XIII – LA CIVETTA

Una notte gli sembra di sentire nel dormiveglia dei suoni orribili delle grida acutissime di animali un casino di urli sinistri di uccelli come se qualcuno li stesse squartando e la mattina dopo si sveglia con la sensazione di avere avuto un incubo spaventoso e quando  poi di buon’ora va a prendere il pullmino è un po’ in ritardo e fa una strada un po’ diversa dal solito perchè invece di andarlo a prendere alla solita fermata va invece a aspettare il pullmino alla fermata successiva e passa per una stradina che è una traversa della strada dove abita si chiama via Giovanni Pascoli c’è un portone di legno molto vecchio il portone di una casa che è rimasta così da duecento anni una di quelle tipiche vecchie case di contadini e improvvisamente vede si rende conto che cos’erano quelle orribili grida che aveva sentito nel dormiveglia vede davanti a sè sul portone ci sono crocefissi due grandi uccelli li avevano inchiodato vivi sul legno del portone con dei rametti appuntiti nelle ali per farle stare aperte e nelle gambe avevano appeso lì una civetta viva e un colombo vivo e li avevano lasciati lì a gridare per tutta la notte

il ragazzino  resta scioccato vedendo questo spettacolo orribile e subito dopo quando è nel pullmino c'è una grande agitazione c’è uno che ha il giornale locale in mano con un grande titolo in prima pagina che dice il cadavere di Antonio Bardellino trovato su una spiaggia in Brasile ucciso a martellate tutti sono sbalorditi i ragazzi dicevano che non poteva essere vero e la sera quando torna a casa c'è una grande emozione non si parla d’altro la notizia era arrivata come un fulmine tutti erano increduli costernati per la scomparsa del capo temuto e venerato di un uomo che ormai era diventato un mito e di cui il paese in fondo era orgoglioso e riconoscente in tutte le case tutti ne parlano e tutti sanno come e perchè è avvenuto e chi è stato a farlo ci sono delle versioni contrastanti che scatenano delle discussioni animate a più voci tutti vogliono dire la loro tutti hanno un parere o un commento

ma poi gli viene da chiedere a suo padre che cos'era che significa quello che ha visto la mattina là fuori sul portone della vecchia casa del contadino e suo padre gli dice che è una tradizione contadina che era durata fino a prima della guerra e che consiste nel crocifiggere sul portone di una casa degli uccelli come gufi civette e colombi e lasciarli morire lentamente mentre gridano per tutta la notte una specie di rito pagano che aveva come obiettivo di scacciare il demonio da quella casa e chi lo aveva fatto era il contadino che abitava in quella casa un contadino dell’età di suo padre ma che era rimasto indietro come mentalità e come cultura lo aveva fatto per scacciare il demonio per allontanare un evento luttuoso e così la notte prima c’era stato tutto questo gran casino questo bordello di uccelli che urlavano tutta la notte e guarda caso una strana coincidenza la mattina dopo sulla prima pagina del giornale la notizia incredibile

con la morte di Antonio Bardellino il capo indiscusso dell’organizzazione tutto precipita si rompe definitivamente l’equilibrio che si era creato nell'organizzazione tra i vari clan e che le aveva permesso di espandersi così rapidamente nel giro di pochi anni di creare un impero economico vastissimo ramificato nel mondo come mai nemmeno i siciliani avevano posseduto un impero che andava dal Sudamerica ai paesi dell’Est alimentato dal traffico della droga dal traffico delle armi e dagli appalti delle opere pubbliche i cui proventi erano investiti nella nostra zona nell’ediliza in alberghi in fattorie agricole caseifici cementifici industrie di movimento terra fabbriche di ogni tipo  senza tralasciare le tradizionali attività della malavita come  il pizzo la prostituzione e il gioco d’azzardo su cui l’organizzazione ricavava il dieci per cento

l’equilibrio aveva cominciato a rompersi a causa di un litigio che all’inizio sembrava banale tra un nipote di Antonio Bardellino che si chiama Antonio Salzillo e che è un po’ il luogotenente il sostituto in Italia dello zio che passa ormai quasi tutto il suo tempo a Santo Domingo un litigio col fratello di Mario Iovine che si chiama Mimmo per una questione di tangenti che questo aveva preteso da persone che si trovano nella zona dei Bardellino e per di più persone che godono dell’amicizia di Antonio Salzillo che dunque considera questo un atto ostile un atto che gli fa fare brutta figura e al quale non si può passare sopra quindi Antonio Salzillo dopo avere inutilmente mandato avvertimenti a Mimmo Iovine perchè smetta di intervenire nel suo territorio decide di ucciderlo e  sarà questo omicidio a scatenare tutta una catena di altri omicidi che porteranno fino alla distruzione dell’organizzazione e alla scomparsa dei suoi leader storici

