2. Descrizione
ANCORA UNA VOLTA LA GUERRIGLIA SI E' SCATENATA NEI GIORNALI DI MILANO

La vita operosa di Milano è stata sconvolta ieri pomeriggio da una ventata improvvisa di violenza e di furore senza precedenti anche nelle ore più buie della storia più recente della città. Per tutto il pomeriggio e fino a tarda sera le vie del centro sono state teatro di scontri aspri accaniti feroci tra le forze di polizia e folti gruppi di dimostranti appartenenti a gruppi di estrema sinistra. Decine e decine di feriti e contusi dall'una e dall'altra parte. Barricate. Automobili rovesciate e incendiate. Agenti strappati dalle macchine e duramente percossi. Gragnuole di bombe molotov. Acri barriere di lacrimogeni. Barricate. File di tram con i vetri in frantumi.

Ancora una volta la guerriglia si è scatenata nelle strade di Milano. Per oltre tre ore le zone del centro si sono trasformate in campo di battaglia. Da una parte le forze dell'ordine intervenute con estrema violenza e dall'altra estremisti di sinistra che hanno devastato si presume secondo un disegno prestabilito quanto hanno trovato sulla loro strada. t stato un attacco esasperato durissimo. Per oltre tre ore i guerriglieri armati con sbarre di ferro sassi biglie di ferro e di vetro razzi hanno incendiato automobili costruito barricate messo di traverso autobus. Centinaia di bottiglie molotov sono state scagliate dai dimostranti che hanno messo in atto la tecnica della guerriglia urbana radunandosi improvvisamente in un posto e aggredendo la polizia e quindi disperdendosi nelle strade laterali per ritrovarsi più tardi.

I dimostranti hanno portato la guerriglia per le vie del centro storico di Milano. Violenti scontri si sono susseguiti per oltre quattro ore con la polizia. I feriti tra le forze dell'ordine sono stati 49. 22 carabinieri 5 ufficiali 3 sottufficiali e 19 poliziotti. Nei vari ospedali continuano a affluire civili parecchi dei quali appartengono a dimostranti. Molti di costoro però hanno preferito rivolgersi a medici privati. Questura e carabinieri hanno arrestato 82 dimostranti. E' stato seriamente colpito l'edificio del Corriere della Sera. Si sta facendo un bilancio dei danni. Sono state incendiate decine di automobili.

La piazza si è scatenata oggi a Milano. Una piazza limitata a gruppi di estremisti di sinistra sufficienti comunque a creare incidenti gravissimi di cui soltanto il bilancio può dare l'esatta misura. Un passante è moribondo. Sembra sia stato colpito alla testa da un sasso o da un candelotto lacrimogeno poi abbia sbattuto contro un palo di ferro della segnaletica infine sull'autolettiga è stato colto da infarto. E' gravissimo all'ospedale. Poi decine di feriti molte auto incendiate bombe molotov scagliate dovunque negozi presi d'assalto e semidistrutti tram danneggiati.

Forse mai come ieri la guerriglia urbana a Milano aveva raggiunto simili punte di asprezza di ferocia di violenza organizzata. La città è rimasta sconvolta non solo per gli scontri i sassi i bastoni le cariche e i candelotti lacrimogeni ma anche per le bombe molotov gli incendi le barricate erette in decine di strade con automobili private e autobus di linea. Per le decine e decine di automezzi di jeep e con le bombe incendiarie. Per i danni numerosi in una della polizia e di tram semidistrutti a bastonate a sassate vasta zona della città dove i guerriglieri hanno continuato per ore e ore a tenere impegnate le forze dell'ordine con incursioni rapide e improvvise.

Gravi episodi di provocazione sono avvenuti oggi pomeriggio nel centro di Milano. Nel corso di prolungati scontri la polizia ha attaccato violentemente gruppi di estremisti. Un anziano passante colpito da un candelotto in fronte è ricoverato in fin di vita al policlinico. Gruppi di provocatori appartenenti a organizzazioni extraparlamentari sedicenti di sinistra hanno compiuto atti teppistici in varie zone della città e al Corriere della Sera. Una delle guerriglie urbane più cruente che mai si siano svolte a Milano. E' durata molte ore e si è estesa a macchia d'olio. I punti caldi sono stati decine. Impossibile seguire con un filo di logica il succedersi degli avvenimenti che però sembrano avere seguito un disegno preordinato di provocazione.

