8.


China la prima volta che l'ho conosciuta è stato quando c'è stata l'occupazione del Cantinone è lì che l'ho vista la prima volta China era arrivata li non so quando e stava aiutando Gelso a fare il murales che Gelso aveva deciso di fare sulla parete più grande aveva un grande pennello e lo intingeva in un secchio 41 tempera bianca ma lo intingeva troppo e la pittura schizzava dappertutto e colava giù sul pavimento io ho visto quel disastro e sono andato li per farle vedere come doveva fare ma anche perché mi sembrava molto carina e mi ricordo che è lì che mi ha regalato quella sciarpa è stato proprio quella volta quando l'ho conosciuta la prima volta perché quando mi sono avvicinato naturalmente mi è arrivato un bello schizzo qui davanti e lei in cambio mi ha messo poi al collo la sua sciarpa rossa era una sciarpa lunghissima lunga fino ai piedi e mi ha detto tienila te la regalo cosi non si vede la macchia

che non ce n'era proprio bisogno bastava vedere come mi vestivo allora la camicia militare con il maglione troppo larga i gomiti lisi bucherellato coi fili che pendono i blue jeans sfilacciati in fondo con una spilla da balia al posto della cerniera rotta da mesi una scarpa scucita che quando pioveva mi entrava l'acqua l'altra era senza stringa ma aveva con un nodo fisso le calze spaiate una nera e una grigia e sopra tutto l'impermeabile bianco ghiacciato che è la mia seconda pelle tutto stropicciato e sporco i bottoni che mancano tanto lo lascio sempre aperto uno strappo sotto l'ascella le tasche sfondate ma la roba finisce sempre nella fodera i giornali i volantini i pennarelli sempre gli stessi stracci finché cadono a pezzi perché fa parte della scommessa perché ci giochiamo tutto e come fai a pensare ai vestiti quando butti tutto dentro il casino

la mattina che abbiamo fatto l'occupazione del Cantinone eravamo arrivati lì molto presto eravamo arrivati lì la mattina prestissimo era sabato mattina e la notte prima mentre Valeriana e Nocciola controllavano la strada dalle due parti io Cotogno e Ortica abbiamo trapanato con un trapanino a mano il lucchettone da sotto dove c'è la serratura abbiamo fatto saltare i tamburi e il lucchetto si è aperto così la mattina dopo sarebbe stato già tutto pronto e sarebbe bastato sfilare la catena poi abbiamo disposto lungo il fossato dall'altra parte della strada sacchetti di plastica nascosti nella sterpaglia con dentro sassi biglie e fionde mica troppa roba perché dentro il Cantinone c'era materiale di tutti i tipi per poterci difendere in caso di attacco immediato

la mattina alle sette puntualissimi noi cinque ci siamo trovati alla stazione e con l'auto di Ortica abbiamo fatto il giro passando per le strade dove ci dovevano già essere appostati i gruppi dei compagni che dovevano fare l'irruzione c'erano tutti quelli che dovevano esserci tutti infularmati come per le manifestazioni in cui si sa che ci possono scappare degli scontri sciarpe guanti berretti e tutto quanto abbiamo sfilato la catena e siamo entrati e subito dietro sono arrivati a gruppi i compagni abbiamo fatto una veloce ispezione dentro era ancora quasi buio non c'era l'elettricità e illuminando con una pila dentro abbiamo visto le pile di legname di tutte le misure pile di assi e di travi lo spazio era così grande che con la pila non si riusciva a vedere il muro di fronte ma ci sembrava bellissimo

il Cantinone era un'ala di un vecchio castello di proprietà della Curia le altre parti del castello erano occupate da una scuola materna di suore e da un ospizio di vecchi pure gestito dalle suore l'ala che ci interessava a noi era attualmente adibita a deposito di materiale di un'impresa edile era una grande costruzione a pianta rettangolare al pianterreno c'era un unico grandissimo salone che adesso era pieno di travi e di legname al piano superiore c'erano delle stanze al pianterreno due file di colonne lo attraversavano per tutta la lunghezza reggendo due alte volte a crociera in mezzo c'era un grande portone d'ingresso in mezzo a due file di finestroni lungo tutta la facciata chiusi dalle inferriate ma non c'erano né vetri né infissi

visto che tutto si era svolto nel migliore dei modi un compagno è uscito per andare a dare il segnale a un altro gruppo che aspettava li fuori e che è partito per andare a affiggere i manifesti e distribuire i volantini che avevamo preparato per annunciare l'occupazione intanto noi dentro abbiamo cominciato a fare la catena per sgomberare il Cantinone del materiale edile attraverso la porta che dava sul cortile portavamo fuori tutto e lo ammucchiavamo li fuori le suore e i vecchi dell'ospizio hanno cominciato a guardare dalle finestre sempre più numerosi ci guardavano con stupore e incredulità forse in un primo tempo hanno pensato che eravamo operai dell'impresa edile però devono avere avuto dei dubbi perché vedevano lì al lavoro che c'erano anche delle ragazze