Mimmo Iovine viene ucciso in un agguato per strada come avviene per il novanta per cento degli omicidi di questo genere che avvengono sempre per strada perchè andare a casa dove abita la persona viene considerato troppo complicato prima di tutto perchè non è facile non dico entrare ma anche solo accostarsi alle case dei boss che sono trasformate in veri fortini blindati sorvegliati dall’esterno con telecamere e ronde ma anche perchè si corre il rischio di mettere di mezzo la famiglia la moglie i bambini e quindi di fare qualcosa che metterebbe in cattiva luce con la gente del paese e perciò Mimmo Iovine che viaggia sempre accompagnato da affiliati da gente che lo protegge viene beccato sulla strada provinciale poco fuori da Villa Literno mentre si dirige verso il suo mobilificio di Castelvolturno viene ucciso in un agguato insieme a tutti i suoi uomini 

Mario Iovine non può accettare che gli venga ammazzato il fratello anche se ha compiuto gli atti più spregevoli del mondo non soltanto per il legame famigliare che da queste parti è così saldo anche in una famiglia così disgraziata ma soprattutto perchè lo considera un’offesa personale che necessariamente deve essere lavata col sangue telefona a Antonio Bardellino a Santo Domingo perchè impartisca una lezione al nipote ma la tesi che sostiene Bardellino è che Mimmo ha sbagliato e quindi era inevitabile che succedesse quello che è successo Mario Iovine però non è una persona disposta a ragionare e comunque la cosa non può accettarla per cui spinto anche da Sandokan decide l’omicidio di Antonio Bardellino oramai la rottura c’è stata e l’omicidio è soltanto la logica conseguenza  l’atto finale perchè in effetti da tempo in Mario Iovine cova il desiderio la voglia di rivalsa nei confronti di quello che è sempre stato da tutti considerato il più geniale del gruppo il vero capo carismatico e adesso il carico d’odio di risentimento e d’invidia accumulato dentro di lui può finalmente esplodere è come se avvertisse nell’aria che ormai c’è posto solo per uno di loro due che adesso è venuto il momento che uno dei due scompaia

molti sono convinti che l’uccisione di Mimmo sia stata una trappola di Sandokan per dare a Mario Iovine una giustificazione valida per eliminare Antonio Bardellino e che sia stato Sandokan a convincere Antonio Bardellino a lasciare eliminare Mimmo dicendogli che il fratello era d’accordo perché Mimmo è un confidente dei carabinieri e aveva collaborato in un processo mentre poi fatto l’omicidio Sandokan convince Mario Iovine che Mimmo non meritava di essere ucciso e si accordano per eliminare Antonio Bardellino vanno insieme in Brasile anche se qualcuno dice che Antonio Bardellino l’hanno ammazzato a Santo Domingo e poi l’hanno fatto trovare in Brasile su questo ci sono molti dubbi addirittura quando fu  ritrovato il cadavere qualcuno disse che non era lui ma il cadavere di un uomo di colore che aveva più o meno le sue stesse fattezze e che era stata un’astuzia dello stesso Antonio Bardellino per far credere di essere morto e potere continuare così a svolgere i suoi affari indisturbato

ma come sempre telecapèra dà le notizie di prima mano e conferma che quello è proprio il corpo di Antonio Bardellino racconta come il gruppo di di killer scelti con a capo Mario Iovine e Sandokan sono andati in Brasile e là lo hanno ammazzato e lo hanno lasciato cadavere sulla spiaggia lo hanno  ammazzato strangolandolo con le mani deturpandogli pure la faccia e per questo sono nati i dubbi e è stata avanzata l’ipotesi che il cadavere non era il suo un’altra versione è che su consiglio di Sandokan Mario Iovine abbia fatto giungere a Antonio Bardellino la falsa notizia che l’Interpol l’aveva individuato a Santo Domingo e stava per arrestarlo per indurlo così a spostarsi in Brasile e quando Antonio Bardellino arriva nel villino sulla spiaggia che è la base del clan Mario Iovine e Sandokan sono lì in agguato ma la pistola di Mario Iovine si inceppa allora Sandokan lo colpisce alla nuca con una pesante mazzuola poi gli sfracella il capo con altri colpi  alla fine avvolgono il corpo in un tappeto e lo seppelliscono in una buca sulla spiaggia

subito dopo Mario Iovine telefona all’avvocato dove era in attesa De Falco e gli comunica il via per fare strage di tutti i Bardellino e degli affiliati al loro clan naturalmente l’uccisione di Antonio Bardellino getta nel panico tutti i suoi famigliari e prima di tutti il nipote Antonio Salzillo che si trova a prendere il suo posto alla testa del clan dei Bardellino dato che nè Ernesto nè gli altri fratelli notoriamente degli inetti hanno il coraggio di farlo e infatti come previsto immediatamente dopo l’uccisione di Antonio Bardellino i clan rivali scatenano i loro uomini alla ricerca di Antonio Salzillo che però riesce a nascondersi viene invece preso suo fratello Paride e portato in una casa dove lo aspettano i vincitori viene fatto sedere su una sedia e Sandokan lo strangola con le sue mani mentre gli altri lo tengono fermo per le braccia e le gambe poi il corpo viene sciolto nell’acido

