X – L’ESPANSIONE

Il macero è soltanto una delle tante attività del clan e forse anche una delle meno criminose perchè rapidamente i Bardelino e i loro soci riescono a mettere le mani su affari molto più redditizi riescono a mettere le mani sugli appalti riescono a mettere le mani sul traffico della droga soprattutto cocaina che è  la droga che meglio rappresenta quegli anni di vuoto e di ricchezza ostentata e loro si rendono conto che quello è il grande business miliardario che devono prendere in mano non semplicemente come gruppo attraverso cui passa la droga che poi viene mandata al nord Italia e in Europa loro devono impadronirsi completamente del traffico attraverso il controllo di tutte le diverse fasi dall’origine dove è prodotta al trasporto fino allo spaccio insomma devono avere in mano tutto il ciclo perchè si rendono conto che una volta impadronitisi del controllo della rete possono dominare il mercato europeo o buona parte di esso

per arrivare a questo vengono stabiliti rapporti con i siciliani che da anni sono legati ai maggiori produttori mondiali il cartello di Medellin in Colombia stando attenti però a non entrare in concorrenza con loro tenendo conto che durante la guerra contro Cutolo il quale con loro aveva pessimi rapporti si erano creati rapporti di scambio di rispetto di aiuto reciproco tra il clan e i siciliani o almeno con certe famiglie perchè anche al loro interno c’è guerra ci sono gruppi opposti che si combattono ferocemente e infatti da parte di uno di questi si era cercato a un certo punto di uccidere Antonio Bardellino e questo era un motivo per cui preferiva restare la maggior parte del tempo a Santo Domingo ma tutto sommato i siciliani non sono poi così interessati a sapere chi sono quelli con cui possono collegarsi per gestire i loro traffici in altre zone quello che interessa loro è che siano forti e affidabili

decidono di gestire questo traffico insieme ai siciliani anche se rispetto ai siciliani loro risultano molto più voraci molto più intraprendenti in grado di annusare più rapidamente ogni occasione di guadagno in tutto questo la figura che emerge è quella di Antonio Bardellino che è il grande innovatore alla continua ricerca di nuove occasioni di nuovi business di nuovi investimenti di qualcosa di sempre più grande che si è ormai fatto un certo nome ovunque e che opera il passaggio del clan da una dimensione locale a una dimensiona regionale prima e poi a una dimensione nazionale e infine internazionale mondiale e che ormai viaggia continuamente ovunque in Europa e in America latina per  seguire il traffico internazionale della droga mentre Mario Iovine il numero due resta saldamente legato al paese e al circondario e gestisce l’organizzazione sul territorio il lavoro più sporco

e il clan si è ingrossato sempre più perchè continuano a ingrossare le sue fila molti giovani per la maggior parte disoccupati o comunque provenienti da famiglie povere e presto si arrivano a contare fino a cinquemila affiliati al clan un numero enorme considerando che provengono tutti  dagli stessi paesi della zona che insieme contano cinquanta sessantamila abitanti e tra questi cinquemila affiliati ci sono  anche personaggi di spicco professionisti funzionari e impiegati persone che hanno agganci col mondo politico con enti e istituzioni e che vengono utilizzati per ogni genere di affari mentre tra i giovani pochissimi sono quelli  devono rischiare la pelle come killer o in scontri a fuoco con le forze dell’ordine che tra parentesi in questo periodo è come se non sentissero e non vedessero perchè i rapporti del clan con le forze dell’ordine tipo quelli che permettono le truffe del macero diventano via via sempre più intensi sempre più saldi

il compito per la maggior parte dei giovani affiliati i muschilli consiste soprattutto nel tenere sott’occhio il territorio con le ronde continue controllando tutto quello che succede o nel riscuotere  soldi per i vari traffici tangenti protezione pizzo o nel prestare il nome per le attività più o meno lecite facendosi intestare proprietà contratti immobili terreni e cose del genere quindi diventa un modo molto comodo e anche molto facile di campare e pure divertente perchè è come se si appartenesse a una grande comunità che comprende giovani di diversi paesi e si organizza dappertutto nello stesso modo infatti ovunque nascono bische clandestine dove ci si ritrova e si passano le nottate a giocarsi ingenti somme nascono case in cui si va per scopare dove ci sono sempre donne a disposizione dove si organizzano festini dove c’è sempre molta roba da bere molta roba da tirare perchè la coca lì circola liberamente

