9. Direzione
CHE MILLE BRACCIA SI PROTENDANO PER RACCOGLIERE IL SUO FUCILE

Alle 10,45 il perito incomincia l'autopsia si concluderà verso le 13 con questo esito la giovane è stata colpita da due proiettili uno l'ha raggiunta alla spalla sinistra l'altro quello mortale le ha trapassato il torace. L'ufficiale scende dice ai suoi uomini di restare lontano si avvia verso il cascinale che dovrebbe essere abbandonato secondo le informazioni raccolte in precedenza. Trascorrono tre ore di tensione mentre si accavallano dubbi interrogativi ipotesi alle 16,30 giungono alla caserma dei carabinieri le due sorelle su una Giulia raggiungono l'ospedale quando manca poco alle 17. Un tentativo di fuga a bordo di una 127 rossa e una 128 bianca era stato subito bloccato dai carabinieri ma mentre la donna era rimbalzata a terra uscendo dalla portiera di sinistra lato guida l'uomo stranamente era sceso da quella di destra dalla parte cioè più esposta alla minaccia delle armi dei nemici.

Un cadavere senza nome il corpo è quello di una donna tra i 35 e i 40 anni con capelli e mêches rossicce vestita con un golfino beige jeans sbiaditi e sandali rossi a tacco di corda alto. Il tenente procede fin sotto la cascina sta per sbirciare attraverso una finestra del pianterreno è in questo momento che dal piano sovrastante viene scagliata una bomba a mano tipo Srcm. Si alzano e avanzano lentamente verso la camera mortuaria sulla porta le attende il procuratore della repubblica non tradiscono emozione rimangono impassibili quando scattano i flashes la porta si chiude alle loro spalle. Le portiere della macchina dei banditi allora si spalancano di colpo esplode un rosario di colpi poiché i malviventi hanno con loro uno sten e due pistole.

Ha un viso strano nella morte si direbbe stupito indossa dei jeans aderentissimi e una maglietta beige ma è tutta chiazzata di rosso per cui il colore bisogna indovinarlo più che vederlo. Poi è andato a bussare alla porta dicendo siamo carabinieri a questo punto si è aperta una finestra del primo piano da cui si è affacciato una donna che ha risposto cosa volete l'ufficiale ha insistito e da un'altra finestra è stata lanciata la prima bomba a mano Srcm. L'attesa dura poco alle 17,15 il procuratore esce fa un cenno d'assenso è lei dice l'hanno riconosciuta subito è bastato uno sguardo al volto. Sono rimasti bloccati la 127 rossa ha anche tamponato la 128 bianca sono stati gli ultimi istanti di violenza i rapitori sono di nuovo balzati a terra e attraversando di corsa il prato hanno puntato verso il basso.

Sul terreno dello scontro a fuoco una cruenta battaglia durata più di mezz'ora è rimasta uccisa una giovane donna appartenente alla formazione dei rapitori. Il tenente ha chiamato gente c'è qualcuno venite fuori come risposta si è spalancata una finestra del primo piano e due bombe a mano Srcm lanciate insieme sono scoppiate dilaniando con le schegge il braccio e il volto dell'ufficiale. Ci sarebbero stati comunque altri elementi che avrebbero permesso l'identificazione in particolare un anellino le sorelle ne hanno uno simile l'aveva regalato a tutt'e tre la madre una decina d'anni fa. Ancora dall'interno della 127 e della l28 la donna e il complice sparano sul carabiniere poi vista impossibile la fuga la strada d'accesso è anche bloccata dalla 127 blu della pattuglia i brigatisti si lanciano in corsa verso la boscaglia risalendo il prato intorno al cascinale.

Il corpo riverso sulla china del colle i capelli rossi sparsi sul verde il volto sfigurato così si è chiusa nel tumulto degli spari dello scoppio delle bombe a mano della fuga disperata rotta da una raffica di mitra la sua breve esistenza. In quel momento da una finestra del primo piano vola una bomba a mano che scoppia a pochi passi dal tenente tranciandogli un braccio e ferendolo agli occhi. La terrorista uccisa nel conflitto a fuoco di ieri alla cascina ha finalmente un nome. Il carabiniere vedendo che i malviventi non si danno per vinti spara a sua volta a raffica una prima gragnuola di colpi sembra impaurire i due completamente allo scoperto.