Pochi minuti dopo le 16 da via Cusani proveniente pare da corso Garibaldi è giunto il corteo della sinistra extraparlamentare. La polizia gli ha bloccato l'accesso a largo Cairoli chiudendo l'imbocco all'altezza di Foro Bonaparte. Vi è stata una breve consultazione tra funzionari della polizia e organizzatori del corteo dopo di che gli opposti schieramenti si sono fronteggiati per alcuni minuti senza che nulla accadesse. Tutto faceva credere che il corteo avesse rinunciato a proseguire limitandosi a presidiare la zona adiacente a largo Cairoli.

Alle 16 circa 5000 persone si sono ammassate nelle strade adiacenti a via Ponte Vetero uno dei vecchi centri di Milano. Quando si è trattato di raggiungere largo Cairoli c'è stato un incontro tra organizzatori della manifestazione e il questore il quale esigeva che i partecipanti abbandonassero i bastoni delle bandiere e qualsiasi altra cosa potesse trasformarsi in armi. Ma il comitato organizzatore non ha aderito. Non voleva perquisizioni. Nel frattempo mentre la testa del corteo si era attestata in attesa delle decisioni in via Cusani la coda si è mossa per via Broletto. Gli organizzatori affermano che volevano raggiungere via Dante e quindi largo Cairoli facendo un giro più lungo. Quando i dimostranti sono giunti quasi all'altezza di piazza Cordusio sono stati respinti dalle forze dell'ordine che hanno lanciato numerosi candelotti lacrimogeni.

I primi incidenti sono avvenuti verso le 16 in piazza Cordusio. Secondo la versione ufficiale la polizia che presidiava la zona ha notato un gruppo di dimostranti con caschi e aste di bandiere che si stavano dirigendo verso largo Cairoli e ha chiesto che venissero abbandonati. Sempre secondo la versione ufficiale i dimostranti avrebbero risposto improvvisamente con un lancio di pietre. Le forze dell'ordine hanno allora attaccato rincorrendo gli estremisti che nel frattempo avevano ripiegato in via Broletto. Qualche minuto prima un altro folto gruppo di dimostranti aveva raggiunto largo Cairoli provenendo da via Cusani. Anche questi portavano caschi fazzoletti e bandiere con aste di legno. A questo punto sono giunti gli echi dei candelotti lacrimogeni che le forze dell'ordine avevano fatto esplodere in piazza Cordusio. Poco dopo i due gruppi di estremisti si congiungevano.

I gruppuscoli della sinistra extraparlamentare avevano cominciato a affluire per raggiungere largo Cairoli. Via Dante però era stata bloccata dalla polizia. I dimostranti molti dei quali portavano caschi da motociclista e avevano in mano aste di bandiere dopo brevi scaramucce si sono dispersi per le vie laterali cercando di raggiungere largo Cairoli. I primi violenti scontri sono avvenuti all'angolo tra via Cusani con corso Garibaldi dove la polizia aveva steso un fitto cordone formato da uomini e camionette. Vi è stato un primo lancio di candelotti lacrimogeni e i dimostranti hanno risposto col lancio di pietre e bottiglie molotov.

Dai gruppetti di sinistra disposti all'angolo tra via Dante e via Giulini sono partiti i primi sassi contro il cordone di agenti che impediva loro di raggiungere largo Cairoli. Sembrava un episodio quasi trascurabile fine a se stesso Ci sono stati gli squilli di tromba poi una prima carica. ma è stata la scintilla che ha scatenato la violenza. Una prima bottiglia incendiaria è stata fatta esplodere in piazza Cordusio in fondo a via Dante dove giungeva la coda del corteo attestato in via Cusani. I disordini sono scoppiati anche qui dove già i guerriglieri avevano formato delle barricate trascinando in mezzo alla strada numerose automobili private. Da largo Cairoli sono partite a sirena spiegata le jeep della polizia una dozzina di vetture a tutta velocità.

I dimostranti si sono ritirati ma nella fuga hanno cominciato a disselciare la strada formando nel contempo barricate con le auto in sosta. Pochi minuti dopo il secondo focolaio è scoppiato in via Cusani nel largo costituito dal confluire di via Broletto via Ponte Vetero e via dell'Orso. Al lancio di sassi e di biglie di ferro da parte degli estremisti le forze dell'ordine hanno risposto con i candelotti. E da questo momento è cominciata la guerriglia Barricate strade disselciate sassaiole. Tutto sotto il fumo nero dei candelotti sparati dalle forze dell'ordine per disperdere i dimostranti.

