Primo capitolo

Be' ti ci vuole tanto tempo. C sorride. Piú in là. C sorrideva. Un poco oltre. Le sue mani annasparono in aria. Muovendosi dapprima. nel lenzuolo verso destra. Supino con il lenzuolo alto fino al mento. Comincia pure a leggere C. Le cosce sono diritte la parte piú bassa del corpo con la gamba destra leggermente avanzata è di profilo come la testa. Il corpo sottile giace sdraiato con la parte superiore leggermente sollevata e la testa appoggiata su una delle braccia. La parte superiore s'incurva armoniosamente indietro. Appoggiò la mano sulla fronte imperlata di sudore. Si voltò. Be' ti manca qualcosa. Fuori dalla finestra la scena si svolgeva esattamente come l'aveva prevista. Si vedevano soltanto la testa e le spalle. Non si vedeva la testa. Si vedevano le ombre sulle lenzuola. Da leggere. No non voglio piú niente da bere. Non ascoltava piú. Dopo essere rimasti a lungo immobili apri le persiane guardò fuori e le allontanai i capelli dalla fronte. Quando tornai vidi C che scendeva per il prato verso il lago.

Cercai di seguirlo ma leggeva troppo in fretta. Cercò di distrarre la sua attenzione da quello che si accingeva a fare. Le gambe sono allargate le braccia tese e leggermente piegate. Le dita bagnate e rese scivolose dal ghiaccio le fecero cadere la bottiglia. Non la seguii subito. C si alzò e avanzò sul tappeto a passi felpati facendomi cenno di seguirla. Vi fu un lungo silenzio. Cosa vedi guardati intorno. Finalmente mi accorsi. Non ho visto nessuno mentre venivo. Benché nuove masse d'acqua salgano continuamente intorno alla nave e quantunque la nave non occupi sempre la stessa posizione rispetto alle parti del fiume in quanto queste si muovono continuamente.

Cominciò a muoversi piú veloce. Fino a averne abbastanza. Be' ti muovi. Riempii prima i bicchieri quindi attraversai lentamente il prato fino agli oleandri rosa che crescevano sulla riva. Questa veduta mostra un barlume di luce piuttosto debole verso l'alto con una striscia di zona oscura nel centro e una luce ancora piú debole e diffusa verso il lato inferiore. Vuota il bicchiere e lo mette sul comodino. Dalla finestra. Uscí dal bagno le mani di lei si contrassero ed entrò sotto la doccia. C allontanandosi a nuoto descrisse un arco poi si voltò ritornò in linea retta verso di me e uscí dall'acqua. Non pioveva. In conseguenza dell'abbondante ricchezza di fito e di zooplancton favorita anche dal fondo melmoso delle acque vivono numerose specie di pesci alcune originarie altre immesse tra cui i coregoni i salmerini i lucci gli agoni le carpe le tinche le alborelle i cavedani le anguille e le trote che sono assai ricercate per la bontà delle carni e possono raggiungere dimensioni notevoli. Camminò sul prato tra gli alberi. Tronchi e ceppi di pino di larice di betulla vengono spesso alla luce nelle torbiere 200 km piú a nord dell'attuale taiga. Il suo colorito è molto pallido sembra nutrito in modo inadeguato per un simile terribile dispendio di energia. La guardò in viso. Non fa niente. Che m'importa di odiare. Tutto si svolge nello spazio delle lenzuola. Di li si vedeva il lago e la strada. Allora che importa. Scostò le lenzuola. Adesso cosi va bene. Teneva le mani strette contro il petto incurante delle sue unghie appena laccate. A un certo punto. Che m'importa. Non c'è nessuna ironia. Verso la fine di ottobre ritrovò pian piano il sonno seppure a prezzo di sogni terrificanti.

