II. PRIMO TEMPO
Lei è qui in piedi di fianco a me
ha un vestito bianco o nero
ha un'aria sorridente e distesa
guarda davanti a sé

guarda il pubblico della poesia
il pubblico della poesia la guarda (1)
il pubblico della poesia si chiede
che cosa farà

lei non fa niente
guarda il pubblico della poesia
che è là seduto davanti a lei
con vestiti bianchi o neri

sono qui tutti
salvo quelli che non sono venuti
per motivi diversi
quelli che avevano altro da fare

quelli che non amano la poesia
quelli che si sono dimenticati di venire
quelli che si sono ammalati
quelli che hanno dovuto partire improvvisamente

quelli che all'ultimo momento hanno deciso di non venire
per motivi diversi
alcuni accettabili altri inaccettabili come
la paura del fuoco

la mancanza di fiducia
il cuore spezzato
e altre storie del genere che lei non verrà mai a sapere
e noi nemmeno grazie al cielo

adesso lei forse alzerà la mano sinistra
no non alza la mano sinistra
sì adesso alza la mano sinistra
tutti possono vedere che ha alzato la mano sinistra

adesso potrebbe alzare anche la mano destra
invece solleva un poco il piede sinistro
ma non solleva contemporaneamente anche il piede destro
e nemmeno la veste e nemmeno i suoi occhi al cielo (2)

potrebbe adesso volare cantare o rotolarsi per terra
pensa il pubblico della poesia ingenuo e ignaro
la vede invece riabbassare il piede e anche la mano
e poi chiudere i suoi grandi occhi sognanti

adesso lei non vede più il pubblico della poesia
ma il pubblico della poesia non chiude i suoi piccoli occhi
e continua a guardarla
e a chiedersi che cosa farà

lei non fa niente
ascolta la mia voce
potrebbe anche ascoltare la voce del pubblico della poesia
ma il pubblico della poesia non è qui per parlare

è qui soltanto per ascoltare la mia voce
altrimenti può anche andarsene
scomparire per sempre nella notte
nera e profonda come un labirinto

lei sente la parola labirinto
con gli occhi chiusi avvolti dalle tenebre
e ha la sensazione di essersi perduta
in un labirinto oscuro inestricabile

un labirinto fatto di parole
in cui è entrata senza saperlo
e da cui non sa se uscirà
quando uscirà come uscirà né dove

ora il suo corpo diventa un labirinto
qualcosa che ha un'entrata e un'uscita
come una ciambella con due buchi (3)
e tra questi due buchi una serie di percorsi

il numero dei percorsi è infinito
infiniti percorsi di parole
in cui siamo entrati senza saperlo
e da cui non sappiamo se usciremo quando come dove (4)

spaventata lei adesso riapre gli occhi (5)
rivede il pubblico della poesia
che si stende davanti a lei come un grande foglio bianco
su cui può scrivere quello che vuole

si chiede perché è lì invece che essere altrove
ma forse lei non pensa a questo
anche se può pensare a tutto quello che vuole
anche se potrebbe benissimo essere altrove

potrebbe essere là al posto del pubblico della poesia
e il pubblico della poesia essere qui al suo posto
o anche al mio posto perché no
ma forse è meglio che la poesia non sia fatta da tutti (6)

improvvisamente lei solleva il piede sinistro
lo porta avanti lo abbassa
solleva il piede destro
lo porta avanti lo abbassa

comincia a camminare
dirigendosi verso il pubblico della poesia
un passo dopo l'altro (7)
avanza camminando attraversando la sala

il pubblico della poesia la segue con lo sguardo
animato da sentimenti contrastanti
mentre lei lo attraversa
come una linea nera su un grande foglio bianco

la scena è perfettamente silenziosa
salvo il suono della mia voce che descrive
imparzialmente tutto quello che avviene in questo
momento sotto gli occhi del pubblico della poesia

potrei parlare invece di un sacco di altre cose
che lo farebbero restare a bocca aperta
ma per questa volta ho deciso
di attenermi alla pura realtà dei fatti

come tutti vedono lei sta camminando lentamente
attraverso la sala in una direzione precisa
che ancora noi non conosciamo
ma che è inutile cercare di indovinare

spesso viene qua gente col solo scopo di indovinare
o che magari crede di sapere già tutto
ma è gente con cui io preferisco non avere a che fare
gente da cui non comprerei un'automobile usata

con cui non vorrei trovarmi non dico su un'isola deserta
o in un ascensore durante un blackout
ma nemmeno seduto accanto in questa sala
vi consiglio perciò di diffidare del vostro vicino (8)

lei intanto avanza verso il fondo della sala
sempre camminando lentamente e silenziosa
e adesso senza voltarsi imperturbabile
raggiunge l'uscita della sala

adesso lei varca l'uscita
adesso lei è uscita dalla sala
adesso lei sta attraversando l'atrio
adesso lei sta uscendo dall'edificio

adesso lei sta salendo su un taxi
adesso lei sta scendendo alla stazione
adesso lei sta salendo su un treno
adesso il treno parte

adesso il treno è partito
viaggia nella notte nera profonda e silenziosa
rotta soltanto dal rumore del treno
che si allontana sempre più sempre più



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