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La mattina dopo sono sceso all'aria e sono subito corso a abbracciare i vecchi compagni per cui baci e abbracci con rutti e poi hanno cominciato a raccontarmi tutto quello che era successo in mia assenza soprattutto l'arrivo di questi nuovi compagni tutti molto giovani che erano giudicati dal vecchi Compagni come molto infantili e inesperti erano appena entrati in carcere non conoscevano ancora il funzionamento dei meccanismi del carcere in più giravano voci che tra loro c'erano persone sospette persone che erano state arrestate su dichiarazioni di pentiti e che nell'interrogatorio coi magistrati avevano immesso qualcosa o tutto e avevano così confermato i pentiti anche se non avevano fatto nomi o aggiunto altre cose e poi c'erano altri che si erano pentiti e poi si erano pentiti di essersi pentiti e avevano ritrattato

sentivo tutte le contraddizioni e le tensioni di questa nuova situazione perché prima il clima del carcere era il clima di una comunità dove c'erano ottimi rapporti di fratellanza eccetera con questi nuovi venuti effettivamente i problemi erano grossi perché motti di questi nuovi venuti avevano storie assurde erano l'ultima generazione di combattenti tutti giovanissimi e avevano tutti una biografia simile non avevano avuto nessun percorso di movimento anche perché ormai il movimento era stato spazzato via per cui il percorso era stato la lettura di qualche documento la distribuzione clandestina di qualche volantino scritte sul muri uno striscione su un cavalcavia e poi magari un omicidio subito tra le prime azioni e poi l'arresto su dichiarazioni di qualche pentito

vivevano uno sbandamento pauroso perché ormai non avevano più nessun progetto politico e fuori i loro compagni rimasti erano ormai piccoli gruppi che cercavano solo di sfuggire braccati inseguiti per tutta Italia da carabinieri e polizia però anche lì nel carcere conservavano tenacemente i loro vincoli associativi di clan di banda che erano per loro come vincoli familiari io ho chiesto di questo compagno nuovo della cella di fronte a me che la sera prima mi avevano fatto segno di non parlargli e mi hanno detto che era uno di quelli arrestati un paio di settimane prima lo avevo seguito alla televisione la sua storia e il suo arresto e quello degli altri suoi compagni feriti fuggiaschi per le campagne e i boschi questa scena di caccia grossa con l'inseguimento del carabinieri in elicottero e a cavallo dopo che avevano fatto una rapina andata male

li hanno catturati e la cosa che era successa è che questo era stato torturato e sotto tortura aveva parlato e aveva fatto arrestare altri suoi compagni che adesso erano anche loro lì nello stesso carcere questo per la prima settimana era rimasto in cella non era sceso all'aria i suoi compagni hanno dovuto trattare discutere con gli altri e hanno garantito per lui dicendo questo è stato torturato ha fatto dei nomi però siamo noi semmai che dobbiamo dire qualcosa perché noi siamo in galera perché lui ha fatto i nostri nomi però siccome ha parlato sotto tortura e hanno torturato anche noi anche se noi non abbiamo parlato però comprendiamo benissimo quello che ha fatto quindi dopo una settimana di discussioni qua e là si era deciso che questo poteva scendere all'aria e tutto era risolto

all'aria era cambiato il clima non si giocava più a pallone era diventata una situazione nevrotico di discussioni senza fine in cui ogni giorno c'era il problema di uno che forse era un infiltrato un infame eccetera e c'era come in tutti i carceri questo dibattito sul pentimento e sulla tortura che era diventata la regola per chiunque catturavano allora i compagni di quello che avevano torturato e che aveva parlato gli hanno detto è bene che questa tua esperienza venga scritta fatta circolare lui ha preso la cosa con impegno e ha passato una settimana a scrivere questo documento al momento in cui doveva farlo leggere ha detto che ci aveva ripensato che quella stesura non andava bene che doveva farne un'altra sono passati altri giorni ha fatto una seconda stesura l'ha fatta circolare tra i suoi compagni per i suoi compagni andava benissimo

ma poi lui ha deciso di ritirare anche questa seconda stesura e di non farla circolare più e poi un giorno è sceso all'aria ha chiamato a raccolta è sceso all'aria con una faccia incredibile molto teso molto nervoso ha chiamato tutti i suoi compagni noialtri non capivamo bene cosa cazzo c'era in piedi cosa stava succedendo ha chiamato i suoi compagni a raccolta in un angolo del cortile e sì è messo a parlare con questi però noi abbiamo visto che questi quando lui ha finito di parlare non sì sono messi a discutere lo hanno lasciato finire e se ne sono andati via tutti subito e l'hanno lasciato lì solo senza dirgli niente e se ne sono andati

siamo andati a chiedere a questi altri con cui questo aveva parlato e abbiamo saputo che aveva detto al suoi compagni che lui non era mai stato torturato ma che era stato solo minacciato di essere torturato per cui aveva preso paura e aveva parlato e fatto i nomi senza essere stato torturato siamo riarmasti tutti quanti sbalorditi la cosa era gravissima a questo punto perché si era in pieno dibattito su come arrestare il pentimento dilagante e capita una storia come questa qua e ci sono quelli che sono finiti in carcere a causa di questo che sono stati torturati davvero e che non hanno parlato e questo qua invece è stato solo minacciato e ha parlato insomma era un casino si capiva che era una situazione che era un casino