I primi incidenti sono scoppiati lontano da via Cusani in piazza Cordusio dove la polizia ha caricato un gruppo di estremisti. t stato questo l'inizio dei disordini. Cariche violentissime si sono susseguite lungo via Broletto via Dante via San Tommaso e via Rovello. In breve gli scontri si sono estesi in tutta la zona con punte di particolare violenza proprio in via Cusani dove si trovava il grosso dei manifestanti. Sono stati sparati centinaia di lacrimogeni quasi tutti a altezza d'uomo alcuni dei quali hanno danneggiato i tram e gli autobus in sosta. Provocatori si davano alla distruzione di numerose auto in sosta.

Si è sentito un urlo levarsi dalla piazza i primi sassi si sono incrociati con i primi candelotti lacrimogeni le due parti sono entrate in contatto con una furia paurosa in un mulinare di calci di moschetto e di manganelli con il sinistro accompagnamento degli scoppi dei candelotti lacrimogeni e di quelli soffocati delle bottiglie incendiarie. La battaglia si è frazionata rapidamente in accaniti corpo a corpo dopo che le file dei dimostranti erano state travolte dalla prima carica in un susseguirsi di mischie serrate feroci senza risparmio di colpi. L'aria era piena di tondelli di ferro di bulloni di biglie di cubetti di porfido che filtravano fra le volute grigie dei lacrimogeni e i falò delle prime macchine incendiate. Hanno preso fuoco raggiunte dalle bombe molotov una decina di macchine private molte delle quali sono state messe per traverso a formare barricate.

Dalle i 6 le strade del centro sono state sconvolte da gravissimi disordini. Gruppi di dimostranti della sinistra extraparlamentare si sono scontrati con le forze dell'ordine. E' stata una vera e propria guerriglia nelle strade invase dai fumi acri delle bombe lacrimogene e mentre la gente sorpresa sui tram o sui marciapiedi cercava di trovare un riparo qualsiasi. I guerriglieri hanno impegnato a lungo le forze dell'ordine che hanno risposto con durezza a volte usando i moschetti impugnati dalla parte della canna e usati come una clava. In più di un'occasione agenti e carabinieri sono stati costretti a ritirarsi davanti all'incalzare dei terroristi e alla loro tattica. Molti passanti hanno vissuto momenti di panico molti altri si sono rifugiati nei portoni e in parecchi stabili i custodi hanno chiuso i cancelli.

Iniziati nel dedalo di viuzze nei pressi di largo Cairoli di fronte al Castello Sforzesco i disordini si sono estesi rapidamente fino a raggiungere via Solferino dove ha sede il Corriere della Sera. Precedendo l'arrivo dei reparti di polizia un centinaio di estremisti hanno attaccato i pochi agenti presenti. Una decina di bombe molotov sono state scagliate contro le finestre del giornale in particolare quelle della cronaca al piano terreno. Mattoni e biglie metalliche hanno raggiunto anche il primo piano dove sono andati infranti i vetri delle finestre della redazione e della sala telescriventi. Fiamme e fumo sono penetrati all'interno. Poi all'arrivo delle forze dell'ordine le cariche e le incursioni sono proseguite nelle strade adiacenti.

Impugnando i moschetti dalla parte della canna le forze dell'ordine hanno nuovamente attaccato riuscendo a respingere gli estremisti che si sono poi diretti verso piazza del Carmine e le strade vicine. Gli stessi tram bloccati facevono da riparo agli estremisti che hanno continuato a bersagliare le forze dell'ordine con pietre biglie di acciaio e a volta rilanciando anche i candelotti inesplosi. In questa fase la polizia ha fermato numerose persone soprattutto giovani e giovanissimi alcuni inseguiti anche dentro i portoni delle case. Ragazzi e ragazze con i volti tumefatti sono stati portati in questura. Non erano ancora le 17. Si pensava ormai che gli incidenti riaccesi con episodi di estrema gravità.

