7.


Mi ricordo che quando sono stato trasferito a quel carcere speciale avevo una certa paura solo quel nome carcere speciale faceva paura e la sera prima della partenza con i compagni della mia cella siamo stati svegli a parlare tutta la notte loro capivano che ero spaventato e sono rimasti svegli con me per tutta la notte per tenermi compagnia poi c'è stato tutto il viaggio di trasferimento che è stato lunghissimo attraverso tutta l'Italia incatenato in quel furgone blindato ma quella paura appena arrivato allo speciale è praticamente scomparsa appena sono arrivato li sono rimasto praticamente stupito di come funzionava quel carcere non me lo immaginavo cosi adesso che lo racconto mi rendo conto che in realtà il clima che c'era li era piuttosto teso c'era una grande tensione ma appena arrivato mi è sembrato una grande fiera

quello di nome ho pensato appena arrivato poteva anche chiamarsi carcere speciale ma in realtà era una fiera e le celle erano dei bazar praticamente si poteva tenere in cella di tutto tutte le celle erano stracolme di oggetti di ogni genere si Poteva suonare fare musica c'erano chitarre e tamburelli bonghi fisarmoniche c'era perfino uno che aveva un violino e lo suonava quando voleva si potevano avere tutti i tipi di colori che si volevano per dipingere si potevano avere le tele i colori a olio a tempera pastelli carboncini macchine da scrivere si potevano avere libri che si volevano tutte le riviste e i giornali che si volevano si potevano avere registratori e cassette scarpe da pallone e da tennis non c'era limite alla quantità di indumenti che si potevano tenere in cella quante scarpe quanti maglioni quanti cappelli tutto quello che si voleva si poteva tenere lì nelle celle

la socialità come la chiamavamo li era qualcosa di incredibile tenendo conto che si trattava di uno speciale c'erano quattro ore due alla mattina e due al pomeriggio c'erano quattro ore al giorno per l'aria e in più c'erano due ore due volte alla settimana che ci si poteva trovare tutti in un grande camerone e in più c'era la possibilità durante l'ora di pranzo per i compagni che stavano nelle celle singole di potere andare a mangiare coi compagni che stavano nei cameroni per cui qui la socialità era questa tu ti alzavi alle nove andavi all'aria alle undici risalivi e le guardie dovevano fare un lavoro che era incredibile alle undici risalivi dall'aria e allora loro dovevano organizzare tutti gli spostamenti per accompagnare tutte le persone che si cambiavano di posto per andare a mangiare in altre celle

si faceva semplicemente la domandina per andare in un'altra cella la si faceva cosi A momento su un pezzetto di carta e quello era sufficiente in realtà avrebbero dovuto perquisire qua e là ma non si può pensare di spostare sessanta persone in neanche mezz'ora e perquisirle anche e così tutti si muovevano tranquillamente da una cella all'altra per andare a mangiare non è che la facevi il giorno prima la domandina la facevi il sul momento era una formalità lì non potevano certo controllare le domandine lo potevano fare eventualmente dopo e gli serviva più che altro per cercare di capire quali erano le componenti per capire da come la gente si frequentava quali erano i legami politici che i compagni avevano tra loro i raggruppamenti gli orientamenti politici diversi

in realtà le guardie erano obbligate a perquisirti quando tu uscivi dalla cella alla mattina per andare all'aria e erano obbligate a riperquisirti quando tu salivi per tornare in cella e a riperquisirti un'altra volta quando uscivi dalla cella per andare a mangiare in un'altra cella ma tutto questo era diventato impossibile non lo facevano più e così non controllavano più niente c'era questa continua mobilità c'era questo continuo aprire e chiudere le celle c'era questa enorme quantità di oggetti accumulati nelle celle e quando la situazione è questa quando ci sono tutti questi spazi che tu ti prendi che ti conquisti allora la situazione diventa ingovernabile quello che lì mi impressionava era l'enorme agibilità che c'era all'interno del carcere era un carcere speciale ma tu lì ti muovevi come volevi

anche le perquisizioni nelle celle non erano affatto accurate più roba c'è in una cella e più difficile è perquisirla tutta e bene la differenza che c'era con il carcere normale da cui io arrivavo era che qui di perquisizioni ne facevano una alla settimana mentre là ce n'era una al mese ma qui c'era un rapporto con le guardie che se durante una perquisizione spariva una penna biro partiva una battitura delle sbarre in tutte le celle che subito questo tornava con la penna biro chiedendoti scusa e qui il rapporto con le guardie era tale che si sorbivano i peggiori insulti e le peggiori minacce e se tu a mezzanotte chiamavi una guardia per farle portare delle sigarette o un giornale o del vino o una pastasciutta a qualcuno in un'altra cella anche se non era il lavoro suo questo lo faceva subito lo stesso e di corsa questo era il rapporto che c'era con le guardie

