Seconda parte


Sesto capitolo



Il salario


Alla Fiat erano già due tre settimane che era cominciato. Erano cominciate le lotte dopo lo sciopero per Battipaglia che alla Fiat i sindacati avevano fatto per prudenza solo di tre ore. L'11 aprile c'era stata la prima assemblea politica di 1.500 operai delle Presse Sud di Mirafiori. Che è stata la prima occasione che gli operai Fiat hanno preso per lottare contro il piano dei padroni. Che è fare la disoccupazione e prendere per fame la gente del sud. Fare una enorme massa di riserva di giovani e obbligarli a partire come il servizio militare per il lavoro nelle fabbriche del nord. Il lavoro che diventava quasi un premio un regalo che i padroni ci fanno. A farci venire a dormire nelle stazioni o a mucchi in una stanza con affitti da rapina.

Questo lo spiegava alle officine delle Ausiliarie un operaio dopo lo sciopero di Battipaglia Sale su un tavolo della mensa e spiega perché i meridionali sono costretti a venire al nord. Allora la direzione prende la solita misura trasferisce quell'operaio alla Mirafiori Nord isolandolo da tutti. Ma martedí 15 c'è già un gruppo di operai che discute in un secondo comizio. Interviene in mensa chiede la fermata e impone alla commissione interna di far rientrare subito l'operaio in squadra. Io queste cose qua che erano successe non le sapevo ancora allora. Me le sono imparate poi nelle discussioni coi compagni. Dopo che l'avevo piantata lí per sempre col lavoro. Dopo il casino che avevo piantato quel giorno lí a Mirafiori.

A distanza di 48 ore partono le lotte delle Ausiliarie per le categorie e i superminimi: 2 ore per turno. Si chiede l'eliminazione della terza categoria per le Ausiliarie. Per far partecipare alla lotta anche gli operai di prima categoria il sindacato chiede l'aumento dei superminimi. Il via alla fermata lo danno immediatamente gli operai. Il sindacato tiene dietro. Ma è una fase di assaggio. Solo fra un mese la lotta comincerà a investire tutti i reparti di Mirafiori.

Come funziona Mírafiori. La prima delle due grandi correnti della produzione parte dalle Fonderie dove si costruiscono le parti dei motori monoblocco e testata di alluminio. Da qui alle Meccaniche dove i motori vengono montati e completati delle altre parti. Poi i motori passano all'Assemblaggio la linea di montaggio. La seconda corrente parte dalle Presse dove vengono stampate le parti della carrozzeria in lamiera. Da qui all'Assemblaggio dove vengono saldate insieme e verniciate. Mentre le scocche percorrono la linea vengono montati il motore e le parti meccaniche. Le vetture vengono addobbate dotate delle gomme e infine escono sul piazzale.

A metà maggio partono gli scioperi dei carrellisti. Perché le scorte si esauriscano e il contraccolpo della fermata pesi sui reparti che i carrellisti collegano con i trasporti interni lo sciopero va avanti per l'intera durata dei tre turni. Alle 12 del primo giorno la Fiat spara la prima offerta: 40 lire orarie di aumento per tutti i carrellisti di terza categoria in modo da salvare la gerarchia con le 10 lire di differenza rispetto alla seconda. Rifiuto netto dei carrellisti della Mirafiori Nord.

Lunedí 19 maggio i carrellisti scioperano ancora per tutto il primo turno. Gli operai rompono la divisione per squadre e danno inizio alle assemblee di officina. Viene respinta la proposta dei capi officina di mandare in direzione a discutere una delegazione di operai. I carrellisti rispondono che loro sarebbero piú comodi se la Fiat mandasse i suoi rappresentanti alle assemblee operaie. Nelle assemblee gli operai decidono: Ciò che importa è la richiesta di salario.

Cos'è il salario operaio. Io la busta non la leggevo mai perché non mi fregava un cazzo. Ma sulla busta c'è scritto tutte le voci in cui il padrone divide il salario che dà all'operaio. Lo divide soprattutto in due parti. La prima parte che è la paga base corrisponde alle ore di lavoro che ha fatto nella fabbrica. Questa che dovrebbe essere l'unico salario è invece sempre molto bassa cioè non basta mai al minimo vitale dell'operaio. Cosí poi c'è l'altra parte del salario che è la cosí detta parte variabile. Nella parte variabile ci possono essere diverse voci: premio di produzione premio di assiduità cottimo indennità varie eccetera.