I dimostranti divisi in numerosi gruppetti si sono allontanati dalla zona di largo Cairoli defluendo verso Brera corso Garibaldi i Bastioni di Porta Volta. Inseguiti dalle forze dell'ordine i dimostranti hanno incendiato numerose auto con le bottiglie molotov in Foro Bonaparte e in via Legnano. Una gazzella dei carabinieri è andata distrutta. Molto jeep della polizia sono state messe fuori uso. Su un tram in via Broletto è entrato un candelotto fumogeno. La battaglia intanto si estendeva. Una sessantina di giovani hanno raggiunto la sede del Corriere della Sera assaltandola con bottiglie molotov. Un autobus della linea 43 è stato messo di traverso in via Pontaccio. Altri dimostranti hanno raggiunto la sede di un concessionario della Renault sui bastioni di Porta Volta. Hanno infranto le 8 vetrine hanno semidistrutto con bombe molotov le vetture in esposizione.

Da questo momento gli incidenti si sono spezzettati coinvolgendo in pratica tutto il centro e anche alcune zone della periferia. Per oltre tre ore si sono avuti episodi di violenza assalti anche contro i negozi in una città completamente sconvolta. Impossibile riferire tutti gli episodi. Il clima di guerriglia vissuto dalle strade del centro è stato aggravato anche da una spaventosa congestione di tram che sono rimasti bloccati in una lunga fila sia in via Broletto che in via Ponte Vetero. Mentre la gente terrorizzata fuggiva i mezzi pubblici sono rimasti sotto un fuoco di fila di candelotti lacrimogeni e di pietre. Molti mezzi sono stati incendiati. Decine di macchine sono state poi messe di traverso e date alle fiamme per aumentare la confusione.

Non era mai accaduto che una zona tanto vasta fosse invasa dal fumo acre dei gas lacrimogeni ma questa volta sono stati meno efficaci del solito. I dimostranti hanno escogitato infatti per l'occasione una nuova arma. Piccoli estintori utilizzati per coprire con getti di schiuma e rendere inoffensivi i candelotti quando questi giungevano a terra. Non è stata questa l'unica novità posta in atto dagli estremisti ogni giorno più esperti nella tecnica della guerriglia urbana della violenza e del terrore. Sono da segnalare le automobili-trappola vetture private scardinate cosparse di benzina all'interno e improvvisamente incendiate all'arrivo degli agenti. I grossi chiodi a 4 punte gettati per terra davanti alle ruote dei veicoli militari. I cavi elettrici dei tram tagliati con le cesoie per impedire alle forze dell'ordine di provvedere allo sgombero.

I gas lacrimogeni hanno invaso prima la piazza poi le strade adiacenti fino a via Ponte Vetero dove bande di teppisti si spostavano velocemente scagliando mattoni e cubetti di porfido contro i parabrezza dei tram forse una cinquantina bloccati in un'interminabile fila. Da via Ponte Vetero alla zona di Brera a corso Garibaldi al Corriere della Sera e alla zona adiacente i guerriglieri si sono spostati rapidamente a gruppi impegnando sempre le forze dell'ordine facendo scoppiare bottiglie incendiarie innalzando barricate con automobili e autobus di linea dai quali gli addetti e i passeggeri venivano fatti scendere precipitosamente.

Le forze dell'ordine con le jeep e i jepponi hanno cercato di travolgere le barricate ma il fumo dei candelotti sparati e le sassaiole da parte dei guerriglieri hanno fatto fallire la manovra. Due jepponi si sono scontrati fra loro. La stessa sorte è poi toccata a altre jeep. Gli agenti sono stati costretti a ritirarsi per tornare alla carica poco dopo. I tentativi sono stati numerosi e non tutti fortunati. Una jeep della polizia è stata travolta dalle fiamme. Numerosi altri principi di incendio sono avvenuti sia su mezzi della polizia che sulle auto posteggiate nella zona.

Giunti in fondo alla via gli automezzi si sono trovati di fronte alle barricate alle sassaiole alle bombe molotov. Hanno dovuto ritirarsi a marcia indietro tamponandosi ciascuno con quello retrostante urtandosi con quelli che sopraggiungevano in appoggio compiendo cariche e caroselli sulla strada e sui marciapiedi. Sono almeno una trentina le jeep semidistrutte incendiate con le porte scardinate e i vetri in frantumi. Ritornando sulla piazza guidate in qualche modo dagli agenti picchiati contusi con il volto sanguinante le jeep hanno rischiato più volte di scontrarsi con le decine di autoambulanze che a sirene spiegate giungevano per ripartire subito dopo e poi ritornare a prelevare altri feriti.