Il nucleo centrale dell'inchiesta è stato rappresentato dai pochi metri quadrati di una camera mortuaria dove giaceva il corpo della brigatista ancora senza nome. L'esplosione taglia di netto il braccio sinistro dell'ufficiale le schegge lo raggiungono anche all'occhio lui crolla di schianto mentre una chiazza di sangue si disegna intorno al corpo. Non sembrava facile arrivare a dare un nome e un cognome alla donna addosso le era stata trovata una carta di identità nuovissima proveniente da uno stock di documenti rubati. Nel girare intorno alla cascina si sono trovati davanti alla nostra l27 nel tentativo di scansarla sono usciti di strada allora sono scesi alzando le mani ci arrendiamo erano a una decina di metri da me nell'erba ho puntato la pistola l'uomo si teneva dietro la donna.

Chi è la donna morta la domanda è stata senza risposta sino a stamane ma il suo nome per la verità sarebbe affiorato quasi subito. Accorrono il maresciallo e l'appuntato ma devono buttarsi a terra poiché dalla cascina viene scagliata fuori una seconda bomba a mano che li ferisce entrambi. Le foto segnaletiche in possesso dei carabinieri non parevano peraltro molto rassomiglianti con la vittima del cascinale la donna per non farsi riconoscere si era fatta tagliare i lunghissimi capelli neri. A un tratto l'uomo si è voltato basta ci arrendiamo ha gridato e quasi contemporaneamente ha fatto partire una raffica verso il maresciallo rimasto nel frattempo pure ferito e il carabiniere.

C'è un'attesa carica di tensione è un momento importantissimo quello che può dare un apporto decisivo alle indagini permettere la ricostruzione dell'identikit del commando di brigatisti. E' stato l'inizio della furibonda sparatoria raffiche e colpi isolati dall'interno facevano fuoco due donne e un uomo forse anche un altro uomo che sarebbe riuscito a dileguarsi per primo. Si era fatta le mêches rosse inoltre le fattezze risultavano indurite per gli strapazzi sopportati nei lunghi anni nei quali ha dovuto tenersi nascosta. Finché gli altri urlarono che si sarebbero arresi puntando la pistola il carabiniere li fece avanzare leggermente la donna davanti e l'uomo dietro.

Il comando afferma che i quattro carabinieri della pattuglia si sono trovati di fronte al fuoco di un uomo e di una terza persona la donna era poi rimasta uccisa mentre il complice pur ferito era riuscito a guadagnare la macchia. Si spalanca la porta irrompono nel cortile la donna e un uomo che lanciano un altro ordigno imbracciano i mitra sparano all'impazzata cadono il maresciallo e l'appuntato. Il nome a sancire una identificazione ufficiale è stato pronunciato per la prima volta oggi alle 17,10 davanti alla camera mortuaria dell'ospedale civile. Alzano le mani e gridano ci arrendiamo però anziché restare fermi o venire in avanti le ragazze tengono in mano le pistole l'altro ha sempre lo sten i banditi indietreggiano.

Quanti complici due uomini e una donna due donne e un uomo un uomo e una donna ieri era stata accreditata la seconda versione. Parte anche una raffica di mitra e uno dei colpi raggiunge l'appuntato alla testa anche il maresciallo rimane ferito alle gambe. E' stata riconosciuta dalle sorelle che non la vedevano da 5 anni anche in base a alcuni segni particolari una piccola cicatrice sul labbro alcuni nei e da un anello dalla identica montatura che le tre figlie avevano in comune con la madre. La donna e il suo complice sono scesi e il carabiniere ha intimato loro il mani in alto i brigatisti hanno alzato le mani e l'uomo ha gridato basta sono ferito mi arrendo ma nello stesso tempo ha abbassato le mani portandole alla cintura.

I carabinieri che hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con gli ospiti della cascina affermano di avere visto solo un uomo e una donna si è parlato di due donne di un altro individuo che sarebbe stato visto o sentito fuggire dopo la sparatoria. Subito dopo la stessa donna ha gettato la seconda bomba quanti erano non si sa ma si sa che la donna è salita sulla 127 arancione e l'altro suo complice sulla I28 bianca poi le due macchine si sono tamponate e sono finite nel fosso. Il riconoscimento ufficiale è stato fatto dalle due sorelle della donna non la vedevano da 5 anni hanno detto ma l'hanno identificata subito grazie a :alcune caratteristiche soprattutto per via di alcuni nei.

All'improvviso l'uomo si ferma si volta alza le mani e grida basta sono ferito mi arrendo ma immediatamente riabbassa le braccia stacca dalla cintura una bomba a mano e la lancia contro il carabiniere.