Tutte queste voci servono solo per legare il salario dell'operaio alla produzione del padrone. Cioè il cottimo per esempio è la paga per il numero di pezzi che l'operaio produce. Perciò l'operaio deve stare sempre zelante e obbediente agli ordini dei capi. Perché loro stabiliscono questa parte variabile del salario che gli è assolutamente indispensabile per vivere. E che al padrone gli permette di mantenere il controllo politico sulla classe operaia. Di fare che essa accetti di collaborare allo sfruttamento di se stessa. E è questa poi la ragione perché il padrone e i sindacati quando chiediamo gli aumenti sulla paga base vogliono darceli invece sempre sulla parte variabile.

Perché piú soldi che ci dà il padrone di aumento in questo modo legano ancora di piú il salario dell'operaio alla produzione e aumenta quindi il controllo politico del padrone. Però col cottimo possiamo fregare il padrone con l'autolimitazione che è quando l'operaio fa meno pezzi di quanti dovrebbe. Quando ne fa di piú è sempre il padrone che ci guadagna di piú in pezzi in confronto ai soldi che dà in cambio all'operaio. Facendo l'autolimitazione invece i soldi che l'operaio piglia in meno sono in cambio di moltissimi pezzi in meno per il padrone che è cosí il piú danneggiato.

Allora questa parte variabile del salario è quella dunque che paga la diversa quantità di lavoro fornita dall'operaio. C'è poi la così detta struttura verticale del salario cioè le differenze di salario tra un operaio e un altro operaio secondo il tipo di lavoro che fa. E' il sistema delle qualifiche e delle categorie e di altri strumenti che il padrone usa volta per volta per dividere tra loro gli operai. Che sono le paghe di posto gli scatti di merito i superminimi differenziati la job evaluation fino ai metodi arretrati come il fuori busta e il salario nero. Tutto questo paga la diversa qualità di lavoro fornito dall'operaio.

Ma questo fatto che il tipo di lavoro che fa un operaio ha un valore diverso che cioè viene pagato di piú o di meno del lavoro di un altro operaio è tutta un'invenzione capitalistica. Che se lo sono inventati i padroni per avere in mano cosí un altro strumento di controllo politico sulla classe operaia. Non dimentichiamo che anche il partito e il sindacato sono d'accordo su questa invenzione capitalistica. Anche per loro è sempre giusto che i soldi che l'operaio riceve devono essere basati sulla diversa qualità del lavoro che fa.

Tutte queste differenze di salario servono al padrone per avere un ricatto continuo sull'operaio: Se vuoi la qualifica se vuoi migliorare devi stare buono non devi rompere i coglioni non devi fare sciopero eccetera. E gli servono per dividere gli operai durante le lotte perché allora tutti fanno delle richieste diverse secondo le loro qualifiche e categorie e lottano così divisi. E il padrone trova poi sempre il sindacato servizievole che firma gli aumenti a percentuale diversi per le diverse qualifiche e categorie.

Poi c'è il fatto dell'orario di lavoro. Otto ore di lavoro quando non sono nove o dieci che distruggono l'operaio completamente. Cosí poche energie gli restano nel cosí detto tempo libero per comunicare con gli altri operai e quindi per organizzarsi politicamente. Perché i padroni vogliono tenere sempre cosí alto l'orario di lavoro? Prima di tutto per avere il controllo politico anche fuori della fabbrica. Viene in secondo piano il fatto di fare produrre di piú agli operai. Ma gli operai oggi rifiutano il lavoro vogliono avere meno ore di lavoro per potersi organizzare politicamente.

E infine c'è la normativa cioè la divisione in due settori che fa il padrone della forza lavoro. Operai da una parte impiegati e tecnici dall'altra. Per esempio la normativa delle assenze per malattia è tutta studiata per imporre il lavoro all'operaio. Se fa assenza fino a 3 giorni l'operaio perde infatti completamente il suo salario. Questo non succede nella normativa degli impiegati e dei tecnici. Questo è appunto studiato per impedire all'operaio di starsene a casa quando non gli va di lavorare.

Ma poiché gli obiettivi degli operai sono unicamente le loro esigenze economiche e materiali cioè i loro bisogni di vita senza che gli freghi assolutamente niente delle esigenze dei padroni. Cioè della produzione che stabilisce in che misura quei bisogni devono essere soddisfatti. Allora è chiaro che il problema politico è adesso aggredire tutti insieme gli strumenti di controllo politico che il padrone ha in mano. Che usa per legare e far partecipare la classe operaia alle sue esigenze della produzione e al loro sfruttamento.