Ogni tanto spalanca la bocca e le vedevo la lingua che si muoveva leggermente. Il vento è cessato completamente ma è evidente che noi continuiamo a correre verso sud spinti da una forte corrente. Non aprimmo bocca. Apri la mano. La mano sinistra di cui è appena tracciato il contorno sembra affondare nell'addome. Scritto. Le braccia aumentano la lunghezza del corpo e le mani paiono restare sotto le membra inferiori. Le dita semplicemente incise sembrano affondare nell'addome. Tutto l'interesse è accentuato nell'armonioso rapporto fra la curva delle cosce e quella dell'addome. La cavità dell'ombelico è accentuata. Le dita immerse. Tutto il resto è stato eliminato. Dopo un po' lei sospirò si rizzò e entrò nell'acqua. Dopo un'ora C si svegliò e andò nel bagno a prendere un po' d'acqua. L'afferrò e bevve un'altra sorsata. Andiamo andiamo avanti. La barca solcava le acque a una velocità terrificante fiocco e maestra portavano in pieno senza neppure un terzaruolo sí che la prua era quasi completamente sommersa dalla spuma. Stringi stringi. Vado avanti? avanti. Be' mi sembra stupendo. E mi chiedevo con che faccia potesse parlare della resistenza e come non vomitasse a parlare del presente. Cercò il bicchiere e bevve un'altra sorsata. Afferro il bicchiere che mi porge e bevo lentamente. Aveva la testa pesante e si sentiva le labbra le narici e le palpebre come ingrossate. Riabbassando le palpebre sfogliò alcune pagine. Si ferma a guardarlo affascinato. Perché non mi guardi. Perché non scendi. Perché questa domanda. Si muovevano tutti. Guardai verso il letto. Da quel momento cominciò il riflesso politico che doveva mettere in forse la stessa battaglia istituzionale.

Fatto questo issammo fiocco e vela maestra e facendole portare in pieno ci avventuriamo verso il mare aperto. Tutte le direzioni sono di pari importanza. Aveva messo il bicchiere sul tavolo a portata di mano ma poi l'aveva preso. Tutte esistono simultaneamente. E dopo un'ora ne avevamo abbastanza. Tornò a sedersi sul letto. Mordendo il labbro inferiore. I capelli fra le labbra. C parlò ancora mentre ero intento a esaminare il foglio. Nulla è stato cancellato. Forse. Perché no. Dico davvero. Il sangue le martella le tempie le mani le tremano e lo sguardo le si annebbia. Gli occhi si spalancano i muscoli si tendono il cuore palpita. Si torce con un gesto nervoso le mani sbatte rapidamente le palpebre. Non senti freddo. Non capiterà mai piú. Non voglio conoscerne altri voglio anzi evitarli. Stava vicino all'acqua in una posizione stranamente passiva curva come se aspettasse qualcosa un richiamo o qualche cosa che dovesse affiorare dall'acqua. Ciascuno per suo conto. Si gira appoggiato su un gomito e voltò il viso dalla sua parte. Vomitando oltre il bordo aggrappata alle corde. L'impulso a dire tutta la verità. La lucidità di mente. Spesso ne faccio a meno. Se non ce la fai non importa. Ma potrebbe sempre finire quando si vuole. Pensando alla scena appena accaduta. Se si naviga col vento in poppa con un mare molto grosso generalmente si incorre in guai perché il vascello imbarca acqua a poppa e subisce dei violenti colpi di beccheggio. Cosa pensi. Torniamo dove siamo venuti. Appena appena. Un po' meno. Alt. Il suo viso esprima una grande sofferenza. Poi il viso scompare dietro la porta. Via il lenzuolo dal panorama. Tutti guardano da quella parte. E di li dopo siamo andati sulla spiaggia.

Sembrerebbe un paesaggio marino sebbene il molo sia sparito e si abbia l'impressione di una lingua di terra che emerga dall'acqua che è agitata e riflette un po' di luce solare e la luce solare filtra attraverso le nubi. Ho saltato un passaggio. Cosa c'è da ridere. Nelle tue condizioni. Quanto dura. Camminava a tentoni nella stanza per accendere la luce. I suoi occhi si restrinsero leggermente. Dalla porta aperta vedevo il prato che lentamente diviene azzurro e poi argenteo. Che cos'è questa cicatrice domandai. C spense la luce mormorando. Non provava un grande interesse per tutto quello che diceva. Aveva una sottile riga bianca sul ventre. Allungò una mano nel buio verso la bottiglia. Lentamente muovendo la sua mano. Sono disposta a fare qualsiasi cosa pur di aiutarlo. Nel passare accanto al letto mise un piede su qualcosa di caldo molle e liscio. Parla con voce un po' infantile quando racconta di C. L'avevo già notata ma ora appariva piú evidente sulla pelle abbronzata. Perché amo mio marito. Disse che era andata a fare una passeggiata sulla riva del lago. E andavi a letto con altri uomini mentre vivevi con lui? sí con C. Le cosce erano linee parallele che poi s'interrompevano. Le gambe sono formate semplicemente da linee diritte terminanti a punta. Cambiano continuamente nella forma e direzione e qualche volta anche nel colore. L'accompagnai a letto e dormimmo l'uno vicino all'altra. Le prese il volto tra le mani e la baciò. E infine la menomazione sessuale. Pareti e soffitti s'incurvano lievemente in ogni direzione possibile. Seguendo il movimento dei cavi. Non le avevo mai detto che durante il nostro ultimo incontro C aveva ripetutamente sostenuto di amarla ancora.