Su alla cascina il ramo di un ciliegio spezzato da una raffica di mitra è viva testimonianza del cruento scontro tra i carabinieri e i banditi. Un uomo e una donna erano le persone uscite dalla cascina dopo il lancio della bomba che aveva travolto il tenente sparando all'impazzata e falciando l'appuntato avevano raggiunto e messo in moto la 127 e la 128. Prima di raggiungere la camera ardente dell'ospedale già nella caserma dei carabinieri avevano riconosciuto l'anello identico ai loro glieli aveva regalati la madre. All'improvviso non appena il carabiniere abbassa le canne tentano il tutto per tutto nella mano sinistra il malvivente ha ancora una bomba a mano sempre una Srcm e butta anche questa stavolta contro il solo carabiniere.

Altri segni della battaglia si riscontrano nei vetri delle finestre andati in frantumi in una imposta scardinata dalle schegge di una Srcm sull'erba dove è stata abbattuta la donna il sangue sembra ruggine. Poi i banditi centrato con una raffica anche l'appuntato hanno tentato la sortita cercando di fuggire sulle loro auto per evitare l'ostacolo della 127 blu dei carabinieri si sono buttati verso il fossato che costeggia il sentiero. Il riconoscimento è avvenuto alle 17,10 all'obitorio dell'ospedale civile a tale ora erano arrivate le due sorelle sono entrate nella saletta insieme al procuratore della repubblica. Sembrava volesse farsi scudo di lei ho visto che ha infilato una mano dentro il giubbotto ho pensato volesse estrarre un'arma invece ha tirato fuori un'altra bomba me l'ha lanciata contro.

Sulle carrozzerie i fori di proiettili la 127 ha il parabrezza in frantumi la 128 presenta il lunotto scheggiato e un grosso buco sulla sinistra un colpo di calibro 9. Vi è un momento di pausa sulla jeep l'autista si impadronisce del microfono stabilisce un contatto per radiotelefono con la compagnia poche parole correte sono qui ripete la frase tre volte. Vedendo il corpo della donna nudo e segnato dalle incisioni dell'autopsia più che dalle sembianze del volto non la vedevano da 5 anni. Ho fatto un balzo in avanti mi è scoppiata alle spalle avevo finito i proiettili mi sono chinato sul corpo dell'appuntato ho preso il caricatore della sua pistola l'ho infilato nella mia.

Ci sono ancora le due macchine che dovevano servire per la fuga in extremis della banda sono una 127 rossa e una I28 bianca paiono incollate una dietro l'altra e per metà sono finite in un fossato. Intanto con l'altra mano impugna l'arma d'ordinanza e si butta a sua volta verso il cascinale mentre due donne e un uomo stanno correndo verso una macchina. Hanno proceduto all'identificazione constatando la presenza di alcuni nei e di un taglio sopra le labbra un particolare che le ha convinte definitivamente è stato un anellino che la salma recava ancora all'anulare della mano sinistra. Quando uno dei due estrasse fulmineamente una bomba a mano scagliandogliela contro il carabiniere si scansò fulmineamente e fece un balzo avanti abbassandosi e sfuggendo agli effetti dell'esplosione.

Qui si trovano alcune parrucche con capelli di colori diversi usate dalla giovane donna nei suoi travestimenti da primula rossa. Accorre l'autista è un militare di cinquantun anni sposato e padre di 4 figli calmo riflessivo coraggioso impugna la pistola d'ordinanza calibro 9 con 7 colpi vede i compagni a terra sfigurati i nervi saldi non ha un attimo d'incertezza. Una fedina d'oro con tre piccole pietre nere era un ricordo della mamma ne ha regalato uno uguale a ciascuna delle figlie acquistandone uno per se stessa la ridda di ipotesi sull'identità è così venuta a cadere. L'uomo aveva gridato basta sono ferito mi arrendo ma quasi contemporaneamente aveva lanciato un'altra bomba e l'autista della pattuglia chinandosi per evitarla aveva fatto fuoco contro la donna che è rimasta uccisa mentre l'uomo riusciva a fuggire.

E' lei a guidare il commando di brigatisti che irrompe nella prigione è lei che suona alla porta e corre verso la cella un corto mitra sotto il braccio mentre i compagni immobilizzano le guardie di custodia. Il carabiniere spara un colpo ma alto sopra le loro teste per intimare l'alt come esige il regolamento i fuggiaschi non si fermano raggiungono una I 2 7 in sosta sotto gli alberi e tentano di scappare. Il riconoscimento della donna è stato fatto oggi verso le 17,30 nell'obitorio dove la salma era stata trasportata dalle due sorelle. Cavandone una bomba a mano che ha lanciato contro il milite questi ha intuito quello che stava avvenendo si è buttato in avanti evitando la bomba che gli è scoppiata alle spalle e ha sparato con la sua pistola colpendo la donna.