Lo strumento che hanno gli operai per inceppare questo strumento dei padroni è il rifiuto del salario come compenso della quantità e della qualità del lavoro. E' dunque il rifiuto del legame che c'è tra il salario e la produzione. E' la richiesta di un salario non piú stabilito dalla produzione dei padroni ma dai bisogni materiali degli operai. Cioè: Aumenti uguali per tutti sulla paga base. Gli incentivi materiali come il cottimo le categorie eccetera significano invece per l'operaio solo partecipare al proprio sfruttamento.

E chi ha il ruolo puttanesco di contrattare sempre col padrone qualche soldo in piú per l'operaio in cambio di nuovi strumenti di controllo politico? E' il sindacato. Che diventa dunque lui stesso strumento di controllo politico sulla classe operaia. Lottando per i suoi obiettivi economici e cioè politici la classe operaia finisce sempre per scontrarsi con il sindacato. Perché quando gli operai non vogliono piú dare al padrone altro controllo politico in cambio di un aumento economico allora il sindacato che ha il ruolo puttanesco di contrattare questo scambio è messo fuori gioco dagli operai.

Di qui dunque l'esigenza del salario garantito sganciato dalla produttività. Di qui l'esigenza operaia di aumenti sulla paga base senza aspettare i contratti. Di qui l'esigenza operaia delle 40 ore 36 per i turnisti pagate 48 subito. Di qui l'esigenza operaia della parità normativa subito. Per il semplice fatto di entrare nell'inferno della fabbrica: Noi vogliamo il salario minimo garantito di 120.000 lire al mese:

Perché questi soldi ci servono per vivere in questa società di merda. Perché non vogliamo piú tirarci il collo dietro al cottimo. Perché vogliamo eliminare le divisioni tra operai che si è inventato il padrone. Perché vogliamo essere uniti per lottare meglio. Perché allora possiamo rifiutare meglio i tempi del padrone. Perché piú soldi in paga base significano maggiori possibilità di lotta. Noi vogliamo le 40 ore 36 per i turnisti pagate 48 subito:

Perché non vogliamo passare metà della nostra vita in fabbrica. Perché il lavoro è nocivo. Perché vogliamo avere piú tempo per organizzarci politicamente. Noi vogliamo la parità normativa tra operai e impiegati subito:

Perché vogliamo un mese di ferie. Perché vogliamo condurre la lotta contro il padrone operai e tecnici uniti. Perché vogliamo starcene a casa senza perdere tutto il salario quando non ce la facciamo piú a lavorare.

Verso le 11,30 di lunedí 19 i carrellisti della Nord riescono a comunicare per telefono coi compagni della Sud. Mezz'ora dopo i carrellisti della Mirafiori Sud si fermano fino alle 14,30. Al secondo turno altre due ore di sciopero per le 50 lire. Se ce ne offrono 50 ne chiediamo 70 dicono. Per il giorno seguente i sindacati prevedono per i carrellisti uno sciopero di due ore per turno all'inizio dei turni. Gli operai ne fanno tre nel primo come nel secondo turno. Mercoledí 21 i capi riescono a chiudere lo sciopero del primo turno alla sesta ora. Ma prima i della chiusura partono i gruisti che si fermano due ore sul problema delle qualifiche e bloccano il rifornimento dei pezzi alle linee di montaggio.

Giovedí 22 maggio l'accerchiamento mobile dei carrellisti e dei gruisti si trasmette ai primi reparti fissi. Si uniscono alla lotta gli i operai delle Grandi Presse. Il sindacato indice uno sciopero di due ore per turno. Lo sciopero dalle dieci alle dodici del primo turno comincia con un corteo interno che strappa dalle macchine gli operai che ancora lavorano. Fallisce intanto l'ultimo tentativo della Fiat di recuperare gli ingorghi creati da questi primi scioperi. Al mattino i capi tentano di spingere la linea della 124 da 600 a 641 pezzi. Gli operai non iniziano il lavoro. Dirigenti e commissione interna li convincono a cominciare ma devono scordarsi 141 pezzi in piú.

Alle 14,30 dello stesso giovedí 22 entra il secondo turno delle Grandi Presse ma non può che lavorare poco e male perché lo sciopero dei carrellisti blocca l'affluenza del materiale. Dopo un'ora inizia lo sciopero di due ore come stabilito. A questo punto passa la proposta di scioperare nelle due ore dalle 21 alle 23 in cui sarebbe arrivato il materiale per i carrellisti Passa un dirigente e chiede agli operai che cosa vogliono ma nessuno vuole niente. Il dirigente conclude che non lo sanno. A ruota del dirigente arriva la commissione interna dicendo che gli operai delle Presse non devono fare come i carrellisti che scioperano da soli. Questo danneggia tutta la Fiat che può passare alla serrata.