però solo all’interno del clan non fuori infatti nei paesi non è assolutamente consentito fare uso di droga o smerciarla non è molto salutare per un ragazzo che i vicini vengano a sapere che fuma gli spinelli perchè potrebbe essere agguantato da qualcuno che gli fa capire molto educatamente che certe cose qui non si fanno che la droga fa male e che non è bello che un giovane faccia certe cose a me per esempio è capitato a sedici anni di fumare uno spinello a scuola a Aversa e tornare a casa un po’ allucinato e poi parlando con amici mi hanno fatto capire che era meglio in futuro evitarlo quindi qui non ci si può fermare la sera in macchina con amici a chiaccherare e a farsi una canna perchè c’è il rischio che arrivi una di queste ronde e ti massacri di botte quello che vogliono è mantenere un ordine pubblico falso e ipocrita che però fa piacere alla gente falsa e ipocrita del paese oltre a evitare noie con le forze dell'ordine e quindi nessuno deve più rubare una macchina nessuno deve fare un furto in un appartamento i ragazzi non si devono drogare tranne  quelli che lavorano per loro

una volta durante una di queste serate passate in una di queste bische  a giocare a carte a giocarsi tanti bei soldi entrano nel bar quattro ragazzi col volto coperto in genere queste bische sono nella sala interna di un bar cioè nella prima sala ci sta il bancone con  la macchina per il caffè e tutto il resto mentre dietro ci sta una seconda sala riservata dove si gioca allora i quattro entrano e rapinano diversi milioni lì nella bisca c’erano numerosi affiliati del clan pure alcuni importanti quindi i capi del clan più che come una rapina la interpretano come una sfida nel proprio territorio per cui i quattro ragazzi vengono ricercati e rapidamente identificati come provenienti da Sant’Arpino un piccolo paese che sta al confine tra provincia di Caserta e la provincia di Napoli e in capo a un mese vengono  ritrovati tutti e quattro uccisi in modi diversi facendo capire chiaramente che sono stati uccisi perchè hanno avuto il coraggio di mettersi contro il clan e di andare a rapinare il clan proprio nel suo feudo

si trattava di pazzi incoscienti tanto più che quando durante la rapina uno dei giocatori fa loro notare che era meglio se abbassavano i mitra i fucili a canne mozze e se ne tornavano al loro paese perchè così avevano forse una possibilità di sopravvivere allora uno dei ragazzi gli grida in faccia che a loro non gliene frega un cazzo del clan e che loro non hanno paura di nessuno cioè si tratta di tipici sbandati che hanno saputo che lì c’erano soldi in abbondanza ma che non si sono resi conto che in questo caso rischiavano troppo e così vengono ammazzati tutti quanti uno per uno e l’ultimo viene bruciato vivo e infatti se il clan ci tiene a mantenere una facciata bonaria a mostrare sempre la mano tesa verso il compaesano o l’amico dell’amico o il parente del vicino di casa che ha bisogno di qualcosa che se ha bisogno può rivolgersi a loro tranquillamente però dietro a questa facciata bonaria c’è una ferocia che ci mette molto poco a esplodere Mario Iovine è capace per esempio se sta parlando con una persona e questo gli fa saltare i nervi è capace di strangolarlo sul posto con le proprie  mani

in questo periodo ci sono intimidazioni continue contro quei pochi che si ribellano contro questo stato di cose ci sono dei ragazzi un po’ più grandi di me che in quel periodo creano un’associazione che si chiama Collettivo Zero che è un’associazione culturale di sinistra che in poco tempo aggrega parecchie decine di ragazzi e ragazze cosa abbastanza impensabile per un paese arretrato come il nostro e tra i fondatori del gruppo c’è anche un mio amico più grande di me Angelo che all’epoca era molto attivo e questo circolo culturale inizia a fare cose che danno fastidio vuole istituire per esempio un consultorio femminile per i vari problemi che devono affrontare le donne vuole promuovere un osservatorio permanente sulla criminalità nel territorio vuole recuperare i giovani che si avvicinano agli ambienti della malavita o che comunque manifestano tendenze malavitose si vuole insomma salvare il salvabile cercando di arginare quello che si può arginare

in questo caso in quest’occasione il clan interviene senza usare la violenza senza compiere nessun atto violento contro le persone interviene semplicemente con l’intimidazione si limita a sparare durante la notte contro le serrande del circolo per fare capire che stanno dando fastidio e poi facendo avvicinare quelli che sono noti per essere i promotori dell’associazione come questo mio amico Angelo che abita nella strada dove sono nati i fratelli Bardellino dove abitavano quando erano ancora nessuno e una sera lui sta al Bar Centrale che sta sul corso del paese e due suoi vicini di casa che sono affiliati del clan lo prendono sottobraccio e lo portano a fare un giro in macchina e gli fanno capire dicendo e non dicendo che qualcuno potrebbe anche farsi male che magari una sera succede un po’ di casino magari qualcuno si lamenta perchè non riesce a dormire per il rumore che fanno all’associazione ci scappa qualche brutta parola e forse anche qualche atto di violenza quindi quasi a dirgli voi è meglio che ve ne state al vostro posto che non date fastidio

