vogliamo tutto 1971
Feltrinelli editore 1971
Indice

Parte Prima
Primo Capitolo - Il Sud
Secondo Capitolo - Il Lavoro
Terzo Capitolo - Il Nord
Quarto Capitolo - La Fiat
Quinto Capitolo - La Lotta

Seconda Parte
Sesto Capitolo - Il Salario
Settimo Capitolo - I compagni
Ottavo Capitolo - L'autonomia
Nono Capitolo - L'assemblea
Decimo Capitolo - L'insurrezione

vogliamo tutto 1971
Nuova edizione DeriveApprodi 2004
Dalla stampa

Vogliamo tutto è innanzitutto un
documento politico. Il suo merito
principale è anzi proprio questo: non
essere uno sfogo esistenziale, un’analisi
sociologica, un approccio individuale a
un’esperienza estranea, ma la cronaca
di una lotta scritta da un militante di
un’organizzazione politica, Potere
operaio. (...) Discutibile politicamente e
culturalmente è, con molta probabilità il
primo libro vero, pubblicato in Italia,
sugli operai. (Luciana Castellina)

La lingua di chi non ha diritto alla
parola diventa, nella ricerca
splendidamente inaugurata da
Vogliamo tutto, il centro della scena e si
rappresenta come rivolta in atto e
riflessione sulla rivolta. (Aldo Nove)

Ancora oggi Vogliamo tutto rimane
uno dei pochissimi testi narrativi che
abbiano tentato di penetrare entro lo
spirito e le vicende del ’68 - e certo il
più riuscito. (Mario Spinella)

Vogliamo tutto è innanzitutto la storia
di un linguaggio che passa dalla fase
picaresca e ribelle di un divertito
rinunciatario individualismo
all’uniforme ma prepotente (e potente)
lingua collettiva degli slogan. Dove
individualismo e collettivismo non sono
solo parole. (Walter Pedullà)

Il personaggio di Vogliamo tutto è di
lontana ascendenza arlecchinesca
malgrado la tragedia di cui è portatore e
eroe. Ogni suo rapporto con il mondo è
regolato dall’ideologia della legnata in
testa e sono più quelle che prende che
quelle che dà. (Angelo Guglielmi)


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