Da quel giorno di metà febbraio la traccia si perde di nuovo verrà ritrovata giovedì chiudendosi sull'immagine della giovane donna stesa al suolo morta dopo lo scontro a colpi di bombe a mano con i carabinieri. Tra i malviventi e il carabiniere che frattanto aveva impugnato la pistola e si era gettato a terra sulla sinistra proteggendosi dietro l'auto ci fu uno scambio di colpi d'arma da fuoco. I segni di riconoscimento che hanno permesso l'identificazione della salma sono stati una serie di nei che la donna presentava sulla schiena la spaccatura di un labbro e un anello che portava al dito. 11 carabiniere si tuffa in avanti e mentre l'ordigno lo sorvola e va a scoppiare alle sue spalle spara con la sua pistola d'ordinanza calibro 9 la donna è sulla linea di tiro e cade colpita da due proiettili che le trapassano il torace e il braccio destro.

Donne con l'arma al fianco donne che rapinano che sequestrano che assaltano le carceri che sparano contro i rappresentanti della legge e del potere donne che hanno seguito fino in fondo la loro strada passando dal ruolo di fiancheggiatrici e di consolatrici dei loro compagni a quello di protagoniste. L'uomo e la donna racconta a voce bassa appena incrinata dall'emozione che adesso dopo la tragedia si è impadronita di lui sono saliti sulla 128 e sulla 127 posteggiate sull'aia sono partiti di scatto forse pensavano di avere fatto fuori tutta la pattuglia. Quest'ultimo particolare è stato decisivo si tratta infatti di un anello con tre pietre incastonate che era stato regalato dalla madre a tutte e tre le sorelle. Segui un'altra sparatoria nel corso della quale la donna rimase colpita a questo punto secondo la falsa versione del comando il carabiniere restò senza cartucce e l'altro ne approfittò per dileguarsi.

Sul piazzale della cascina nel punto dove colpita a morte è caduta a terra stamane sono state trovate sei rose rosse. Subito dopo vide giungere le due auto dei brigatisti che cercavano di superare l'auto dei carabinieri che impediva il passaggio ma uscirono di strada finendo in una cunetta. Sì è lei hanno detto al magistrato le due sorelle erano 5 anni che non la vedevamo in piedi abbracciate fissavano la morta piangendo in silenzio il corpo della donna era disteso nudo sul tavolo di marmo. Dal mitra di quest'ultimo è venuta la raffica di risposta che ha colpito in pieno la donna e ha raggiunto l'uomo il quale pur con una pallottola in corpo è riuscito a arrivare alla prima fila di alberi e a scomparire nella boscaglia.

Naturalmente nessuno sa chi ha deposto il mazzo di rose rosse nessuno ha visto nulla e nessun contadino del posto ha notato forestieri. La loro direzione di marcia è però impedita davanti a loro c'è la I28 dei carabinieri lasciata di traverso in mezzo alla strada i malviventi non hanno tempo di compiere un'inversione. Una macchia di sangue in mezzo al petto un'altra sul braccio sinistro le dita della mano destra annerite e contratte come irrigidite nell'atto di aggrapparsi alla terra la mano sinistra ornata di un anello d'oro con tre piccole pietre. E ho ripreso a sparare abbattendo la ragazza che urlava come una pazza anche l'uomo si è messo a gridare sono ferito e è scappato nei campi scomparendo.

Per tutta la giornata è poi continuato il rastrellamento delle boscaglie una operazione nella quale sono tuttora impegnati 300 carabinieri 80 agenti 20 guardie di finanza 6 elicotteri e numerose unità cinofile. Il carabiniere spara un secondo colpo che raggiunge si presume l'uomo che era sul sedile posteriore sulla I 2 7 verrà poi ritrovata una chiazza di sangue. I capelli neri nella penombra della camera mortuaria non rossicci come erano apparsi in lontananza ieri sotto i riflessi del sole fra gli alberi sul labbro una piccola cicatrice. Si ritrova incolume e vuota i colpi rimasti nel caricatore resta uccisa una delle ragazze mentre il milite cerca di ricaricare l'arma i complici riescono a dileguarsi sul petto della giovane donna ci sono tre fori la dimostrazione.



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