5. Divagazione
CHE COS'E' UNA RAPINA IN BANCA DI FRONTE ALLA FONDAZIONE DELLA BANCA STESSA?

I banditi sono tre. Per unanime testimonianza sono giunti sul posto con un'autovettura di media cilindrata color chiaro. Uno è rimasto al volante. Altri due giovani alti magri sono entrati dall'ingresso principale. Armi in pugno. Vi è chi giura che i due uomini hanno avuto come complici due donne vestite di nero sulla quarantina. Una delle quali aveva addirittura in braccio un bimbo. Le due donne si sarebbero fermate di guardia davanti alla banca. Sarebbero poi fuggite al primo sparo in direzione del mercato. Ma ecco i banditi armati nella banca. Uno indossa un impermeabile grigio. Ha il viso nascosto da un passamontagna. Porta occhiali scuri. Impugna due pistole. Il secondo indossa un impermeabile verde. Ha il viso celato da una sciarpa. Tiene in mano una rivoltella automatica.

Gli impiegati vengono costretti tutti a spostarsi sul lato destro dell'edificio. E due clienti che in quel momento si trovano in banca. Gli impiegati contro il muro con le mani in alto. I clienti a ridosso del bancone. Uno dei due banditi si dirige verso l'ufficio del direttore. Quello con una sola pistola. Punta l'arma. Lo immobilizza. Fruga nei cassetti. Si impadronisce di quasi 2 milioni. Il complice tiene a bada gli impiegati. E altri 6 clienti che nel frattempo sono entrati in banca. Il cassiere lentamente si è spostato di qualche metro dal suo tavolo di lavoro. Egli ha in tasca le chiavi di due casseforti ultimo modello. Dove sono custodite diverse decine di milioni. Tenta con ciò di guadagnare tempo, Di mescolarsi con gli altri impiegati per non farsi identificare.

La tragedia esplode improvvisa per la reazione di un cliente. Che era in banca per effettuare un versamento per conto della sua ditta. Credendo di cogliere un attimo di disattenzione da parte del bandito con le due pistole. Che teneva a bada clienti e impiegati. L'uomo robusto e vigoroso gli è saltato addosso. Cercando di immobilizzarlo. Quello che è esattamente avvenuto è difficile da ricostruire e da raccontare. Nella banca è nata una sparatoria cui hanno partecipato entrambi i banditi. Un cliente è stato colpito al cuore da un proiettile. Si è abbattuto fulminato. Altri due clienti sono stati colpiti da altri proiettili. Il primo al fianco e alla gamba destra. Il secondo al fianco destro. Una donna ha avuto il viso sfiorato da un proiettile e ha riportato ferite. Che era entrata nella banca insieme a una cognata per un prelievo. Così un giovane che aveva accompagnato lo zio in banca. E che era stato colpito di striscio da due proiettili alla gamba destra. Nel tentativo di reagire.

Vi sono urla di terrore. Vi è sangue. Vi sono corpi di persone stesi sul pavimento della banca. I banditi tentano la fuga. Un'auto è ferma di fianco alla banca. Uno riesce a salire a bordo. Il secondo lancia la pistola attraverso il finestrino. Due operai non intervengono. Che lì vicino stanno riparando il piano stradale. Ma viene acciuffato da alcuni cittadini e da alcuni impiegati della banca stessa. Usciti all'inseguimento. Già colpito a una mano da una sediata infertagli da un impiegato mentre lottava nella banca. Che gli ha fatto cadere di mano una delle pistole. Il bandito viene raggiunto. E' percosso a sangue da una due dieci venti cinquanta persone. Gli sfasciano sulla testa un cartellone pubblicitario. Lo percuotono con una sbarra di ferro. Lo calpestano. Infieriscono con una furia selvaggia. Accorrono i carabinieri appena in tempo per sottrarlo a un'atroce fine.

Un camerone dall'arredamento anonimo col solito bancone aperto. Dietro il bancone 6 impiegati. Al di qua del bancone due clienti. Sono appena passate le 10. Quando si ferma davanti all'ingresso una vecchia 1.100. Con tre uomini a bordo. Ne scendono due in uniforme da rapinatore. Cappotto scuro. Bavero alzato. Cappello calcato sugli occhi. Occhiali neri. Sciarpa di lana tirata sulla bocca. Entrano. Uno si mette sulla porta impugnando due pistole. L'altro si dirige verso il banco con in pugno un'altra pistola. Il più alto di taglia atletica un metro e 8 o circa. Poi la solita frase scandita in tono professionale. Questa è una rapina fermi tutti.

