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Allora nei primi momenti della rivolta ci sono state scene molto confuse nel senso che immediatamente la cosa che è circolata è stata ci sono diciannove guardie sequestrate e questo ha prodotto un grande stupore c'erano sentimenti d'incredulità di paura e di stupore ma poi subito il clima generale è diventato rapidamente un clima di grande eccitazione probabilmente perché quello che tutti quanti sentivano in quel momento è stato specialmente il fatto di essere padroni di questo spazio il fatto di potersi muovere e di potere andare su e giù liberamente per tutto questo spazio e anche il solo fatto di muoversi liberi in uno spazio più grande della propria cella nella quale si era costretti innescava questo meccanismo di eccitazione generale

allora è successo che la parte dei detenuti che avevano preparato la cosa che l'avevano organizzata hanno immediatamente innescato tutti i meccanismi organizzativi della rivolta questi compagni si sono dati dei ruoli dei compiti precisi che erano quelli della vigilanza del controllo dei punti principali da dove si poteva tentare un'irruzione da fuori perché le guardie potevano sempre tentare un'irruzione anche se con gli ostaggi che avevamo la cosa non era così semplice e poi c'era chi doveva occuparsi del piantonamento delle guardie sequestrate e tutto questo e avvenuto molto in fretta tutto questo meccanismo organizzativo e stato messo in funzione rapidamente nonostante la grande confusione perché evidentemente era già stato tutto prestabilito e questi ruoli erano tutti già stati assegnati prima

c'erano del compagni con un armamento che andava da queste caffettiere che erano caffettiere moka che poi infatti dopo ne hanno vietato l'uso in cella da queste caffetterie usciva la miccia c'era il detonatore e dentro c'era l'esplosivo e queste caffettiere funzionavano da granate l'esplosivo era stato nascosto nelle celle e era proprio questo che le guardie cercavano quando avevano fatto quella strana perquisizione avevano cercato in tutte le scatole e nelle bottiglie perché è lì che si nasconde l'esplosivo non l'avevano trovato ma le avevano lasciate tutte sul tavoli per lasciare il messaggio che lo sapevano che in carcere c'era l'esplosivo che avevano sentore che qualcosa doveva succedere

le guardie sono state messe tutte quante dentro un camerone e è cominciato tutto questo rito della perquisizione eccetera le guardie non sono state assolutamente toccate nessuno gli ha fatto male solo alcuni compagni hanno cominciato a mimare ma senza cattiveria con molta ironia sembrava una scena degli indiani del'77 hanno cominciato a mimare tutto quanto il rito della guardia nel confronti del detenuto e allora così sono stati perquisiti tutti quanti esattamente come loro perquisivano i detenuti quotidianamente sono stati messi lì in piedi con la gambe un poco divaricate le braccia alzate e poi perquisiti come si fa abitualmente come loro facevano a noi tutti i giorni quando uscivamo e quando ritornavamo nelle celle

gli si facevano passare prima le mani sulla testa le dita tra i capelli sotto i capelli poi giù dietro la testa sul collo giù sulle spalle e sotto le ascelle e poi scendendo giù lungo la schiena in basso il culo le gambe dietro e giù per le gambe fino ai piedi e poi di lì risalire di nuovo su per le gambe le cosce l'interno delle cosce il ventre e poi su per tutto il torace fino a tornare al collo e poi facendo sbottonare i pantaloni abbassare la cerniera tastando la cinta del pantaloni tastando i coglioni e poi togliere le scarpe farsele dare e rovesciarle per guardarci dentro tutto questo mentre stavano li le guardie una dopo l'altra come noi abitualmente le braccia alzate le gambe un poco divaricate

ma la cosa che tutti hanno constatato dopo questa perquisizione che hanno fatto a tutte le guardie è stato che fra le diciannove guardie sequestrate non c'era neppure un graduato se non un povero disgraziato appuntato che evidentemente era lì per caso e questo fatto che non c'era li neanche un graduato ha fatto pensare a tutti che i graduati avevano avuto sentore che stava succedendo qualcosa sapevano benissimo cosa stava per succedere perché mai e poi mai era successo che sul piano non ci fosse nemmeno un graduato nemmeno un brigadiere e in quella circostanza proprio quella volta lì su tutto il piano anzi su tutti e due i piani il primo e il secondo piano in tutti i bracci non c'era nemmeno un brigadiere

poi più tardi gli hanno fatto togliere anche le divise li hanno spogliati e gli hanno portato degli abiti che portavano i detenuti e li hanno fatti vestire con questi abiti perché questi qui erano ostaggi e quindi se avevano la divisa se c'era un'irruzione sarebbero stati immediatamente individuati da chi faceva l'irruzione polizia carabinieri o le guardie stesse per liberarli che così potevano esercitare una rappresaglia immediata contro i detenuti senza correre il rischio di mettere in gioco la vita delle loro guardie se invece erano vestite come i detenuti tutto sarebbe stato più difficile