Antonio Salzillo si rende conto che la terra gli scotta sotto i piedi e decide di lasciare il più rapidamente possibile il paese e anche l’Italia ma dato che gli è stato ritirato il passaporto gli occorre un documento falso e per questo ricorre alla persona che in precedenza aveva fatto lo stesso favore allo zio Antonio Bardellino che poi fu arrestato in Spagna probabilmente su delazione di un clan rivale con addosso una carta d’identità contraffatta ma riuscì a corrompere i giudici e ottenere la libertà provvisoria su cauzione però la carta d’identità era intestata al figlio del vicesindaco di Casal di Principe legato al clan e fu così possibile risalire a chi l’aveva contraffatto che era stato il padre di un mio compagno di scuola che si chiamava Gaetano Piscitelli adesso è morto e allora era impiegato al Comune di Casale quest’uomo aveva una passione folle proprio una specie di vizio di droga per il gioco d’azzardo che fosse carta che fosse cavalli che fosse cani che fosse qualsiasi cosa e questo significava per lui lavorare la mattina in Comune e il pomeriggio e la sera passarli in giro per bische clandestine che nel mio paese e nei paesi vicini ce ne sono a decine

praticamente ogni bar o sala biliardo dopo una certa ora abbassata la serranda diventa una bisca clandestina e infatti c’è un segnale speciale per chi arriva tardi e così se bussi alla serranda perchè hai visto la luce sotto e non ti fai riconoscere non conosci il segnale perchè non sei una persona del giro non ti apriranno mai Gaetano Piscitelli era uno che apparteneva a tutti i giri lui passava i suoi pomeriggi le sue serate le sue notti a giocare andava a Napoli a giocare ai cavalli andava a giocare al cinodromo sempre a Napoli a scommettere sui cani andava a giocare a carte dovunque era possibile e questo naturalmente gli comportava una continua perenne necessità di denaro che cercava di procurarsi in tutti i modi possibili e immaginabili una volta un tipografo amico di mio padre gli aveva raccontato che doveva fare un lavoro per il comune di Casale dove quello era impiegato e che gli aveva segretamente chiesto di gonfiare un po’ la fattura che avrebbe fatto al Comune così che poi la differenza se la sarebbero divisa tra loro insomma il suo continuo bisogno di soldi lo rendeva disponibile  a fare ogni tipo di cose anche illecite

così si risale a lui per la falsa carta d’identità viene arrestato e si fa tre mesi in galera insieme a quello che gli aveva fornito le generalità da mettere sul documento con la foto di Antonio Bardellino questa esperienza naturalmente gli basta tanto più che un po’ di tempo dopo alla fine di una di quelle nottate passate a giocare a carte mentre se ne sta tornando a casa in macchina si addormenta e va a sbattere contro una luminaria quei pali su cui mettono le luminarie durante le feste di paese o a Natale le insegne di Buone feste e così Gaetano Piscitelli va a sbattere contro una di queste luminarie il palo cade sulla macchina e lui resta lì tutta la notte svenuto nella macchina e passerà cinque sei mesi all’ospedale  completamente ingessato braccia e costole rotte e cose del genere l’incidente sembra farlo un po’ rinsavire cerca di abbandonare il gioco delle carte o almeno non lo pratica più con l’accanimento di una volta e quando poi il nipote di Bardellino va a chiedergli di fargli lo stesso favore che aveva fatto allo zio l’unica risposta che può dargli è no

perchè gli dice guarda sono stato tre mesi in galera per voi d’accordo mi avete ricambiato mi avete dato dei soldi però adesso non me la sento proprio di rifare questa cosa sono una persona normale ho un lavoro onesto ho una famiglia voglio stare per cazzi miei tranquillo ma questo rifiuto è un problema per Antonio Salzillo che ha bisogno del documento per scappare e sfuggire alla vendetta di Mario Iovine e questo rifiuto lo avverte pure come un’offesa che non può perdonare lui è una testa calda per cui a queste cose non può passare  sopra e qualche giorno dopo Gaetano Piscitelli viene preso quando esce dal Comune fatto salire su una macchina  e di lui non si sa più nulla viene fatto sparire e tempo dopo stavamo con suo figlio e Gianni il figlio dell’avvocato legato al clan gli ha chiesto dov’era suo padre quello gli ha risposto che se n’era andato di casa a causa dei continui litigi con la madre per il suo dannato vizio del gioco però dopo che quello se n’era andato Gianni mi dice che era stato ucciso e murato in un pilastro della superstrada e lo dice con una freddezza che mi lascia senza fiato

 


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