L'uomo alto sospinge i due clienti dietro il banco. Li fa allineare in un angolo con gli impiegati. Quindi inizia un giro per gli uffici della banca. Sollecito ma abbastanza tranquillo. Chi è il direttore chiede il bandito. Il direttore si fa avanti. Apri tutte le casseforti. 11 direttore lentamente ne apre due. Della terza dice di non avere le chiavi. Svelto. Gli fa il bandito. Poi andiamo nella camera del tesoro. Su un tavolo ci sono dei plichi sigillati. Il bandito fa per aprirli. Lì non ci sono soldi. Spiega il direttore. Lascia fare a me lo so io dove sono i soldi.

Entrano nuovi clienti. Vengono spinti contro il muro di qua del bancone. In 10 minuti sono già 16. Più i primi due. Allineati con gli impiegati. L'ultimo è un giovane di 31 anni. Massiccio e robusto ex paracadutista. Ha una borsa con dentro 1 milione e 700.000 lire. Lascia la borsa e mettiti con gli altri. Gli ordina il bandito di guardia alla porta. Il fascista gli ubbidisce. Mentre si avvia scorge in un lampo con la coda dell'occhio il bandito distratto. Con uno scatto d'atleta gli si getta addosso. Lo stringe alla vita. Quello reagisce fulmineamente. Spalanca le braccia. Fa fuoco con due pistole all'impazzata. Colpito a morte stramazza uno degli ostaggi. Accanto a lui cade suo nipote. Ferito da due proiettili alla gamba destra.

Nella confusione i clienti reagiscono immediatamente. Col coraggio della disperazione. Mentre i proiettili fischiano da tutte le parti. Si buttano anche loro sul bandito. Che continua a far fuoco. Tentano di immobilizzarlo. Scorre ancora del sangue. Un giovane è ferito alla coscia destra da un proiettile. Che gli squarcia l'arteria femorale. Un altro ha il fegato trapassato da un altro proiettile. Che gli esce dall'anca destra. Il bandito cerca di difendersi dall'assalto dei clienti. Ormai scatenati. Riesce faticosamente a divincolarsi. Colpisce una donna al capo con il calcio della pistola. Che cade a terra svenuta. Guadagna precipitosamente l'uscita.

L'altro rapinatore abbandona il sacchetto di plastica rossa. In cui ha accumulato 5 milioni. Arruffati dai cassetti e dalle due casseforti. Salta agilmente il bancone. Scappa come una lepre. Ma lo raggiunge velocemente uno dei primi due clienti presi in ostaggio. Che balza anche lui sul bancone. Brandendo uno sgabello glielo sfascia sulla testa. L'uomo perde l'equilibrio. Pochi secondi quanto basta perché tutti gli piombino addosso. E comincino a massacrarlo con pugni. Con calci. Con i rottami della sedia. Un pestaggio furibondo dal quale il bandito riesce a sottrarsi a stento. Il volto tumefatto. Una maschera orrenda di sangue. Trascinandosi verso la strada. Sotto la furia implacabile degli altri.

E qui sulla strada lo blocca il direttore della banca. Uscito in tempo da una porta secondaria per impedirgli la fuga. Incita con gesti disperati due stradini. A aiutarlo a fermare il bandito. Che stanno disselciando la strada. Afferra una bacheca del cinema. I due osservano la scena senza muoversi. La stacca dal muro dell'edificio. E la fracassa sulla testa del rapinatore. Che stava tentando di salire sulla macchina. Che si allontana con gli altri due malviventi a bordo. Intanto è accorso sul posto un guardiano. Che si fa largo tra la folla. Punta la pistola sul bandito. E gli evita un sicuro linciaggio.

Sono le 10 e un quarto o pochi minuti più tardi. Quando una 1.100 si ferma davanti alla banca. In quel momento vi si trovavano 7 persone. Il direttore. Tre impiegati. Il cassiere. Un commesso. E un solo cliente. Dei tre banditi uno resta al volante dell'auto con il motore acceso. Gli altri due entrano infilando occhiali scuri. Nascondendosi uno il viso con un passamontagna grigio. L'altro con una sciarpa dello stesso colore. Entrambi impugnano una pistola. Pronunciano poche parole. Faccia al muro in fila. Le canne delle armi accennano alla parete a destra dell'entrata. Qui si allineano gli impiegati. Le mani sul capo. Il cliente resta invece addossato al bancone.