e gli si dice anche visto che è disoccupato diplomato da poco senza il padre e in condizioni economiche disagiate e tutto il resto gli si dice che farebbe bene a trovarsi qualcosa da fare e gli propongono loro stessi qualcosa gli offrono un lavoro che è un lavoro di fiducia cioè lui deve andare a riscuotere dei soldi loro gli fanno credere che deve tenere una contabilità deve passare da diversi negozi per ritirare una specie di assicurazione Angelo non vuole accettare l’offerta perchè è contrario e perchè si rende conto di cosa va incontro ma non può però rifiutarsi perchè rifiutare un favore a questa gente può diventare molto pericoloso cioè se tu vai a chiedere un piacere ti sei legato a loro indissolubilmente ma se sono loro a proporti di fare qualcosa è anche peggio tu non puoi rifiutarti perchè è come dire che non sei dalla loro parte quindi automaticamente se non sei dalla loro parte sei contro di loro fortunatamente per Angelo un paio di giorni dopo quel lavoro viene dato a un altro ragazzo che si era dimostrato più malleabile più flessibile

nel frattempo anche i giornali e la televisione iniziano a interessarsi alle strane cose che succedono in queste zone arrivano qui delle troupe televisive che però trovano il buio completo cioè  una volta arrivati nel paese con chiunque parlino a chiunque chiedano una cosa qualsiasi sui clan o anche solo sulle condizioni di vita del paese ricevono tutti la stessa risposta cioè qui i clan proprio non esistono siamo un normale paese del sud con i suoi problemi che cerca di uscire dall’antica miseria questo lo dicono sia il ragazzo del bar che l’impiegato comunale e naturalmente il sindaco che del clan è uno dei capi e è proprio a questo punto che Ernesto Bardellino pensa di fare il grande salto dopo che il fratello Antonio il salto lo ha fatto effettivamente a livello internazionale fino a stabilirsi a Santo Domingo adesso il fratello cerca di fare il grande salto pure lui però attraverso la politica lui è convinto di essere un grande politico è convinto di essere una persona in grado di potere degnamente rappresentare le nostre zone in parlamento è iscritto al partito socialista e a un certo punto decide di scendere in campo di candidarsi al parlamento

questa è una delle occasioni in cui i mass media concentrano l’attenzione sul nostro paese tutto nasce da un’articolo di una giornalista del Mattino che fa fuoco e fiamme contro la famiglia Bardellino prima di tutto perchè sono una famiglia di malavitosi che ha fatto quello che ha fatto e parlando di Ernesto Bardellino si meraviglia di come quest’uomo possa avere anche solo il coraggio di pensare a entrare in parlamento considerando pure che da sindaco non si è preoccupato minimamente di migliorare le condizioni del suo paese dove non c’è niente non ci sono biblioteche non ci sono cinema ci sono due cinema uno di fronte all’altro sulla strada principale ma proiettano entrambi film porno poi ce n’è un altro un po’ più in su anche quello film porno non c’è nessuno spazio sociale non c’è un posto dove i giovani possono andare la sera e questo articolo è ripreso anche da altri giornali se ne parla nelle emittenti locali e poi diventa un caso nazionale se ne discute cominciano finalmente a interessare anche la polizia e la magistratura ci si stupisce del fatto che un boss dei clan  possa diventare deputato della repubblica

e allora il segretario del partito socialista Bettino Craxi che sta facendo un giro di conferenze nella zona e è reduce da uno di questi incontri a Aversa si precipita nel nostro paese col pretesto di fare una visita ai compagni della sezione locale c’è questa scena di Craxi che entra nella sede del partito socialista sul corso Umberto e si chiude per un paio d’ore con Ernesto Bardellino per convincerlo a rinunciare a presentarsi candidato almeno per queste elezioni perchè la stampa darebbe addosso non soltanto a lui ma a tutto il partito insomma c'è una trattativa Ernesto Bardellino cede certamente non senza una buona contropartita e c’è poi la scena finale in cui allegri e contenti i due escono dalla sede e si incamminano Craxi Bardellino e tutti gli affiliati al partito socialista e al clan si incamminano per il corso Umberto verso il Bar Centrale nella piazzetta davanti alla chiesa e lungo la strada altre persone si aggregano al piccolo corteo il paese intero lo segue e quando si arriva al Bar Centrale per prendere il caffè che Ernesto Bardellino offre pubblicamente a Bettino Craxi dalla piccola folla che li circonda scoppia un applauso caloroso tutti applaudono entusiasti gridano evviva evviva ridono felici e soddisfatti e la cosa finisce così

 


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