se tu un giorno durante una perquisizione gli dicevi no tu non mettermi le mani addosso quello non ti perquisiva più nemmeno e se durante le perquisizioni nelle celle trovavano i coltelli neanche dicevano più niente non te la menavano neanche più era diventato normale per loro trovare coltelli nelle celle te li sequestravano e basta questo era il clima che c'era lì prima della rivolta il colloquio si faceva senza vetri doveva essere di un'ora per il regolamento però lo si faceva puntualmente sempre di due ore e a volte anche di più se si insisteva un po' e si potevano fare quattro colloqui al mese più un colloquio straordinario che si poteva ottenere in più e se non facevi un colloquio al suo posto potevi telefonare per una decina di minuti

i detenuti comuni degli speciali non sono i comuni dei carceri normali sono persone che dentro il carcere hanno tentato almeno una volta di scappare sono tutte persone che fanno parte della grande criminalità o di bande importanti e li c'era la socialità anche con i comuni si poteva andare all'aria con loro e anche andare a mangiare con loro bastava fare la domandina per vedersi con loro c'era insomma un situazione di progressivo allargamento degli spazi all'interno del carcere c'era una situazione di lotta continua che andava a incidere sulla struttura del controllo perché il carcere è questo è una struttura che elabora al massimo il controllo sul corpo e quindi il fatto che questo controllo venga ridimensionato corrisponde a una variazione del rapporto di forza tra detenuti e custodia

mi sono reso conto presto del clima pesante e teso prodotto da questa situazione che c'era dietro l'aspetto di fiera che era stata la mia prima impressione c'è stata tutta una serie di lotte ci sono state le lotte per impedire alle guardie di perquisire tutte le volte che si usciva dalle celle per andare all'aria o le lotte per andare a mangiare in un'altra cella o le lotte per il colloquio o per parlare con l'avvocato eccetera quando tu innesti una lotta e per esempio quando ti rifiuti di farti perquisire i casi sono due o la direzione cede e di conseguenza tu ottieni un livello di forza superiore e la cosa passa in sostanza oppure la direzione reagisce e allora la lotta va avanti e la tensione si alza finché si arriva allo scontro

allora avvenivano continue fermate all'aria la gente si rifiutava di rientrare nelle celle e avvenivano battiture delle sbarre del cancelli e cose di questo genere c'è sempre un tetto quando una lotta comincia se la direzione non cede subito si va poi avanti col meccanismo della botta e risposta ma poi c'è un tetto e questo tetto misura il rapporto di forza per esempio se i detenuti hanno un rapporto di forza tale da minacciare un sequestro delle guardie allora evidentemente la direzione cede prima perché sa che i detenuti possono arrivare fino al sequestro e lì in genere la direzione cedeva sempre perché aveva paura di questo che i detenuti sequestravano delle guardie ovviamente tu non potevi chiedere l'impossibile non potevi chiedere di aprirti le celle e di lasciarti andare a casa però potevi spingere continuamente per allargare gli spazi di socialità

e le lotte riuscivano perché erano compatte tutti partecipavano immediatamente senza nemmeno pensarci su le guardie ormai non si assumevano più nessuna responsabilità le guardie reagivano delegando tutte le volte le cose da fare al loro superiore il quale a sua volta le scaricava al suo superiore e così fino a arrivare al direttore del carcere e il direttore si rivolgeva al ministero per cui qualsiasi cosa tu facevi all'interno del carcere non ti impattavi con la guardia ma il livello di forza che avevi era tale che si finiva per trattare direttamente col ministero per qualsiasi lotta che tu facevi e dato che ormai la posta in gioco era ormai sempre innestare un meccanismo che poteva arrivare fino al sequestro delle guardie a partire magari dal fatto che tu volevi un pennarello blu e allora la politica che loro avevano era quella di cedere su tutto

anche perché la strategia del ministero puntava come sempre sulla differenziazione per cui quel carcere speciale era un carcere di raffreddamento il polo positivo diciamo degli speciali mentre all'altro polo c'era un carcere di massima deterrenza il regime carcerario è tutto basato su questa strategia della differenziazione deve poter sempre ricattarti con la minaccia di un peggioramento delle tue condizioni deve poterti dire che se lotti attenzione perché ti mando in un carcere peggiore di quello dove sei adesso e allora il dibattito tra i compagni era non è che qui noi non dobbiamo lottare perché qui si sta bene ma noi dobbiamo lottare lo stesso anche qui per rompere questo meccanismo ricattatorio che ci minaccia tutti di finire in un carcere peggiore


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