V - LA MORTE

Il nostro vicino di terra si dice così da noi di quelli che c’hanno la terra vicina alla tua lui c’aveva un piccolo pezzo di terra vicino a quella di mio padre e contemporaneamente faceva pure il bracciante a volte lavorava pure per mio padre e il figlio di questo nostro vicino di terra nel periodo di massima espansione del clan era l’autista dei Bardellino che quando compì ventun anni gli regalarono una macchina turbo che all’epoca costava una cifra  però questo ragazzo non ha mai fatto nulla di grave  semplicemente ha fatto dei servizi ma quando poi cominciarono gli omicidi la guerra tra i clan e i Bardellino vennero eliminati questo mio vicino di terra si lamentava del fatto che il figlio non potesse più uscire di casa perchè c’aveva paura diceva che il figlio non aveva mai fatto nulla di male che quella gente non la conosceva neanche quando invece tempo prima davanti a noi si era vantato spesso del fatto che al figlio gli avevano regalato la macchina turbo e così via

perché qua quando uno entra a far parte dell’organizzazione tu non lo vieni a sapere dopo un mese lo vieni a sapere subito quindi anche il padre dopo una settimana lo viene a sapere basta che vede il figlio chi frequenta ma comunque nessun padre qui ha mai avuto il coraggio di dire al figlio non farlo smettila fai altre cose non è che gli dicono vai con loro ma nemmeno nessun padre  ha mai detto al figlio non frequentare più quella gente e questo si spiega col fatto che loro magari erano braccianti o muratori da trent’anni e capiscono che  il motivo che fa entrare i figli nell’organizzazione non è che abbandonano un posto da tre milioni al mese ferie pagate e contributi ma semplicemente che abbandonano lavori saltuari o molto faticosi o niente

cioè per dire al mio paese il muratore non è che lavora dalle otto del mattino fino alle quattro del pomeriggio e stacca per mangiare qui il muratore comincia alle sette e finisce alle sei finisce quando fa buio mentre d’estate non finisce mai e poi non è che c’ha i contributi le ferie la pensione cioè lui lavora fino a quando ce la fa fino a quando regge quando poi non ce la fa più muore e basta e ti pagano quelle sessanta settantamila lire al giorno e dieci anni fa ne prendevi trenta ventimila riuscivi a malapena a campare e non c’è nessuna sicurezza se cadi dall’impalcatura  tu resti storpio o muori e basta non è che la tua famiglia si prende dei soldi un’assicurazione o qualcosa niente tu sei morto non esisti più basta e la famiglia è senza soldi e si deve arrangiare come può

questi ragazzi Bardellino erano muratori padre bracciante che tra parentesi ha lavorato pure con mio nonno e non c’hanno un cazzo davanti a loro niente c’hanno solo la pala Mario Iovine è ancora peggio perchè viene da una famiglia disgraziata e questi ragazzi si trovano senza un cazzo davanti se non un lavoro faticoso per poche lire e quindi iniziano a fare quello che fanno tutti i ragazzi che non vedono nessuna via d’uscita e che hanno voglia di soldi iniziano a fare piccole rapine bar tabacchi pompe di benzina e così mettono su la loro piccola banda e tutto ha origine con questa piccola banda di delinquenti di paese che poi tenta pure di estorcere il pizzo a negozi di paesi vicini perchè i negozi del loro paese sono negozietti sono bazzecole non possono darti i soldi che gli chiedi mentre invece per esempio a Aversa ci sono bei negozi grandi c’è un quartiere fatto tutto di negozi che si chiama il Seggio ma facendo queste cose iniziano a scontrarsi con l’organizzazione che controlla tutta la zona e che è quella cutoliana

iniziano a dare fastidio perchè chiedono il pizzo ai negozi che sono già sotto il loro controllo e perchè fanno le rapine e così c’è troppa polizia che circola e dà fastidio quindi sono visti come teste calde che danno fastidio e in più quando ci si rende conto che in paese ci sono persone che non si fanno problema di uccidere non si fanno problema della legge non si fanno problema di nulla si inizia a temerli e loro questo lo capiscono e per questo già all’inizio diventano subito spietati all’ennesima potenza e scelgono di fare la guerra piuttosto che aggregarsi a quelli che hanno il potere perchè sapevano che se si fossero aggregati ai cutoliani che nella zona erano rappresentati dai Simeone loro sarebbero rimasti per sempre delle mezze cartucce per cui decidono freddamente di eliminare l’ostacolo e Bardellino dice  la famosa frase Noie simme i ca e ca emma cumannà noie che significa il paese è nostro ci viviamo noi e qui dobbiamo comandare noi non deve venir nessuno dall’esterno a imporci cosa fare e cosa non fare

