8. Documentazione
ALLA VIOLENZA REAZIONARIA DELLE ISTITUZIONI BORGHESI RISPONDIAMO CON LA VIOLENZA RIVOLUZIONARIA

E' cominciato all'inizio della settimana gli operai si sono resi conto che bisognava trovare forme di lotta che mostrassero la propria forza è cominciato con l'articolazione che ha diviso i cortei e le officine ognuno faceva un giretto e poi basta. Un giorno di settembre sotto un'aria che sapeva di mucche e di vino due italiani di nome Maria e Giovanni si sposarono in una chiesa con pezzi di affreschi alti sui muri di mattoni. Allora abbiamo cominciato a proporre una pulizia dei delegati e fare fuori quelli che non ci stanno sono 5 mesi che lottiamo li conosciamo tutti e ce ne sono stati tanti di delegati che non ho mai visto tranne quando c'è da fare una mozione contro gli estremisti.

Entrambi erano giovani Maria aveva 18 anni Giovanni 25 si conoscevano fin da ragazzi anche le famiglie si conoscevano e avevano una discreta fiducia fra loro il padre di Giovanni disse al figlio subito dopo le nozze non fidarti di nessuno. Abbiano preso una serie di contatti con le meccaniche perché venissero da noi lunedì dopo avere fatto il corteo siamo arrivati alla porta II che è quella più importante dove entrano i TIR i containers la dogana. Tutti dicono che l'onore non conta niente e invece conta più della vita senza onore nessuno ti rispetta strano discorso il giorno delle nozze ma Giovanni capì benissimo anche senza capirlo il discorso del padre che tutti credevano un bonaccione.

E lì abbiamo trovato le macchine abbiamo chiesto le chiavi ai guardiani c'era il capo che telefonava in direzione ma le macchine non hanno aspettato ci siamo ritirati un po' i guardiani hanno telefonato pronto passo e chiudo e se la sono filata. Non ricordavano più quando avevano cominciato a fare peccato ma certo erano giovanissimi Maria avrà avuto 13 anni si baciavano molto nelle sere di primavera accanto a piccole sorgenti in una cava di tufo nascoste tra ciuffi di capelvenere che sgocciolavano e sapevano odore di umidità e di terra. Poi è saltato il cancello si è spalancato e c'è stato l'incontro di Teano con baci e abbracci c'è stato un po' di sbandamento perché non si sapeva dove andare parte dei delegati e gli operai volevano portare le meccaniche in officina perché c'era una linea che tirava.

Deve essere stato fra quei cespugli e forse vicino alla sorgente ma tutto è molto confuso dato il tempo passato Maria pianse un paio di volte non si sa bene il perché dal momento che lo stringeva molto abbracciata con le braccia e anche con le gambe tra le stelle e lo sgocciolio del capelvenere. Allora sono salito su una montagnola d'erba dove c'è un alberello che la Fiat mantiene per far vedere che all'ecologia ci tiene ciuffi d'erba in mezzo al cemento ho detto che adesso se erano unite le due sezioni bisognava continuare e fare il blocco dei cancelli perlomeno a quelli carrai le porte 10 o 11. Molti erano gli odori e i sapori che piacevano uno all'altro come l'odore delle barene nella laguna di Venezia il sapore del cocomero più di tutto il sapore del pane e quello delle patate fritte. E ho ribadito nuovamente che bisogna eliminare quelli che non tengono conto delle esigenze della massa e gli ho detto che non continuino con la storia degli 8 livelli perché noi lottiamo per i 5 livelli con gli scatti automatici e questo ha fatto imbestialire due o tre delegati delle meccaniche. Erano troppo giovani non avevano ancora imparato a amare l'odore delle erbe la mentuccia il rosmarino la salvia l'aglio avrebbero cominciato a amarli più tardi anche l'olio di oliva lo amarono più tardi in età matura. I compagni hanno preso le direttive e si sono divisi le porte lì abbiamo fatto il blocco un paio d'ore e abbiamo capito subito dal numero dei camion che rimanevano intasati fuori dalle porte l'efficacia della nostra lotta.