Nella zona si sono avute scene di panico. I tram bloccati in mezzo ai binari sono stati bersagliati con sassi e biglie lanciate da fionde e molti vetri dei finestrini sono andati distrutti. I passeggeri hanno dovuto difendersi alla meglio chi non aveva fatto in tempo a fuggire è stato costretto a sdraiarsi. Dopo una breve tregua la battaglia è ripresa sempre più violenta. In via Pontaccio gruppi di giovani si sono impadroniti di un autobus della linea 43 lo hanno spostato di traverso a fianco di un altro autobus bloccando completamente la strada. In via Legnano due giovani hanno incendiato con stracci imbevuti di benzina due auto mentre in via Tivoli è stato appiccato il fuoco a un distributore di benzina. I pompieri subito accorsi sono riusciti a domare le fiamme. In via Broletto un tram della linea 8 è stato colpito da una bottiglia incendiaria.

Nel pomeriggio dopo i primi scontri la guerriglia è apparsa organizzata con una tecnica che ha più volte messo in difficoltà le forze dell'ordine. Per aumentare la confusione e nello stesso tempo rendere difficile ai mezzi della polizia di muoversi i guerriglieri hanno sabotato i tram. In via Pontaccio è stato bloccato un autobus della linea 43. Passeggeri bigliettaio e conducente sono stati costretti a scendere e a allontanarsi. Il pesante mezzo è stato quindi messo di traverso nella strada che è rimasta così bloccata. In via Broletto in via Tivoli in piazza Cordusio in via Pontaccio i tram sono stati bloccati provocando un gigantesco intasamento. Per impedire che la polizia li facesse sgombrare i dimostranti hanno anche tagliato con cesoie i trolley. Molti vetri sono andati in frantumi sotto i colpi dei sassi.

Un'altra tecnica della guerriglia sperimentata per la prima volta ieri è stata quella di usare le auto trovate per le strade come trappole. Gruppetti di guerriglieri armati di piede di porco e di bottigliette di benzina hanno infatti girato per le strade. Le vetture sono state aperte con il piede di porco e l'interno dell'abitacolo cosparso di benzina. Quando i porci dell'ordine si avvicinavano uno degli estremisti provvedeva a dare fuoco alla benzina provocando così un improvviso e pericoloso ostacolo sulla strada delle forze dell'ordine. Dopo la prima serie degli incidenti gli scontri sono proseguiti nel quadrivivo tra via Broletto via Ponte Vetero via Cusani e via dell'Orso. Qui si era infatti attestato il grosso dei dimostranti.

In via Tivoli i dimostranti hanno appiccato il fuoco a un distributore di benzina. Barricate sono state erette un po' dappertutto in corso Garibaldi in via Broletto. Anche in via Boito dietro piazza della Scala ci sono stati tentativi di barricate. Qui è avvenuto tra l'altro il doloroso episodio del passante poi ricoverato all'ospedale policlinico. Al parco nei pressi dell'Arena una autovettura con alcuni carabinieri a bordo è stata presa d'assalto da un gruppo di dimostranti. Anche in via Crispi un'altra vettura dei carabinieri ha subito la stessa sorte. In via Broletto i dimostranti hanno attirato in un tranello due carabinieri che stavano inseguendo due giovani con caschi e bastoni. Da alcuni portoni sono spparsi improvvisamente numerosissimi altri guerriglieri che hanno sopraffatto i carabinieri salvati solo dopo qualche istante dai compagni accorsi.

Gli scontri fra dimostranti e polizia sono continuati lungo corso Garibaldi e Foro Bonaparte fino in via Legnano. Attorno alle 17,15 un gruppo di provocatori si è diretto verso la sede del Corriere della Sera prendendola di mira con sassi e tondini di ferro e bottiglie incendiarie. Gli scontri in via Legnano sono stati estremamente duri. Un gran numero di auto in sosta è rimasto danneggiato, una Alfa 1750 e una Taunus sono andate a fuoco di fronte all'istituto Schiapparelli. Gravi danni in altra parte della città ha subito anche la filiale della Renault a porta Volta dove le macchine in esposizione sono state asportate da gruppi di estremisti e usate per formare barricate in mezzo alla strada. Gli ultimi scontri di una certa consistenza sono avvenuti in piazza Lega Lombarda dopodiché i dimostranti si sono dispersi in piccoli cortei lungo via Bramante e via Paolo Sarpi.