Non c'è piú niente da bere. Indossava un vestito di lino marrone con una sciarpa rossa. C indossa una giacca di tweed con pezze di cuoio al gomiti un maglione leggero e calzoni grigi. L'indice della mano destra scorre su un immaginario testo stampato sulla mano sinistra come su una pagina. Indossava una gonna nera di lana lunga fino ai piedi. Sono cosi ubriaca. Non cosi in fretta. Non c'è piú caffè. Non c'è piú la febbre. C'è giú il mammone. Mentre la nave si fermava. Tutti bagnati. Colpo di buio e scende quell'affare. Una gamba era stesa e divaricata e senti le dita di C fra i capelli. Ne risulta che il limite dell'orizzonte è completamente oscuro e lo si può distinguere solo confusamente. Passo nella camera accese le luci e si guardò attorno. C tese una mano ma lei si scostò in modo da non essere toccata. Si guardò le mani. Si rivesti maglione calzoni calze pesanti e mocassini e mentre quasi inconscia dei movimenti che compiva si sedeva davanti allo specchio udí bussare. Si diresse verso la scala stretta e sali appoggiandosi alla ringhiera senza voltarsi a vedere che la seguisse ma sapendo che C le era alle spalle. Poi senti battere leggermente alla porta. Dopo un momento si raddrizzò e andò al lavandino. Per un momento si tenne semplicemente immobile poi si accorse che tremava violentemente in tutto il corpo. Breve pausa. C bussa alla porta. Avrebbe indossato un vestito di velluto rosso vivo con una cintura dorata e le larghe maniche foderate di ermellino avrebbero fatto intravvedere il braccio nudo posato sulla ringhiera della scala dietro di lei. Pure sulla maglietta c'erano macchie brune. La porta non si apre. Non riusciva a parlare da quanto si sentiva sfinita.

Riempí il lavandino e cominciò a. strofinarsi con l'acqua e un asciugamano ruvido prima la mano che era stata macchiata del sangue di C e poi la spalla sulla quale aveva tenuto premuta la testa. Si asciuga la faccia poi il collo guardandosi di profilo nello specchio mentre un filo d'acqua scende freddo sul fianco destro e avanza adagio poi il telefono squillava. Stava per alzarsi e correre per vedere cosa succedeva nella stanza accanto quando all'improvviso scorse due uomini passare dinanzi alla porta socchiusa della stanza di suo marito e uscirne un giovanotto magro dalla pelle olivastra con un maglione dal collo alto sotto una giacca sportiva e un uomo bruno e tarchiato. Lasciò la cassa si allontanò di qualche passo ritornò subito di nuovo la spinse a piú riprese tenendo gli occhi puntati sull'obiettivo ma molto adagio non come se avesse realmente l'intenzione di farla cambiare di posto. Perché non posso lasciare mio marito C diceva. Secondo me basta avere un po' d'immaginazione. In una serie di legami poco vincolanti all'apparenza ma presto divenuti indispensabili i nuovi impieghi le nuove prospettive di carriera i nuovi beni di consumo di un tenore di vita piú elevato. Si saprà solo fra alcuni giorni. No stasera è impossibile. Non c'è un motivo per farne un dramma. Il neorealismo fu un fatto molto importante per la generazione di mezzo. Ma io sto male. Dunque ci amiamo. Poi C si mette contro il muro e resta voltata. La musica termina e essa si volta a guardare. C la insegue mentre s insultano per l'appartamento. C si gira. Be' non c'è nulla di triste. Prende un libro e C la raggiunge. Guardandola fissamente. Un mese piú tardi C telefonò nel cuore della notte.