ci sono tre periodi che ha avuto l’organizzazione nel mio paese il primo fino agli anni cinquanta quando c’era una violenza diffusa che però non era tanto per arricchirsi era una violenza fine a se stessa in quel periodo c’erano le cosiddette persone di rispetto che formavano a sucietà l’onorata società un’associazione di galantuomini la cui attività non era quella di fare i soldi ma che avevano la funzione di mettere in riga chi non voleva mettersi in riga un ruolo quasi di controllo dell’ordine nel territorio che si sostituiva alle istituzioni e alle forze dell’ordine inesistenti o inefficaci qui da noi allora il capo società si chiamava Antonio Pagano detto Tatonno faceva il guardiano per le campagne e era quello che si diceva un guappo signore un masto un uomo di rispetto che quando c’era  ad esempio un litigio tra due famiglie per un pezzo di terra o altre cose e magari c’era pure scappato il morto si ricorreva a lui per fare pace per evitare che continuassero le vendette faceva questo per prestigio puro e semplice e non ne ha mai tratto ricchezza tanto è vero che è morto pezzente

e questa è la prima fase o almeno è la leggenda che si tramanda poi c’è la seconda fase che inizia nel dopoguerra in cui nasce l’organizzazione vera e propria che si occupa del traffico delle sigarette a Napoli e poi del traffico della droga mentre nei nostri paesi era ancora guardiania era ancora rispetto era ancora il pizzo estorsione al negozio ricco del paese vicino più  grande e poi c’è l’ultima fase in cui nasce la grande organizzazione che gestisce tremila traffici che fa soldi a palate in tutte le attività e in cui arrivano a imporsi Bardellino e la sua banda che per quanto si possa dirne male e c’è solo da dirne male bisogna pure riconoscere che persone che in meno di dieci anni costruiscono un immenso incredibile impero economico internazionale non sono persone da poco anche se nel male con l’interminabile catena di delitti che hanno segnato la loro ascesa il cui primo anello è stato l’uccisione di Simeone

io ero piccolo però ho dei ricordi come un’eco mi ricordo per esempio di quando ho visto questo morto il primo morto vero che ho visto da vicino e poi quando il mio amico Gianni mi ha raccontato perchè l’hanno ucciso e tutte le cose questo Gianni ha undici anni come me però lui già sa tutto perchè ne sente sempre parlare a casa sua io torno a casa e sento mia madre e mio padre che parlano di questi Bardellino e del fatto che loro padre era un figlio di nessuno che significa uno che non c’ha neanche un metro di terra una pertica di terra ma era un gran lavoratore che aveva lavorato anche con mio nonno da noi in campagna e invece i figli  guarda come sono usciti i figli diceva mio padre da quella famiglia sono usciti dei figli che sono l’esatto opposto di loro padre che era invece un galantuomo e un grande lavoratore

quanto all’organizzazione mio padre se la spiega la capisce ma non l’accetta quindi non vuole averci a che fare neanche lontanamente cioè lui vuole vivere in pace tranquillamente vuole soltanto che i figli si istruiscano abbiano titoli di studio possano diventare persone perbene rispettabili che facciano insomma questo salto qualitativo di classe sociale per non essere contadini pure loro per tutta la vita anche se contadini che lavorano bene che non stanno poi tanto male così era stato finora per mio padre anche se penso che mio nonno doveva essere stato muratore perchè mio padre mi racconta spesso di pezzi di terra che adesso sono edificabili e che mio nonno non volle prendere quando avanzava soldi dai proprietari di quei pezzi di terra e mio padre si lamenta perchè se li avesse accettati ci troveremmo adesso con dei bei terreni edificabili

e così allora c’è questo ragazzino che ero io pressato in un pullmino che torna a casa dopo un’altra giornataccia a Aversa e lui si sente una schifezza perchè tutti i suoi compagni c’hanno i jeans c’hanno le scarpe da ginnastica lui invece no perchè il padre e la madre pensano che va in un posto migliore quindi deve vestirsi decentemente  e così lui a undici anni va a scuola con il pantalone vecchio stile la camicetta stirata non dico la cravatta ma quasi il cappotto d’inverno invece di un bel giubbino quindi lui si sente un escluso un emarginato perchè in classe ci stanno solo ragazzi e ragazze di Aversa che parlano italiano correttamente mentre lui a casa è abituato a parlare in dialetto e quindi  trova difficoltà non a parlare italiano ma a conciliare le due parlate sente lo stacco quando torna a casa si sente male perchè comunque quel mondo nuovo gli piace dove tutti parlano italiano dove si rispettano le file dove i ragazzi e le ragazze si parlano e escono la sera insieme e magari si baciano un mondo decente lui pensa