Per il terzo turno i sindacati avevano proposto la fermata dalle tre alle cinque. Gli operai decidono insieme di farla invece dalle due alle sei. Venerdí 23 al primo turno delle Presse si fanno le due ore stabilite dal sindacato e discutendo si decide che occorre prolungare lo sciopero fino alle 14,30. Intanto gli operai delle linee di montaggio raccolgono l'invito alla lotta dei loro compagni. Da quel giorno non escono piú dalla Mirafiori né 124 né 125 e poche 600 e 850. Sono ormai 12.000 gli operai in sciopero. Sabato 24 il sindacato decide che non vale la pena di fare sciopero perché c'è un solo turno. Si lavora ma si autolimita la produzione. Escono solo 1.300 pezzi invece dei normali 3.500.

Nelle assemblee e nelle discussioni si dice: Il nostro obiettivo non sono le 50 lirette anche se ci fanno comodo il nostro obiettivo è l'organizzazione operaia permanente che possa battere in ogni momento il padrone. In culo la democrazia sono 25 anni che c'è la democrazia e sono 25 anni che ce l'abbiamo in culo. Dobbiamo organizzarci e i sindacati siamo noi non c'è nessun esercito piú forte della classe operaia unita e organizzata. La lotta continua nei giorni successivi sempre con cortei e assemblee di reparto estendendosi spontaneamente alle Medie e Piccole Presse. Qui gli scioperi sono dichiarati autonomamente dagli operai non dal sindacato. Perché questo sciopero continua giorno per giorno e si allarga cosí a macchia d'olio? Che cosa vogliono gli operai della Fiat?

Gli operai della Fiat per la prima volta non si muovono per particolari rivendicazioni poste dal sindacato come il delegato di linea. Ma rifiutano in blocco l'organizzazione del lavoro in fabbrica e lo decidono da soli. Per 80 90 100 mila lire al mese hanno ritmi di lavoro massacranti insopportabili che il padrone aumenta continuamente. Infatti alle Carrozzerie della 124 si producevano 320 vetture al giorno all'inizio del 1968 poi 360 in ottobre poi 380 dopo Avola. Oggi il padrone spinge a 430 e solo perché ci sono le lotte si accontenta. Questi aumenti sono possibili solo attraverso l'accelerazione del ritmo di montaggio a catena. Ma gli operai Fiat non vogliono piú saperne vogliono decidere loro quanto lavorare.

Vogliono insieme una garanzia di salario che permetta loro di vivere e se ne fregano di aumenti di merito aumenti in percentuale parametri eccetera. Cioè di tutti i meccanismi che i padroni hanno inventato insieme ai sindacati per legare sempre di piú il salario allo sfruttamento e dividere gli operai l'uno dall'altro. Se ne fregano del delegato di linea su cui il sindacato i vuole farli lottare. Il delegato di linea è una specie di controllore che deve vigilare sul rispetto dell'accordo per i ritmi cioè sulla regolarità dello sfruttamento. Ma è proprio questo che gli operai rifiutano. La lotta contro i ritmi di lavoro che gli operai vogliono.

Mentre i delegati di linea i padroni li vogliono perché gli servono subito. Li vogliono presenti alle trattative rapide e alla firma del contratto. Li vogliono perché assicurino in permanenza il controllo democratico sugli operai e sui loro movimenti politici. Ma adesso gli operai Fiat hanno deciso di anticipare lo scontro rispetto alle scadenze contrattuali fissate dai padroni in accordo coi sindacati. I contratti che dovrebbero bloccare per tre anni le lotte e favorire i piani del padrone. Tutto questo viene discusso e deciso dagli operai Fiat nelle assemblee di reparto. Durante l'orario di lavoro gli operai cercano di darsi per la prima volta un'organizzazione autonoma.

Cos'hanno fatto finora i sindacati? Hanno cercato di spegnere le lotte o di isolarle. Alle Medie e Piccole Presse e alla Meccanica hanno detto che lo sciopero spontaneo era illegale: Noi non tratteremo se voi lo fate. Hanno detto che è considerato sabotaggio lo sciopero non dichiarato dai sindacati. Hanno detto che se si ottenevano forti aumenti salariali questi sarebbero stati assorbiti dal contratto nazionale. Ma questo non è vero perché contemporaneamente sono stati firmati accordi alla Nebiolo e alla Olivetti che escludono l'assorbimento degli aumenti.

Hanno deformato la realtà della lotta stessa mettendo in giro voci ad esempio che la lotta alle Presse era finita mentre questo non era vero. Dicendo che la Fiat nel caso che la produzione risultasse danneggiata per il concatenamento delle lotte cioè per il fatto che i singoli reparti scioperassero due ore coordinando l'azione in modo da bloccare la produzione allora la Fiat avrebbe fatto la serrata.