Un bandito scavalca il banco. Pistola in pugno. Si ferma un attimo davanti al box della cassa vuota. Il cassiere si è affrettato a mescolarsi con gli altri impiegati. Che ha in tasca le chiavi della cassaforte. Vuota i cassetti. Banconote per 4 o 5 milioni.. Che infila nella borsa di plastica di un supermercato. Poi entra nell'ufficio del direttore. Il direttore sta battendo a macchina. Alza gli occhi. Si trova davanti il bandito mascherato e armato. Che gli intima. Le chiavi della cassaforte presto. Il direttore cerca di prendere tempo. Non le ho io. Le ha il commesso che in questo momento è assente è fuori. Furioso il bandito comincia a rovistare nei cassetti. Ogni tanto agita minacciosamente la pistola. Se non saltano fuori le chiavi sparo.

L'altro bandito intanto è rimasto a gambe larghe. Davanti all'ingresso. Appena entrato ha tirato fuori un'altra pistola. Ora brandeggia minaccioso le due canne di una beretta. E di un revolver a tamburo calibro 32. I minuti passano lenti. Interrotti soltanto dai frequenti aprirsi della porta. Clienti che entrano. E si trovano subito davanti alle bocche delle pistole. Mentre una voce intima perentoria. Là in fila con gli altri. Accanto al primo cliente. Addossati al bancone. Si allineano così 7 o 8 persone. Le mani sul capo.

Sono quasi le 10 e 30. Quando entra un nuovo cliente. E' venuto per un deposito. Ha lasciato la moglie in auto. E' entrato con una borsa che contiene 1 milione e 700.000 lire. Anche lui si trova davanti alle pistole e all'ordine secco. Là in fila con gli altri. Ma mentre passa accanto al bandito questi allunga una mano. Gli strappa la borsa con i soldi. Infilandosela sotto l'impermeabile. Il cliente pallido si mette in fila. Non è disposto a rinunciare al denaro. Aspetta l'occasione favorevole. Spiando le canne brandeggiate alternativamente sul gruppo dei clienti. E su quello degli impiegati. All'improvviso scatta. Riesce a cogliere il bandito di sorpresa. Stringendogli i polsi.

Ma non riesce a mantenere il vantaggio. Felino il bandito arretra di un passo. Libera una mano. Gli cala sulla testa più volte il calcio della pistola. Poi preme il grilletto. Mentre il cliente si abbatte privo di sensi. Un colpo solo che raggiunge al cuore un altro cliente. Lo fulmina. Lo vedono vacillare per un attimo poi accasciarsi. t morto prima di toccare terra. Il nipote si avventa sul bandito. Accecato da un'ira selvaggia. Non si accorge nemmeno che questo preme di nuovo il grilletto. Una pallottola gli strina i capelli. Gli apre un solco nella pelle della tempia. Lo prende alla gola. Ma il bandito fa ancora in tempo a sparare. Un'altra pallottola colpisce il nipote dell'ucciso. Di striscio alla caviglia. Che però non lascia la presa.

Soltanto un attimo dopo è scattato un altro cliente. P, un uomo massiccio di mezz'età. I suoi pugni pesanti come mazze si abbattono due tre volte sulla faccia del bandito. Che sembra cedere. Si scatena il finimondo. Due clienti si stanno accasciando. Le mani contratte sulle ferite. Altri si lanciano nella mischia. Il bandito continua a premere il grilletto. Finché un cliente impugna uno sgabello metallico. Glielo cala con tutte le sue forze sull'avambraccio destro. Facendogli saltare di mano la pistola a tamburo. E allontanandola con un calcio. Tutto è durato pochi istanti. Il bandito sta per essere sopraffatto. Ma in suo aiuto dall'ufficio del direttore accorre l'altro rapinatore. Trascina la borsa con i soldi. Nell'altra mano impugna la beretta. Spara nel groviglio.

Alcuni testimoni diranno che mirasse al compagno. Per eliminare un testimone pericoloso. Il suo intervento riesce a sconcertare il gruppo dei clienti. Che si sbanda. Il bandito riesce a avere un attimo di respiro. Si rialza. Raggiunge con un balzo la porta. Anche l'altro bandito salta il bancone. Si precipita in strada. Mentre il suo compagno più fortunato ha potuto balzare sull'auto. Ma resta appiedato. Ha appena fatto in tempo a gettare sul sedile la pistola. Due muratori lo guardano immobili senza intervenire. La 1.100 accelera perché da tutte le parti sta accorrendo gente.