è un pomeriggio invernale alle quattro fa già scuro verso le sei è già notte e pioviggina uno di quei classici pomeriggi di merda che ci sono d’inverno c’è un ingorgo di macchine e lui vede affacciato al finestrino del pullmino vede questi due morti questi due cadaveri le macchine tutte così di traverso perchè è successo proprio da poco mentre lui guarda quei cadaveri e li guarda con stupore perchè non sa ancora che cosa vuol dire uccidere c’è un corpo che sta buttato sulla macchina di traverso lo riconosce per i capelli lunghi i baffoni la faccia insanguinata è Simeone  e c’è il figlio che invece sta morto nella macchina il padre sta steso così sul cofano di traverso vicino alla portiera invece il figlio sta  morto nella macchina metà fuori dalla portiera lui li guarda e resta scioccato da questa cosa c’è un casino sirene clacson la gente intorno sotto gli ombrelli lui lo riconosce Simeone e la cosa gli fa impressione gli fa male perchè l’aveva visto poco tempo prima e gli aveva messo paura

e c’ha pure un rimorso perchè quando lo vide a casa sua circondato da quegli enormi cani neri gli augurò morte violenta però continua a guardare scioccato attraverso il finestrino bagnato di pioggia nel pullmino fermo nell’ingorgo del traffico sotto la pioggia ma la cosa che gli fa ancora più impressione e anche paura è che il ragazzino dietro di lui il suo compagno di scuola Gianni di famiglia perbene ricca istruita e tutto  gli spiega non solo a lui ma a tutto il pullmino  per filo e per segno chi è quello che hanno ucciso e perchè l’hanno ucciso e chi l’ha ucciso e tutto questo lo racconta come si racconta una partita di calcio dice quello è Vittorio Simeone lo hanno ucciso i Bardellino perchè lui era affiliato al clan di Cutolo era il boss di qua questi vogliono distruggere i cutoliani perchè vogliono comandare loro qua

lui ascolta scioccato perchè si ricorda di quando ha visto quella persona viva  non se la ricorda come una persona piacevole era andato insieme al padre a fine anno a casa di Simeone ci andavano una volta all’anno tutti i contadini gli agricoltori che ricadevano sotto il suo dominio andavano a portagli la mazzetta che era il compenso per l’anno di guardiania e gli portavano chi del vino chi un maiale ucciso già fatto a costolette e salsicce chi altre cose non era neanche tanto in effetti come pagamento di guardiania però il padre gli racconta in macchina che Simeone si è venduto il frutteto di un contadino suo vicino di terra senza neanche dirglielo si è intascato i soldi e quando il padrone del frutteto è andato in campagna ci ha trovato un altro padrone e non ha potuto neanche protestare e lui si ricorda quando è arrivato con suo padre davanti a questo casale enorme fuori dal paese entrano stanno una mezz’ora il padre parla con Simeone gli dà le sue cinquantamila lire fumano un paio di sigarette

lui si guarda intorno vede che questa casa è piena di mobili di oggetti e si chiede come fa quella persona con quelle cinquantamila lire che prende all’anno e non è che i contadini che gliele danno sono tantissimi poi c’è la scena che ricorda con precisione lui e il padre e Simeone che escono dalla stanza al piano terreno e sono circondati da un branco di alani enormi neri che sono alti come lui e lui proprio si caca sotto dalla paura questo Simeone era un tipo Diego Abatantuono alto imponente robusto capelli ricci un po’ lunghi e baffoni ispirava soggezione e lui si chiede adesso come quella persona così forte che gli aveva fatto paura circondato da tutti quei cani che sembrava impossibile ucciderlo distruggerlo adesso invece è lì morto così come se nulla fosse ammazzato lui e il figlio maggiore morti cadaveri coperti di sangue e gli fa paura il fatto che Gianni quel ragazzino sappia tutto perchè ne ha sentito parlare a casa sua ne ha sentito parlare ancora prima che succedesse la cosa

lui esce dalla scuola con i suoi tipici problemi da ragazzino di undici anni problemi di inserimento un ragazzo che si sente emarginato nella sua classe che non riesce a legare bene che gli piaceva pure una ragazzina all’epoca che però era la figlia della professoressa Minimo una ragazzina tutta precisina di Aversa che non lo cacava assolutamente quindi c’ha quelli che sono i suoi piccoli drammi esistenziali di un ragazzino che emotivamente è ancora un bambino un ragazzino molto docile e mite che non farebbe male a una mosca e ha questo improvviso tragico incontro con la morte non la morte di una persona sconosciuta ma di una persona che aveva conosciuto e poi viene anche a sapere chi sono stati quelli che l’hanno ucciso e non riesce bene a rendersi conto che si tratta della famiglia dei due ragazzini Bardellino che stanno lì sul pullmino insieme a lui a guardare silenziosi e tranquilli che se ne stanno lì così anche loro come se niente fosse

 


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