Facevano girare la voce che se la prossima settimana le linee fossero state ancora ferme la Fiat avrebbe messo gli operai in cassa integrazione. Bluffavano sulle trattative affermando che erano stati raggiunti certi risultati mentre questo non era vero. Facevano circolare pareri secondo i quali occorrerebbe evitare che alla Fiat si ricreasse il clima degli anni 50 ovvero la caccia alle streghe e l'inizio dei licenziamenti degli operai piú attivi.

Hanno detto che c'era il rischio di arrivare a un contratto separato anticipato alla Fiat spezzando cosí l'unità della categoria. Ma questo è proprio quello che loro hanno sempre fatto. Operai: Se i sindacati hanno continuato a isolare e a spegnere la lotta se la stampa di tutti i partiti non dice quello che veramente succede alla Fiat la parola d'ordine degli operai è invece: Tutta la Fiat in lotta. Alle minacce di sospensione gli operai di Mirafiori rispondono: Tutta la Fiat in lotta.

Martedí 27 maggio: Sciopero di 8 ore. Si forma un corteo all'interno della fabbrica che gira per le officine 5 7 13 urlando: Potere operaio. I cartelli portano scritto: Vogliamo lavorare meno e guadagnare di piú. Il corteo è stato deciso in assemblea dagli operai appena entrati in fabbrica. Durante l'assemblea si decide che si vuole: Aumento salariale di 50 lire per tutti piú 80 lire per il turno di notte su 5 settimane. Attacco contro i tempi di produzione. Il sindacato deve diventare lo strumento di attuazione delle decisioni degli operai.

Scioperi dichiarati dagli operai nelle assemblee interne: Officina 13 primo e secondo turno. Officina 1 primo turno 4 ore secondo turno 4 ore. Officina 3 primo turno 4 ore secondo turno 4 ore. Scioperi dichiarati dai sindacati: Ausiliarie primo turno 2 ore secondo turno 2 ore. Officina 5 primo turno 4 ore dichiarato di 2 ore. Secondo turno 8 ore dichiarato di 2 ore. La produzione della giornata tocca i livelli minimi.

Giornale per le porte 15 e 17 officine Presse: La Fiat ci prende in giro offrendoci 7 lire. I sindacati ci prendono in giro dicendo che la Fiat offre 36,30 lire. Vediamo queste 36,30 lire. 21,50 le abbiamo già accordo mensa del mese scorso. 9,80 sono legate al cottimo e quindi dovremo sudarcele giorno per giorno. Piú 5 queste sono le 5 lire che la direzione con un grosso sforzo ha portato a 7 lire. Non vendiamoci per 7 lire. La lotta continua. Meccaniche e linee stanno per unirsi alla nostra lotta. Giornale per le porte 18 e 20 Meccaniche: La lotta alle Presse e alle Ausiliarie continua. Bisogna estenderla alle Meccaniche e alle linee. Dobbiamo chiedere la seconda categoria per tutti compresi quelli delle linee meccaniche. Dobbiamo realizzare il controllo operaio sui tempi e sul numero delle macchine su cui si lavora.

Giornali di lotta distribuiti ai cancelli 1 e 2 delle linee: Lo sciopero alle Presse continua non credete alle voci messe in giro dai capi. Presse e Ausiliarie non possono scioperare da sole ma chiedono la vostra collaborazione. Perché i problemi della lotta sono gli stessi: Controllo sulla produzione. Passaggio di categoria per tutti. Come possiamo lottare con le Presse e le Ausiliarie? Fermando le lavorazioni che ancora funzionano. Mercoledí 28 maggio: Alle linee carrozzerie gli operai hanno fatto una fermata tentando il corteo. E' arrivato il caporeparto e è riuscito a impedirlo.

Giovedí 29 maggio: Un giovane operaio meridionale ha tentato di entrare con un cartello. I guardiani glielo hanno impedito e ne è nato uno scontro. Al secondo turno un gruppo di un'ottantina di operai delle linee della Carrozzeria subito dopo avere timbrato si unisce in fondo alle linee e parte in corteo con l'intenzione di bloccare la linea della 500 l'unica che nei giorni scorsi aveva continuato a tirare a pieno ritmo. A questo punto sono intervenuti capi e sindacati che con una azione concorde hanno ridotto il corteo a una quindicina di operai. Questi operai se ne infischiano continuano a girare tra gli operai discutendo e a poco a poco si riforma il corteo bloccando completamente la produzione. Dalla Fiat non esce piú nessuna macchina.


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