però non c'è stato nessun atto di violenza nel confronti delle guardie tutti quanti mi ricordo si preoccupavano e continuavano a ripetere che comunque alle guardie non doveva essere fatto nulla perché quello era la garanzia del fatto che tutto finiva bene le guardie sequestrate sono state messe tutte quante dentro un camerone e controllate da fuori sono sempre state trattate bene hanno avuto anche da mangiare come tutti noi quello che si mangiava durante la rivolta erano gli spaghetti che ce n'erano delle quantità nelle celle c'erano dei compagni che cucinavano gli spaghetti per tutti gli altri passavano a prendere le ordinazioni tre matriciane quattro carbonare cinque al pomodoro si cucinavano spaghetti dappertutto sui fornelli a gas da campeggio e anche le guardie sequestrate hanno avuto i loro spaghetti

anche gli altri detenuti quelli che non erano tra gli iniziatori della rivolta si sono dati anche loro subito spontaneamente un livello di organizzazione adeguato in caso di un eventuale scontro con le guardie in caso di un eventuale attacco è partito così tutto un meccanismo con molta enfasi da parte di tutti e insomma la gente ha cominciato a armarsi hanno cominciato a tirare giù gli infissi delle finestre per farne lame spranghe e cose di questo genere hanno cominciato a fare i punteruoli con i ganci dei fornelli a gas da campeggio con le punte che venivano acuminante hanno cominciato a tare mazze spaccando le gambe dei tavoli e cose di questo genere poi sono state tirate giù dai cardini le blindate e sono state piazzate contro i finestroni in fondo ai corridoi perché da fuori potevano sparare dentro eccetera

tra l'altro prendendosi tutto il carcere la gente si erano presi anche alcuni strumenti anche delle macchine per esempio si era presa una mola elettrica che è servita per tagliare le piastre di ferro dei letti e così con quelle piastre si potevano fare lame si potevano farle in serie e c'era anche una saldatrice elettrica che è stata usata per saldare i cancelli della rotonda e bloccare così la possibilità di un'irruzione dal basso e anche di un'irruzione dall'alto perché dal secondo piano c'era una scaletta a chiocciola che portava sul tetto e poi c'era anche la possibilità di usare il telefono del posto di guardia del secondo piano e attraverso questo telefono si comunicava con la direzione del carcere e questo è stato lo strumento di comunicazione per le trattative

e poi c'era la televisione perché un'altra cosa strana è stata che durante le rivolte in genere tolgono completamente l'elettricità e invece questa volta non avevano tolto l'elettricità e avevano lasciato in funzione la televisione come per lasciarci la possibilità di sapere le notizie dall'esterno avrebbero potuto benissimo staccare tutto quanto ma invece hanno lasciato l'elettricità hanno lasciato in funzione il telefono hanno lasciato in funzione la televisione e dalla televisione arrivavano le notizie sulle trattative tutte le televisioni nelle celle erano tutte accese in continuazione col volume al massimo specialmente quando c'erano i telegiornali e la notizia della rivolta veniva sempre per prima

dentro le celle non sono state affatto distrutte si è trasformato tutto in un enorme bivacco nel senso che la gente non faceva che andare su e giù per tutta la lunghezza del corridoi che saranno stati una cinquantina sessanta metri tutti andavano su e giù continuamente alcuni bardati semplicemente con un fazzoletto o una sciarpa intorno alla faccia altri invece che erano irriconoscibili incappucciati in una federa con due buchi per gli occhi una coperta come un poncho sulle spalle e questi erano evidentemente comuni perché i comuni avevano le loro abitudini nelle rivolte per non farsi riconoscere come si vede sempre nelle fotografie delle rivolte sul tetti che hanno sempre la faccia nascosta per non farsi riconoscere e evitare le conseguenze

e dappertutto la gente non faceva che muoversi tutti non facevano che camminare su e giù per i corridoi dentro e fuori nelle celle sembravano misurare veramente uno spazio fisico maggiore uno spazio più grande di agibilità che avevano conquistato e continuavano a camminare continuavano su e giù per i corridoi dentro e fuori le celle tutte aperte che davano sui corridoi e tutti quanti continuamente si spostavano da una cella a un'altra cella al punto che le celle hanno completamente cambiato aspetto c'era un movimento continuo di persone e di oggetti che venivano spostati trasportati da una cella all'altra un movimento continuo di oggetti di indumenti di cose era diventato tutto un grande bivacco una festa

il clima che c'era era di euforia c'era un clima di festa io mi ricordo di questa enorme euforia di questa eccitazione dì questa festa e quello che tutti dicevano in continuazione e di cui erano convinti era che mai e poi mai ci poteva essere un intervento militare da arte delle guardie dei carabinieri della polizia delle forze repressive e questo proprio per via del fatto che c'erano sequestrate diciannove guardie e questo rendeva quasi impossibile un'irruzione perché sarebbe stato molto pericoloso per le guardie sequestrate mi ricordo che non c'erano preoccupazioni mi ricordo che non c'era assolutamente nessuna ansietà mi ricordo che c'era euforia e eccitazione c'era questo meccanismo che era scattato nella testa di tutti di considerare questa situazione come non pericolosa e che la faceva vivere a tutti come una festa


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