Invano il bandito tenta di salire. Un passante lo ha raggiunto. Avvinghiato alla vita. Un attimo dopo gli è accanto un altro passante. Che sta trasportando una bombola di gas. La cala sulla testa del bandito. Poi sono dieci venti mani. Che lo afferrano. Agli abiti. Ai capelli. Colpiscono alla cieca. Il bandito cade. E' sommerso da un viluppo urlante. Un uomo divelle un cartello pubblicitario. E usa il palo che lo sorregge come una clava. Si vede nella mischia un altro bastone. Forse una sbarra di ferro comparsa non si sa come. Levarsi e abbattersi quattro o cinque volte. Finché l'uomo coperto di sangue smette di dibattersi. Si accascia svenuto.

Ore 10 e 30. Nel salone della banca una quindicina di clienti stanno eseguendo le operazioni. Entrano due individui. Ai quali nessuno fa caso. Hanno il volto coperto da una sciarpa. Un cappello calato sugli occhi. Uno grida la frase solita. Fermi tutti questa è una rapina. Sotto la minaccia delle pistole. Intimano la consegna dei soldi. Che tengono puntate contro impiegati e clienti. Uno dei due scavalca il bancone degli impiegati. E si dirige verso il cassiere. Intimandogli di aprire la cassaforte. L'altro costringe i clienti a ammassarsi contro un muro. Per controllarli meglio.

Entra un cliente. Che deve depositare i milione di lire per la ditta di cui è impiegato. E si trova alle spalle del bandito. Che tiene a bada clienti e impiegati. Il nuovo venuto compie un gesto. Che fa precipitare la situazione. Con un braccio cintura alla gola il rapinatore. Tenta di togliergli la pistola di mano. Di là del bancone il complice fa fuoco. La pallottola raggiunge al petto uno dei clienti con le mani alzate. Senza un grido lo sventurato col cuore spaccato scivola a terra. Quasi ai piedi del direttore di banca. Morirà nel giro di pochi minuti. Mentre un'ondata di terrore dilaga nella sala. In un angolo una donna sviene. I clienti ammassati al muro non riescono più a stare fermi. Gli stessi banditi esitano. Il direttore afferra uno sgabello. Lo getta con quanta forza ha contro l'assassino. Il pesante corpo contundente raggiunge in pieno la nuca del bandito. Con uno spigolo. Che casca a terra stordito.

Tutti si gettano disperatamente sul bandito sul pavimento. Che non è più in grado di reagire. E in pochi minuti su di lui è un groviglio di gente inferocita. Che mena colpi all'impazzata da ogni parte tra grida disumane. Il complice dell'assassino si avvicina al mucchio di braccia e di gambe. Che roteano vorticosamente. Preme il grilletto alla cieca. Una due cinque volte. Forse voleva liberare il compagno. Forse voleva ucciderlo. Perché aveva capito che per lui non c'era più scampo. Voleva evitare che dopo la cattura parlasse e lo denunciasse. Due persone sono cadute a terra. Perdendo sangue. Il primo viene colpito alla caviglia sinistra. Il secondo alla gamba. Dall'arteria femorale recisa sgorga una forte emorragia. Altre pallottole rimbalzano sul pavimento. Una finisce addirittura sul soffitto del salone. Il bandito guadagna l'uscita. Sempre con l'arma in pugno. Facendosi largo a gomitate. Salta su una macchina nera. Dove l'attende un complice. E fugge.

Anche l'assassino cerca la fuga. Lasciato momentaneamente libero. Si trascina carponi sul pavimento. Verso la porta. Ma non riesce a giungervi. Ancora una volta i presenti sono su di lui. Lo picchiano senza pietà. Durante il linciaggio nessuno dei presenti pensa di uscire sulla strada. Per leggere almeno la targa della macchina in fuga. Il suo volto è ormai una maschera di sangue. Quando i carabinieri liberano a stento l'assassino. Ha i capelli strappati. Gli abiti laceri. Segni di percosse in tutto il corpo. Sono insanguinate anche le gambe dello sgabello che lo aveva tramortito. Che è stato nuovamente usato per picchiarlo. Due edili abitanti nella borgata sono stati insultati dal direttore. Che stavano lavorando nei pressi della banca. Per non avere tentato di fermare l'auto dei banditi in fuga.



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