In quell'epoca cominciarono a mangiare più spesso pesce e a provare piacere nelle acque profonde nei mari del sud dell'Italia avevano molto il senso dell'onore di cui aveva parlato il padre di Giovanni il giorno del matrimonio. Alla fine dello sciopero sindacale siamo tornati dentro e abbiamo spazzato dove c'erano sparute minoranze che lavoravano e abbiamo spiegato a quelli che erano rimasti dentro la nuova forma di lotta e la nostra soddisfazione. L'onore significava la fedeltà uno all'altro il non dire mai nulla di sé che non fosse stato a uno dei due e non a altri per antica abitudine sapevano che l'onore non avrebbe permesso a nessuno di non rispettarli a entrambi per questo piaceva molto dormire insieme la notte nello stesso letto.

Mercoledì il primo turno ha fatto le tre ore normali di sciopero il secondo turno al montaggio alle 14,3 o non ha neanche cominciato a lavorare ha fatto un corteo interno poi alle 15,30 la Fiat ha mandato a casa tutta la verniciatura. Affondavano in un sonno profondo protetti dalla forza dell'onore fra i loro odori e sapori perché in quegli anni e per educazione non si lavavano enormemente come oggi ma moderatamente il necessario oggi si direbbe di loro che erano sporchi. Sono uscito dall'officina alle 16 e c'era già una porta bloccata dai cassoni operai che bloccavano i camion con le macchine cariche discussioni con gli autisti mille gruppettini gente sdraiata in questi famosi praticelli insomma tutto un fermento.

Passarono gli anni erano sempre anni di gioventù e dunque era come se non passassero perché nulla cambiava in loro essendo profondamente radicati alla loro regione anche se avevano cominciato a viaggiare. Siamo andati a bloccare alla confluenza dei viali interni che portano al cancello 11 è arrivato un altro troncone di corteo che era rimasto dentro a girare ci siamo divisi i compiti si è deciso che anche la lastroferratura prolungava lo sciopero fino alle 11. Le altre regioni d'Italia erano un po' come stati esteri ma piano piano capirono che i cittadini di quegli stati esteri erano anch'essi italiani e che tutti ognuno in un modo diverso erano come avvolti in un loro onore regionale.

Sono saltate fuori le biciclette non sapevamo bene di chi erano poi abbiamo capito che erano quelle dei crumiri gli operai non avevano fatto altro che toglierle dalla rastrelliera. Spesso avevano momenti di silenzio entrambi non sapevano cosa dirsi e Giovanni come un ragazzino con un amico prendeva la mano di Maria e con l'altra mano le batteva colpetti sul dorso questa era la confidenza così vicina e simile all'onore capirono come era vero che la sola persona di cui potevano fidarsi erano l'uno e l'altra. Abbiamo organizzato le staffette io sono partito con una serie di compagni per andare nei refettori per spiegare a quelli che stavano mangiando la nuova forma di lotta erano un gruppo di compagni molto giovani e combattivi.

Non che avessero una idea precisa dell'istituto della famiglia o del matrimonio così come si intende avevano semplicemente la pratica della vita insieme e la sempre più grande coscienza che degli altri italiani come loro ci si poteva fidare sì abbastanza ma non molto meglio poco. Abbiamo fatto il giro dei refettori tavolo per tavolo a raccogliere le adesioni e ci dicevano era ora ci sono voluti 5 mesi per capirlo neanche fossi io il delegato e allora abbiamo fatto il discorso sul delegato cioè che ci siamo organizzati con la nostra testa. Cosa significava fidarsi non lo sapevano bene perché erano ancora giovani e qualche volta erano tentati di fidarsi ma era una cosa vaga l'opposto di un'altra cosa vaga che era il tradimento per cui il rapporto con le altre persone anche con i loro amici d'infanzia era molto sincero ma nessuno dei due diceva tutto bisognava tacere per vivere.

Dei delegati abbiamo tenuto quelli buoni quelli che sono delegati di fatto gli altri di fatto si sono emarginati da soli quelli che prendevano ordini dalle varie centrali è lì che abbiamo visto dei delegati che giocavano a carte gli operai ce li presentavano ecco il nostro delegato. Ebbero un bambino che chiamarono Francesco erano dotati per vivere avevano quel genio italiano ma non di tutti gli italiani di muoversi di camminare e di sorridere che è come bagnato dal mare Mediterraneo. Poi di nuovo in carrozzeria c'erano i gruppi che si stavano dirigendo alle porte che dicevano andiamo alla o dov'è la io andiamo a dare rinforzi alla 9 che sono solo in tre noi gli facevamo strada in bici perché la Fiat è grossa e non conoscevano la strada.

