi dite banda armata che io sono stato ho partecipato a una banda armata che sono un sovversivo il presidente mi interrompe dice no no dice non ci siamo non sono io che dico questo e picchia col palmo della mano sulla pila di fascicoli che ha lì davanti non sono io che dico questo questi sono gli atti e picchia ancora con la mano sui fascicoli è da tutti questi atti che il codice penale desume il reato di banda armata è sulla base di questi atti che noi dobbiamo discutere e che lei mi deve rispondere perché è sulla base di questi atti che stiamo facendo questo processo

a questo punto sento la voce del mio avvocato dietro di me che dice vorrei se il presidente me lo consente ma il presidente non consente anzi s'infuria e grida all'avvocato che lui adesso non consente niente che l'avvocato attenda il suo momento l'avvocato tenta di insistere ancora e dice io credo di avere il diritto quale diritto grida il presidente il diritto lo stabilisco lo qui dentro sono lo che dirigo questo dibattimento dalla gabbia parte qualche grido qualche fischio il pubblico ministero si alza in piedi e punti il dito verso la gabbia e urla ma io non sento che cosa urla perché adesso tutti urlano il presidente urla più di tutti nel microfono i carabinieri si agitano su e giù fuori dalli gabbia il presidente urla più forte di tutti basta silenzio ancora una parola e faccio sgomberare l'aula

aspettano ancora tutti un'altra volta che ricomincio a parlare il presidente si è calmato agita la mano su su andiamo avanti allora lo dico stavo dicendo che io non capisco che senso ha da parte mia dichiarare di essere innocente o colpevole perché non è che voglio negare anzi rinnegare quello che ho fatto quello che sono stato perché se ho pensato che questa società in cui viviamo va cambiata il presidente mi interrompe ma lei si deve rendere conto che qui non stiamo processando delle idee ma del fatti del fatti contemplati dal codice penale come reati ma allora dico lo perché cominciate accusandomi di essere un terrorista queste sono idee non sono forse idee queste ho detto lo il presidente alza un dito

ma sono idee che portano dritte al sangue che hanno portato a un lago di sangue lei si dimentica o vuole volutamente dimenticare tutti i morti che ci sono stati che sono stati il seguito naturale delle idee e del comportamenti sovversivi allora io dico a parte che io comunque credo che non sono accusato di nessun morto di nessun fatto di sangue ma il pubblico ministero mi interrompe con un urlo indignato questo è un atteggiamento cinico e sprezzante una voce dalla gabbia riconosco la voce di Ortica gli grida buffone il presidente dice che non tollera le interruzioni e quel linguaggio e ordina che Ortica sia espulso dall'aula c'è stata una grande confusione tutti che urlavano dentro la gabbia gli avvocati che protestavano il pubblico ministero che agitava le braccia il pubblico che rumoreggiavi finché si è sentito l'urlo del presidente sospensione e così è finito il mio interrogatorio

tutto quello che ci è stato raccontato finora è una storia insensata ma è soprattutto una storia criminale così ha cominciato la sua requisitoria alla fine del processo il pubblico ministero dall'alto del suo banco dritto in piedi avvolto nella toga nera sotto l'enorme orribile mosaico col trionfo delle azzurre forze del male la bocca premuta sulla palla nera del microfono e la voce che rimbomba nel silenzio dell'aula in quella gabbia è rinchiusa la follia di questi anni tutte le teste dei giurati si girano verso la gabbia tutte insieme bisogna allontanare ogni tentazione di giustificazione sociale politica culturale la responsabilità diretta o indiretta nei fatti delittuosi che hanno insanguinato il paese noi dobbiamo le teste del giurati tornano a girarsi verso il pubblico ministero

cercando di gettare nel caos le istituzioni fondamentali della nostra democrazia la famiglia lo studio il lavoro davanti a voi non avete dei rivoluzionari ma degli uomini e delle donne trasformati dall'odio contro la società in belve inferocite le teste del giurati si girano tutte verso la gabbia senza ideali se non quelli della distruzione e della morte alle spalle di questi individui non c'è cultura c'è la pedagogia della violenza ascoltatemi bene le teste dei giurati si girano verso il pubblico ministero tutte insieme seminando odio nelle menti immature e sprovvedute delle giovani generazioni approfittando bassamente delle libertà che la nostra democrazia offre indistintamente a tutti per ordire il loro disegno eversivo mirante a abbattere le basi della pacifica e civile convivenza

ma chi semina vento raccoglie tempesta il pubblico ministero ha alzato la voce e sembra mangiare il microfono si sporge in avanti appoggiandosi con la punta delle dita sul bordo del banco non c'è cultura in questa storia non ci sono idee in queste farneticazioni senza punti né virgole c'è solo predicazione dell'ignoranza e della violenza del rifiuto totale della negazione pura i profeti di sventura che hanno tramato alle nostre spalle per anni impuniti che hanno armato le mani di questi giovani sciagurati che hanno portato tanti lutti in famiglie oneste innocenti laboriose eccoli ora davanti a voi le teste del giurati si girano insieme verso la gabbia per un istante poi tornano ,i fissare il pubblico ministero che ormai grida alzando le braccia al cielo

noi tutti che ci eleviamo a difesa delle istituzioni democratiche e delle sue leggi dobbiamo dire che lassismo irresponsabile che si è verificato aperto atteggiamento di complice accondiscendenza i giurati tendono le teste perché la voce del pubblico ministero rimbomba tanto che le sue parole sono ormai incomprensibili vero e proprio fiancheggiamento da parte ebbene oggi intellettuali bramosi ci sentiamo di dire che credevano di fare la storia nessun dubbio nessuna clemenza questi individui dalla storia saranno condannati punire fino in fondo il braccio incolto di queste menti perverse monito alla parte sana del giovani di questo paese finirà nella spazzatura della storia a quelli che verranno dopo di noi schiacciare questo drago mostruoso


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