IV. SECONDO TEMPO



Io non l'ho seguita
sono rimasto qui seduto sulla mia sedia (9)
a leggere questi fogli di carta a alta voce
per farmi sentire bene dal pubblico della poesia

forse il pubblico della poesia vorrebbe chiedermi
perché sono rimasto qui solo
perché non l'ho seguita ma il pubblico della poesia
come sappiamo non è qui per parlare

e a me non va di parlargli dei miei affari
di dargli troppa confidenza
non vorrei che si facesse troppe illusioni
che cominciasse a pretendere chissà cosa

è già troppo tutto quello che faccio per lui
qualche volta mi chiedo se ne vale la pena
se veramente si merita tutto questo qualche volta
arrivo perfino a chiedermi perché mai sono qui (10)


probabilmente anche il pubblico della poesia
è rimasto lì seduto al suo posto a ascoltarmi (11)
nemmeno lui dovrebbe averla seguita dovrebbe essere
sempre lì seduto davanti a me che mi ascolta

ma io questo non posso saperlo perché se il pubblico
della poesia può guardare me mentre mi ascolta
io non posso guardare lui mentre gli parlo
e questo non per indifferenza malevolenza disprezzo

ma perché i miei occhi devono leggere su questi fogli
quello che dico a alta voce al pubblico della poesia
che l'ascolta lì seduto davanti a me
o almeno così dovrebbe essere

e dovrebbe anche essere evidente che aperta parentesi
dato che mi trovo in presenza di un pubblico della poesia
a cui leggo e che mi ascolta chiusa parentesi
che quello che leggo è tutta vera autentica poesia (12)

potrei certo smettere ogni tanto di leggere
e lanciare occhiate furtive verso il pubblico della
poesia per vedere se è scarso o numeroso
se tutti mi guardano e mi ascoltano veramente

ma soprattutto per essere sicuro che davanti a me
c'è veramente un pubblico della poesia
forse invece non c'è nessuno

o forse c'è qualcos'altro
chissà una mandria di cammelli
un volo di cavallette
una colata di lava
un bellissimo film muto

che mi sto irrimediabilmente perdendo (13)
ostinandomi a leggere inutilmente questa roba
che se poi davanti a me non c'è più un pubblico
della poesia questa roba non è nemmeno più poesia

ma io non ho il coraggio di guardare davanti a me perché
ammettendo pure che il pubblico della poesia sia sempre lì
potrebbe succedere che l'interruzione della mia lettura
provochi la sua immediata scomparsa

il che sarebbe una cosa imbarazzante
non tanto per la scomparsa del pubblico della poesia
cosa che mi lascia per la verità piuttosto indifferente
potrebbe anzi farmi piacere

non abbiamo mai avuto rapporti troppo cordiali
non lo conosco nemmeno e non m'interessa nemmeno
poi tanto conoscerlo per quello che mi riguarda
potreste anche sparire per sempre

ma il problema è che cosa succederà di me in questo caso
quale sarà il mio destino dopo la vostra scomparsa
potrei diventare un cammello una cavalletta una colata
di lava recitare una parte in un orribile film muto (14)

o ritrovarmi insieme a lei in quel treno
di cui ignoro la destinazione
e anche il motivo del viaggio
perché quella è una storia che non ho ancora scritto

potrei perdermi in lei come in una ciambella
che come tutti i labirinti è un inganno (15)
qui l'inganno consiste nell'illusione
di penetrarla sempre più profondamente

mentre invece penetrandola si percorre
una spirale inversa verso l'esterno
ma non divaghiamo tutto quello che posso dire adesso
è che la situazione è incerta e il rischio è grande

non dico questo per paura ma vorrei vedere
qualcuno di voi al mio posto accettare
così tranquillamente di diventare una salamandra
bruciare in un vulcano o perdersi in una ciambella

oppure di non rivederla mai più
e di perdere per sempre il pubblico della poesia
che per quello che vale è pur sempre il mio pubblico (16)

rischiare tutto per una stupida curiosità

come quella di sapere se siete sempre lì
e che cosa state facendo
fate quel cazzo che volete
io non voglio vedervi

e perciò non smetterò di parlare
non alzerò mai gli occhi da questi fogli di carta
anche quando saranno diventati tutti bianchi
senza più poesia sopra

non vedrò mai più altro
sacrificherò per voi i più bei voli di rondini
i più bei profili i più bei tramonti
e tutti i film a colori che non ho ancora visto (17)

sacrificherò il mio vitello grasso
per voi vitelli d'oro e ipocriti vampiri
che non mi assomigliate nemmeno
e non mi siete nemmeno cugini (18)

non smetterò di parlare un solo istante
senza mai più guardarvi
per potere essere sempre sicuro
che voi siete lì

e che io sono qui
seduto di fronte al pubblico della poesia
mentre su questi fogli di carta leggo
che

adesso il treno entra nella stazione
adesso lei scende dal treno
adesso lei sale su un taxi
adesso lei scende davanti a questo edificio

adesso lei entra nell'edificio
adesso lei attraversa l'atrio
adesso lei varca l'entrata di questa sala
adesso lei entra in questa sala

il pubblico della poesia la segue con lo sguardo
animato da sentimenti contrastanti
mentre lei attraversa la sala
e si ferma qui di fianco a me

ha un'aria sorridente e distesa
ha un vestito bianco e nero
guarda davanti a sè
guarda il pubblico della poesia

il pubblico della poesia la guarda
là seduto davanti a lei
con vestiti bianchi e neri
e si chiede che cosa farà (19)



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