Alle 9 sono arrivati gli operai delle fonderie a chiedere informazioni allora abbiamo usato i telefoni dei guardiani e ci siamo dati appuntamento a fine turno davanti alla porta o per fare il punto della situazione. La complicità era dovuta a una grande naturalezza forse nata da matrimoni fra bisnonni e avi e è legata ai movimenti comuni che si fanno in gioventù nella stessa terra quando si mangia e si dorme vicini in casa e a un'aria di famiglia che in quegli anni moltissimi italiani avevano. L'assemblea un delegato della sinistra sindacale ha detto che questa lotta va bene speriamo che abbiano la forza per portarla avanti eccetera io ho parlato dopo dicendo qualcosa di più ho parlato anche dell'altro turno che ero sicuro che continuava e che bisognava organizzare anche l'altro turno perché ha gli stessi bisogni.

Giovanni conservava nel corpo come del resto Maria i muscoli i nervi i sonni e la fame di un ragazzo Francesco era come lui certe volte gli amici prendevano in giro Giovanni perché durante il lavoro si stringeva nel suo camice seduto accanto a uno al microscopio gli appoggiava il capo sulla spalla e dormiva. Alle 9 di giovedì dormivo un compagno mi ha telefonato e ha detto tutta Mirafiori è occupata tutte le porte sono presidiate alle 10,30 arrivo con la moglie e il bambino perché anche lei voleva sa pere che cosa era una occupazione perché in casa io racconto sempre le lotte che avvengono. Non litigavano mai Maria non ebbe mai un altro uomo e Giovanni non ebbe mai un'altra donna non ebbero mai questioni di gelosia in quanto si amavano in modo sempre diverso col passare del tempo e sempre pensando ognuno all'onore dell'altro.

Mio figlio ha 6 anni abbiamo fatto tutto il giro delle porte c'era tutto lo sventolio delle bandiere lui mi chiedeva ma chi sono quelli sui tetti con le bandiere e io sono gli operai vogliono battere il padrone. Ebbero una bambina che chiamarono Silvia come la nonna di Giovanni era nata con un leggero difetto fisico all'anca per cui diventando grande zoppicava un po' pochissimo i genitori se ne crucciarono molto ma quando Silvia ebbe 13 anni e cominciò a mostrare tutta la sua bellezza tra russa e tartara non ebbero più crucci. E lui ma non c'è lì il padrone guarda che il padrone non c'è mai nelle fabbriche può darsi che in questo momento sia nel suo elicottero personale che guarda dall'alto la sua fabbrica che gli sfugge dalle mani.

Ormai non erano più giovani ma la loro pelle la carne la saliva e i capelli erano ancora abbastanza giovani Giovanni era invecchiato nel volto aveva dei capelli grigi le borse sotto gli occhi e due pieghe dure ai lati del piccolo naso infantile. Allora abbiamo incontrato un altro compagno col figlio e li abbiamo fatti incontrare nel momento in cui la lotta diventa tua è un momento di festa proletaria dove tutti riescono a acquistare la propria identità non sono più rotelle sono una serie di cervelli che si coordinano e dirigono se stessi e gli altri. Maria non era ingrassata ma aveva anche lei qualche capello grigio e i seni e la carne non erano più veramente I quelli non c'era più la durezza Giovanni che li toccava sempre fin da ragazzo per scherzo e sul serio smise di farlo per discrezione.

Se no che senso avrebbe occupare una fabbrica c'erano i crumiri che sono talmente imbevuti delle favole del padrone che venivano a chiedere se c'era bisogno di un permesso scritto per uscire o rientrare io gli dicevo guarda che qui non siamo mica caposquadra. Maria capì questa discrezione ma il capirlo fu una cosa oscura e ogni tanto guardandosi allo specchio e nel bagno nuda diceva tra sé a voce alta sono vecchia e si copriva anche a se stessa perché la gioventù se n'era andata. Gli ho spiegato che i nemici di classe li colpiamo direttamente non utilizziamo come fa il padrone tutti i suoi strumenti noi sospendiamo di fatto quelli che sono contro di noi.

Ogni estate andavano al mare e qualche volta facevano dei viaggi in Italia nella loro mente Capua veniva immediatamente prima di Porta Capuana perché videro entrambi i luoghi uno dopo l'altro ricordavano Cuma e le zolfare. Al cambio turno c'è stato forse l'episodio più bello alle porte delle Carrozzerie hanno preso la decisione di dare il cambio ai blocchi dei cancelli per garantire che il blocco continuasse compatto per tutto il turno io non ho mai visto una cosa simile. Quei viaggi in Italia rimasero ben netti nella loro mente anche se ogni anno che passava i loro sensi avevano sempre minor forza gli odori dell'aria i sapori dei cibi e le profondità dei mari erano ogni anno meno sorprendenti anche se più dolci alla vista e ancora più dolci al pensiero e al ricordo.