Alle ore 17,30 quando ormai in piazza Castello e largo Cairoli erano state sgomberate la guerriglia si era spostata in decine di altri punti della città. Scontri violenti si sono verificati anche intorno all'Arena. Proprio qui all'angolo tra via Bramante e Piazza Lega Lombarda uno dei candelotti esplosi dagli agenti che cercavano di disperdere i guerriglieri è scoppiato all'interno di un negozio di abbigliamento per bambini La Cicogna. Una cliente con in braccio un bimbo di due anni per sfuggire al gas che aveva invaso il locale è salita al piano superiore. Ma il fumo acre ha ben presto invaso queste stanze. La donna si è affacciata alla finestra e ha lanciato invocazioni di aiuto coprendo con le sue grida le urla del bambino terrorizzato. Agenti della polizia hanno sistemato una scala a pioli sotto la finestra e hanno aiutato a scendere la donna e il bambino che sono stati ricoverati in ospedale per intossicazione e per un leggero stato di choc.

Da ogni parte lanci di sassi di biglie di acciaio e susseguenti cariche della polizia che faticava a seguire i vari commandos nelle viuzze della vecchia Milano una zona dunque adattissima alla guerriglia. Gli extraparlamentari una volta cacciati dal centro si sono spostati verso la periferia in piazza Lega Lombarda al Cimitero Monumentale all'Arco della Pace in corso Sempione. Al termine della battaglia tutte le strade della zona erano cosparse di ciottoli mattoni sbarre d'acciaio chiodi a 3 punte per bloccare gli autobus e le auto dei privati. Un finimondo indescrivibile mentre ancora si udivano gli ululati delle sirene delle autolettighe che portavano negli ospedali gli ultimi feriti una cinquantina tra civili agenti e carabinieri e delle auto della polizia che portavano in questura i fermati pure una cinquantina.

Intanto le cariche della polizia proseguivano contro cittadini del tutto estranei alla manifestazione anche dopo che i dimostranti erano stati respinti verso corso Garibaldi. E' nel corso di questi scontri che è avvenuto il più grave incidente della giornata. Un gruppo di persone del tutto estranee agli scontri in corso si trovava sull'angolo in piazza della Scala con via Verdi quando sono transitate alcune jeep della polizia dirette all'angolo con via dell'Orso dove si trovava un gruppo di dimostranti. Mentre dunque le cariche si dirigevano nella direzione opposta e mentre in piazza della Scala non si trovava alcun dimostrante alcuni poliziotti hanno sparato in direzione del gruppo di persone alcuni candelotti lacrimogeni. Il primo lanciato a parabola è finito nel posteggio che circonda il monumento a Leonardo. Il secondo sparato invece a altezza d'uomo ha colpito in pieno volto un pensionato di 60 anni.

Il bilancio dei feriti degli arrestati e dei danni è impressionante. Un pensionato comunale di 60 anni è moribondo al reparto rianimazione del policlinico dove i medici lo hanno giudicato clinicamente morto. Si trovava casualmente in piazza della Scala all'angolo con via Giuseppe Verdi quando è rimasto coinvolto in uno degli innumerevoli scontri tra estremisti e forze dell'ordine. Un candelotto lacrimogeno lo ha colpito in piena fronte asportandogli letteralmente il cervello. Gli altri feriti sono complessivamente 80 fra i civili e 51 fra le forze dell'ordine tutti con prognosi variabile fra i 4 e i 30 giorni. 92 sono i fermati denunciati per violenza resistenza a pubblico ufficiale blocco stradale devastazione e adunata sediziosa. 20 di questi sono stati arrestati e rinchiusi nelle carceri di San Vittore.

L'episodio più grave è avvenuto in via Solferino. Una cinquantina di manifestanti hanno attaccato il Corriere della Sera provocando gravi danni. Arrivati sul posto da largo Treves col volto coperto da fazzoletti rossi hanno tolto le pietre dal tascapane infrangendo i vetri del piano rialzato. Quindi hanno lanciato una decina di bottiglie molotov che hanno incendiato degli infissi. Una bomba molotov è finita in un ufficio. La benzina schizzata all'interno ha bruciato i mobili e le carte. E' stata colpita anche la finestra della sala telescriventi. Gli scontri sono proseguiti in altri punti della città fino alle 20. Scompigliate le righe di piombo. La calma ma una calma molto relativa perché la tensione non è diminuita per l'intera serata è tornata in città solo dopo le 20,30 quando la nube di gas ha cominciato a diradarsi.


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