Circa sei mesi prima del colloquio il marito aveva avuto un diverbio col portinaio ed era stato aggredito da questi alla presenza di C. C ricordava di avere sempre avuto crisi periodiche di nervosismo ma riconosceva tuttavia che il tipo di nervosismo che era seguito all'aggressione subita dal marito era diverso anche soggettivamente e associato al tremore delle mani. Poi sollevò il microfono. Il telefono squillò. Ritornò nella stanza. Ritornò al telefono. Tornò a sedersi sul letto. Riempi due bicchieri. Saltò fuori dal letto. Guardò la sua faccia addormentata. Appoggiò il libro sul comodino accanto al bicchiere. È sempre piú difficile trovare dietro la pagina un cuore che batta. lo penso che quel che caratterizza la nostra generazione sia una spiccata nostalgia per la giovinezza o per meglio dire una superstite disposizione ad essere giovani. Io dissi a mia moglie che piú di ottantamila lire al mese non avrei pagato. Seguitò a supplicarmi ero l'unica donna che avesse mai desiderato nella sua vita mi chiese se stava per perdermi di nuovo gli risposi di si. Voglio tornare a casa. Poteva un superuomo inchinarsi alle normali leggi della società trovando gelosia o rimproverando la donna amata per il suo tradimento. Mette l'assegno sul tavolino. Ha lo sguardo fisso nel vuoto ma sembra non ci sia odio nei suoi occhi che semmai esprimono una sorta di doloroso stupore. Gli sedette accanto distese le gambe verso il fuoco. Mi tirò per i capelli trascinandomi nella sua stanza dove mi picchiò con tutte le sue forze chiedendomi se anche con l'amante mi comportavo come con lui. Attendo senza dir nulla. Riapro il libro a pagina 76. No non è questa. Si diresse verso la porta e lo l'accompagnai e aprii.

Per tutta la durata del percorso era stato silenzioso. A sinistra la cavità termina con un basso arco di roccia entro il quale una nicchia imbutiforme penetra nell'oscurità. Discese nell'atrio servendosi delle scale. In poco tempo aumentano le affezioni bronchiali e gli enfisemi polmonari. Non lungi dalla grande sala di C con il suo pilastro centrale di roccia vi è una cavità poco profonda occupata da una grande parete larga piú di 20 metri. Entra nel bagno trovandone l'atmosfera piú calda e lascia scorrere l'acqua bollente nella vasca. L'acqua fredda che gli sfiorava il corpo e gli scompigliava i capelli lo fece rabbrividire. Dopo periodi di eruzione gocce di dura acqua calcarea dai ruscelli montani filtrano attraverso le rocce e gradualmente depositano strati trasparenti sulle pareti o formano delle colonne stalattiti o stalagmiti che pendono dal soffitto e sorgono dal pavimento fino a incontrarsi. Vidi un filo d'acqua uscire sotto la porta dal bagno. Ivi le pareti rocciose sono cosi levigate e lisce come se un ghiacciaio vi fosse passato sopra. Ivi i soffitti furono composti da un calcare compatto non poroso che attraverso la condensazione risultarono interamente coperti da piccolissimi cristalli di calce. Sulla curva di questo arco stanno enormi forme di mammut giganti. E 10 dicevo. Qui non sarei capace di aggiungere altro alle osservazioni precedenti. Stava cercando un'altra storia da raccontare. Quarto sintomo la lucidità sempre dimostrata anche nel corso dell'incontro e che è tipica della fase iniziale della malattia. Alzò rapidamente gli occhi su di me e di nuovo distolse lo sguardo. Nessuna traccia di abitazione umana è stata trovata nell'interno delle caverne.

Serrare i denti o le mani. Un vestito molto chiaro di colore pistacchio le copriva le braccia e parte del collo e le stringeva i fianchi. Alla sinistra una donna molto piegata in avanti il collo assai allungato il naso schiacciato i seni fortemente marcati le mani protese verso l'uomo. Nella figura di C i seni hanno cinque linee circolari l'arca pelvica e il ventre sei. Poi alza i piedi e si lascia affondare. C'erano dei fiori disposti in un vaso e un lungo sofà dinanzi al caminetto. Mio marito venne verso di me ebbi paura che volesse battermi mi coprii il viso con le mani. Poi entrò nella sua auto parcheggiata lungo il marciapiede un'auto bianca. In fondo alla strada stretta il semaforo è fermo sul rosso. Indossava un cappotto blu entrò nell'auto e parti. Tutti i percorsi immaginabili sono altrettanto impraticabili della linea che rappresenta il collegamento diretto con l'obiettivo e nessun adattamento della forma del corpo alle forme spaziali degli oggetti circostanti può permettere di giungere all'obiettivo. Si volta in uno scatto di collera. Era esausta. Era furente e un'ondata di collera le sali dal collo alle orecchie. L'intero corpo vibra la testa risalta netta il dorso ricurvo si prolunga dalla sua estremità e la tensione delle braccia tracciate diagonalmente prosegue la linea del dorso. Poi tranvai autobus e veicoli privati cominciarono a bloccarsi a ripetizione dalla periferia verso il centro sul piazzale del Cimitero Monumentale in Foro Buonaparte in piazza Fontana lungo la cerchia del Navigli. Avremmo potuto farne a meno. Dall'inizio alla fine. Non fermiamoci qui. Poi si ricomincia. Presto seguirono tremore traspirazione perdita di peso ed esoftalmo. Tutt'intorno il paesaggio era immerso nell'oscurità.



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