Arrivavano gli operai e vedevano tutte le bandiere rosse gli operai in tuta sui cancelli e su tutto il muro insomma una cosa un po' diversa dal solito ma la cosa più entusiasmante e quella che ti dà l'idea della forza e della coscienza degli operai è stato il filtro. Essi non lo sapevano ma una leggerissima stanchezza nei sensi cioè nella vita si era infiltrata nei loro corpi e nei loro pensieri passarono altri anni rapidamente quanto lentamente passava un giorno della loro gioventù lontana Silvia era molto amata una delle donne più amate d'Italia e Francesco diventò dirigente sindacale di un partito politico da giovanissimo era un idealista. Si era deciso che entrassero solo gli operai e non i capi tutti alle porte dicevano oggi solo i compagni dentro i conigli fuori e così il blocco è stato fatto anche per i crumiri dovevi vedere c'erano tutti i compagni che controllavano i tesserini all'ingresso col cancello socchiuso.

Un giorno Giovanni a un collega francese che si preoccupava delle sorti dell'Italia disse tout se tient en Italie sì ma per quanto tempo per sempre così dicendo Giovanni era sera in un ristorante di piazza Santa Maria in Trastevere a Roma tra luci lampi e scintillii di oro. Entravano uno per uno e tutti dovevano passare al giudizio degli operai in lotta la voce si è sparsa su tutto il piazzale mentre quelli ai cancelli e sul muro segnalavano alle porte l'arrivo degli operatori dei capi o dei conigli più conosciuti. Vide come illuminarsi davanti a sé l'intero territorio italiano e gli parve che chiese torri cupole ruderi e forre campagne e oliveti ventosi cucinassero al sole circondati dal mare l'omertà era un concetto difficile da spiegare a uno straniero e Giovanni lasciò perdere.

Non c'era stato bisogno di fare violenza arrivava il capo e tutti in coro gli gridavano fuori fuori oggi comandiamo noi qui dentro entrano solo i compagni lavoratori quelli facevano un sorrisetto tirato e andavano via scuotendo la testa. Giovanni e Maria invecchiarono di colpo ma come sempre per quella misericordiosa stanchezza che avevano entrambi ereditato dalle illusioni infinite della Chiesa cattolica senza saperlo nessuno dei due se ne accorse veramente. C'è stato qualcuno che ha voluto fare la voce grossa e è andato via a calci in culo coi crumiri invece era diverso c'era anche il processo popolare gli ricordavano tutto quello che hanno fatto in 5 mesi ai nostri danni.

Nessuno dei due si accorse di avere già vissuto tutta la vita da qualche tempo ormai e non parve a loro di vedere i cieli di Roma al mattino il pomeriggio al Lido di Venezia quando i bagnini cominciano a avvolgere le tende per la notte o le palme di agosto a piazza di Spagna per le ultime volte. Quelli incalliti andavano via quelli che per esempio avevano fatto sciopero una volta si e una no venivano rieducati c'erano tutti i compagni di squadra che gli ricordavano tutti gli episodi perché gli operai hanno la memoria lunga qualche volta gliele ricordavano nei modi bruschi. Maria si accorse un giorno di giugno che parlando perdeva le frasi che rimanevano nel pensiero e Maria si esprimeva in modo confuso e spesso incomprensibile quando la udì dire quelle frasi senza senso Giovanni si fece molto serio e lo prese un dolore infinito perché capì che sarebbe morta infatti Maria morì e di lei non rimase nulla in casa.

Poi gli chiedevano se aveva cambiato idea e se sì gli davano uno schiaffetto e lo facevano entrare mentre quelli dicevano che non lo avrebbero fatto mai più e giù applausi da tutti quelli sui muri e tutte le bandiere che sventolavano. Giovanni visse ancora 11 anni camminava molto e lavorò sempre ma la cosa si era rotta e la vita continuò a passare anche dopo che morì Giovanni e nessuno vedeva più i due sposi da tanto tempo. C'è stato qualche delegato che brontolava e diceva che non era democratico ma è stato sommerso e poi l'altra cosa più bella è stata che tutti dovevano andare a bollare e poi venire ai cancelli entravano coscienti e contenti di quello che facevano i pugni chiusi le braccia protese.


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