allora la prima cosa che fanno è di allontanarlo dal camerone di metterlo in una cella da solo in quarantena quando questo scendeva all'aria nessuno più ci parlava e noi abbiamo chiesto ai suoi compagni che intenzioni avevano loro hanno detto noi facciamo un'indagine su questa storia e siccome siamo un'organizzazione chiediamo il parere anche agli altri compagni nelle altre carceri e anche ai compagni che abbiamo fuori per prendere una decisione e nel frattempo questo qua sta lì cosi ci hanno risposto così e hanno cominciato la loro indagine che consisteva attraverso un sistema complicato di codici attraverso lettere e telegrammi scritti in codice con quelli della loro organizzazione che stavano in altre carceri o che stavano fuori in clandestinità a far girare il discorso per avere poi le risposte

questo qua si è chiuso nella sua cella passava tutto il tempo sulla branda a leggere la pagina sportiva del giornale a guardare i film alla televisione come un qualsiasi coatto passava così tutto il tempo in attesa della soluzione del suo problema parlare con lui era inutile non faceva che ripetere lo da qui non me ne vado è giusto che i compagni che sono in carcere per colpa mia abbiano il diritto di giudicarmi diceva che era disposto a morire se poteva servire a ripagare almeno in parte quello che aveva fatto parlava di suicidarsi e alcuni suoi compagni più cinici pensavano che questa sarebbe stata la migliore soluzione per tutti perché avrebbe risparmiato loro il problema di ammazzarlo e anche politicamente sarebbe stato più significativo che ammazzarlo loro

la cosa che i suoi compagni preferivano era certamente di non doverlo ammazzare non erano assolutamente contenti di dovere affrontare questo problema e di dovergli dare questa soluzione di doverlo ammazzare sì capiva chiaramente che se lo facevano non lo facevano mica perché erano convinti ma perché erano costretti erano costretti in confronto ai loro compagni nelle altre carceri e fuori di cui cominciavano a arrivare i telegrammi con le decisioni che erano tutte unanimemente per ammazzarlo e erano costretti in confronto agli altri gruppi combattenti che in caso contrario li accuserebbero subito di coprire apertamente un pentito un infame proprio in quel momento in cui il problema è di lottare contro il pentitismo dilagante per cui se ci si trova davanti a un pentito bisogna subito inchiodarlo senza pensarci su un secondo

io ero incerto perché da una parte ero ormai dentro a questo meccanismo psicologico dell'attesa della scarcerazione credevo effettivamente che fosse ormai questione di poco tempo quindi non era il caso che mi buttassi in tutte queste storie in maniera appassionato perché tanto avrei dovuto andarmene abbastanza presto di lì ma anche perché francamente quando ho saputo questa storia non mi è piaciuta molto non perché lo disprezzavo perché aveva avuto paura davanti alla tortura io lì non posso dire niente a me non mi hanno mai minacciato di firme bere litri di acqua salata di darmi delle scariche elettriche sui coglioni di pestarmi scientificamente coi manganelli di tenermi in piedi immobile per giorni di tagliuzzarmi con delle lamette di bruciarmi le dita con gli accendini eccetera non mi hanno mai fatto minacce del genere e in più sapendo poi alte queste cose te le fanno davvero

una cosa assurda era che questo compagno scendeva all'aria e puntualmente tutti i giorni andava dai suoi compagni che lo ignoravano evitavano addirittura di guardarlo e gli diceva allora avete deciso e questi gli dicevano no e lui tornava nell'angolo allora nonostante tutto io ho deciso di parlarci con questo qua però questo qua era completamente partito di testa gli ho detto vattene vattene via di qua perché cosa fai qua cosa aspetti che ti ammazzano lui mi ha fatto come un sorriso ha scrollato la testa e poi ha ripreso a camminare allora lo mi sono messo di fianco a lui e sono andato su e giù di fianco a lui un paio di volte per il cortile si era fatto silenzio nel cortile tutti ci guardavano era un rischio quello che facevo era una sfida ma poi altri due vecchi compagni mi hanno raggiunto e hanno passeggiato insieme a me e a questo qua non è che pensavo che serviva a qualcosa era un gesto un gesto e basta

che forse non serviva a niente in quella situazione di impazzimento generale ma almeno quello non l'hanno ammazzato gli hanno dato una volta un sacco di botte e l'hanno obbligato a andare in isolamento e tutto è finito li con quello ma di cose così poi ne sono successe una dietro l'altra che non si riusciva più a capire a trovare delle soluzioni e mi sembrava che ormai tutto era impazzito che tutto era veramente impazzito tutto ormai era diventato possibile come che il tuo compagno di cella magari il tuo migliore amico di colpo improvvisamente un giorno scoppia risali dall'aria e lui non c'è più e allora capisci che si è messo in isolamento dove poi chiama un magistrato e se la canta e si canta anche te e così è saltata tra di noi la solidarietà che era stata la nostra grande forza l'unica cosa che ci era rimasta


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