passa quasi un'ora e quelli che stanno di guardia fuori danno l'allarme che arrivano e ci precipitiamo tutti fuori in strada i carabinieri stavano arrivando tranquilli piano piano con i loro due pulmini e arrivati di fronte al portone si fermano e scendono saranno stati una decina tranquilli senza niente in mano il maresciallo ci viene incontro con una faccia perplessa e Valeriana gli va incontro di qualche passo e gli dice è un'occupazione e gli dà il volantino e gli dice qui è spiegato tutto il maresciallo lo scorre un attimo ma poi dice che vuole entrare a vedere e indica il portone e fa per muoversi in quella direzione ma subito spontaneamente tutti i compagni che erano usciti fuori formiamo un cordone compatto formiamo un muro tra lui e il portone del Cantinone

il maresciallo ci guarda più che altro stupito poi dice ma lo sapete che state facendo delle cose illegali Cotogno gli risponde sì ma le stiamo facendo in tanti e non siamo solo noi qui a farle le occupazioni il maresciallo scuote la testa e chiede ma chi è il responsabile qui e noi rispondiamo tutti siamo tutti siamo noi tutti i responsabili qui il maresciallo un po' interdetto fa segno con la mano ai suoi di andarsene ma noi non ci muoviamo restiamo lì in attesa che se ne vadano davvero questi risalgono tutti sui pullmini fanno retromarcia e poi se ne vanno lentamente ma arrivati all'incrocio uno del due pullmini resta lì mentre l'altro scompare allora noi rientriamo e Scilla comincia a menarla un servizio d'ordine così fa schifo qui ci vogliono le bottiglie perché quelli possono tornare da un momento all'altro e succede un massacro

intanto altra gente cominciava a arrivare arrivavano a gruppi gli studenti che già sapevano della cosa e poi arrivavano i primi curiosi arrivavano operai e disoccupati che avevano visto i nostri manifesti e i volantini si era sparsa la voce e la gente arrivava entrava e si aggirava per lo stabile guardando dappertutto noi spiegavamo perché abbiamo occupato cosa vogliamo fare adesso e la gente discuteva domandava arrivava sempre più gente gente che non avevo mai visto prima c'erano i bambini che correvano su e giù per il salone salivano nelle stanze sopra c'era dappertutto un caos completo a un certo punto vediamo da una parte tre tipi ben vestiti che non avevamo visto entrare con le facce cupe che si guardano in giro preoccupati e parlottano tra di loro gira subito la voce è arrivato il sindaco

i tre ci vengono incontro davanti il sindaco un omone alto e grosso con un cappotto cammello lungo quasi fino ai piedi e quando il sindaco apre bocca finiscono i rumori assordanti solo i bambini continuano a correre su e giù per il salone ci dice subito con voce brusca chi è il responsabile qui lo sapete che state facendo una cosa illegale subito tutti quanti ci mettiamo a ridere quelli si guardano intorno senza capire poi il vicesindaco un vecchio magro dalla faccia rossa che è anche il segretario del partito attacca aggressivo siete dei provocatori avete fatto questa pagliacciata per danneggiare la nuova giunta di sinistra questa è una provocazione qui c'è un sacco di gente che non è di qui che è venuta da fuori è una provocazione manovrata io faccio politica da quarant'anni e li conosco bene lo i provocatori

ma il sindaco riprende lui la parola sentite ragazzi noi siamo venuti qui per dirvi che è già stata inoltrata una denuncia contro d i voi e che è già in moto il meccanismo della legge che porterà allo sgombero forzato noi vi assicuriamo che faremo ritirare la denuncia ma voi dovete sgomberare subito adesso e rimettere tutto a posto com'era prima e vi garantiamo che non vi succederà niente sul piano penale buuuh fanno tutti e Nocciola si fa avanti rivolto ai tre guardate bene che qui noi di andarcene non se ne parla neanche per un secondo qui l'unica cosa che tutti vogliamo è continuare questa occupazione per realizzare i nostri obiettivi che voi non vi degnate neanche di conoscere non so se l'avete capito il sindaco fa un gesto infastidito fa marcia indietro e se ne va seguito dal suo codazzo

poi non mi ricordo cosa è successo ancora è successo che nel pomeriggio c'è stata anche la visita degli extraparlamentari che avevano appena fondato il loro partito e da allora avevano smesso i blue jeans e l'eskimo sono arrivati lì col giornale del partito che sporgeva dalla tasca del loden grigio si sono avvicinati a me e a Cotogno e il loro capo ci ha detto senza preamboli qui bisogna subito organizzare un'assemblea per discutere il da farsi è necessario dirigere politicamente questo movimento spontaneo facciamo subito una riunione ristretta tra noi e i responsabili dell'occupazione e così fisseremo il programma che poi faremo approvare all'assemblea eccetera alla fine se ne sono andati abbacchiati ma il loro capo ci ha minacciati tutte le lotte di massa sono perdenti se non c'è un'avanguardia che le dirige voi non avete nessuna linea politica e trascinate le masse alla sconfitta e blablabla e blablabla


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